Guardiagrele

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« Guardiagrele, la città di pietra, risplendeva al sereno di maggio. Un vento fresco agitava le erbe su le grondaie. Santa Maria Maggiore aveva per tutte le fenditure, dalla base al fastigio, certe pianticelle delicate, fiorite di fiori violetti, innumerevoli cosicché l’antichissimo Duomo sorgeva nell’aria cerulea tutto coperto di fiori marmorei e di fiori vivi. »
(Gabriele D'Annunzio ne Il trionfo della morte[1])
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Guardiagrele
comune
Guardiagrele – Stemma
Veduta della città da Bocca di Valle
Veduta della città da Bocca di Valle
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Sandro Salvi (centrodestra) dal 29/03/2010
Territorio
Coordinate 42°11′21.2″N 14°13′17.73″E / 42.189222°N 14.221592°E42.189222; 14.221592 (Guardiagrele)Coordinate: 42°11′21.2″N 14°13′17.73″E / 42.189222°N 14.221592°E42.189222; 14.221592 (Guardiagrele)
Altitudine 618 m s.l.m.
Superficie 56,5 km²
Abitanti 9 216[2] (30-04-2014)
Densità 163,12 ab./km²
Frazioni Anello, Bocca di Valle, Caporosso, Caprafico, Cerchiara, Colle Barone, Colle Luna, Colle Spedale, Comino, Melone, Piana San Bartolomeo, Piano delle Fonti, San Biase, San Domenico, Colle Bianco, San Leonardo, Santa Lucia, Sciorilli, Tiballo, Villa San Vincenzo, Voire
Comuni confinanti Casoli, Castel Frentano, Filetto, Orsogna, Palombaro, Pennapiedimonte, Rapino, San Martino sulla Marrucina, Sant'Eusanio del Sangro
Altre informazioni
Cod. postale 66016
Prefisso 0871
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069043
Cod. catastale E243
Targa CH
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti guardiesi
Patrono San Donato
insieme con sant'Emidio
Giorno festivo 7 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guardiagrele
Posizione del comune di Guardiagrele all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Guardiagrele all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Guardiagrele (IPA: [ɡuardiaˈɡreːle][3]; Guardia Graelis in latino; Uardië in dialetto guardiese) è un comune italiano di 9.216 abitanti[4] della provincia di Chieti in Abruzzo. È sede del Parco Nazionale della Majella e fa parte della Comunità montana della Maielletta, nonché del club I borghi più belli d'Italia[5].

Famosa per le produzioni artigianali, in particolare nella lavorazione dei metalli, oltre ad aver dato i natali all'orafo, incisore e pittore Nicola da Guardiagrele, ospita tutti gli anni dal 1º al 20 agosto la Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese[6]. Fu il primo luogo, insieme ad Agnone, dove iniziò la produzione della presentosa, un gioiello femminile abruzzese generalmente in oro, indossato nelle occasioni di festa.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il lato orientale del promontorio di Guardiagrele; alle spalle si può intravedere il massiccio della Maiella

Guardiagrele sorge nell'entroterra chietino, nella zona nord-occidentale della provincia. Si articola su un lungo promontorio adagiato sulle pendici orientali della Majella e delimitato su tre lati da ripidi crinali.

Risente di un'alta sismicità[7] poiché si colloca in una zona in cui questi fenomeni sono da sempre stati molto intensi e frequenti. È infatti inserita tra i comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, per il quale subì lesioni ad alcune case, alla chiesa di San Nicola Greco e il crollo parziale del tetto di palazzo Mucci.

Il territorio ad ovest del centro abitato, verso la Majella, è composto da rocce calcaree, con aspri valloni e numerosi boschi. Andando verso il mare invece i rilievi diventano via via sempre più dolci. Non vi scorrono fiumi di particolare rilevanza. I numerosi corsi d'acqua infatti sono per lo più torrenti provenienti dalla montagna, fra i quali vi sono il Dendalo e il Venna, che dopo un percorso lungo rispettivamente 22 e 24 km sfociano nel fiume Foro.

