Festival dei Due Mondi

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La London Symphony Orchestra si esibisce in Piazza Duomo in occasione del concerto di chiusura della cinquantunesima edizione

Il Festival dei Due Mondi, conosciuto anche col nome di Spoleto Festival, è una manifestazione internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo che si svolge annualmente nella città di Spoleto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondatore del Festival dei Due Mondi di Spoleto è il maestro compositore Gian Carlo Menotti (scomparso nel 2007), che istituì la manifestazione nel 1958. Dalla metà degli anni novanta e fino al 2007, direttore artistico è stato il figlio Francis Menotti. Prima di lui si ricordano le direzioni di Romolo Valli e di Raffaello De Banfield. Attuale direttore artistico è il maestro Giorgio Ferrara.[1]

La manifestazione ha raggiunto il massimo della fama mondiale nel primo trentennio di attività, ed ha ispirato molte manifestazioni analoghe nate successivamente. L'intenzione del suo fondatore Menotti, sin dall'inizio, era stata quella di creare, con il Festival, un terreno di incontro fra due culture e due mondi artistici, quello americano e quello europeo (da qui il nome del festival definito, appunto, "dei due mondi") e che celebrasse le arti in tutte le loro forme. Dopo aver visitato molti centri storici del centro Italia, Menotti optò per Spoleto per la presenza dei due teatri e per lo scenario unico della Piazza del Duomo. Da ribadire come questa rassegna di arte, cultura e spettacoli, sia stata, durante la gestione Menotti, prevalentemente internazionale e solo in minima parte italiana.

Gli artisti e personaggi che vi hanno preso parte appartengono al mondo della prosa, della lirica, della danza, dell'arte marionettistica, dell'arte oratoria, della musica, del cinema e della pittura. Negli anni ottanta è stata istituita anche la rassegna medico-scientifica Spoletoscienza, ai quali congressi prendono parte scienziati e ricercatori.

Agli inizi del decennio 2000 vanno maturando degli attriti interni alla gestione finanziaria ed amministrativa.

Il 29 giugno 2007 prese il via la cinquantesima edizione del Festival, la prima senza la presenza del fondatore Gian Carlo Menotti, scomparso pochi mesi prima: per l'occasione venne riportata in scena la sua opera "Maria Golovin".

Nell'autunno 2007 il ministro dei beni culturali in carica Francesco Rutelli, chiamato in causa a trovare soluzione agli annosi attriti interni della gestione della macchina del festival, assegna a Giorgio Ferrara l'incarico di rilanciare l'evento e lo nomina direttore artistico.

A partire dalla cinquantunesima edizione (2008), si assiste ad un cambio in quello che era il cartellone degli appuntamenti tradizionali: scompaiono l'ora mistica, i grandi processi e le Marionette Colla; il concerto di chiusura viene posticipato nell'orario di inizio.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La manifestazione per molti anni è rimasta nel suo genere l'unica in Italia e ad oggi, a livello nazionale ed europeo, rappresenta uno dei più importanti eventi culturali. Caratteristica della manifestazione è l'originalità, l'inusualità e talvolta l'esclusività degli spettacoli proposti. Il Festival di Spoleto, infatti, da sempre ha cercato di proporre novità e spettacoli all'avanguardia ma anche di rispettare la tradizione classica. Inoltre, i numerosi spazi e scorci architettonici, che la città di Spoleto presenta, contribuiscono a creare un dualismo tra arte antica ed arte contemporanea unico nel suo genere:

  • al Teatro Nuovo "Gian Carlo Menotti" sono maggiormente rappresentate opere liriche e spettacoli di prosa
  • il Teatro Caio Melisso è sede di concerti e di altri spettacoli di prosa
  • il Teatro Romano è il palcoscenico del balletto
  • il Teatrino delle sei è sede di spettacoli di avanguardia, danza moderna, mostre, installazioni, performance e concerti
  • il Complesso monumentale del San Nicolò è sede di conferenze ed altri concerti
  • il Cortile della Rocca albornoziana è lo scenario di concerti e di spettacoli di prosa
  • la famosa Piazza del Duomo è lo scenario della Maratona di Danza e dei Concerti di gala e di chiusura
  • la chiesa di San Eufemia è sede dei concerti notturni di musica sacra
  • l'auditorium della Stella è sede di convegni e letture
  • Spoletosfera per spettacoli off, conferenze, recital, mostre d'arte, happening, installazioni, performance e concerti
  • Villa Redenta è sede di spettacoli di prosa, di concerti e mostre

Molteplici sono stati i personaggi lanciati dal Festival o che si sono fatti conoscere maggiormente in Italia e in Europa grazie ad esso. Numerosissime sono state, dalla prima edizione del 1958 ad oggi, le celebrità artistiche di fama mondiale che hanno lavorato a Spoleto durante il Festival.

Di fatto, il Festival dei Due Mondi è padre e mentore di altri due analoghi eventi che si svolgono all'estero: lo Spoleto Festival Usa (comunemente chiamato Piccolo Spoleto Festival) di Charleston (Carolina del Sud), fondato nel 1977, e l'australiano Melbourne International Arts Festival, fondato nel 1986. Ambedue gli eventi hanno visto tra i propri fondatori lo stesso maestro Gian Carlo Menotti, che ne è stato anche il direttore artistico rispettivamente per 17 e per tre anni. Le edizioni estere non sono repliche di quelle italiane, né hanno a capo la stessa amministrazione dell'edizione italiana.

Il festival abitualmente si svolge dall'ultimo venerdì di giugno fino alla terza domenica successiva, che cade a metà del mese di luglio e si conclude con il tradizionale Concerto in Piazza del Duomo, nel quale, anno dopo anno, si esibiscono le orchestre filarmoniche più prestigiose del mondo.

La durata complessiva è di norma 17 giorni.

Unicità ed avanguardia degli eventi[modifica | modifica sorgente]

Il Festival dei Due Mondi è stato e continua ad essere uno degli appuntamenti culturali più importanti ed innovativi a livello mondiale. Più celebre all'estero che in patria, non ha rivali nemmeno in Europa che possano condividerne il percorso e la qualità degli eventi che hanno descritto i suoi 50 anni di vita. Per coglierne lo spessore basta ricordare appena alcuni dei grandi nomi che nel tempo hanno onorato con i loro interventi la lunga storia del Festival:

oltre a molti altri artisti ed ospiti, a questi vanno aggiunte numerose orchestre e compagnie di balletto di livello mondiale.

Data la lunga storia, è arduo decidere quali eventi considerare innovativi e quali no, poiché tutte le edizioni hanno richiamato l'attenzione dei media.
Ad ogni modo, il primo evento di rilievo che poi ha di fatto lanciato un nuovo modo di fare "esposizione" fu la mostra Sculture nella città in programma nell'edizione del 1962 e curata da Giovanni Carandente: i maggiori scultori del mondo furono invitati a Spoleto ad esporre le proprie opere non in interni, bensì nelle vie e nelle piazze della città, dando vita di fatto ad un vero e proprio museo di arte contemporanea a cielo aperto ma allestito in un ambiente ricco di storia. Finita la rassegna, alcune opere furono donate alla città rimanendo nelle loro collocazioni originarie dove ancora oggi sono; su tutte svetta il Teodelapio di Alexander Calder (antistante la stazione ferroviaria) che viene a ragione considerata la prima scultura monumentale del mondo.

Altra mostra che viene ancora oggi ricordata dagli esperti del settore fu quella fotografica dedicata a Wilhelm von Gloeden nell'edizione del 1978: per la prima volta venivano esposte al pubblico le opere ottocentesche dell'autore tedesco considerate ambigue e scandalose.
Nelle edizioni di fine anni 90, tra gli eventi di maggior rilievo vanno ricordati il Concerto Straordinario di Luciano Pavarotti nel 1997, lo spettacolo Eclipse del Teatro Equestre Zingarò presentato in esclusiva per l'Italia nel 1999 e lo spettacolo La Ruota della Fortuna[2] dei Monaci guerrieri Shaolin in programma nella XLIII edizione (2000).

Negli ultimi anni il Festival ha sofferto di un certo appannamento, sia in termini di presenze a Spoleto di turisti e spettatori nel periodo del Festival, sia della sua risonanza presso i mass-media. Il fenomeno, a dispetto di un livello sempre altissimo degli eventi proposti e di un invariato prestigio internazionale, si deve principalmente al fatto che nel tempo è enormemente cresciuta, in Italia e nel mondo, l'offerta di spettacoli e di eventi culturali: se fino agli anni sessanta-settanta il Festival si poteva considerare pressoché unico in Italia e forse anche in Europa, oggi soffre di una concorrenza che vede altre 6-7 manifestazioni similari, seppure minori, nella sola Umbria; per non dire poi delle decine di festival di vario genere, oltre a stagioni concertistiche, operistiche, e grandi mostre d'arte, che ormai vengono continuamente organizzati nel resto del Paese.

Ciononostante, nelle edizioni più recenti, sotto la direzione artistica del maestro Giorgio Ferrara, si registrano collaborazioni e partecipazioni di artisti di fama internazionale e nazionale; in particolare, è doveroso ricordare:

Centro di documentazione del Festival[modifica | modifica sorgente]

L'abitazione a Spoleto di Giancarlo Menotti, situata in piazza del Duomo, è stata acquistata nel 2010 dalla "Fondazione Monini", ed è diventata sede del Centro di documentazione del Festival dei Due Mondi: si tratta di un piccolo museo denominato "Casa Menotti" di circa 160 inaugurato nel giugno 2011 e gestito dalla Fondazione Monini in stretta collaborazione con il comune di Spoleto e con la Fondazione Festival dei Due Mondi.[7]Al suo interno è conservato, tra gli altri, il pianoforte del maestro Menotti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chi siamo - Giorgio Ferrara. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ Spettacolo Monaci Shaolin.
  3. ^ the old Woman.
  4. ^ Love Letters.
  5. ^ in paris.
  6. ^ Concerto per Un Amico.
  7. ^ Spoletonline, Grazie ai Monini, Casa Menotti torna ad essere il cuore del festival, 25-06-2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]