Gaetano Afeltra

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Gaetano Afeltra

Gaetano Afeltra (Amalfi, 11 marzo 1915Milano, 9 ottobre 2005) è stato un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Penultimo dei nove figli di Luigi Afeltra, segretario comunale di Amalfi, passò l'infanzia e l'adolescenza nel paese natale, i cui ricordi e tradizioni furono in seguito da lui narrati nei suoi libri e saggi culturali. Con l'obiettivo di diventare giornalista, il 25 settembre 1934 si trasferì a Milano, dove viveva il fratello maggiore, Cesare, che lavorava per il Corriere della Sera e che nel 1937, a causa delle sue idee antifasciste fu allontanato dal giornale. Il fratello, sebbene lo avesse sconsigliato dall'intraprendere la carriera, lo aiutò a trovare lavoro e lo introdusse nell'ambiente di Milano. Dopo qualche collaborazione ed una breve esperienza giornalistica all'Ambrosiano, alla fine del 1942 fu chiamato al Corriere della Sera dall'allora direttore Aldo Borelli.

Con l'occupazione tedesca seguita ai fatti dell'8 settembre 1943, Afeltra si autosospese dal giornale. Il 25 aprile 1945 rientrò a Milano con Mario Borsa, in tempo per realizzare il Corriere del giorno dopo. Il 26 aprile il giornale uscì con la testata Il Nuovo Corriere; rimase un numero unico poiché il CLN decise la sospensione immediata di tutte le testate compromesse con la Repubblica Sociale. Afeltra passò a condurre la redazione di due quotidiani: Corriere Lombardo (1945) e Milano Sera (dalla fine del 1945 al giugno 1946). Dopo queste esperienze fu richiamato al Corriere della Sera, ormai tornato in edicola, e da quel momento in poi ricoprì incarichi prestigiosi all'interno del quotidiano: nominato redattore capo da Guglielmo Emanuel, venne poi confermato dal successore Mario Missiroli, con il quale creò un solido connubio. Suo fu il merito di aver lanciato nuove firme come Goffredo Parise, Alfonso Gatto, Domenico Rea e Alberto Arbasino.

Nel 1954 fu il responsabile del Corriere d'Informazione[1]. Infine nel 1961 divenne vicedirettore del Corsera. Lasciò il giornale nel 1963 per dissensi con il nuovo direttore Alfio Russo. Cominciò a dedicarsi ad un altro progetto: un nuovo quotidiano fortemente voluto dalla casa editrice Rizzoli. Si doveva chiamare Oggi. Afeltra vi lavorò insieme con Gianni Granzotto che doveva diventarne il direttore. Il progetto non vide mai la luce.

Successivamente fu consulente per la casa editrice Domus. Dal 1972 al 1980 diresse Il Giorno, per poi rientrare nuovamente al Corriere in qualità di collaboratore per le pagine culturali e di consigliere d'amministrazione, cariche mantenute fino alla morte, sopraggiunta nella sua abitazione milanese di via Manzoni il 9 ottobre 2005. Afeltra era molto legato alla sua terra di origine, e quando ne aveva la possibilità, ritornava spesso ad Amalfi per ritrovare familiari e conoscenti.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Gaetano Afeltra ha scritto numerosi libri. Tra questi si ricordano:

  • Corriere primo amore, Milano, Bompiani, 1984.
  • Desiderare la donna d'altri, Milano, Bompiani, 1985.
  • Missiroli e i suoi tempi. Splendori e debolezze di un uomo di ingegno, Milano, Bompiani, 1985.
  • Famosi a modo loro, Milano, Rizzoli, 1988. ISBN 88-17-85090-X.
  • Com'era bello nascere nel lettone, Milano : Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-67367-6.
  • Almeno questanno fammi promosso. Gaetano Afeltra presenta 130 temi di ragazzi del nord, Milano, Rizzoli 1991. ISBN 88-17-84128-5.
  • I 45 giorni che sconvolsero l’Italia, 25 luglio-8 settembre dall’osservatorio di un grande giornale, Milano, Rizzoli, 1993. ISBN 88-17-84265-6.
  • Mordi la mela, ragazzo. Le inquietudini amorose del Sud, Milano, Longanesi, 1995. ISBN 88-304-1328-3.
  • Spaghetti all'acqua di mare. Sapori di un'infanzia meridionale, Cava dei Tirreni, Avagliano, 1996. ISBN 88-86081-45-6.
  • Milano amore mio, Milano, Rizzoli, 2000. ISBN 88-17-86619-9.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 15 dicembre 1995[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Corriere d'informazione fu l'edizione pomeridiana del Corriere della Sera
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 3 ottobre 2009.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Gaetano Afeltra, Mordi la mela, ragazzo, Longanesi & C., Milano 1995.
  • Vittorio Emiliani, Orfani e bastardi, Donzelli, Roma 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Direttore del Corriere d'Informazione Successore
dal 1954 al 1961 Alfio Russo
Predecessore Direttore de Il Giorno Successore
Italo Pietra dal 13 giugno 1972 al 13 ottobre 1980 Guglielmo Zucconi