Gonna

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Un tailleur-gonna del 1958.

La gonna è l'indumento più semplice che possa esistere per coprire il corpo e per questo è stata usata, sotto varie forme, fin dall'antichità. Ha la forma di un tubo o cono, allacciata attorno alla vita e che copre le gambe completamente o parzialmente. Esistono parecchi modelli di gonne, dai più semplici, costituiti da un unico tessuto unito, da un semplice drappo, ai più particolari, con forme originali ottenute tramite cuciture, imbastiture, pieghe, ornamenti. La lunghezza è un elemento che varia moltissimo e può raggiungere qualsiasi livello della gamba: può arrivare solo alla coscia, al ginocchio, alle caviglie, presentando in questo caso degli spacchi per consentire maggiore facilità di movimento, o lambire addirittura il suolo, caratterizzandosi per la presenza di uno strascico.

I tessuti utilizzati sono tra i più svariati: viscosa, jersey, jeans, ecc. Per la stagione estiva, si sceglieranno delle gonne in stoffa leggerissima, che permettono di far respirare le gambe e di “coprirle” al tempo stesso. Al contrario, per l’inverno esistono gonne in tessuto di velluto, molto calde per proteggere le gambe dal freddo che abbinate con degli stivali permettono di non avere i pantaloni e le gambe bagnate.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Una gonna.

Nella cultura occidentale, la gonna è un tipico indumento femminile e di solito riservato alle donne. Esistono comunque delle eccezioni, come il kilt scozzese, tradizionalmente maschile, nonché gonne per uomini presentate da alcuni stilisti.

Nella sua versione più semplice, una gonna è un semplice drappo, cioè un tessuto in un unico pezzo, per esempio come un pareo, ma la maggior parte delle gonne assume una forma particolare attorno al corpo, ottenuta con cuciture, imbastiture e pieghe. Mediamente le gonne più diffuse sono quelle che arrivano o superano di poco il ginocchio, in quanto le più comode e più facili da portare. Infatti, coprono bene il corpo ma permettono un buon movimento alle gambe. Anche le cosiddette “minigonne” sono un indumento sempre di moda, ma hanno lo svantaggio che si devono assumere delle posture particolari onde evitare che si vedano le mutande.

L'orlo inferiore della gonna, a seconda dello stile, può essere ad ogni livello, dalla parte superiore delle cosce fino alle caviglie e anche al livello del suolo. La gonna può anche essere più lunga delle gambe ed avere uno strascico.

Sono tanti i tessuti da scegliere per questo tipo di capo di abbigliamento. Innanzitutto, bisogna capire per quale occasione dovremo indossare il capo, in che stagione ci troviamo e infine seguire i nostri gusti. Diciamo che, se ci occorre comprare una gonna per una cerimonia o comunque una qualsiasi occasione importante, nella boutique trovate gonne abbinate a giacche (i classici tailleurs) in diversi tessuti e stili eleganti. Potremo scegliere tra gonna in puro lino se siamo in estate o gonne realizzate in cotone o lana per la stagione media o la stagione fredda. Se invece, comprate la gonna per le serate tra amici o semplicemente per andare a lavorare, i tessuti sono tra i più svariati: viscosa, jersey, jeans, avrete di che scegliere. Un tessuto “commerciale” è la viscosa, utilizzata un po' in tutte le stagioni. Per la stagione estiva, possiamo acquistare gonne in stoffa leggerissima, che ci permette di far respirare le gambe e di “coprirle” al tempo stesso. Al contrario, per l’inverno esistono gonne in tessuto di velluto, molto calde per proteggere le gambe dal freddo che abbinate con degli stivali permettono di non avere i pantaloni e le gambe bagnate.

Storicamente, sono esistite gonne di ogni lunghezza, da quelle di alcune nobildonne del medioevo che avevano un diametro di oltre tre metri, alle minigonne del anni sessanta in uso ancora oggi, che, in posizione seduta, coprono a malapena la biancheria intima. Una misura comune è al ginocchio o appena sopra. Le gonne più lunghe presentano uno spacco come elemento stilistico e per facilitare i movimenti di chi le indossa.

Sia in Europa che in America, le gonne sono indossate da donne di ogni età in ogni situazione, come alternativa ai pantaloni. In certe occasioni di lavoro, le donne indossano di preferenza la gonna. Questo può essere per vari motivi, ma più comunemente per rivendicare la loro femminilità in un ambiente maggiormente maschile (dirigenti), oppure per non uniformarsi all'abbigliamento maschile di lavoro che impone la giacca e la cravatta. In generale, le donne indossano la gonna o il pantalone sul lavoro in maniera indifferente, a meno di dover compiere dei lavori per i quali il pantalone è ovviamente più pratico.

La gonna fa parte anche di molte divise, militari e da lavoro. Per esempio, le divise delle hostess delle compagnie aeree e le uniformi scolastiche comprendono spesso la gonna.

