Castel San Vincenzo

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Castel San Vincenzo
comune
Castel San Vincenzo – Stemma
Castel San Vincenzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
Sindaco Domenico Di Cicco (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 41°39′17.68″N 14°03′47.07″E / 41.65491°N 14.063076°E41.65491; 14.063076 (Castel San Vincenzo)Coordinate: 41°39′17.68″N 14°03′47.07″E / 41.65491°N 14.063076°E41.65491; 14.063076 (Castel San Vincenzo)
Altitudine 749 m s.l.m.
Superficie 21,98 km²
Abitanti 542[1] (31-12-2013)
Densità 24,66 ab./km²
Frazioni Cartiera
Comuni confinanti Cerro al Volturno, Montenero Val Cocchiara, Pizzone, Rocchetta a Volturno, San Biagio Saracinisco (FR)
Altre informazioni
Cod. postale 86071
Prefisso 0865
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 094012
Cod. catastale C270
Targa IS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti castelsanvincenzesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel San Vincenzo
Posizione del comune di Castel San Vincenzo nella provincia di Isernia
Posizione del comune di Castel San Vincenzo nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Castel San Vincenzo è un comune italiano di 542 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Fino al XV secolo è stato parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e dell'Abruzzo Citeriore.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È il più importante comune molisano del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Sul suo territorio si trova la famosa abbazia di San Vincenzo al Volturno. Il villaggio è situato alle falde occidentali del monte Vallone. Al comune di Castel San Vincenzo appartiene inoltre la frazione de La Cartiera. La terra di Castel San Vincenzo, sul versante che volge a sud, conserva impianti di vecchi vigneti e di oliveti (che mal vegetano sul versante nord) ai quali non vengono più riservate le cure che la vecchia popolazione contadina, una volta, vi dedicava.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monastero di San Vincenzo al Volturno.

Il Lago[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Castel San Vincenzo è un invaso artificiale realizzato sul finire degli anni cinquanta per scopi idroelettrici. Il lago occupa una superficie di 6,140 km² ed ha una capacità utile di 10 milioni di metri cubi. Le acque che alimentano il lago provengono principalmente dai torrenti della montagna Spaccata nei vicini comuni di Alfedena e Barrea. Le acque di questi torrenti alimentano le centrali Enel di Pizzone, di Rocchetta a Volturno e di Colli al Volturno. Seppure artificiale, il lago è ben armonizzato con il paesaggio circostante di montagne e boschi. La fauna acquatica è costituita in prevalenza da salmonidi. In prossimità del lago, dove è possibile dedicarsi alla pesca e ad altri sport d'acqua, è presente un’area attrezzata per il camping e un maneggio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini medievali[modifica | modifica wikitesto]

Un affresco nell'Abbazia di San Vincenzo

Vi sono tracce di un villaggio agricolo di epoca tardo-romana e di un oratorio dedicato a San Vincenzo risalente al periodo tra il V e il VI secolo. Agli inizi dell'VIII secolo viene edificato il monastero benedettino di San Vincenzo da tre giovani nobili beneventani, Paldo, Taso e Tato. In pochi decenni, grazie a donazioni di terre dai nobili della zona, il monastero diviene uno dei più importanti e ricchi d'Italia, estendendo la propria influenza e creando un feudo (Terra Sancti Vincentii) con possedimenti in Campania, Abruzzo, Puglia e Basilicata. L'abbazia sarebbe stata visitata da Carlo Magno, mentre un violento terremoto lo devasta nell'847.

Nell'881 l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno venne saccheggiata da una banda arabo-berbera. Questa era penetrata in Campania e non aveva trovato alcuna difesa nei principi di Salerno e conti di Capua, anzi i feudatari longobardi ne avevano permesso il passaggio istradando gli arabi verso i territori sotto il controllo del Vescovo di Roma. La banda araba quindi distrusse l'Abbazia di San Vincenzo, come quella di Montecassino. I pochi monaci superstiti di San Vincenzo abbandonarono il fondo valle per farvi ritorno non prima del 914, con la conseguente ricostruzione del monastero.

Vi è dibattito se il primo insediamento di quelli che sarebbero divenuti i borghi di Castellone e San Vincenzo possa risalire al sacco arabo e quindi alla fine del IX secolo. Il primo documento riguardante Castel San Vincenzo è contenuto nel Chronicon Vulturnense ed è datato 942. Si tratta di un contratto livellare con la concessione per 29 anni di terre intorno al "Castellum", una fortificazione presso un basso sperone roccioso non lontano dall'Abbazia.

Il borgo assume nell'XI secolo il nome di Castrum Samnie e diviene il più importante villaggio della Terra Sancti Vincentii, quindi feudo dell'Abbazia. Con il rafforzamento delle locali signorie feudali iniziano a conoscersi i due distinti villaggi di Castellone e San Vincenzo, come ricordato nel Chronicon già dal 1383.

L'incastellamento risale quindi al periodo socialmente instabile tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII. Con l'invasione normanna infatti si va accentuando il fenomeno della creazione di feudi locali e i villaggi sono quindi obbligati a spostarsi sulla cima delle colline per ragioni di protezione dalle incursioni di rapaci signori locali.

L'epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Durante la dominazione borbonica, il mandamento di Castellone fa parte della Terra del Lavoro. Solo il 17 febbraio 1861, il mandamento, unitamente a Venafro, è distaccato dalla Terra di Lavoro e diviene parte amministrativa della nuova provincia di Campobasso. Nel decennio successivo all'Unità d'Italia, la zona della Catena delle Mainarde e della valle dell'Alto Volturno fu interessata dalle azioni di numerose bande di briganti. Vi è infatti notizia di almeno due assalti da parte di briganti, una dell'11 gennaio 1861, e l'altra del 2 luglio 1861, quando il capitano Cremo del distaccamento militare di Venafro telegrafa ai suoi superiori a Caserta affermando che Castellone è stata occupata dai briganti. Nel 1884 la valle del Volturno è invece flagellata da un'epidemia di colera.

Il comune è nato dalla fusione, nel 1928, dei precedenti comuni di Castellone al Volturno e San Vincenzo al Volturno. L'aspetto urbanistico risalente ai due comuni separati è visibile tutt'oggi, essendoci due piazze principali con due chiese e due targhe ai caduti, una per paese. In passato il comune di Castellone fu sede di carcere e di pretura, nonché capoluogo di mandamento, ente locale a metà fra il comune e il circondario, abolito insieme a quest'ultimo nel 1927.

Nel 1990 con D.P.R. il territorio di Castel San Vincenzo entra a fare parte del Parco nazionale d'Abruzzo e Molise.

Stemma di Castel San Vincenzo[modifica | modifica wikitesto]

L’odierno stemma del Comune di Castel San Vincenzo raffigura su campo azzurro una torre rotonda, aperta e finestrata, poggiata sul centrale di tre monti all’italiana d’argento. Alla destra del torrione un leone rampante e alla sinistra in cielo un crescente volto d'argento. Sia il leone che la mezzaluna fanno probabile riferimento ai saccheggi arabi del nono secolo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santo Stefano, datata tra il XII e il XIII secolo.

Persone legate a Castel San Vincenzo[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ http://asciatopo.xoom.it/ammi_ch.html#angio
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]