La residenza comunale si trova al un'altitudine di 612 m s.l.m. L'altitudine minima è di 150 metri, quella massima di 1.750, con un'escursione altimetrica di 1.600 metri[8].

Fa parte della Comunità montana della Maielletta.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Guardiagrele.
Via Roma dopo una storica nevicata, nel gennaio 2005

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, febbraio, si attesta a -0.2 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,7 °C[9].

GUARDIAGRELE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 3,6 2,6 11,8 15,8 20,4 25,5 25,1 28,3 24,0 18,1 12,4 9,4 5,2 16,0 26,3 18,2 16,4
T. min. mediaC) 0,3 -5,3 4,9 8,5 12,4 16,6 18,8 19,1 15,9 11,7 7,5 2,1 -1,0 8,6 18,2 11,7 9,4

Secondo la classificazione dei climi di Köppen Guardiagrele appartiene alla fascia Csb, ossia al clima temperato fresco mediterraneo con influenze montane, dovute alla vicinanza al massiccio della Majella. Il fatto che il mese più caldo è agosto, e non luglio, è indice di un seasonal lag piuttosto elevato: ciò è dovuto alla vicinanza della costa adriatica e al fatto che la posizione montana del paese permette una dispersione del calore minore di quella tipica di luoghi con altitudini simili ma più distanti dal mare (come ad esempio molti paesi dell'entroterra aquilano). Gli inverni guardiesi sono solitamente freddi, talvolta rigidi. Come in tutte le regioni adriatiche, durante i mesi invernali sono frequenti gli afflussi di aria fredda (burian) proveniente dai Balcani, che portano le temperature sotto lo 0 °C; spesso in queste occasioni la concorrenza con afflussi di aria umida proveniente dall'Atlantico genera precipitazioni nevose anche molto abbondanti. Le estati guardiesi sono calde ma non afose, e solitamente non si prolungano particolarmente. Non sono tuttavia infrequenti, anche nei mesi più caldi, afflussi di aria fresca da nord-est, che mitigano la calura per qualche giorno. Più spesso si verificano ondate di caldo, con temperature massime che superano abbondantemente i 30 °C e minime sopra i 20 °C (talora vicine ai 30 °C). Le precipitazioni, non troppo abbondanti anche a causa della presenza del massiccio della Majella che protegge il paese dalle perturbazioni provenienti da ovest, si aggirano intorno ai 1000 mm, e risultano concentrate maggiormente in primavera e in autunno.Nel mese di febbraio guardiagrele insieme ad un suo comune confinante(pennapiedimonte) sono conosciuti per essere due delle località più nevose d'abruzzo infatti nel febbraio 2011 detengono il record di 183 cm di neve caduti in soli 3 giorni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Guardiagrele.
Le origini del nome
Cartolina del 1925 che raffigura il Torrione Orsini, detto anche Torrione Longobardo

Alcuni studiosi guardiesi vissuti tra il XIX e il XX secolo, fra cui Francesco Paolo Ranieri, Giuseppe Iezzi e Filippo Ferrari, citando fonti ambigue, riportarono un'iscrizione secondo cui il toponimo "Guardiagrele" sarebbe nato da Ælion (discendente dal greco Helios, "sole"), per poi diventare Grelion (nome di un capitano greco, Grelio), Grælium, Grælle, Græli, Grele. Anche D'annunzio nel romanzo Il trionfo della morte parla, riferendosi a Guardiagrele, di "antichissimo nome solare", rifacendosi proprio a queste ipotesi. Il tempi più recenti si è trovata un'altra spiegazione dell'etimologia di Grele. È stata infatti proposta la derivazione dall'etnico marrucino ocrilis, attributo di ocris, "altura", oppure dal personale latino Grælius, traslato al Greele del Catalogus Baronum ( il registro di leva voluto da re Ruggero II intorno alla metà del XII secolo). Per quanto riguarda il termine "guardia", non si hanno dubbi sulla sua provenienza. Discende dalle parole germaniche warda o warte, usate per indicare un posto di vedetta militare. Nel libro di re Ruggero II si parla infatti di clerici castri de Guardia Grelis.