La gonna è anche indossata principalmente nelle occasioni formali, come cene, matrimoni, e cerimonie. Nei paesi a clima freddo, talvolta si fa eccezione a questa regola nei mesi più rigidi. In alcuni paesi dell'Africa, del Medio Oriente e dell'America centrale e meridionale, la cultura tradizionale considera inappropriato che le donne indossino i pantaloni.

In Italia esisteva, nel paese di Rivanazzano, in provincia di Pavia, uno stile del tutto particolare di gonna[1], elaborato in modo da evidenziare in maggior misura le dimensioni del sedere femminile (fino a quattro volte quelle reali) e che divenne celebre nel dopoguerra: la gonna di Rivanazzano comparsa poi nel film di Federico Fellini .

Tipologie[modifica | modifica sorgente]

Un gonna dritta al ginocchio.

Esistono moltissime tipologie di gonna, che variano in funzione della moda, dell'età della persona che la indossa, della forma del corpo (per esempio, una persona con le ginocchia grossa preferirà una gonna sotto al ginocchio) e dell'occasione.

  • La minigonna è una gonna realizzata con poca stoffa, ridotta ai minimi termini, ovvero capace di coprire il minimo indispensabile, e lasciando quindi scoperte le gambe, valorizzando la donna nella sua femminilità. Fu inventata nel 1963 dall'inglese Mary Quant.
Una gonna a campana.
  • La gonna a portafoglio è una gonna che, come dice la parola, si chiude a portafoglio. Immaginate una stoffa lunga che anziché indossarla, bisogna avvolgerla fino a racchiuderla, aiutandosi con dei bottoncini ai 3 quarti della larghezza, ma non solo. Per “fermare” la gonna a portafoglio, dovete (solitamente nel fianco destro) “chiuderla” con un bottone. L’ultima ala del portafoglio, si chiude con un altro bottone o dei laccetti sempre, all’altezza della vita. Mentre la gonna a portafoglio la possiamo trovare di diverse lunghezze, le gonne a pantalone sono nel suo specifico piuttosto corte. Un modello clssico di gonna portafoglio è il kilt che viene indossato sia dalle donne che dagli uomini. Le uniche due differenze sono la grandezza delle cinghie (più larghe nel kilt maschile) e la chiusura (a sinistra per gli uomini e a destra per le donne). Entrambi i modelli di kilt hanno una spilla nella parte bassa della gonna per evitare che si apra e mostri le coscie.
  • La gonna a pantalone. Si tratta di una gonna o di un pantalone? In verità, la gonna a pantalone è un po' entrambi. Immaginate un pantaloncino con staccato al fianco destro un pezzo di stoffa che va a chiudersi nel fianco opposto, nello stesso modo della chiusura della gonna a portafoglio. Queste tipologie di gonne sono le più particolari e le più simili. Variano le lunghezze. Mentre la gonna a portafoglio la possiamo trovare di diverse lunghezze, le gonne a pantalone sono nel suo specifico piuttosto corte.
  • La gonna a campana è piuttosto lunga, e arriva oltre al ginocchio. È denominata gonna a campana per la sua forma. Se si prova a fare la “giravolta” con questo tipo di gonna, vedrete davvero che prende la forma della campana. Questa gonna va portata con scarpe piuttosto basse.
  • La longuette è una gonna la cui lunghezza supera il ginocchio. Se si indossa una longuette, si consigliano un bel paio di scarpe, con una forma o un dettaglio particolare. Il motivo è semplice: la longuette ha una lunghezza particolare che lascia le gambe coperte, e quindi l’occhio cadrà sulle scarpe.

Gonne maschili[modifica | modifica sorgente]

Un kilt
Uomo e donna in gonna

Esistono molti abiti maschili che comprendono una gonna o comunque una forma a tunica, tra i quali il kimono giapponese, il cheongsam cinese e il deshdasheh (o thobe) arabo.

In Europa, gli esempi più famosi sono il kilt scozzese e la fustanella greca.

Inoltre, abiti a tunica sono indossati da appartenenti agli ordini religiosi. Esempi di questo sono la tonaca dei preti cattolici e il saio di molti ordini monastici.

Come per il pantalone femminile fino a qualche decennio fa, la gonna per gli uomini è ancora oggetto di forti pregiudizi, legati a omosessualità e omofobia. Tuttavia, se il pantalone è più pratico, per esempio per andare a cavallo o passeggiare in foresta, la gonna è più comoda, in particolare per passeggiare in città d’estate. È per questo che delle iniziative sono state intraprese per promuovere la gonna per gli uomini.

Il tipo di gonna che più si addice al corpo maschile è la gonna al ginocchio, non dritta, ma di preferenza a pieghe o comunque larga. L'obiettivo non è quello di mettere in risalto le forme del corpo maschile (come può essere il caso per alcune gonne femminili) ma di mostrare le gambe e soprattutto di stare comodi. Infatti, la gonna è molto più comoda del pantalone e se scelta bene non fa sembrare l'uomo "femminile". D'estate può essere indossata di preferenza con i sandali o scarpe senza calzini, mentre d'inverno invece di indossare i collant (troppo femminili) si preferiranno i calzini lunghi di lana sotto al ginocchio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Storia della gonna

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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