Coda (anatomia)

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La coda di uno scorpione

La coda è la sezione posta alla fine del corpo di un animale; in genere, il termine si riferisce ad un'appendice del torso flessibile e distinta. È la parte del corpo che corrisponde approssimativamente all'osso sacro e alla coccige dei mammiferi e degli uccelli. Nonostante la coda sia principalmente una prerogativa dei vertebrati, alcuni invertebrati, come gli scorpioni e i collemboli, hanno appendici simili a code.

Funzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli animali utilizzano la propria coda in modi differenti. Essa fornisce un mezzo di locomozione per i pesci e per altre forme di vita marine. Molti animali di terra usano la propria coda per scacciare mosche e altri insetti che mordono. Alcune specie, inclusi i gatti e i canguri, usano la propria coda per mantenere l'equilibrio mentre altri, come le scimmie del Nuovo Mondo e gli opossum, usano la propria coda prensile per afferrare i rami degli alberi.

La coda viene anche usata per mandare segnali ad uso sociale. Alcune specie di cervi mostrano ripetutamente la parte bianca che si trova sotto la propria coda per avvertire i cervi circostanti del possibile pericolo, i canidi (inclusi i cani domestici) mostrano le proprie emozioni attraverso la posizione della coda. In alcune specie l'evoluzione ha portato allo sviluppo di code dotate di corazza e alcune, come quelle degli scorpioni, contenenti veleno.

Alcune specie di lucertole possono staccare la propria coda dal corpo. Questo permette loro di fuggire dai predatori, che rimangono alle prese con la coda che continua a contorcersi o che si accontentano della sola coda. La coda persa in queste situazioni in genere ricresce, anche se tipicamente di colore più scuro rispetto alla coda originale.

La coda della maggior parte degli uccelli termina con lunghe piume dette penne timoniere. Queste penne vengono usate come un timone, aiutando l'uccello a muoversi durante il volo; esse inoltre aiutano l'uccello a mantenere l'equilibro mentre è arrampicato. In alcune specie, come gli uccelli del paradiso, i Menuridae (dell'ordine dei passeriformi) e i pavoni, piume della coda modificate giocano un importante ruolo nelle esibizioni a scopo di corteggiamento. Le piume assai rigide di altre specie, come i picchi e i Dendrocolaptidae (dell'ordine dei passeriformi), permettono a questi volatili di mantenersi fermamente ai tronchi degli alberi.

La coda nell'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Gli embrioni umani hanno una coda che misura circa un sesto della dimensione dell'embrione stesso.[1] Con il successivo sviluppo dell'embrione in feto, la coda viene assorbita dal corpo. Questa temporanea coda è quindi una struttura vestigiale dell'uomo.[2][3] Raramente capita che nascano bambini con una "coda morbida", non contenente vertebre ma solo vasi sanguigni, muscoli e nervi, sebbene ci siano stati pochissimi casi documentati di code contenenti cartilagine o fino a cinque vertebre.[4] La tecnologia moderna permette ai dottori di eliminare la coda al momento del parto. La più lunga coda umana nota è stata quella di un ragazzo di dodici anni, vissuto nell'allora Indocina francese, che misurava 22,9 cm. Un uomo chiamato Chandre Oram, nato in India, è famoso per la sua coda di 330 mm, ma si crede che più che di una vera e propria coda si tratti di un caso di spina bifida.

Gli uomini hanno un osso della coda, il coccige, unito al bacino nello stesso punto dove altri mammiferi hanno la coda. L'osso della coda è formato da vertebre fuse, solitamente quattro, al di sotto della colonna vertebrale. Esso non sporge esternamente ma ha uno scopo anatomico: fornisce un attaccamento per muscoli come il grande gluteo (gluteus maximus).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Eric Albright, Human fetuses have tails, proving that evolution is true in The Free Lance–Star. URL consultato il 4 dicembre 2009.
  2. ^ (EN) Human tail–caudal appendage: tethered cord in Nature, 1º febbraio 2008. URL consultato il 28 aprile 2009.
  3. ^ (EN) The 'human tail' causing tethered cervical cord in Nature, 14 novembre 2006. URL consultato il 28 aprile 2009.
  4. ^ (EN) Mouied Alashari, Joy Torakawa: True Tail in a Newborn, Pediatric Dermatology 12(3), pp 263–266, 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Sibley, Chris Elphick; John B. Dunning, Jr., The Sibley Guide to Bird Life and Behaviour, Londra, Christopher Helm Publishers Ltd, 2001, ISBN 0-7136-6250-6.

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