Il territorio di Guardiagrele era abitato sin dall'epoca protostorica, come dimostrano alcuni rinvenimenti archeologici. Fu poi abitato dagli Italici e dai Romani.

Lo stanziamento di una fortificazione militare longobarda, a scopo di controllo, risulterebbe all'origine della leggenda che narra dell'abbandono del villaggio di Grele e dell'arroccamento "a guardia" del vecchio abitato. In verità non ci sono testimonianze concrete nemmeno per il periodo longobardo, ad eccezione del diminutivo, presente nel centro storico, "faricciola", un termine che deriva dall'esistenza di insediamenti longobardi chiamati "fare".

I primi documenti che appaiono risalgono alla seconda metà dell'XI secolo e consistono in una bolla di papa Alessandro II, in cui viene citata una villa quae vocatur Grele, cum ecclesiis et omnibus pertinentiis suis tra i possedimenti del monastero di San Salvatore a Maiella.

Fronte e retro di un bolognino di Guardiagrele.

Nel 1391 Ladislao di Durazzo concesse alla città il permesso di battere moneta, come ringraziamento del sostegno dimostrato al re. Nel 1420 infatti la città si dotò di autonomi statuti comunali - importanti documenti cui l'attuale amministrazione comunale non ammette accesso agli studiosi - dando inizio ad un lungo periodo di lotte contro i numerosi tentativi di riconquista da parte dei vecchi padroni. Nel 1495, la città fu infeudata a Pardo Orsini che riattivò la zecca, coniando un cavallo a suo nome, col titolo di Comes Manupelli (si veda la recente e varia bibliografia di Simonluca Perfetto). I secoli successivi furono per la città abruzzese un periodo di declino demografico, economico e culturale, anche a causa delle numerose calamità naturali che la interessarono. Fra quest'ultime, oltre al già accennato terremoto, vi fu l'epidemia di peste del 1566 e del 1656, periodiche carestie e il disastroso terremoto del 1706.

Nel 1799 Guardiagrele fu assediata e saccheggiata dalle truppe francesi del generale Coutard, che causarono la morte di 328 cittadini guardiesi. Il malcontento provocato dalle nuove forme di organizzazione agricola introdotte dopo l'unificazione d'Italia favorirono il fenomeno del brigantaggio, che vedeva nel guardiese Domenico Di Sciascio uno degli esponenti più noti, essendo egli capo della Banda della Maiella. Altro fenomeno causato da questo malessere fu l'emigrazione, specialmente verso l'America e l'Australia.

La seconda guerra mondiale lascia nella città un'eredità pesante, soprattutto nel patrimonio artistico ed architettonico. Con l'occupazione tedesca dell'ottobre 1943, la popolazione fu costretta a sfollare e rifugiarsi fuori città, mentre Guardiagrele subiva pesanti bombardamenti dal fronte alleato, fino alla liberazione nel giugno 1944. Dopo la ricostruzione e l'emigrazione degli anni cinquanta, ha avuto luogo una vivace ripresa economica, alimentata dalla valorizzazione delle attività artigianali e dall'iniziativa privata, che ha favorito la piccola imprenditoria.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Guardiagrele è descritto al comma 2 dell'articolo 4 dello statuto comunale di Guardiagrele, che recita:

« Lo stemma del Comune è come descritto dal Regio Decreto n.652 del 7 giugno 1943 e cioè è composto da un leone rampante che sorregge una bandiera a fondo granata, con di fronte un putto con in mano una foglia di colore verde su fondo celeste ricompresi in un scudo dorato sovrastato da una corona regia con sette piccole sfere sovrastanti e sotto il quale trovasi la scritta :"GUARDIA PLENA BONIS FERT ARDUA SIGNA LEONIS". »
(Statuto del Comune di Guardiagrele)

