Filippo I Colonna

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Filippo I Colonna (Roma, 15781639) fu un membro della famiglia principesca romana dei Colonna nel ramo di Paliano.

Figlio di Fabrizio Colonna ed Anna Borromeo e fratello di Marcantonio Colonna III, sposò nel 1597 Lucrezia Tomacelli (Napoli 1580 circa, Genazzano 1622), figlia di don Giacomo Signore di Galatro e di Ippolita Ruffo dei Conti di Sinopoli e Duchi di Bagnaia.

Ebbe 10 figli, sette maschi e tre femmine, tra i quali: Federico, morto a Tarragona in Spagna nel 1641 e marito della nipote dell'imperatore Carlo V Margherita Branciforte d'Austria; Marcantonio V, morto nel 1655 e associato nel governo all'ultimo figlio, il cardinale Girolamo Colonna, che assunse la guida familiare alla morte di Filippo [1].

I suoi titoli furono: VI Duca e Principe di Paliano, IV Duca di Tagliacozzo, III Duca di Marino, Gran Connestabile del Regno di Napoli, Conte di Ceccano, Marchese di Cave, Signore di Genazzano, Anticoli, Castro, Collepardo, Morolo, Piglio, Vico, Rocca di Cave, Rocca di Papa, ed altre località.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per quanto riguarda l'intera genealogia si veda in Pio Pecchiai, Un famoso duello al Corso, in Strenna dei Romanisti 1952, p. 105:
    « Il ramo principale dei Colonnesi dimorante da parecchi secoli nella residenza del palazzo ai SS. Apostoli, al tempo cui ci riferiamo aveva per capo Filippo di Fabrizio (1578-1639), gran contestabile del regno di Napoli. Dalla consorte Lucrezia Tomacelli, defunta sin dal 1622, di antica famiglia papale, aveva avuto dieci figli. Primogenito era Federico, già accasato con la ricca ereditiera siciliana Margherita Branciforte che gli portò in dote vasti feudi e il titolo di principe di Butero, da lui assunto. Venivano poi: Girolamo, elevato alla sacra porpora da Urbano VIII nel 1627; Carlo, duca di Marsi (titolo trasmessogli dal secondogenito nell'entrare in prelatura), scapolo e libertino; Marcantonio, marito d'altra ricca ereditiera siciliana, Isabella Gioeni Cardona; Prospero, cavaliere di Malta; Giovan Battista, patriarca di Gerusalemme (dignità ereditata in seguito dal fratello Carlo), e Pietro, morto giovanetto. Delle tre femmine, solamente Anna si era sposata, nel 1627, con Taddeo Barberini, nepote di Urbano VIII. Vittoria, entrata al Carmelo, fondò poi, insieme con la sorella rimasta vedova, il monastero di Regina Coeli, del quale divenne badessa; ed Ippolita andò a monacarsi a Napoli nell'aristocratico monastero di S. Giuseppe dei Ruffi. »

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