Keppel Richard Craven

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Keppel Richard Craven (Coombe Abbey [1], 1º giugno 1779Napoli, 24 giugno 1851) è stato un viaggiatore inglese, membro della Society of Dilettanti.[2]

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Keppel Richard Craven era il più giovane dei tre figli[3][4] di William Craven e Lady Elizabeth Berkleley figlia del IV Conte di Berkeley. La madre divorziò quando Keppel aveva appena circa tre anni[5][6][7] e si trasferì in Francia con lui con la promessa di restituirlo al padre al compimento dell'ottavo anno. Ma l'accordo non fu rispettato. Ritornarono però in Inghilterra nel 1791 dove Keppel frequentò la scuola ad Harrow[8][9][10] sotto falso nome. Fu presto riconosciuto dalla sua somiglianza con la madre, e da quel momento in poi fu chiamato con il suo nome di famiglia.[11]

Suo padre, Lord Craven, morì il 27 settembre 1791 a Losanna. La madre era in viaggio con il suo nuovo compagno, Cristiano Federico Carlo Alessandro, Margravio di Brandenburg-Ansbach.[12][13] Avevano progettato di visitare il Portogallo, la Spagna e l'Italia. La notizia della morte di Lord Craven probabilmente li raggiunse mentre si trovavano a Lisbona. Il 30 del mese successivo nulla li ostacolava a unirsi in matrimonio, che fu celebrato nella cappella dell'ambasciata inglese di quella città.[14]
Keppel non è stato, dopo questi eventi, definitivamente allontanato dalla madre, al contrario, dopo la morte del marchese, nel 1805 andò a vivere con lei a Napoli.[15]

Nel 1814 la Principessa Carolina del Galles compì un viaggio in Italia. La comitiva era composta dalle damigelle d'onore Charlotte Lindsay e Elizabeth Forbes, da St. Leger, da William Gell e Craven ciambellani, dal capitano Hesse, scudiero e dal medico, il dottor Holland.[16] Craven accettò l'incarico senza ricevere alcun compenso;[17] la mansione durò poco tempo, fino alla partenza della principessa per Ginevra.
Sei anni dopo fu chiamato a testimoniare al processo della sfortunata principessa.[18] Testimoniò di essere stato al suo servizio per sei mesi, durante i quali non vide alcuna irregolarità nella sua condotta a Milano o a Napoli, o improprie familiarità da parte di Bergamo.[19]

Nel 1821 pubblicò A Tour through the Southern Provinces of the Kingdom of Naples, e nel 1838[20] Excursions in the Abruzzi and Northern Provinces of Naples, in 2 volumi. Il primo delle due opere è abbellito da vedute che provengono dai suoi schizzi.
Avendo acquisito un ulteriore fortuna,[21] nel 1834[22] acquistò un grande convento sulle montagne presso Salerno, adattato a residenza, dove dava ospitalità ai suoi amici.[23][24] Keppel lasciò questa dimora in eredità al suo fedele segretario Andrea Pasquini.[25]
Per anni fu intimo ed inseparabile compagno di Sir William Gell, con il quale intraprese diversi viaggi e che assistette fino alla morte di questi nel 1836.
Un'altra grande amicizia lo legò a Lady Blessington fin dal suo arrivo a Napoli nel luglio del 1823.[26]
Keppel morì all'età di 72 anni a Napoli il 24 giugno 1851[27] e là fu sepolto nel Cimitero acattolico di Santa Maria della Fede noto come "Cimitero degli inglesi".

