Ai margini della metropoli

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Ai margini della metropoli
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1953
Durata 90 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,37 : 1
Genere poliziesco
Regia Carlo Lizzani, Massimo Mida
Soggetto Angelo D'Alessandro, Lamberto Martini, Massimo Mida (da un'inchiesta giornalistica di Mario Massimi)
Sceneggiatura Angelo D'Alessandro, Alessandro Ferraù, Carlo Lizzani, Massimo Mida
Produttore Fernando Croce
Casa di produzione Elios Film
Fotografia Gianni Di Venanzo
Montaggio Guido Bertoli, Jenner Menghi
Musiche Franco Mannino
Scenografia Peck G. Avolio
Interpreti e personaggi

Ai margini della metropoli è un film del 1953 diretto da Carlo Lizzani, ispirato all'omicidio di Annarella Bracci avvenuto il 18 febbraio 1950 a Roma.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mario Ilari, un giovane operaio disoccupato, viene accusato ingiustamente dell'uccisione di una ragazza sua conoscente. Una volta arrestato riesce a fuggire e a nascondersi a casa della convivente Gina, ma finisce nuovamente in prigione. L'avvocato Roberto Marini accetta di assumere la sua difesa dopo essere stato contattato da Luisa, amica di Gina, convinto che il processo gli darà la possibilità di affermarsi. La situazione è però molto complicata, dato che Calì, un barbone, dice di averlo visto sul luogo del delitto. Ilari confessa di aver incontrato la ragazza per conoscere tramite lei Greta, che avrebbe dovuto facilitargli l'espatrio. Quando l'avvocato Marini accusa Calì di falsa testimonianza, egli si uccide. La situazione si risolve quando viene trovato il cadavere di Greta, uccisa dal vero colpevole dopo essere stata sequestrata. Ilari viene liberato e Marini e Luisa si confessano il loro reciproco amore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Ai margini della metropoli è tratto da un'inchiesta giornalistica di Mario Massimi sull'omicidio di Annarella Bracci e sul sospettato Lionello Egidi. Uscì nelle sale in seguito a pesanti censure, atte principalmente a preservare l'immagine delle forze dell'ordine.[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film incassò 80 milioni di lire. G.C. Castello sulla rivista Cinema del 30 giugno 1953 scrisse: «[...] appare un mediocre sottoprodotto di tutta una letteratura cinematografica avente per base innocenti accusati di delitti spaventosi e avvocati che si sostituiscono alla giustizia nella ricerca della verità per la salvezza del cliente [...]. Troppo sgangherato è qui il tessuto, troppo posticci certi riempitivi, troppo falsi certi tratti d'ambiente [...] perché sia possibile prestar fede alla storia che ci viene raccontata».[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gualtiero De Santi, Bernardo Valli, Carlo Lizzani. Cinema, storia e storia del cinema, Napoli, Liguori Editore, 2007, p. 55, ISBN 9788820743864.
  2. ^ Roberto Chiti, Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano. I film vol. 2, Roma, Gremese Editore, 1991, p. 24, ISBN 88-7605-548-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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