Roma ore 11

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Roma ore 11
Romaore11 fotoscena.jpg
Foto di scena
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1952
Durata 105 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere drammatico
Regia Giuseppe De Santis
Soggetto Cesare Zavattini, Basilio Franchina, Giuseppe De Santis, Rodolfo Sonego, Gianni Puccini, tratto da un fatto di cronaca vera
Sceneggiatura Cesare Zavattini, Basilio Franchina, Giuseppe De Santis, Rodolfo Sonego, Gianni Puccini
Produttore Paul GraetzTranscontinental Italia
Fotografia Otello Martelli
Montaggio Gabriele Varriale
Musiche Mario Nascimbene
Scenografia Léon Barscq
Costumi Elio Costanzi
Interpreti e personaggi
Premi

Nastro d'Argento 1951 per la migliore musica

« Adesso dimentichiamo tutto, i debiti, i guai, basta che siamo vive. »
(Matilde)

Roma ore 11 è un film del 1952 diretto da Giuseppe De Santis. Si basa sull'inchiesta condotta da Elio Petri, che fu aiuto regista nel film, in seguito ad un fatto di cronaca avvenuto a Roma nel 1951. Il film è stato distribuito il 27 febbraio 1952. La sceneggiatura si avvale dell'aiuto di Cesare Zavattini, Basilio Franchina, Rodolfo Sonego e Gianni Puccini. Al film hanno partecipato anche tre ragazze coinvolte nella tragedia.

Questo film è uno dei migliori esempi del Neorealismo italiano. Il regista Augusto Genina fece un film, intitolato Tre storie proibite, basato sullo stesso tragico incidente.

La colonna sonora comprende, all'interno delle scene, dei pezzi eseguiti al Teremin.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Massimo Girotti nel ruolo di Nando

In seguito ad un annuncio di lavoro su un giornale, duecento ragazze si presentano ad un indirizzo in via Savoia per ottenere un posto di lavoro di dattilografa presso lo studio di un ragioniere. In un'Italia esasperata dalla disoccupazione in genere, ma ancor più da una impossibilità per le donne di trovare lavoro, si presentano per il colloquio le più disparate giovani: nobili decadute, prostitute che cercano di cambiar vita, mogli con il marito disoccupato, figlie di benestanti cui la pensione non basta per sopravvivere.

Accalcatesi sulle rampe delle scale del piccolo palazzo, si scambiano impressioni e accennano alle loro vite fatte di miseria ed espedienti per vivere. Un furibondo litigio per la priorità in fila scatena le ragazze, la cui prepotenza per passare avanti trasforma l'attesa in tragedia: la ringhiera della scala cede, distruggendo ad uno ad uno i gradini, facendo precipitare le donne, alcune delle quali rimangono seriamente ferite, mentre una di esse, Anna Maria Baraldi, muore in seguito alle ferite riportate.

Portate in ospedale, l'amara scoperta: per essere curate, l'ospedale pretende il pagamento della retta giornaliera di Lire 2300. Molte di loro sono costrette a correre a casa perché impossibilitate a pagare.

Notizie[modifica | modifica sorgente]

Il film è ambientato a Roma in Largo Circense, 37. In realtà il crollo avvenne il 14 gennaio 1951, a Via Savoia, 31, nel quartiere Salario.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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