John Banville

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
John Banville

John Banville (Wexford, 8 dicembre 1945) è un romanziere e giornalista irlandese. Il suo romanzo La spiegazione del fatti (1989) è stato candidato per il Booker Prize e ha vinto il premio Guinness Peat Aviation. Il suo diciottesimo romanzo, Il mare, ha vinto il Man Booker Prize nel 2005. Ha scritto cinque romanzi con lo pseudonimo di Benjamin Black.

Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un'inventiva Nabokoviana, e per l'umorismo nero del suo spesso malizioso narratore. Ha dichiarato di voler dare alla sua prosa «il tipo di solidità e spessore che ha la poesia».[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Banville è nato a Wexford, in Irlanda. Suo padre lavorava in un garage e morì quando Banville aveva circa trent'anni; sua madre faceva la casalinga. È il più grande di tre fratelli; il più vecchio, Vincent, è a sua volta un romanziere e ha scritto talvolta con lo pseudonimo di Vincent Lawrence. Sua sorella Vonnie Banville-Evans ha scritto libri per bambini e le memorie degli anni in cui è cresciuta a Wexford.

Banville ha studiato alla Christian Brothers' School e al St Peter's College a Wexford, ma non ha frequentato l'università. Dopo la scuola ha lavorato come impiegato alla Aer Lingus, cosa che gli permise di viaggiare a prezzi scontati in Grecia e in Italia. Tra il 1968 e il 1969 ha vissuto negli Stati Uniti. Ritornato in Irlanda divenne redattore dell'Irish Press, per poi essere promosso capo redattore. Il suo primo libro, Ling Lankin, venne pubblicato nel 1970.

Dopo il fallimento dell'Irish Press nel 1995 divenne redattore dellIrish Times. Venne nominato redattore letterario nel 1998. Anche l'Irish Times soffrì di difficoltà economiche, e a Banville venne offerta la possibilità di avere una buonuscita o lavorare come redattore in una sezione speciale, ma decise di andarsene. Banville scrive nel The New York Review of Books fin dal 1990. Nel 1984 fu eletto nell'associazione di artisti irlandesi Aosdána, ma si è dimesso nel 2001 in modo da permettere ad un altro artista di ricevere il sussidio annuo (cnuas).

Banville scrive anche con lo pseudonimo di Benjamin Black. Il suo primo romanzo sotto questo pseudonimo è Dove è sempre notte, seguito da Un favore personale nel 2007, The Lemur nel 2008, Congetture su April nel 2010, e A Death in Summer nel 2011.

Banville ha avuto due figli dalla prima moglie, l'artista tessile Janet Dunham, conosciuta durante il suo soggiorno a San Francisco nel 1968, dove lei studiava alla University of California. La Dunham dichiarò che Banvile, mentre scriveva, sembrava «un assassino che ritorna da un omicidio particolarmente sanguinoso».[2] Banville ha avuto due figlie dalla relazione con Patricia Quinn, ex presidentessa dell'Arts Council of Ireland.

Banville ha un grande interesse per la vivisezione e i diritti degli animali e spesso rilascia dichiarazioni contro l'utilizzo della vivisezione a scopo di ricerca nelle università irlandesi.

Premi[modifica | modifica sorgente]

Anno Premio Lavoro
1976 James Tait Black Memorial Prize Doctor Copernicus
1981 Guardian Fiction Prize La notte di Keplero
Allied Irish Bank Fiction Prize
American-Irish Foundation Award Birchwood
1989 Guinness Peat Aviation Award La spiegazione dei fatti
2005 Booker Prize Il mare
2006 Irish Book Awards Novel of the Year Il mare

Opere[modifica | modifica sorgente]

Raccolte di racconti[modifica | modifica sorgente]

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • The Broken Jug: After Heinrich von Kleist (1994)
  • Seachange (messo in scena nel 1994 al Focus Theatre, Dublino; inedito)
  • Dublin 1742 (messo in scena al The Ark, Dublino; uno spettacolo per bambini di 9-14 anni; inedito)
  • God's Gift: A Version of Amphitryon by Heinrich von Kleist (2000)
  • Love In The Wars (adattamento di Penthesilea di Heinrich von Kleist)
  • Conversation In The Mountains (sceneggiato radiofonico, 2008)

Come Benjamin Black (pseudonimo)[modifica | modifica sorgente]

Recensioni letterarie[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Steinberg, Sybil, Who Is John Banville?, Publishers Weekly, 11.07.2005. URL consultato il 09.06.2009.
  2. ^ (EN) A Review Of Christine Falls. URL consultato il 09.06.2009.

Altre letture[modifica | modifica sorgente]

  • John Banville di John Kenny; Irish Academic Press (2009); ISBN 978-0-7165-2901-9
  • John Banville, a critical study di Joseph McMinn; Gill and MacMillan; ISBN 0-7171-1803-7
  • The Supreme Fictions of John Banville di Joseph McMinn; (October 1999); Manchester University Press; ISBN 0-7190-5397-8
  • John Banville: A Critical Introduction di Rüdiger Imhoff (October 1998) Irish American Book Co; ISBN 0-86327-582-6
  • John Banville: Exploring Fictions di Derek Hand; (June 2002); Liffey Press; ISBN 1-904148-04-2
  • Irish University Review: A Journal of Irish Studies: Special Issue John Banville curato da Derek Hand; (June 2006)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 46805211 LCCN: n50022076