Villalago

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Villalago
comune
Villalago – Stemma
Villalago – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Abruzzo – stemma Abruzzo
Provincia L'Aquila – stemma L'Aquila
Sindaco Fernando Gatta (lista civica centro destra) dal giugno 2011
Territorio
Coordinate 41°56′9″N 13°50′34″E / 41.93583°N 13.84278°E / 41.93583; 13.84278 (Villalago)Coordinate: 41°56′9″N 13°50′34″E / 41.93583°N 13.84278°E / 41.93583; 13.84278 (Villalago)
Altitudine 930 m s.l.m.
Superficie 32,28 km²
Abitanti 613[1] (31-12-2010)
Densità 18,99 ab./km²
Frazioni Villalago Riviera
Comuni confinanti Anversa degli Abruzzi, Bisegna, Ortona dei Marsi, Scanno
Altre informazioni
Cod. postale 67030
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066103
Cod. catastale L958
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti villalaghesi
Patrono san Domenico di Sora
Giorno festivo 22 agosto
Localizzazione
Villalago è posizionata in Italia
Villalago
Posizione del comune di Villalago all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Villalago all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Villalago è un comune italiano di 621 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Peligna e dei borghi più belli d'Italia.

Indice

[modifica] Cenni storici

Insediamenti preromani e romani e periodo dalla caduta dell'Impero romano alle invasioni barbariche e all'inizio dell'egida del ducato di Spoleto

In località San Pietro, presso il sito dell'antico monastero benedettino è stata ritrovata un'epigrafe romana riferibile ad un periodo risalente al massimo al II secolo d.C. In località Villa Vecchia Antonio De Nino aveva ritrovato dei resti di mura ciclopiche, tuttavia questa zona è un ammasso caotico di massi calcarei risultanti dalla frana del Monte Genzana. La posizione e la loro elevazione rispetto al terreno circostante possono fare ipotizzare ad un'area utilizzata come fortificazione da popolazioni di origine peligna in caso di pericolo.[2]

Non si hanno notizie certe e documentate dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente al periodo delle invasioni barbariche. Durante il periodo longobardo Villalago fu annessa al Ducato di Spoleto. In questo periodo il contado peligno divenne regione valvense.[3]

Il Medioevo e storia attuale

Intorno al VIII secolo incomincia ad essere menzionata la località di Flaturno, questo la zona di Flaturno viene citata nel Chronicon Volturnense nell'epoca quando il duca di Spoleto Ildebrando offre all'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, oltre ad altri beni, la valle del Flaturno. In un dossier del Chronicon si evince che in questa valle esisteva una curtes riferibile ad un monastero di Pescina. Successivamente una definizione di Flaturno è citata in un documento del 996 riferibile ad una cessione di terreni. Nell'874 venne fatto un censimento della popolazione di Flaturno da cui si rivelò che vi abitavano circa 500 persone suddivise in nove villae. Attualmente si possono collocare 5 delle nove ville: Selectu (sita in località valle di Santa Maria presso Castrovalva), Miscella (non identificata), Macranu (non individuata), Fefile (non identificata), Campilu (a nord-nord-est di Cocullo nella valle alluvionale del rio Pezzana in località Santa Maria di Campo), Cesa (identificabile con: Iª ipotesi Le Cesa presso Castrovalva, IIª ipotesi Cesa, Le Cese o Valle di Cesa presso la riva sinistra del Sagittario, IIIª ipotesi Cesa dei Fiori o Cesa Tiberio presso sempre la riva sinistra del Sagittario), Buxi (Passo di Bussi presso la riva destra del Sagittario) Mebio (non individuato), Connei toponimo presso la zona Fonticino presso Castrovalva). Queste località (perlomeno quelle allo stato attuale identificate) oggi sono poste tuttavia fuori dal territorio comunale di Villalago tra il paese di Anversa degli Abruzzi, la frazione Casali di Cocullo e Castrovalva, tuttavia Alfonso Colarossi-Mancini riferisce che Flaturno sia identificabile presso Villalago stessa, tuttavia il nome parrebbe derivare da un luogo geografico, un fiume, un villaggio o un monte.[4]

