Traforo stradale del Frejus

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Coordinate: 45°08′27″N 6°41′20″E / 45.140833°N 6.688889°E45.140833; 6.688889

Traforo T4
Traforo del Frejus
Traforo T4 Italia.svg
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Rodano-Alpi Rodano-Alpi (Francia Francia)
Dati
Classificazione Autostrada
Inizio Bardonecchia
Fine Modane
Lunghezza 12,895[1] km
Data apertura 1980[2]
Percorso
Strade europee Italian traffic signs - strada europea 70.svg

Il traforo stradale del Frejus è una galleria a pedaggio che collega la Francia con l'Italia. È posto sotto il monte Frejus fra le città di Modane in Francia e Bardonecchia in Italia e corre parallelo al traforo ferroviario del Frejus. Costituisce uno dei principali collegamenti transalpini fra Francia e Italia.

La parte italiana, nella rete autostradale, è classificata come traforo T4[3].

L'ingresso del tunnel da Modane

Lungo 12,870 km (6,8 km in Italia[4]), è entrato in servizio il 12 luglio 1980 causando la chiusura del servizio navetta di trasporto delle automobili nella galleria ferroviaria. È gestito da due società: una francese (SFTRF) ed una italiana (SITAF, Società Italiana per il Traforo Autostradale del Frejus), ciascuna per il tratto nazionale di competenza. (La SFTRF fu presieduta da Pierre Dumas dal 1962 al 1989). È raggiungibile dal versante italiano tramite l’autostrada Torino – Bardonecchia (A32) o la statale 335 che sale da Oulx ove si stacca dalla statale 24, detta “del Monginevro”, e raggiunge Bardonecchia dopo poco più di 20 km. Dal lato francese, è raggiungibile tramite Route Nationale o tramite l’autoroute de la Maurienne, collegata all'autostrada per Lione (A43 nella numerazione francese). Il transito, consentito sia al traffico turistico che commerciale, è sottoposto a pedaggio. Nei primi 20 anni di esercizio ha visto il passaggio di oltre 20 milioni di veicoli.

Sbocco di un condotto di aerazione della galleria sul versante italiano

In seguito all'incidente occorso nel traforo del Monte Bianco nel 1999, la sicurezza della galleria è stata notevolmente rinforzata all'inizio degli anni 2000, imponendo anche il rigido rispetto della velocità massima di 70 km/h ed una distanza di sicurezza di 150 m tra ogni veicolo. Il traforo è stato dotato dei più moderni mezzi di segnalazione di fumi e fiamme (particolare citazione merita il sistema D.A.I., che rileva attraverso le videocamere poste all'interno della galleria il rallentamento dei veicoli e/o il bagliore di fiamme, nonché la presenza di fumi) e sensori di rilevamento delle temperature con dispositivi posti lungo il percorso a brevi distanze e monitorati da una sala comandi, il P.C.C. (Posto di Controllo Centralizzato). È installato anche un sistema di idranti (uno ogni 130 metri) alimentato da capaci serbatoi d’acqua. Sono presenti lungo il percorso 11 rifugi, dotati di collegamenti telefonici ed altoparlanti collegati con la sala di controllo e con un condotto di ventilazione di aria pura, separati ciascuno da due porte tagliafuoco la più esterna delle quali si chiude automaticamente quando la temperatura della galleria nelle vicinanze supera un determinato valore. Sono stati infine realizzati due portali termografici siti dinnanzi agli ingressi in grado di rivelare se nei mezzi in transito sono presenti situazioni anomale generatrici di calore.

Nonostante questo, il 4 giugno 2005 un incendio ha causato la morte di due camionisti slovacchi con la conseguente chiusura al traffico per varie settimane. È stato riaperto al traffico il 4 agosto 2005 alle autovetture e successivamente ai veicoli commerciali.

L'equipe antincendio è composta da quattro squadre di intervento, di cui:

  • una sulla piattaforma italiana;
  • una su quella francese;
  • due all'interno della galleria, poste entrambe a circa quattromila metri dagli imbocchi.

Raddoppio[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 2011 sono iniziati, dal lato francese, i lavori di scavo della seconda canna, per ottemperare alle direttive comunitarie delle gallerie inserite nella rete Ten-T. La caduta del diaframma è avvenuta come previsto il 17 novembre 2014. La seconda canna, lunga 12,848 km (6495 in territorio francese, 6353 in quello italiano), entrerà in esercizio nel 2019, rendendo così il traforo del Frejus la più lunga galleria europea a doppia canna, togliendo il titolo al traforo del Gran Sasso.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito società di Gestione SITAF
  2. ^ Sito società di Gestione SITAF
  3. ^ A pag. 8
  4. ^ untitled
  5. ^ La Stampa (31 ottobre 2014)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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