Scardinius erythrophthalmus

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Scardola
Scardinius erythrophthalmus vörösszárnyú keszeg.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Osteichthyes
Ordine Cypriniformes
Famiglia Cyprinidae
Genere Scardinius
Specie S. erythrophthalmus
Nomenclatura binomiale
Scardinius erythrophthalmus
L., 1758

Scardinius erythrophthalmus, conosciuto comunemente come Scardola, è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia Cyprinidae.

Indice

[modifica] Distribuzione e habitat

È diffusa nelle acque dolci dell'Europa e dell'Asia occidentale. Vista la sua rapidissima riproduzione e la sua resistenza anche ad acque inquinate e poco ossigenate la si considera infestante e potenzialmente pericolosa per l'ecosistema.
In Italia è presente sull'intero territorio ed è frequentissima nei medi e grandi laghi del Nord (Pusiano, Garda, Maggiore e Iseo) e del centro (Bolsena).
Abita acque calme (laghi, stagni) e fiumi a corrente lenta, con generosa presenza di piante acquatiche tra cui si riproduce.

[modifica] Descrizione

La forma del corpo è tipica di quella della famiglia Cyprinidae: compresso ai fianchi, con dorso piuttosto alto e ventre pronunciato in età adulta. I giovani sono più filiformi.
La Scardola presenta grosse scaglie dai magnifici riflessi argentei, così appunto come la sua livrea, che vede anche dorso e fianchi dai riflessi dorati, mentre il ventre è quasi bianco. Le pinne negli adulti sono rosse.
Raggiunge una lunghezza di 50 cm e un'aspettativa di vita di oltre 18 anni.

[modifica] Riproduzione

La deposizione avviene tra maggio e luglio: le uova, piccole e opaline, sono deposte tra le piante, alle quali si attaccano tramite un muco adesivo.

[modifica] Alimentazione

La Scardola ha dieta onnivora, si ciba di insetti, pesci, crostacei, zooplancton e detriti vegetali.

[modifica] Predatori

È preda abituale di lucci, lucioperche e siluri.

[modifica] Pesca

Dato che abbocca voracemente a qualsiasi esca animale le venga presentata è un pesce apprezzato soprattutto da bambini alle prime armi e da garisti mentre è piuttosto detestato da tutti gli altri in quanto spesso rende impossibile la pesca a prede più pregiate. Le sue carni sono insipide e liscosissime, pertanto il suo interesse commerciale è totalmente nullo. Esemplari di piccole dimensioni puliti, aperti a libro e diliscati si prestano al consumo impanati e fritti.

[modifica] Nota tassonomica

Alcuni autori riconoscono come specie a sè Scardinius scardafa (Bonaparte 1837) endemica dell'Italia centro-meridionale. Questa specie è riconosciuta solo da una minoranza di ittiologi e sarebbe quasi estinta sopravvivendo solo in alcuni bacini lacustri del centro Italia.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Galleria di immagini

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