Tra la fine del X secolo e il primo ventennio del secolo seguente San Domenico abate abitò nei pressi di Villalago, in località Plataneto o Prato Cardoso dove eresse un altare in onore della Trinità. Successivamente, su richiesta dei conti di Valva, costrui il Monastero di San Pietro in lago o di san Pietro de Lacu, richiesta di cui si ignora la data esatta perché l'atto di donazione è andato smarrito o distrutto, tuttavia si può affermare che questo sia avvenuto tra il 1001 e il 1026. Il primo documento del monastero è datato 1067 ove si cita anche il monastero degli eremiti a Prato Cardoso. In loco esiste l'eremo di San Domenico, mentre in località San Pietro sono tuttora in atto degli scavi archeologici per ritrovare le antiche vestigia del Monastero di San Pietro del Lago o de Lacu.[5]

Negli anni attorno al 1000 il paese risulta citato come Villa de Lacu quando venne fondato da coloni europei attirati molto religiosamente dal monastero di San Pietro in Lago, i cui resti sono ancora visibili a circa a un chilometro a nord di Villalago.
La motivazione di chiamare il luogo Villa de Lacu o Villam de Lacu invece che Castrum de lacu sarebbe da ricercare nel fatto che si il paese fosse un luogo non cinto da mura e aperto con unica struttura non solo difensiva nella rocca ma anche politico-economica.[6]

Dopo la Morte di San Domenico il monastero di San Pietro entrò in pieno possesso dei Conti di Valva. Il monastero fu abitato dai monaci fino al XV secolo epoca che fu abbandonato.[7] La cella di Santa Maria de lacu si staccò dal monastero di San Pietro. Celidonio ed H. Bloch affermano che questa cella non si tratti altro che della chiesa parrocchiale di Villalago tuttavia vi è una cella di Santa Maria in fiume Flaternus ove San Domenico soggiornò per due anni e mezzo nel periodo che venne costruito il monastero di San Bartolomeno a Trisulli. A confondere le acque c'è una terza chiesa: Santa Maria in Flaturno da identificare con la chiesa di Santa Maria ad Nives a Castrovalva, comunque la chiesa di Santa Maria in Flaternus fu l'embrione da cui nacque e si sviluppò la cella di Santa Maria de Villa de Lacu. La chiesa risale al 1323 mentre la rocca Sancti Petri de Lacu risale ad un'epoca precedente al 1092-93.[5]

Presso il pagus di Flaturno vi era anche la chiesa di San Vincenzo in Flaturno che viene citata in una bolla di Clemente III adel 1188 e in successive bolle papali datate dal 1112 in poi.[4]

Un documento del 1067 cita una donazione al monastero di San Pietro in Lacu.[8]

Tra il 1092 e il 1093 rocca di Sancti Petri de Lacu con le sue pertinenze fu invaso da Oderisio II di Sangro, in seguito, tra il 1241 e il 1245 Villa de Lagu era vicolato dal fatto che doveva manutengere o riparare il Castro de Valva. Due anni più tardi Innocenzo IV restituì a Berardo e Teodino di Sangro Villam de Lacu dopo che Federico II di Svevia espropriò questa terra al loro genitore Rinaldo.[8]

Nel 1277 viene eseguita un'inquisizione in seguito ad operazioni illecite di vari funzionari pubblici in vari luoghi tra cui Villa Lacus.[8]

Nel 1289 viene eseguito un reclutamento in vari luoghi tra cui Villa de Lacu dal Giustiziere d'Abruzzo per le milizie dei Baroni.[8]

Nel 1304 Margherita di Sangro mise a ferro e fuoco Villa de Lacu e il limitrofo monastero di san Pietro e al monastero di Santa Maria de Villa de Lacu arrestando, tra l'altro, Riccardo de Aversa.[8][9]

Nel 1308-1309 gli ecclesiastici di Villa de Lacu pagano le decime, mentre nel 1323 la chiesa diS. Mariae de Villa de Lacu dipese dal monastero di san Pietro de Lacu. Nello stesso anno Villa de Lacu appartenne alla Diocesi di Sulmona.[8]