Il motto dello stemma Guardia plena bonis fert ardua signa leonis secondo la tradizione fu dettato dall'imperatore Federico II di Svevia e inserito in un'iscrizione presente sulla facciata del duomo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo Guardiagrele.JPG Madonna del Latte, Guardiagrele 1.JPG
La facciata di Santa Maria Maggiore Il tabernacolo della Madonna del Latte
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Guardiagrele.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La facciata di Palazzo Vitacolonna.
  • Casa Marini, antica sede della zecca.
  • Palazzo Vitacolonna, principale edificio civile cittadino, in piazza Santa Maria Maggiore.
  • Palazzo Elisii, di gusto barocco, situato in via Tripio.
  • Palazzo De Lucia, elegante palazzo in via Roma con un portale sormontato da busti maschili.
  • Palazzo Liberatoscioli, tra i pochi esempi di liberty a Guardiagrele.
  • Palazzo Montanari-Spoltore. Situato in via Tripio, vi soggiornò a lungo il pittore lancianese Federico Spoltore, che decorò l'edificio con tempere e tele.
  • Palazzo Iannucci. Pregevole esempio di architettura civile seicentesca, si trova in via della Penna. Il suo prospetto, in pietrame misto, è arricchito da un portale a tutto sesto e da semplici finestre rettangolari.
  • Fontana Marrucina, composta da tre fornici in laterizio suddivisi da paraste in pietra. È riconducibile al XVIII secolo.
  • Fontana di Grele. Ridotta allo stato di rudere, risalirebbe al XVII secolo.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porte e torri di Guardiagrele.
Via San Giovanni, Guardiagrele.JPG Torrione Orsini,Guardiagrele.JPG
Porta San Giovanni Il Torrione Orsini

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Dal 1993 al 1996 il numero degli emigrati è diminuito[13], tornando a salire dal 1997 e superando il numero degli immigrati negli anni 97-98. Dopo un periodo di calo, l'emigrazione è tornata a incrementarsi (parallelamente all'immigrazione) dal 2005.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto di Guardiagrele fa parte del dialetto abruzzese di tipo Chietino occidentale, caratterizzato dall'isocronismo sillabico completo. A diretta conseguenza di questo fenomeno, il timbro si è uniformato agli esiti di -e, e cioè aperto in sillaba chiusa e chiuso in sillaba libera (lu canë, li chénë, ma lu pannë, "il panno", ma li pènnë, "i panni").

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2010 la presenza straniera nel comune si attestava a 552 unità[14], mantenendosi, in termini di percentuale, inferiore a quella nazionale ma superiore a quella provinciale, pari al 4,6%, contro il 5,8 di Guardiagrele[15]. Al 31 dicembre 2008 i cittadini stranieri presenti a Guardiagrele ammontavano a 515, di cui 240 maschi e 275 femmine, le nazionalità più rappresentate sono[16]:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro di San Francesco

I santi patroni della cittadina sono San Donato d'Arezzo e Sant' Emidio e vengono festeggiati insieme al compatrono San Nicola Greco il 6, il 7 e l'8 agosto, con mercati, tombole e processioni in cui vengono fatti sfilare i Santi. Nella chiesa di San Francesco sono conservate le reliquie di San Nicola Greco, morto tra il 1009 e il 1011. Le parrocchie fanno parte dell'arcidiocesi di Chieti-Vasto, che ha sede nel capoluogo provinciale.

Per molti secoli Guardiagrele ha ospitato una numerosa comunità ebraica[17]. Nel periodo nazi-fascista molti ebrei, provenienti anche dalla Germania, furono internati nell'odierna Via Ghetto. Nel punto in cui essi si riunivano a pregare l'amministrazione comunale ha posto una lapide commemorativa del Giorno della Memoria[18].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale "Teodoro Rosica",[21]. È situata nei locali dell'ex cappella della Madonna del Popolo[22].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti 7 scuole dell'infanzia (1 privata convenzionata con il comune), 4 scuole primarie, 1 scuola secondaria di primo grado, 2 scuole secondarie di secondo grado.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Utensili in rame.jpg Oggetto in rame.jpg
Vari utensili in rame, fra i quali una brocca con manico e beccuccio, varie conche e un piatto con paesaggio. Oggetto artistico in ferro battuto.

