Monteluco

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Monteluco
frazione
Veduta notturna dalla Chiesa di San Giulianosulla valle Umbra
Veduta notturna dalla Chiesa di San Giuliano
sulla valle Umbra
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Umbria – stemma Umbria
Provincia Perugia – stemma Perugia
Comune Spoleto – stemma Spoleto
Territorio
Coordinate 42°43′22″N 12°45′11″E / 42.72278°N 12.75306°E / 42.72278; 12.75306 (Monteluco)Coordinate: 42°43′22″N 12°45′11″E / 42.72278°N 12.75306°E / 42.72278; 12.75306 (Monteluco)
Altitudine 780 m s.l.m.
Abitanti 27 (Censimento ISTAT del 2001)
Altre informazioni
Cod. postale 06049
Prefisso 0743
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Monteluco è posizionata in Italia
Monteluco

Monteluco è una frazione del comune di Spoleto (PG).

Il territorio della frazione, prevalentemente di alta collina e occupato da un fittissimo ed antico bosco di leccio, culmina in un pianoro sulla cima di un basso monte, all'altezza di 780 m s.l.m., i cui dintorni sono abitati da 27 residenti (dati Istat, censimento 2001).

La zona è raggiungibile con una strada panoramica (costruita in parte anche grazie ai prigionieri austriaci, dopo la prima guerra mondiale) che offre la vista sulla valle spoletina, passando in prossimità del famoso Ponte delle Torri, che anticamente ne costituiva il passaggio obbligato.

Indice

[modifica] Geografia

La montagna spoletina, di cui Monteluco costituisce l’estremità settentrionale, è una dorsale calcarea allungata da nord a sud, estesa circa 7.000 ettari, compresa tra la Strada Statale Flaminia e la Valle del Nera. Piccoli centri abitati (Mustaiole, Sustrico, Acquaiura, Torrecola, Belvedere, Ancaiano, Le Cese, i ruderi di Sensati, Vallocchia, Borgiano) sono disposti ad anello intorno al massiccio; più interni e a quote più elevate si trovano Monteluco, Le Porelle, Le Aie e Patrico.

L'area è occupata in massima parte da boschi di caducifoglie e di sclerofille sempreverdi: formazioni di carpino nero e orniello, querceti di roverella, castagneti, qualche nucleo di faggio alle quote più elevate, pinete a pino d'Aleppo e leccete. Tra queste ultime spicca quella secolare di Monteluco. La composizione dei boschi è molto varia; oltre alle specie arboree dominanti compaiono aceri, cerri, carpini bianchi, noccioli, meli e ciliegi selvatici, sorbi, maggiociondoli, corbezzoli e tanti arbusti come viburno, fillirea, alaterno, erica multiflora, corniolo, sanguinello, biancospino, evonimo, ginepro, ginestra odorosa e rovo. In alcune stazioni sono presenti i rari tasso e agrifoglio. Su alcuni versanti assolati sono presenti gli oliveti e intorno ai piccoli insediamenti, anche in montagna, si trovano seminativi e prati.

La fauna è ricca e diversificata, con almeno 134 specie di vertebrati presenti: 10 di anfibi, 10 di rettili, 89 di uccelli nidificanti e/o svernanti (i nidificanti sono 79) e 25 di mammiferi. Il 37% di questi animali sono considerati di grande pregio scientifico e conservazionistico, perché rari e/o minacciati spesso anche a livello nazionale ed europeo. Delle specie di maggior interesse si ricordano tra gli anfibi la salamandrina dagli occhiali e l'ululone a ventre giallo (piccolo rospo legato alle sorgenti), tra i rapaci diurni il biancone, il lanario e il pellegrino, tra i passeriformi la rondine montana, il culbianco, il codirossone, il passero solitario, il luì verde e lo zigolo muciatto, tra i mammiferi l'istrice, il lupo e il gatto selvatico. L'importanza delle caratteristiche ambientali di Monteluco e di tutta la montagna spoletina è sancita fra l’altro dall'individuazione del sito di interesse comunitario (SIC) "Monteluco di Spoleto" e della zona di protezione speciale (ZPS) "Bassa Valnerina: Monte Fionchi - Cascata delle Marmore".

[modifica] Storia

Il nome della frazione deriva dal termine latino lucus, ossia bosco sacro a Giove, a testimonianza dell'importanza religiosa di questo luogo sin dai tempi antichi. All'ingresso del bosco, venne ritrovata una copia lapidea della cosiddetta Lex luci spoletina, redatta in latino arcaico e risalente al III secolo a.C.

Intorno al V secolo, un gruppo di monaci anacoreti orientali guidati da sant'Isacco di Monteluco, religioso di origine siriana, fondarono una colonia sul monte, abitando nelle grotte e vietando l'accesso alle donne [1]. In seguito, la chiesa madre di San Giuliano passò ai benedettini, che l'abbandonarono nel XVI secolo; nello stesso periodo, anche l'artista Michelangelo soggiornò brevemente in quel luoghi per ritemprarsi.

San Francesco, nel 1218, vi si stabilì per un breve periodo, fondando un primitivo convento ai limiti del bosco sacro, in un luogo donatogli dai benedettini.

Sempre nel XVI secolo, un buon numero di pellegrini laici si ritirarono nelle cappelle e chiesette della località, costituendo la cosiddetta Congregazione dei Padri Eremiti di Monteluco, che aveva come centro l'Eremo di Santa Maria delle Grazie. Nel 1682 si trasferirono da Tolosa a Monteluco un gruppo di religiose francesi, che si diedero il nome di Grappiste, e che sono ricordate per le particolari convenzioni linguistiche che adottarono.

L'isolamento finì con l'occupazione napoleonica ottocentesca e da allora l'accesso è aperto a tutti.

[modifica] Economia e manifestazioni

Attualmente, Monteluco è meta di un buon flusso turistico, proveniente soprattutto dai paesi e dalle città circostanti, che nei fine settimana e durante l'Estate affolla l'altopiano.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Il Bosco di Monteluco è caratterizzato dalla presenza del leccio sempreverde, una pianta abbastanza rara in luoghi così distanti dal mare o dai laghi. Tali condizioni di facilitazione potevano essere presenti sino a 15.000 anni fa, alla fine dell'ultima glaciazione, per cui la foresta probabilmente risale a quell'epoca;
  • Convento di San Francesco o Santuario di Monteluco (XIII secolo), di cui rimangono il pozzo, la cappellina-oratorio e le piccole celle;
  • Riproduzione di un cippo lapideo della Lex Spoletina, scoperto da Giuseppe Sordini e conservato nel Museo Archeologico di Spoleto. La traduzione del testo recita:
« Questo bosco sacro nessuno profani, né alcuno asporti su carro o a braccia ciò che al bosco sacro appartenga, né lo tagli, se non nel giorno in cui sarà fatto il sacrificio annuo; in quel giorno sia lecito tagliarlo senza commettere azione illegale in quanto lo si faccia per il sacrificio. Se qualcuno [contro queste disposizioni] lo profanerà, faccia espiazione offrendo un bue a Giove ed inoltre paghi 300 assi di multa. Il compito di far rispettare l'obbligo tanto dell'espiazione quanto della multa sia svolto dal dicator. »
(Traduzione dell'iscrizione del cippo lapideo della Lex spoletina)
  • Villa Lalli, ex Eremo di S. M. delle Grazie;
  • Chiesa di S. Pietro (V secolo), romanica, all'inizio della strada panormaica, fondata su una villa preesistente;
  • Chiesa di S. Giuliano (XII secolo), romanica, eretta su resti risalente al VI secolo. L'interno è a tre navate, con absidi semicircolari ed una cripta.
  • Grotte degli eremiti, raggiungibili attraverso il percorso pedonale che si snoda nel bosco alle spalle del convento francescano.

[modifica] Sport

[modifica] Associazioni sportive

[modifica] Note

  1. ^ sant'Isacco di Monteluco

[modifica] Collegamenti esterni

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