Nel testo A Tour through the Southern Provinces of the Kingdom of Naples, prima di soffermarsi sui Carbonari, tema politico di grande attualità al tempo, descrive il viaggio da Salerno ad Amalfi, soffermandosi sull'antica città ducale, sui suoi monumenti e attività produttive e soffermandosi anche su Ravello, di cui menziona il duomo e la porta di bronzo.[28]
Nel 1825 pubblicò a Londra Italian Scenes: a Series of interesting Delineations of Remarkable Views and of Celebrated Remains of Antiquity, che furono corredate da disegni dello stesso autore. Keppel mostra la curiosità dell'indagatore, non sempre supportata da strumenti adatti ad esprimere pareri autorevoli nei vari campi di indagine, storiografia, architettura, analisi sociale e urbanistica, analisi del paesaggio naturale e urbano, biologia, storia del costume.
Richard Keppel Craven dà un'immagine realistica dei luoghi visitati, analizzandoli dal punto di vista geografico, ma anche delle culture ed usanze, non generalizzando sulle condizioni della viabilità e di vita dei vari paesi, dando un giudizio in base all'accoglienza ricevuta, alla situazione delle strade e alle condizioni dei monumenti facendo anche spesso dei paragoni con la realtà inglese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Coombe Abbey (Warwick): (EN) Keppel Richard Craven, The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints. URL consultato il 1º febbraio 2014 (archiviato il 1º febbraio 2014).
    «#12627 Genealogy of Shropshire [by Joseph Morris] (filmed 1966), Morris, Joseph, (10 volumes. Manuscript filmed by the Genealogical Society of Utah, 1966), vol. 1-2 FHL microfilm 504,551; vol.3-4 FHL microf., vol. 4 p. 1796.».
  2. ^ La Society of Dilettanti o Dilettante Society o Dilettanti è una associazione di nobili e letterati che promuove lo studio dell'arte antica greca e romana. Keppel Craven ne era membro: (EN) Flora Fraser, The Unruly Queen: The Life of Queen Caroline, Londra, Bloomsbury Publishing, 2013, ISBN 9781408832547. URL consultato il 17 gennaio 2014.
  3. ^ Dictionary of national biography, op. cit., p. 42
  4. ^ Alcune fonti indicano tre figli maschi e quattro femmine: Elizabeth (1768 - 1799), Maria Margaret (1769 - 1851), William (1770 - 1825), Georgiana (1772 - 1839), Arabella (1774 - 1819), Henry Augustus Berkeley (1776 - 1836) e Keppel Richard. The beautiful Lady Craven, op. cit., Introduction p. XIII. (EN) John Debrett, Debrett's Peerage of the United Kingdom of Great Britain and Ireland, Volume 1, Londra, G. Woodfall,, 1828, p. 209, ISBN non esistente. URL consultato il 19 gennaio 2014. e (EN) Darryl Lundy, The Peerage, Darryl Lundy of Wellington, New Zealand, 19 febbraio 2012, p. 10875. URL consultato il 19 gennaio 2014 (archiviato il 25 dicembre 2013)..
  5. ^ Dictionary of national biography, op. cit., p. 42
  6. ^ The beautiful Lady Craven, op. cit., Introduction p. XXVI
  7. ^ Richard Robert Madden, The Literary Life and Correspondence of the Countess of Blessington, op. cit., p. 409 (on line p. 434 di 582)
  8. ^ Dictionary of national biography, op. cit., p. 42
  9. ^ The beautiful Lady Craven, op. cit., Introduction p. XXVI
  10. ^ Coordinate geografiche della Harrow School: 51°34′23.47″N 0°20′01.67″W / 51.573186°N 0.333796°W51.573186; -0.333796.
  11. ^ "Memoirs of the margravine of Anspach", op. cit., p. 95
  12. ^ Richard Robert Madden, The Literary Life and Correspondence of the Countess of Blessington, op. cit., p. 410 (on line p. 434 di 582)
  13. ^ The beautiful Lady Craven, op. cit., Introduction p. XXVI
  14. ^ Secondo questa fonte il padre morì il 26 settembre. The beautiful Lady Craven, op. cit., Introduction p. LXXV (75) on line pag. 105 di 360)
  15. ^ Richard Robert Madden, The Literary Life and Correspondence of the Countess of Blessington, op. cit., p. 415 (on line p. 439 di 582)
  16. ^ Richard Robert Madden, The Literary Life and Correspondence of the Countess of Blessington, op. cit., p. 323 (on line p. 347 di 582)
  17. ^ "Memoirs of the margravine of Anspach", op. cit., p. 397
  18. ^ Vedi: The trial of Queen Caroline
  19. ^ Bartolomeo (o Bartolomo o Bartholomew) Pergami (o Bergami o Bergamo) era un inserviente con cui la regina avrebbe avuto una relazione adulterina. Da questa accusa dovette difendersi in un celebre processo. Vedi: (EN) The important and eventful trial of Queen Caroline, consort of George IV for "adulterous intercourse" with Bartolomo Bergami, Parti 1-2, London, Geo. Smeeton, 1820, p. 7, ISBN non esistente. URL consultato il 25 gennaio 2014.
    «Bartholomew Bergami, alias Pergami». Vedi anche:
    (EN) Great Britain. Parliament. House of Lords, The Whole Proceedings on the Trial of Her Majesty, Caroline Amelia Elizabeth, Queen of England, for "adulterous Intercourse" with Bartolomeo Bergami: With Notes and Comments, I, London, John Fairburn, 1820, p. 8, ISBN non esistente. URL consultato il 25 gennaio 2014.
    «Bartolomo Pergami, otherwise Bartolomo Bergami».
  20. ^ Nel 1837 secondo questa fonte: Richard Robert Madden, The Literary Life and Correspondence of the Countess of Blessington, op. cit., p. 416 (on line p. 440 di 582)
  21. ^ Alla morte di uno zio che non si era sposato. (EN) The Gentleman's Magazine, London, John Bowyer Nichols and son, 1851, pp. 428-429, ISBN non esistente, OCLC 1570611. URL consultato il 25 gennaio 2014.
  22. ^ (EN) CASTEL DEL MONTE. SAL/MS/490 c. 1834, The National Archives. URL consultato il 1º febbraio 2014.
    «The Hon. Keppel Richard Craven (1779-1851) was the youngest child of William, 6th Baron Craven; he resided in Naples, 1805, and in 1834 purchased a convent in the mountains near Salerno (see F. Boase, Modern English Biography, I (reprint 1965), col. 753).».
  23. ^ Keppel Craven also owned the Castello di Penta, near Salerno: The beautiful Lady Craven, op. cit., Introduction p. cxxxv (on line p. 183 di 360) Nota 3
  24. ^ Murat nell'agosto 1809 soppresse tutti i conventi che fossero in possesso di beni (Vedi: Lodovico Bianchini, Della Storia delle finanze del regno di Napoli, 2ª ed., Palermo, Stamperia di Francesco Lao, 1839, p. 550, ISBN non esistente, OCLC 65261857. URL consultato il 24 gennaio 2014.).
    Il cenobio dei Padri Verginiani, noto come convento "La Penta", nella omonima località, (vedi: Romano Pesavento, Richard Keppel Craven: trovò le donne di Cotrone senza alcuna grazia femminile, laprovinciakr.it. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato il 25 gennaio 2014).) venne chiuso. L'edificio fu venduto a Vincenzo D'Anna, che lo trasformò in dimora signorile, il Castello Penta, acquistato da Craven (vedi: Penta, 10 settembre 2006. URL consultato il 24 gennaio 2014 (archiviato il 24 gennaio 2014).)
  25. ^ The beautiful Lady Craven, op. cit., Introduction p. cxxxv (on line p. 183 di 360) Nota 3
  26. ^ Richard Robert Madden, The Literary Life and Correspondence of the Countess of Blessington, op. cit., p. 416 (on line p. 440 di 582)
  27. ^ Richard Robert Madden, The Literary Life and Correspondence of the Countess of Blessington, op. cit., p. 417 (on line p. 441 di 582)
  28. ^ A Tour through the Southern Provinces of the Kingdom of Naples, op. cit., p. 382

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere di Keppel Richard Craven (selezione)[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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