Lo sviluppo dell'attività artigianale, incentrata principalmente nella lavorazione di metalli più o meno nobili, è legato a vari fattori protrattesi fino alla metà del XX secolo. Necessità di autosufficienza per la difficoltà degli scambi commerciali in luoghi montani, apertura a influssi esterni e desiderio da parte delle famiglie benestanti di possedere oggetti di lusso per affermare il proprio prestigio sociale portarono allo sviluppo di un artigianato considerato tra i più rappresentativi della regione[23].

Il ferro battuto e il rame[modifica | modifica wikitesto]

La lavorazione del ferro battuto, originariamente nata per rispondere a esigenze concrete, è attualmente ampiamente praticata in forma artistica. Non meno antica della lavorazione del ferro battuto è quella del rame, i cui pezzi trovano esposizione presso Porta San Giovanni. Nel tempo sono stati sviluppati dai ramai dei gerghi di mestiere esclusivamente guardiesi, unico caso nella regione Abruzzo, che dimostra il radicamento nel borgo di tale attività. Oggi questa forma di artigianato è in forte declino[24], sostituita dalla lavorazione industriale. Il tipico motivo decorativo consiste nella linea greca romana, una linea spezzata ininterrotta, costituita da segmenti perpendicolari e paralleli ad alternanza. Essa è ottenuta battendo col martello il manufatto posto su un supporto, il palanchino. Alcuni violenti terremoti, in particolare quello del 1706, costrinsero alla modifica o alla ricostruzione di numerosi palazzi e chiese, adattati allo stile architettonico del tempo. Una simile conseguenza ebbe anche la seconda guerra mondiale, che ha recato molteplici danni al patrimonio architettonico cittadino, e i cui danni sono ancora evidenti.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Patrono del paese è San Donato, insieme con Sant'Emidio; il periodo delle feste patronali va dal 6 all'8 agosto.

Compatrono della città è San Nicola Greco, monaco basiliano e archimandrita di un gruppo di monaci partiti dalla Calabria all'inizio dell'XI secolo per fuggire dall'invasione saracena. Il 7 agosto 1338 il corpo di San Nicola Greco venne traslato nella attuale chiesa di San Francesco (XIV secolo). La festa viene celebrata la terza domenica di maggio.

Ancora oggi, nel paese è viva la tradizione pasticciera (con i Tre monti o Sise delle monache) come quella secolare della lavorazione artistica del ferro battuto. La lavorazione del rame risente di un drastico calo di artigiani ed è quasi completamente scomparsa. A partire dal 1970 nella città si tiene ogni anno, nel periodo dal 1º al 20 agosto, la Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese.

Guardiagrele nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Gabriele d'Annunzio
« ...e la Maiella, tutta ancora candida di nevi, pareva ampliare l’azzurro col suo semplice e solenne lineamento. Guardiagrele dormiva, simile a un gregge biancastro, intorno a Santa Maria Maggiore. »
(Gabriele d'Annunzio da Il trionfo della morte, descrizione della città e della Majella)

La città di Guardiagrele è stata scelta da Gabriele d'Annunzio come prima ambientazione abruzzese del suo romanzo ‘’Il trionfo della morte’’, seguita da Fossacesia, Casalbordino e San Vito Chietino. Nella città montana, il protagonista del romanzo dannunziano, Giorgio Aurispa, si reca per una questione della sua nobile famiglia. Infatti il padre di Giorgio amministra i beni della ricca famiglia senza interesse, e pensa solo a sé stesso e all’amante, lasciando gli altri figli e la moglie nella disperazione. Giorgio nella città trova conforto solo nella sua artisticità e negli antichi palazzi medievali, in particolare il complesso della Cattedrale di Santa Maria Assunta. Giorgio contempla lo stato miserevole dei paesani di Guardiagrele, avvolti nella povertà e nelle loro superstizioni contro il male e la cattiva sorte, e trova rifugio solo nella solenne e potente massa della Majella, che sorveglia la piccola città sul colle. Giorgio non ritornerà più a Guardiagrele, e lascerà la sua famiglia in malora, essendo troppo debole per risollevare le sorti dei parenti corrotti, e andrà al mare, con la sua amante Ippolita, ad affittare una riviera a San Vito.

