Felis silvestris
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Ordine | Carnivora | ||
| Famiglia | Felidae | ||
| Genere | Felis | ||
| Specie | F. silvestris | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Felis silvestris Schreber, 1775 |
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| Areale | |||
Il gatto selvatico (Felis silvestris Schreber, 1775) è un mammifero carnivoro della famiglia dei Felidi.
Indice |
[modifica] Tassonomia
La tassonomia del gatto selvatico è in parte controversa. Sono state proposte varie sottospecie, alcune probabilmente considerabili sinonimi o riferite a popolazioni locali non distinguibili dalla sottospecie nominale.
Le sottospecie riconosciute da Wilson & Reeder (2005) sono [2]:
- Felis silvestris silvestris - sottospecie nominale
- Felis silvestris cafra
- Felis silvestris caucasica
- Felis silvestris caudata
- Felis silvestris chutuchta
- Felis silvestris cretensis
- Felis silvestris foxi
- Felis silvestris gordoni
- Felis silvestris grampia
- Felis silvestris griselda
- Felis silvestris haussa
- Felis silvestris iraki
- Felis silvestris jordansi
- Felis silvestris lybica (sin.: Felis lybica)
- Felis silvestris mellandi
- Felis silvestris nesterovi
- Felis silvestris ocreata
- Felis silvestris ornata o (sin.: Felis ornata)
- Felis silvestris reyi
- Felis silvestris rubida
- Felis silvestris tristrami
- Felis silvestris ugandae
Sempre secondo questi autori il gatto domestico dovrebbe essere considerato come specie a sé stante (Felis catus). Anche il gatto di Biet (Felis bieti), in passato considerato come sottospecie, (F. silvestris bieti) è oggi riconosciuto come specie a se stante.
Un recente studio su popolazioni di gatti domestici e selvatici sottoposte a un esame del DNA afferma l'esistenza di una unica specie (Felis silvestris) con cinque sottospecie ciascuna contenente dei gruppi di popolazioni[3]:
- Felis silvestris silvestris, comprendente le popolazioni europee e turche;
- Felis silvestris lybica, comprendente le popolazioni nordafricane e mediorientali fino al Lago d'Aral;
- Felis silvestris cafra, comprendente le popolazioni africane;
- Felis silvestris ornata, comprendente le popolazioni centroasiatiche;
- Felis silvestris bieti (oggi Felis bieti), comprendente le popolazioni della Cina centrale
[modifica] Distribuzione
L'areale della specie nel suo insieme è assai vasto, anche se attualmente frammentato nelle zone più antropizzate: lo si trova dall'Europa occidentale alla Mongolia, a sud fino all'India settentrionale ed in gran parte del continente africano (fatta eccezione per gran parte del Sahara e della fascia equatoriale). In Italia la sottospecie nominale è presente in tutta l'area interna dell'Italia centro-meridionale (anche in Sicilia), con segnalazioni al confine fra Liguria, Piemonte e Francia ed in Friuli-Venezia Giulia, mentre in Sardegna vive il gatto selvatico sardo, secondo la nuova classificazione relegato a popolazione locale di F. silvestris lybica[4].
Il gatto selvatico europeo è un abitatore delle foreste di latifoglie ad altezze medio-basse (in una fascia compresa tra 300/400 e 800 m), mentre evita le zone montane con copertura nevosa: le popolazioni africane, invece, prediligono habitat più caldi ed asciutti, come la savana.
[modifica] Descrizione
[modifica] Dimensioni
Il gatto selvatico inteso come tale (escludendo perciò i gatti domestici inselvatichiti) può raggiungere dimensioni e peso differenti a seconda della sottospecie:
| Gruppo | Lunghezza testa-tronco | Lunghezza coda | Peso |
|---|---|---|---|
| lybica | 45-70 cm | 27-37 cm | 3-5 kg |
| silvestris | 50-80 cm | 28-35 cm | 4-8 kg |
| ornata | 50-70 cm | 25-35 cm | 3-6 kg |
[modifica] Aspetto
I gatti selvatici sono assai simili ai comuni gatti domestici, i quali si sono molto probabilmente originati dalla sottospecie lybica circa 10.000 anni fa.
Il colore va dal grigio-brunastro al bruno-sabbia, con colori più chiari man mano che si procede verso sud: lungo la colonna vertebrale corre una banda scura che verso il centro tende al nerastro. Nerastre sono anche delle striature che percorrono verticalmente la fronte, i lati della bocca e la coda ed orizzontalmente il petto, i lati degli occhi e le zampe, mentre lungo i fianchi sono presenti variegature brune che tendono ad inscurirsi sul quarto posteriore. Le sottospecie orientali ed africane presentano la punta delle orecchie nera e fisionomia slanciata, mentre quelle più settentrionali hanno corporatura massiccia.
[modifica] Biologia
[modifica] Comportamento
Il gatto selvatico ha abitudini notturne: durante il giorno sonnecchia nel folto della vegetazione o in rifugi veri e propri. Si tratta di animali territoriali, che delimitano un proprio territorio piuttosto vasto (in media 10 km²) marcandolo con segnali odorosi e visivi (ad esempio segnando i tronchi con le proprie unghie) e pattugliandolo costantemente per scoprire eventuali intrusi. Le aree periferiche del territorio possono sovrapporsi a quelle di altri esemplari, senza che ciò comporti scontri violenti.
[modifica] Alimentazione
Caccia prevalentemente piccoli roditori, uccelli e rettili, ma quando il cibo scarseggia non disdegna di mangiare anche insetti. Ottimo pescatore, generalmente riesce a catturare piccoli pesci artigliandoli, dopo un paziente lavoro di attese e appostamenti.
[modifica] Riproduzione
Solitario e territoriale, il gatto selvatico non forma coppie stabili: si accoppia in primavera, la gestazione dura 9-10 settimane e la femmina dà alla luce tra i 2 e i 4 piccoli (le gravidanze singole sono rarissime); la madre resta con i piccoli solo fino al raggiungimento dell'autosufficienza, generalmente all'età di 3-4 mesi.
La loro speranza di vita in natura si aggira attorno ai 15 anni[5].
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Nowell, K. 2008. Felis silvestris. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
- ^ D.E. Wilson; D.M. Reeder, Felis silvestris. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4
- ^ Driscoll, CA, et al (28 giugno 2007). The Near Eastern Origin of Cat Domestication. Science 317 (5837): 519–523. DOI:10.1126/science.1139518. PMID 17600185.
- ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
- ^ Dewey, T. 2005. "Felis silvestris" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed November 29, 2008 at http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Felis_silvestris.html
[modifica] Altri progetti
Wikispecies contiene informazioni su Felis silvestris
Commons contiene file multimediali su Felis silvestris
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