Lago di Scanno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lago di Scanno
Lago di scanno01.jpg
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Provincia L'Aquila L'Aquila
Comune Scanno, Villalago
Coordinate 41°55′12″N 13°51′50.4″E / 41.92°N 13.864°E41.92; 13.864Coordinate: 41°55′12″N 13°51′50.4″E / 41.92°N 13.864°E41.92; 13.864
Altitudine 922 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 0,93 km²
Profondità massima 32 m
Idrografia
Immissari principali fiume Tasso, torrente Giordano
Emissari principali fiume Sagittario (Delle infiltrazioni carsiche che dipartono dal lago si immettono nel Sagittario, tuttavia il lago di Scanno non ha emissari in superficie)
Ghiacciato Talvolta nei periodi più freddi invernali
Salinità acqua dolce
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Scanno

Il lago di Scanno, appartenente per tre quarti al comune di Villalago e per un quarto a quello di Scanno, si trova in Abruzzo, nell'alta valle del fiume Sagittario, originatosi per una frana staccatasi dal monte Genzana, tra 12.820 e 3.000 anni fa[1], che ha sbarrato il fiume Tasso.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il lago, situato a un'altitudine media di 922 metri s.l.m., ha coste molto ridotte e per alcuni brevissimi tratti sono state adattate per la ricezione di bagnanti formando delle spiagge artificiali di sassi. Si trova a metà strada tra Villalago e Scanno, ed è il lago naturale più grande della regione. Da alcune visuali si presenta in forma di cuore[2][3], come ad esempio dal belvedere di Frattura Nuova[4], non molto distante dalla enorme frana del monte Rava che generò il lago sbarrando la valle del Sagittario.

Il lago ha come immissari il torrente Tasso ed il torrente Giordano nonché alcuni corsi d'acqua minori e stagionali; non sembra avere emissari superficiali perché a causa del fenomeno carsico le acque del lago fuoriescono dal terreno poco più a valle, nel comune di Villalago, dando vita al fiume Sagittario. Durante l'inverno a volte un corso d'acqua attraversa la valle dal lago a Villalago generando altri laghi minori, alimentati dalle acque piovane e dal disgelo delle nevi fino alla tarda primavera, detti Cupaglione, Lago Secco o Laguccio, Lago Pio o Cupìa e Lago Buono.[5] La profondità massima che raggiunge varia da un minimo di 32 metri a 36 metri quando c'è la piena.

Lago di Scanno dall'eremo di Sant'Egidio

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il tratto della valle del Sagittario in cui si trova il lago di Scanno è compreso fra due grossi massicci calcarei: in sinistra idrografica si ha il complesso di Montagna Grande (calcari in facies di piattaforma), mentre a destra il gruppo del monte Genzana-Monte Greco, caratterizzato invece da sedimenti calcareo-marnosi. Tutto il bacino imbrifero del lago è fortemente condizionato dalla vicina faglia di monte Genzana, che a pochi chilometri ad est del lago, dal borgo di Iovana raggiunge attraverso la località "I Giardini" l'abitato di Frattura, e da una supposta faglia minore che dovrebbe seguire approssimativamente il fondovalle del fiume Tasso, cosicché un vasto affioramento di marne è entrato direttamente a contatto con i calcari marnosi del monte Genzana[6]; per le stesse ragioni i conglomerati di brecce fluviali ben cementati risultano leggermente rialzati rispetto al fondovalle del Tasso a causa dei movimenti quaternari della faglia[7]. Questa particolare conformazione del territorio ha permesso, a seguito della grande frana, la stabilizzazione di un bacino lacustre alimentato dalle acque del fiume Tasso, che alimenta il lago con una portata media di circa 350 l/s, insieme ad una serie di sorgenti minori che si ipotizza siano attive al di sotto della superficie lacuale[8].

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione igrofila del lago è carente di specie. Non vi sono entità floristiche di grande importanza naturalistica e il paesaggio vegetale è molto povero lungo tutto l'intero tratto costiero, a causa anche della ripida uniformità delle sponde e dall'assenza di un emissario stabile, infatti nelle aree più prossime al lago non vi sono né pantani né torbiere. L'associazione vegetale dominante è il Phragmitetum communis, in cui domina assolutamente la specie acquatica più comune del lago, la cannuccia di palude (Phragmites australis); tra le natanti, dove le acque sono più ossigenate da piccoli immissari, vegetano sporadiche associazioni di brasche (Potamogeton natans) e gamberaie (Callitriche stagnalis). Le specie arboree prevalenti sono salici (Salix alba, Salix eleagnos) e pioppi (Populus alba, Populus nigra, Populus tremula) e presso la foce del Tasso il tiglio (Tilia platyphyllos)[9]. L'intenso sfruttamento del terreno circostante ha impedito la formazione di boschi igrofili, dal momento che le proprietà erano prevalentemente occupate da pascoli o da frutteti di pomi (Malus domestica, Pyrus communis) e pruni (Prunus avium o ciliegio, Prunus cerasus o vìsciolo e Prunus domestica o susino[10]).