Persone legate a Guardiagrele[modifica | modifica wikitesto]

Casa natale di Modesto Della Porta a Guardiagrele

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'assetto del centro cittadino segue la conformazione del territorio, articolandosi da sud a nord lungo strade parallele unite da vicoli. I principali assi stradali sono rappresentati da Via Roma, il corso principale, che unisce la piazza del Piano a Via San Giovanni, oltre che Via Tripio e Via Cavalieri. L'abitato è poi delimitato dalle vie Occidentale ad ovest, ed Orientale ad est. Negli ultimi decenni si sono sviluppati nuovi centri residenziali e commerciali verso nord, attorno alla Strada Marrucina, fino alla strada statale 81 e verso sud-ovest, in direzione Bocca di Valle.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Via Roma

Lo sviluppo del centro storico è avvenuto interamente su una collina che, dalla parte meridionale rivolta verso la Majella, digrada in pendenza verso nord e i cui lati, sia verso oriente che verso occidente, sono notevolmente scoscesi. Questo ha fatto sì che l'agglomerato urbano fosse interamente contenuto all'interno della cinta muraria, che, nonostante non sia più fisicamente presente, è ancora individuabile. Nell'odierno tessuto urbanistico sono ancora rintracciabili le varie fasi dell'espansione dell'abitato, fatta eccezione per quelle antecedenti il XIII secolo, per cui ci si deve attenere alle tradizioni locali. A partire dal IX secolo avrebbe iniziato la sua espansione l'abitato sulla parte più alta del promontorio, estendendosi dal presidio longobardo (la cui esistenza non è però certa) alle chiese di San Nicola e San Silvestro. Nel corso del Duecento si delinea con maggiore chiarezza l'aspetto urbanistico, dovuta all'ampliamento della chiesa di Santa Maria Maggiore. Si consolidarono infatti i nuovi centri di potere: quello religioso, intorno all'odierno duomo, quello economico, intorno al mercato, presso la chiesa di San Francesco e quello militare attorno alla rocca.

Largo Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuta anche come Il Piano, è la piazza più ampia di Guardiagrele. Si trova sulla parte più alta della collina. La sua superficie è normalmente adibita a parcheggio, ma ospita anche mercati e feste cittadine. L'area è delimitata a sud-ovest da una pineta, installata negli anni cinquanta, dentro il quale è posto il Torrione Orsini.

Piazza Santa Maria Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

La zona circostante piazza Santa Maria Maggiore, piazza centrale del paese, si delineò nel Duecento, quanto ebbe luogo la prima fase di ampliamento della chiesa omonima.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Guardiagrele sep06 01.jpg Tomba Andrea Bafile.jpg
Esterno del Sacrario. La tomba di Bafile.

Bocca di Valle[modifica | modifica wikitesto]

Posta all'interno del parco nazionale della Majella, è nota per ospitare il Sacrario militare in onore dei caduti abruzzesi in tutte le guerre. La grotta artificiale in cui esso è situato, completamente scavata nella roccia, accoglie dal 1923 le spoglie del Tenente di Vascello Andrea Bafile, originario della provincia dell'Aquila e caduto in guerra sul Piave nel corso della prima guerra mondiale. All'esterno della grotta venne scolpito un epitaffio dettato da Raffaele Paolucci. L'interno è ornato da pannelli in ceramica realizzati da Basilio e Tommaso Cascella, raffiguranti la Pietà, l' Eroe del mare e l' Eroe della montagna[26].

Bocca di Valle è inoltre punto di partenza per numerose escursioni nel parco della Majella, fra cui la passeggiata alla cascata di San Giovanni e la salita alla Piana della Civita; è inoltre possibile raggiungere la località Piana delle Mele, un'area turistica puntellata da pini neri di rimboschimento.

Caprafico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caprafico (Casoli e Guardiagrele).

