Alessandro Raffaele Torlonia

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Alessandro Raffaele Torlonia (Roma, 1º gennaio 1800Roma, 7 febbraio 1886) è stato un banchiere italiano, uno dei tre figli di Giovanni Torlonia (1754-1829), capostipite della famiglia, e di Anna Maria Schultheiss (1760-1840) già vedova Chiaveri.

Busto del principe Alessandro Torlonia (1899), Piazza Torlonia, Avezzano

Fu Duca di Cesi, Marchese di Romavecchia e Principe di Civitella Cesi. È famoso per aver fatto bonificare il Lago del Fucino, tra il 1853 e il 1876. Per questo nel 1875 fu nominato Principe del Fucino. Nello stesso anno, in cui morirono la moglie Teresa (17 marzo 1875) e la secondogenita Giovanna (22 novembre 1875), rinunciò a tutti i suoi titoli in favore della figlia maggiore Anna Maria andata sposa nel 1872 a Giulio Borghese.

Il 16 luglio 1840 Alessandro Tolonia sposa a Roma Teresa Colonna (1823-1875), figlia di Aspreno Colonna (1787-1847) dei Principi di Paliano e di Maria Giovanna Cattaneo della Volta (1790-1876).
Dal matrimonio nascono due figlie: Anna Maria (1855-1901) e Giovanna Giacinta Carolina (1856-1875).

La maggiore sposò nel 1872 Giulio Borghese[1], che in virtù di questo matrimonio divenne il secondo principe del Fucino e nel 1873 assunse il cognome Torlonia[2].

Per la seconda, morta in giovane età, la sostanziale inesistenza di fonti circa la vita ed i motivi della prematura scomparsa, portano ad ipotizzare che fosse affetta da qualche grave infermità, forse collegata alla lunga malattia mentale della madre. Nata a Roma il 19 febbraio 1856, la giovane morì a soli diciannove anni, il 22 novembre 1875 nel Conservatorio Torlonia di cui il padre era il benefattore e proprietario. Non si sa per quale motivo questa figlia del potentissimo principe si trovasse in quell'istituto di carità per fanciulle povere mentre la famiglia viveva nel lussuosissimo palazzo Bolognetti-Torlonia di piazza Venezia[3]. L'ultima notizia di lei si ricava dall'atto di morte[4] pochi mesi dopo sua madre.

Di certo la morte prematura di Giovanna Carolina consentì a suo padre di poter trasmettere intatto alla figlia maggiore Anna Maria il colossale patrimonio da lui accumulato, consentendogli di soddisfare le sue ansie dinastiche con l'obbligo per l'illustre, ma impoverito, futuro genero Giulio Borghese di assumere il cognome Torlonia come previsto dalle clausole del contratto matrimoniale, secondo l'istituto della surrogazione[5].

Alessandro Torlonia fu committente di numerose opere d'arte, tra cui la maggior parte degli edifici della Villa Torlonia di Roma e alcune opere del Canova.

Nella città di Avezzano vi è un busto del principe Alessandro Torlonia orientato verso la direzione nella quale si trovava il lago del Fucino. Gli eredi di Alessandro Torlonia, Anna Maria e Giulio, donarono alla città una maestosa fontana sulla quale si può leggere l'iscrizione "Ad ornamento della città ed il pubblico bene. Anna Maria e Giulio Torlonia eressero e donarono - Compimento delle cittadine aspirazioni le acque defluirono il giorno XXIII-IX-MDCCCXCIX" (23 settembre 1899)".

Nel 1956, dopo il suo completamento, il Liceo Classico di Avezzano fu intitolato al principe Torlonia.

Titoli[modifica | modifica sorgente]

  • Duca di Cesi
  • Marchese di Romavecchia
  • Principe di Civitella Cesi
  • 1º principe del Fucino (1875)
  • Nel 1875 rinuncia a tutti i suoi titoli in favore della figlia maggiore Anna Maria sposata dal 1872 con Giulio Borghese

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell’Ordine Supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell’Ordine Supremo del Cristo
— 1825

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giulio Borghese (Roma, 19 dicembre 1847- Branca Umbra, 15 luglio 1914) era figlio del principe Marcantonio Borghese e di Marie Therèse de La Rochefoucauld.
  2. ^ Secondo l'istituto della surrogazione, previsto dalle norme del diritto nobiliare dello Stato della Chiesa che (come tutte le norme di diritto nobiliare degli stati preunitari) allora si applicavano nel Regno d'Italia.
  3. ^ "Col corredo di quei buoni principi, vi porga un vasto ameno pascolo d’istruzione in ogni specie di antichità, e di belle arti, come a me, il gioiello sulla piazza Venezia, nel quale l’Eccellenza Sua ha saputo cumulare con gusto squisito, ed eleganza rara, sculture sublimi, e pitture, e musaici, e marmi scelti, e preziosi, anche nei pavimenti; in guisa che desso nella gran Roma primeggia fresco, e brillante con tutte le più vistose Gallerie. Il Palazzo già dei Re di Inghilterra, opera classica di Bramante Lazzeri, dalla di lui generosa sollecita intelligenza richiamato ormai a nuova vita ancor più illustre della primiera, ridondando gente più distinta al Borgo Nuovo, ne accrescerà la fama al restauratore; ed argine alla opinione, che volgarmente si nutre, d’insalubrità nel circondario." Fonte: Miscellania filologica dell'Avvocato Carlo Fea commissario delle antichità in Roma 1820 presso Bourlier - Al Sig. Agostino Chiaveri pag. V e VI
  4. ^ Atto di morte n. 1113 Comune di Roma
    Torlonia Giovanna
    L’anno milleottocentosettantacinque addì ventiquattro di novembre [24.11.1875] a ore antimeridiane otto e minuti quindici nella Casa comunale.
    Avanti di me Luigi Cavalier Avvocato Alibrandi, Consigliere municipale, Delegato dal Sindaco li tre luglio anno corrente Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Roma con atto debitamente approvato sono comparsi: Visconti Eugenio di anni [45] quarantacinque, possidente, domiciliato in Roma e Barzotti Celestino di anni [37] trentasette, impiegato, domiciliato in Roma I quali mi hanno dichiarato che a ore pomeridiane [20,00] otto e minuti ----- del di ventidue corrente [22.11.1875] nella casa posta in Salita di Sant’Onofrio al numero Conservatorio Torlonia è morta: Torlonia Giovanna
    Di anni [20] venti, Possidente, residente in Roma nata in Roma da Alessandro, possidente, domiciliato in Roma e dalla fu Colonna Teresa domiciliata in------, Nubile,-------------.
    A quest’atto sono stati presenti quali testimoni Gorirossi Francesco di anni [35] trentacinque impiegato e Polzoni Mariano di anni [27] ventisette impiegato, ambi residenti in questo Comune.
    Letto il presente atto a tutti gli intervenuti, l’hanno essi meco firmato.
    La morte fu accertata dal Necroscoforo [?] Municipale.
  5. ^ Previsto dalle norme del diritto nobiliare dello Stato della Chiesa che (come tutte le norme di diritto nobiliare degli stati pre-unitari) allora si applicavano nel Regno d'Italia: don Giulio Borghese assunse per sé e i discendenti il cognome ed i diritti dinastici della casa Torlonia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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