Tartaruga d'acqua dolce

Tra i mammiferi si possono ammirare i lupi appenninici, gli orsi marsicani e le volpi rosse.

La fauna avicola è composta soprattutto da germani reali e altre anatre selvatiche, folaghe europee, falchi pellegrini, falchi di palude, allocchi, gufi, astori, aquile, oltre altre numerose specie soprattutto di passeriformi.

La fauna ittica è composta prevalentemente da persici reali, trote, coregoni, pesci gatto e lucci. Da segnalare la presenza di anguille e della rara tartaruga tigrata (Emys orbicularis).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Alcune leggende locali, del tutto neglette nella favolistica nazionale italiana, spiegano la nascita del lago come un fenomeno soprannaturale avvenuto per difendere dagli attacchi esterni provenienti dalla valle le piccole comunità locali. La minaccia esterna generalmente è rappresentata ora dall'«imperatore di Roma» che attacca il reggente indigeno, ora da Orlando, dai crociati o dai paladini francesi che assediano una torre in cui è nascosta una vergine, ora dal temibile mago Baialardo che sfida una Madama Angiolina che tra i monti dell'Abruzzo ha trovato esilio.[11][12]

Il re di Bettifolo e l'imperatore di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Le magie di Angiolina e Baialardo[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sorgenti alle Acque Vive captata per calidare i numerosi terrazzamenti intorno (nelle vicinanze i resti di Betifulus)

Il mistero della bussola impazzita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012, si è verificato lo strano fenomeno delle bussole impazzite dei sommozzatori che non trovano più il nord una volta immersi nelle acque del lago. Sempre nello stesso anno si sono verificate delle onde anomale sul lago. Questi strani fenomeni hanno richiamato degli studiosi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma che hanno trovato, utilizzando dei magnetometri ed il GPS, dei campi magnetici perlopiù nella zona nord del fondo del lago, nel territorio di Villalago.[3][13]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Angelo Caranfa, 2010, Contributo per una datazione della frana di Monte Genzana e del Lago di Scanno, in "Rivista abruzzese", a. LXIII, n. 2, aprile-giugno, pp. 141-146 e n. 3, luglio-settembre, pp. 250-254 leggi l'articolo. Cfr. Nicoletti P. G., Parise M., Miccadei E., 1993, The Scanno rock avalanche (Abruzzi, south-central Italy), in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol. 112, fasc. 2, pp. 523-535; Bianchi Fasani G., Cercato M., Esposito C, Petitta M., 2005, Il Lago di sbarramento di Scanno: considerazioni riguardo alle condizioni di stabilità, in "Il Giornale di Geologia Applicata", vol. 2, n. 1-6, pp. 45-50.
  2. ^ Lago di Scanno
  3. ^ a b Lago di Scanno: i misteri irrisolti del bacino a forma di cuore
  4. ^ Dal portale di Scanno
  5. ^ Colarossi-Mancini A., Storia di Scanno e Guida della Valle del Sagittario, Ass. Culturale LA FOCE, Scanno 2006, p. 20.
  6. ^ Miccadei, E., 1993. Geologia dell’Alto Sagittario-Alto Sangro (Abruzzo, Appennino centrale), in "Geologica Romana", vol. 29, pp. 463-481
  7. ^ Carta Geologica d'Italia, foglio 152 (Sora)
  8. ^ Colarossi Mancini A., op. cit., p. 20.
  9. ^ Tammaro F., Le zone umide: importanza ecologica ed ambientale, ne «Il paesaggio vegetale dell'Abruzzo», Cogecstre ed, Penne 1998, pp. 507-514.
  10. ^ Localmente lécene, che deriverebbe dal latino (arbor) aulicinus, cioè albero degli uccelli. De Giovanni M., Appunti e questioni di toponomastica abruzzese I. I nomi locali della provincia di Pescara, in «Quaderni di Rivista Abruzzese», 10, Lanciano 1978. Pellicciotti R., Vocabolario etimologico abruzzese, Mario Solfanelli editore, Chieti 1992, etimologia che più probabilmente è da mettere in relazione semantica con gli uccelli da cortile.
  11. ^ Gualitieri I., Cianchetta Diana, Leggende del Lago di Scanno, Stampaturo di A. Vivarelli, Pratola Peligna 2007.
  12. ^ Pansa G., Leggende medievali abruzzesi, Adelmo Polla ed., Cerchio 1988, pp. 44-70.
  13. ^ News - "Nel Lago di Scanno, misteriose onde magnetiche"

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo