Lago di Scanno

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Lago di Scanno
Lago di scanno01.jpg
Stati bandiera Italia
Regione Stemma Abruzzo
Provincia stemma L'Aquila
Coordinate 41°55′12″N 13°51′50″E / 41.92°N 13.864°E / 41.92; 13.864Coordinate: 41°55′12″N 13°51′50″E / 41.92°N 13.864°E / 41.92; 13.864
Altitudine 922 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 0,93 km²
Profondità massima 32 m
Idrografia
Immissari principali fiume Tasso, torrente Giordano
Emissari principali fiume Sagittario (Delle infiltrazioni carsiche che dipartono dal lago si immettono nel Sagittario, tuttavia il lago di Scanno non ha emissari in superficie)
Lago di Scanno è posizionata in Italia

Il Lago di Scanno, appartenente per tre quarti al comune di Villalago e per un quarto a quello di Scanno, si trova in Abruzzo, nell'alta valle del fiume Sagittario, originatosi per una frana staccatasi dal Monte Genzana, tra 12.820 e 3.000 anni fa[1], che ha sbarrato il fiume Tasso.

Indice

[modifica] Descrizione

Il lago, situato a 930 metri di quota, ha coste molto ridotte e per alcuni brevissimi tratti sono state adattate per la ricezione di bagnanti formando delle spiagge artificiali di sassi. Si trova a metà strada tra Villalago e Scanno, ed è il lago naturale più grande della regione. Da alcune visuali si presenta in forma di cuore, come ad esempio dal belvedere di Frattura Nuova[2], non molto distante dal grandissimo smottamento del Monte Rava che generò il lago sbarrando la valle del Sagittario.

Il lago ha come immissari il Fiume Tasso ed il Torrente Giordano nonché alcuni corsi d'acqua minori e stagionali e non ha emissari apparenti perché a causa di un fenomeno carsico le acque del lago fuoriescono dal terreno poco più a valle, nel comune di Villalago, dando vita al fiume Sagittario. Durante l'inverno a volte un corso d'acqua attraversa la valle dal lago a Villalago generando altri laghi minori, alimentati dalle acque piovane e dal disgelo delle nevi fino alla tarda primavera, detti Cupaglione, Lago Secco o Laguccio, Cupìa e Lago Buono.[3] La profondità massima che raggiunge varia da un minimo di 32 metri a 36 metri quando c'è la piena.

Lago di Scanno dall'eremo di Sant'Egidio

[modifica] Geologia

Il tratto della valle del Sagittario in cui si trova il lago di Scanno è compreso fra due grossi massicci calcarei: alla sinistra idrografica dell'allineamento fluviale Tasso-Sagittario il complesso di Montagna Grande (calcari in facies di piattaforma); alla destra il gruppo del Monte Genzana-Monte Greco, caratterizzato invece da sedimenti calcareo-marnosi. Tutto il bacino imbrifero, nel tratto a monte di Scanno, è fortemente condizionato dalla prossima faglia del Monte Genzana, che a pochi chilometri ad est del lago, dal borgo di Iovana raggiunge attraverso la località I Giardini l'abitato di Frattura, e da una supposta faglia minore che dovrebbe seguire approssimativamente il fondovalle del fiume Tasso, cosicché un vasto affioramento di marne è entrato direttamente a contatto con i calcari marnosi del Monte Genzana[4]; per le stesse ragioni i conglomerati di brecce fluviali ben cementati risultano leggermente rialzati rispetto al fondovalle del Tasso a causa dei movimenti quaternari della faglia[5]. Questa particolare conformazione del territorio ha permesso, a seguito della grande frana, la stabilizzazione di un bacino lacustre alimentato dalle acque del fiume Tasso, che alimenta il lago con una portata media di circa 350 l/s, insieme ad una serie di sorgenti minori che si ipotizza siano attive al di sotto della superficie lacuale[6].