Dopo il dominio dei conti di Valva i successivi feudatari di Villalago furono dapprima i Borrelli e poi i di Sangro.[10]

Nel 1568 Villalago si dichiarò comune Università autonomo staccandosi da Anversa[10] per via del fatto che i Belprato usurparono il monastero di Montecassino facendo rimpiangere agli abitanti del paesello i monaci del monastero di San Pietro in lacu[11], cui dipesero fino al 1474[12] i Belprato pretesero il pagamento di 600 ducati, Villalago così non fu soggetta al feudalesimo, anche se l'università continuò ad esistere fino al 1806 quando furono promulgate le leggi che abolirono il feudalesimo[11]. In seguito si affrancò anche da Raiano.[10]

Con il crollo del Regno delle due Sicilie fu assorbita dal Regno d'Italia e in seguito alla decadenza della pastorizia il paese fu interessato dall'emigrazione, poi si è cercato di tamponare questo fenomeno con l’artigianato, il turismo e l'ambiente.[10]

Tra le altre famiglie feudali vi furono i Manso (nel 1621), con il celebre letterato Giovanbattista, biografo del Tasso. Tra Ottocento e Novecento risentì dell'influenza della famiglia borghese dei Lupi, come ricorda il nome della piazza principale del paese, intitolata all'avvocato Celestino Lupi, morto durante la prima guerra mondiale.

Dopo l'eversione dei feudi segui le sorti delle vicine Scanno e, in tono minore, di Anversa degli Abruzzi.

Oggi dipende turisticamente dal vicino lago di Scanno, il quale appartiene al comune di Villalago per tre quarti.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Feste e folklore

[modifica] Personalità legate a Villalago

  • Emilio Iafolla (Villalago, 1922 - L'Aquila, 2005) politico, ex-sindaco di Villalago, ex vice-presidente provincia L'Aquila (anni '70)e nel contempo ex-vice presidente regione Abruzzo.
  • Antonio Di Cicco (Villalago, 1931 - Roma, 1989) scrittore e insegnante, ha pubblicato opere di narrativa, testi scolastici e di critica letteraria. Evoca in alcune opere ("oltre il labirinto" e "duale") i luoghi dell'infanzia e della giovinezza.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Fernando Gatta (lista civica centro destra) dal giugno 2011

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione II-Gli insediamenti abitativi nei periodi pre-romano e romano in Villalago dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!, pagg. 43-47, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto
  3. ^ Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione III-Dal V al VII secolo in Villalago dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!, pag.48-49, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto
  4. ^ a b Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione IV-Dal VIII al X secolo in Villalago dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!,pagg. 54-64, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto
  5. ^ a b Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione VSan Domenico abate e le sue fondazioni-Paragrafo V-La cella de Santa Maria de Villa de lacu dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!, pagg. 90-95, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto
  6. ^ Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione V-San Domenico abate e le sue fondazioni-Paragrafo V-Secolo XI-L'avvento di San Domenico abate in Villalago dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!, pagg. 69-70, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto
  7. ^ Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione V-Paragrafo II-Il Monastero di San Pietro del lago e il suo territorio di dotazione in Villalago dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!, pagg. 70-74, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto e Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione VSan Domenico abate e le sue fondazioni-Paragrafo III-Le dipendenze del monastero di San Pietro del Lago in Villalago dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!, pagg. 78-83, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto
  8. ^ a b c d e f Maria Rosaria Gatta, Enrico Domenico Grossi, Sezione VI-Secoli XI e XII-L'incastellamento nella valle del Sagittario-Paragrafo V-Villalago in Villalago dall'XI secolo al XIV secolo: le mane de l'ova!, pagg. 90-95, Associazione "Villalago in Flaturno" (2007), Loreto
  9. ^ villalago-abruzzo.com porta invece la data del 1301
  10. ^ a b c d Cenni storici su villalago-abruzzo.com
  11. ^ a b Paragrafi "Le aggressioni dei feudatari e l'Università di Villalago" e "Fine dell'Università di Villalago" su sandomenicoabatevillalago.it
  12. ^ borghitalia.it

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