Felis silvestris

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Gatto selvatico
Vildkatt-1.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Genere Felis
Specie F. silvestris
Nomenclatura binomiale
Felis silvestris
Schreber, 1775
Areale

Wiki-Felis sylvestris.png

Il gatto selvatico (Felis silvestris Schreber, 1775) è un mammifero carnivoro della famiglia dei Felidi.

Indice

[modifica] Tassonomia

La tassonomia del gatto selvatico è in parte controversa. Sono state proposte varie sottospecie, alcune probabilmente considerabili sinonimi o riferite a popolazioni locali non distinguibili dalla sottospecie nominale.

Le sottospecie riconosciute da Wilson & Reeder (2005) sono [2]:

Felis silvestris silvestris

Sempre secondo questi autori il gatto domestico dovrebbe essere considerato come specie a sé stante (Felis catus). Anche il gatto di Biet (Felis bieti), in passato considerato come sottospecie, (F. silvestris bieti) è oggi riconosciuto come specie a se stante.

Un recente studio su popolazioni di gatti domestici e selvatici sottoposte a un esame del DNA afferma l'esistenza di una unica specie (Felis silvestris) con cinque sottospecie ciascuna contenente dei gruppi di popolazioni[3]:

[modifica] Distribuzione

L'areale della specie nel suo insieme è assai vasto, anche se attualmente frammentato nelle zone più antropizzate: lo si trova dall'Europa occidentale alla Mongolia, a sud fino all'India settentrionale ed in gran parte del continente africano (fatta eccezione per gran parte del Sahara e della fascia equatoriale). In Italia la sottospecie nominale è presente in tutta l'area interna dell'Italia centro-meridionale (anche in Sicilia), con segnalazioni al confine fra Liguria, Piemonte e Francia ed in Friuli-Venezia Giulia, mentre in Sardegna vive il gatto selvatico sardo, secondo la nuova classificazione relegato a popolazione locale di F. silvestris lybica[4].
Il gatto selvatico europeo è un abitatore delle foreste di latifoglie ad altezze medio-basse (in una fascia compresa tra 300/400 e 800 m), mentre evita le zone montane con copertura nevosa: le popolazioni africane, invece, prediligono habitat più caldi ed asciutti, come la savana.

[modifica] Descrizione

[modifica] Dimensioni

Il gatto selvatico inteso come tale (escludendo perciò i gatti domestici inselvatichiti) può raggiungere dimensioni e peso differenti a seconda della sottospecie:

Gruppo Lunghezza testa-tronco Lunghezza coda Peso
lybica 45-70 cm 27-37 cm 3-5 kg
silvestris 50-80 cm 28-35 cm 4-8 kg
ornata 50-70 cm 25-35 cm 3-6 kg

[modifica] Aspetto

Un gatto selvatico in cattività.

I gatti selvatici sono assai simili ai comuni gatti domestici, i quali si sono molto probabilmente originati dalla sottospecie lybica circa 10.000 anni fa.
Il colore va dal grigio-brunastro al bruno-sabbia, con colori più chiari man mano che si procede verso sud: lungo la colonna vertebrale corre una banda scura che verso il centro tende al nerastro. Nerastre sono anche delle striature che percorrono verticalmente la fronte, i lati della bocca e la coda ed orizzontalmente il petto, i lati degli occhi e le zampe, mentre lungo i fianchi sono presenti variegature brune che tendono ad inscurirsi sul quarto posteriore. Le sottospecie orientali ed africane presentano la punta delle orecchie nera e fisionomia slanciata, mentre quelle più settentrionali hanno corporatura massiccia.

[modifica] Biologia

[modifica] Comportamento

Il gatto selvatico ha abitudini notturne: durante il giorno sonnecchia nel folto della vegetazione o in rifugi veri e propri. Si tratta di animali territoriali, che delimitano un proprio territorio piuttosto vasto (in media 10 km²) marcandolo con segnali odorosi e visivi (ad esempio segnando i tronchi con le proprie unghie) e pattugliandolo costantemente per scoprire eventuali intrusi. Le aree periferiche del territorio possono sovrapporsi a quelle di altri esemplari, senza che ciò comporti scontri violenti.

[modifica] Alimentazione

Caccia prevalentemente piccoli roditori, uccelli e rettili, ma quando il cibo scarseggia non disdegna di mangiare anche insetti. Ottimo pescatore, generalmente riesce a catturare piccoli pesci artigliandoli, dopo un paziente lavoro di attese e appostamenti.

[modifica] Riproduzione

Solitario e territoriale, il gatto selvatico non forma coppie stabili: si accoppia in primavera, la gestazione dura 9-10 settimane e la femmina dà alla luce tra i 2 e i 4 piccoli (le gravidanze singole sono rarissime); la madre resta con i piccoli solo fino al raggiungimento dell'autosufficienza, generalmente all'età di 3-4 mesi.

La loro speranza di vita in natura si aggira attorno ai 15 anni[5].

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Nowell, K. 2008. Felis silvestris. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
  2. ^ D.E. Wilson; D.M. Reeder, Felis silvestris. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4
  3. ^ Driscoll, CA, et al (28 giugno 2007). The Near Eastern Origin of Cat Domestication. Science 317 (5837): 519–523. DOI:10.1126/science.1139518. PMID 17600185.
  4. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  5. ^ Dewey, T. 2005. "Felis silvestris" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed November 29, 2008 at http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Felis_silvestris.html

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