[modifica] Flora e fauna

La vegetazione igrofila del lago è carente di specie. Non vi sono entità floristiche di grande importanza naturalistica e il paesaggio vegetale è molto povero lungo tutto l'intero tratto costiero, a causa anche della ripida uniformità delle sponde e dall'assenza di un emissario stabile, infatti nelle aree più prossime al lago non vi sono né pantani né torbiere. L'associazione vegetale dominante è il Phragmitetum communis, in cui domina assolutamente la specie acquatica più comune del lago, la cannuccia di palude (Phragmites australis); tra le natanti, dove le acque sono più ossigenate da piccoli immissari, vegetano sporadiche associazioni di brasche (Potamogeton natans) e gamberaie (Callitriche stagnalis). Le specie arboree prevalenti sono salici (Salix alba, Salix eleagnos) e pioppi (Populus alba, Populus nigra, Populus tremula) e presso la foce del Tasso il tiglio (Tilia platyphyllos)[7]. L'intenso sfruttamento del terreno circostante ha impedito la formazione di boschi igrofili, dal momento che le proprietà erano prevalentemente occupate da pascoli o da frutteti di pomi (Malus domestica, Pyrus communis) e pruni (Prunus avium o ciliegio, Prunus cerasus o vìsciolo e Prunus domestica o susino[8]).

Tartaruga d'acqua dolce

La fauna avicola è composta soprattutto da germani reali e altre anatre selvatiche, folaghe europee, falchi pellegrini, falchi di palude, allocchi, gufi, astori, aquile, oltre altre numerose specie soprattutto di passeriformi.

La fauna ittica è composta prevalentemente da persici reali, trote e lucci. Da segnalare la presenza di anguille e della rara tartaruga tigrata (Emys orbicularis).

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Tradizioni popolari

Alcune leggende locali, del tutto neglette nella favolistica nazionale italiana, spiegano la nascita del lago come un fenomeno soprannaturale avvenuto per difendere dagli attacchi esterni provenienti dalla valle le piccole comunità locali. La minaccia esterna generalmente è rappresentata ora dall'«Imperatore di Roma» che attacca il reggente indigeno, ora da Orlando, dai crociati o dai paladini francesi che assediano una torre in cui è nascosta una vergine, ora dal temibile mago Baialardo che sfida una Madama Angiolina che tra i monti dell'Abruzzo ha trovato esilio.[9][10]

[modifica] Il re di Bettifolo e l'Imperatore di Roma

[modifica] Le magie di Angiolina e Baialardo

Una delle sorgenti alle Acque Vive captata per calidare i numerosi terrazzamenti intorno (nelle vicinanze i resti di Betifulus)


[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Caranfa A., 2010, Contributo per una datazione della frana di Monte Genzana e del Lago di Scanno, in "Rivista abruzzese", a. LXIII, n. 2, aprile-giugno, pp. 141-146 e n. 3, luglio-settembre, pp. 250-254. Cfr. Nicoletti P. G., Parise M., Miccadei E., 1993, The Scanno rock avalanche (Abruzzi, south-central Italy), in "Bollettino della Società Geologica Italiana", vol. 112, fasc. 2, pp. 523-535; Bianchi Fasani G., Cercato M., Esposito C, Petitta M., 2005, Il Lago di sbarramento di Scanno: considerazioni riguardo alle condizioni di stabilità, in "Il Giornale di Geologia Applicata", vol. 2, n. 1-6, pp. 45-50.
  2. ^ Dal portale di Scanno
  3. ^ Colarossi-Mancini A., Storia di Scanno e Guida della Valle del Sagittario, Ass. Culturale LA FOCE, Scanno 2006, p. 20.
  4. ^ Miccadei, E., 1993. Geologia dell’Alto Sagittario-Alto Sangro (Abruzzo, Appennino centrale), in "Geologica Romana", vol. 29, pp. 463-481
  5. ^ Carta Geologica d'Italia, foglio 152 (Sora)
  6. ^ Colarossi Mancini A., op. cit., p. 20.
  7. ^ Tammaro F., Le zone umide: importanza ecologica ed ambientale, ne «Il paesaggio vegetale dell'Abruzzo», Cogecstre ed, Penne 1998, pp. 507-514.
  8. ^ Localmente lécene, che deriverebbe dal latino (arbor) aulicinus, cioè albero degli uccelli. De Giovanni M., Appunti e questioni di toponomastica abruzzese I. I nomi locali della provincia di Pescara, in «Quaderni di Rivista Abruzzese», 10, Lanciano 1978. Pellicciotti R., Vocabolario etimologico abruzzese, Mario Solfanelli editore, Chieti 1992, etimologia che più probabilmente è da mettere in relazione semantica con gli uccelli da cortile.
  9. ^ Gualitieri I., Cianchetta Diana, Leggende del Lago di Scanno, Stampaturo di A. Vivarelli, Pratola Peligna 2007.
  10. ^ Pansa G., Leggende medievali abruzzesi, Adelmo Polla ed., Cerchio 1988, pp. 44-70.

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[modifica] Collegamenti esterni

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