Duomo di Spoleto

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Coordinate: 42°44′06.94″N 12°44′25.22″E / 42.73526°N 12.74034°E42.73526; 12.74034

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Umbria Umbria
Località Spoleto-Stemma.pngSpoleto
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Arcidiocesi di Spoleto-Norcia
Stile architettonico gotico, rinascimentale, barocco
Inizio costruzione 1067
Completamento XVIII secolo

La cattedrale di Santa Maria Assunta è il duomo della città di Spoleto, sede dell'arcivescovo dell'arcidiocesi di Spoleto-Norcia. La sua è una storia molto variegata, in quanto non sono ben definibili le date della sua prima edificazione. Si dà per certo che alcune donazioni fatte alla curia, intorno all'anno 1067, siano la prima fase di inizio dei lavori, anche se si suppone che il duomo fosse stato edificato sopra un vecchia preesistenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La cattedrale di Santa Maria Assunta venne costruita in stile romanico nel XI secolo.

Nel corso del XIII secolo ci furono i primi sconvolgimenti, dove viene eretta la facciata e terminato il campanile. Progettualmente la facciata viene ritoccata più volte, sino ad assumere la conformazione attuale di facciata a "capanna". Si può affermare dunque, che la facciata sia stata completata, così come ci è giunta oggi, nel 1207, anno in cui è stato apposto e firmato il mosaico di Solsterno.

Nel XV secolo, venne aggiunto, ad opera di Antonio Barocci e della sua bottega, il portico della facciata, in stile rinascimentale, che aveva il compito di conferire maggiore magnificenza alla cattedrale. Per la sua costruzione, si pensò dunque di inserire tra la cappella dell'Assunta ed il campanile, un elemento composto da cinque arcate, sormontate da una ricca trabeazione ornata ed un terrazzo superiore, che permetteva di esporre durante le festività cittadine la Icone della Vergine.

Tra i secoli XVII e XVIII, l'interno della cattedrale subì pesanti rifacimenti in stile barocco. Nel 1608, Maffeo Barberini divenne arcivescovo di Spoleto e subito mostrò l'intenzione di voler cambiare l'aspetto della cattedrale. Diventato in seguito pontefice col nome di Urbano VIII, poté completare la sua opera grazie anche all'aiuto del nipote Francesco Barberini, che a sua volta divenne arcivescovo di Spoleto. L'impianto basilicale fu così sconvolto, furono completamente ricostruite le navata centrale e le due laterali.

I lavori di rifacimento interni furono completati soltanto verso fine del XVIII secolo, quando a Giuseppe Valadier fu dato l'incarico di progettare le edicole presenti nelle navatelle, gli altari di testata dei transetti e l'altare maggiore. Sul pavimento di fronte all'altare maggiore, venne invece lasciata la lapide sepolcrale di Pietro Gaddi da Forlì, già vescovo di Spoleto.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Facciata

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La facciata della cattedrale di Santa Maria Assunta, del XIII secolo, è a capanna, con paramento murario costituito da blocchi in pietra.

Nella parte inferiore si apre il portico rinascimentale, realizzato su progetto di Antonio Barocci. Esso si apre sull'esterno con cinque arcate a tutto sesto intervallate da colonne corinzie; ai lati, due piccoli pulpiti entro nicchie. Il portico è coronato da una balaustra marmorea.

La parte superiore della facciata, in stile romanico, è divisa in due fasce sovrapposte da un cornicione poggiante su archetti ciechi; nell'ordine inferiore si aprono cinque rosoni, dei quali il centrale più grande; nella parte superiore, invece, tre grandi nicchie ogivali, e altri tre rosoni; nella nicchia centrale, vi è il mosaico Cristo in trono fra la Madonna e San Giovanni Evangelista (1207).

Alla sinistra della facciata, si innalza la torre campanaria duecentesca (con rimaneggiamenti successivi) a pianta quadrata; su ognuno dei quattro lati, vi è, in alto, una bifora che dà sulla cella campanaria. Il campanile termina con una cuspide ottagonale.

Interno

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno della cattedrale è in stile barocco ed è a croce latina, con tre navate di sei campate ciascuna, transetto, abside semicircolare e cupola senza tamburo a copertura della crociera. La navata centrale e il transetto sono coperti con volta a botte lunettata, mentre le navate laterali con volta a crociera. Sulla controfacciata, al disotto del rosone centrale, si trova una grande lapide commemorativa dei restauri del XVII secolo, voluti dai Barberini.

Oltre la crociera, in asse con la navata centrale, vi è l'abside quattrocentesca, con i pregevoli affreschi di Filippo Lippi (1467-1469) raffiguranti Storie della Vergine. Al centro del presbiterio vi è l'altare maggiore in marmi policromi, opera di Giuseppe Valadier, affiancato da quattro alte colonne-portacero.

Annessa alla cattedrale si trova la Cappella del vescovo Eroli, affrescata dal Pinturicchio (1497).

L'organo a canne Fedeli

Organi a canne[modifica | modifica sorgente]

Organo Fedeli[modifica | modifica sorgente]

Nel braccio sinistro del transetto, sull'apposita cantoria lignea riccamente scolpita e decorata, si trova un organo a canne costruito nel XVIII secolo dalla famiglia Fedeli.

Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha un'unica tastiera di 49 note con prima ottava cromatica estesa ed una pedaliera a leggio di 13 note costantemente unita al manuale.

Di seguito, la sua disposizione fonica in base alla posizione dei pomelli dei vari registri nelle due colonne della registriera:

Colonna di sinistra - Ripieno
Principale 16' Bassi
Principale 16' Soprani
Ottava 8'
Decimaquinta 4'
Decimanona 2.2/3'
Vigesimaseconda 2'
Vigesimasesta 1.1/3'
Vigesimanona 1'
Tira tutti
Colonna di destra - Concerto
Voce umana 8' Soprani
Flauto traversiere 8'
Flauto in VIII 4'
Ottavino 2'
Cornetto 1.3/5'
Tromboncini 8' Bassi
Tromboncini 8' Soprani

Organo Tamburini[modifica | modifica sorgente]

Nel braccio destro del transetto, sull'apposita cantoria lignea riccamente scolpita e decorata, si trova l'organo a canne Tamburini opus 142, costruito nel 1932.

Lo strumento, a trasmissione pneumatico-tubolare, ha due tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera dritta di 30. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Ripieno 6 file
Decima V 2'
Duodecima 2.2/3'
Ottava 4'
Principale 8'
Unda maris 8'
Bordone 16'
Flauto 8'
Dulciana 8'
Flauto a camino 8'
Tromba 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Voce corale 8'
Voce celeste 8'
Concerto viole 8'
Clarinetto 8'
Eterea 8'
Gamba 8'
Principalino 8'
Bordone 8'
Eolina 4'
Flauto armonico 4'
Flauto in XII 2.2/3'
Tremolo
Pedale
Contrabbasso 16'
Subbasso 16'
Basso 8'
Violoncello 8'

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Sordini, Il Duomo di Spoleto: delle origini, secondo i documenti, Spoleto, Panetto & Petrelli, 1908.
  • Giuseppe Sordini, Il Duomo di Spoleto in Atti dell'Accademia spoletina, anno accademico CCCCXXIII (1897-1900), Spoleto, Panetto & Petrelli, 1917.
  • Alceo Rambaldi, Una iscrizione romanica nella torre del Duomo di Spoleto in Spoletium, Accademia spoletina, 1957. n. II
  • Silvestro Nessi, Le reliquie di un martire scoperte nel Duomo di Spoleto nel 1660 in Spoletium, Accademia spoletina, 1970.
  • Giordana Benazzi e Giovanni Carbonara (a cura di), La cattedrale di Spoleto. Storia, arte, conservazione, Milano, Federico Motta Editore, 2002.

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