Igor Mitoraj

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Heros de Lumiere, marmo di Carrara (1986), Yorkshire Sculpture Park

Igor Mitoraj (Oederan, 26 marzo 1944) è uno scultore polacco.

Dopo aver studiato pittura alla Scuola d'arte di Cracovia e all'Accademia d'arte di Cracovia sotto la guida di Tadeusz Kantor, partecipò a diverse esposizioni collettive, ottenendo la prima personale nel 1967 alla Krzysztofory Gallery in Polonia. Nel 1968 si trasferì a Parigi, per continuare i suoi studi artistici.

Poco dopo rimase affascinato dall'arte e dalla cultura Latino-Americane e decise di passare un anno dipingendo e viaggiando in Messico. Questa esperienza lo avvicinò alla scultura.

Tornò a Parigi nel 1974 e due anni dopo tenne un'altra personale alla Galleria La Hune, nella quale erano incluse alcune sculture. Il successo dell'esposizione lo convinse a dedicarsi a tempo pieno alla scultura.

Dopo aver lavorato con terracotta e bronzo, a seguito di un viaggio a Carrara nel 1979, decise di passare alla lavorazione del marmo. Nel 1983 ha aperto uno studio a Pietrasanta.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Lo stile di Mitoraj è fortemente radicato nella tradizione classica, con una particolare attenzione ai busti maschili. Mitoraj presenta, tuttavia, anche una svolta post-moderna, attraverso l'ostentata enfatizzazione dei danni subiti dalle sculture classiche, ottenuta mediante la realizzazione di arti e teste troncati.

Esposizioni in Italia[modifica | modifica sorgente]

Agrigento[modifica | modifica sorgente]

Ad Agrigento, dal 16 aprile 2011, nella Valle dei Templi, sono esposte all'aperto 17 gigantesche opere bronzee[1] dell'artista polacco, che fanno mostra della loro bellezza e della loro grandezza accanto ai millenari templi dell'antica Magna Grecia. Le opere raffigurano personaggi mitologici facilmente riconoscibili come gli dei Venere, Eros, Icaro e il Centauro[2]. Le opere si aggiungo a quelle già presenti nel parco archeologico.

Massa Marittima[modifica | modifica sorgente]

A Massa Marittima, dal 15 marzo al 15 giugno 2008, si è tenuta un'esposizione dal nome "ferro"; il titolo è un rimando alla peculiarità delle miniere della zona che producevano pirite, dalla quale si estrae il ferro. Tale materiale ha da sempre interessato Mitoraj, perché lo si può plasmare liberamente senza dover rifinire il lavoro con patine o cromie particolari e perché è il metallo che gli uomini hanno imparato per primo ad utilizzare.

Tivoli[modifica | modifica sorgente]

A Tivoli, l'allestimento di una sua opera in Piazza Trento, di fronte alla chiesa di S. Maria Maggiore e all’entrata di Villa d’Este, ha suscitato roventi polemiche, sia perché di ostacolo alla celebrazione del secolare rito dell’Inchinata (l'opera è stata temporaneamente spostata il giorno 11 agosto 2008, per permettere lo svolgimento della cerimonia sacra, e ricollocata il 20 agosto) che per la sua estraneità, dal punto di vista storico ed estetico, rispetto all'ambiente circostante, tanto da far organizzare una petizione popolare, che ha ottenuto 4800 firme[senza fonte], per ottenere la sua rimozione permanente.

Osio Sotto[modifica | modifica sorgente]

A Osio Sotto, dal 2007 è presente una sua opera nella piazza antistante al comune. Per celebrare l'inaugurazione di tale opera, era presente il critico d'arte Vittorio Sgarbi. L'amministrazione comunale, ha eletto tale capolavoro come nuovo monumento alla memoria dei Caduti per la Patria.

Firenze[modifica | modifica sorgente]

A Firenze è presente l'opera Tindaro Screpolato, posizionata nel paesaggio del Giardino di Boboli, dove ha anche curato la messa in scena di opere teatrali.

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Ha curato la messa in scena de l'Aida nel Giardino di Boboli, nell'ambito della stagione estiva 2009 di Operafestival.[3]

Mitoraj al Palio di Siena[modifica | modifica sorgente]

Igor mitoraj, nel 2004, è stato chiamato dalla giunta comunale della città di Siena, a dipingere il drappellone per il Palio del 16 agosto, dedicato alla Madonna Assunta, vinto dalla Contrada della Tartuca con il fantino Luigi Bruschelli detto "Trecciolino" e la cavalla Alesandra.

Roma[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 sono stati inaugurati gli splendidi portali bronzei laterali della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri raffiguranti il Redentore e l'Annunciazione e legati alla dedicazione della chiesa alla Madonna degli Angeli e dei Martiri. I Martiri sono raffigurati sul portale del Redentore, i volti sfigurati dal supplizio, insieme a Cristo, primo martire e Redentore del mondo, che salva l'uomo attraverso l'offerta del proprio sangue sulla croce. Nel corpo bronzeo del Cristo che ha vinto la morte, risplendente e sereno, Mitoraj ha lasciato il solco della croce a sottolineare che la vita dell'uomo è indivisibile dalla sofferenza e dal dolore, intensamente parte della sua vita fisica, ma pur sempre superata dall'evento della Resurrezione. La croce solca il corpo del Risorto, ma non lo frantuma.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I giganti di Igor Mitoraj ai piedi dei Templi
  2. ^ L'arte di Igor Mitoraj
  3. ^ Elettra Gullè, L’Aida di Mitoraj trionfa a Boboli in La Nazione, 16 giugno 2009. URL consultato il 18-06-2009.

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