La frazione di Caprafico, distante 4,59 km dal centro di Guardiagrele, sorge a 402 m s.l.m. e vi risiedono 220 abitanti. Essa possiede la caratteristica di essere divisa fra più comuni: Guardiagrele, Casoli, Palombaro e Pennapiedimonte[27].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Campagne della frazione di San Biase

L'agricoltura è una voce importante per l'economia guardiese. Nella fascia pedemontana fiorenti sono le coltivazioni di ulivo e di vite. Le principali cultivar di olivo presenti sul territorio sono il Gentile di Chieti, il Leccino e l'Intosso. La produzione di olio vanta inoltre la Denominazione di origine protetta "Colline Teatine"[28]. Altre coltivazioni sono i cereali e i legumi, in particolar modo verso Casoli e Lanciano. La vitivinicultura ha subito negli ultimi anni un'inarrestabile crescita sia per qualità che per quantità, con produzioni d'eccellenza quali il Montepulciano e il Trebbiano d'Abruzzo. Altra voce del settore primario particolarmente rilevante è l'apicoltura, grazie alla notevole varietà di specie arbustive, floreali ed arboree[29].

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

L'artigianato vanta un'antichissima tradizione a Guardiagrele, che si distingue nella lavorazione del ferro battuto, del rame e dei metalli preziosi, oltre alla rinomata produzione pasticciera, le cui specialità tipiche sono le Sise delle Monache[30].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'area industriale di Piano Venna.

La conformità del territorio guardiese non favorisce lo sviluppo industriale, a cui si aggiunge il problema della lontananza dalle infrastrutture principali. È presente tuttavia un piccolo agglomerato industriale il località Piano Venna, tra Guardiagrele e Filetto, dove sono situate alcune aziende operanti principalmente nei settori metalmeccanico e conciario[31]. Recentemente l'amministrazione comunale ha proposto la realizzazione di una bretella strale per rilanciare Piano Venna, collegandola alla ex statale 538 Marrucina[32]. Ad offrire posti di lavoro nel campo industriale sono le società della vicina e ben più grande zona industriale di Atessa, dove sono situate importanti aziende quali la Sevel, produttrice di veicoli commerciali, la Honda e la Honeywell.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Un settore che sicuramente acquista sempre più importanza è quello del turismo, grazie al patrimonio artistico-culturale e naturale della città. Guardiagrele fa infatti parte del parco nazionale della Majella e si trova in prossimità della località sciistica di Passolanciano-Majelletta. Da Bocca di Valle partono inoltre numerosi sentieri per la montagna, di cui il più noto conduce alla cascata di San Giovanni[33]. Ad attrarre visitatori contribuisce anche la mostra dell'artigianato artistico abruzzese, che si tiene annualmente dal 1° al 20 agosto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Guardiagrele, per la sua posizione geografica, non è attraversata da rilevanti infrastrutture. La principale arteria stradale è la Strada statale 81 Piceno Aprutina, che collega Ascoli Piceno a Casoli, passando per Teramo, Penne e Chieti. Con essa si può raggiungere l'autostrada A25 (uscita Chieti) e l'autostrada A14 (uscita Pescara sud - Francavilla al Mare). È inoltre collegata con le uscite dell'A14 di Ortona e Lanciano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Sino al 1982 il territorio di Guardiagrele era servito dalla Ferrovia Sangritana, attraverso la tratta Ortona Marina-Crocetta[34]. La ferrovia consentiva le comunicazioni con Ortona (e quindi con la linea adriatica), Lanciano ed i comuni della valle del Sangro. La sua presenza ha inoltre rappresentato un importante elemento per lo sviluppo socio-economico del territorio[35]. Le stazioni presenti erano quelle di Guardiagrele (in località Melone) e di Villa San Vincenzo. Attualmente le stazioni più vicine sono quelle di Chieti Scalo, Pescara Centrale, San Vito-Lanciano e Ortona, per poi raggiungere Guardiagrele con autobus di linea.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Guardiagrele, i cui colori sociali sono il granata ed il blu. Ha raggiunto la serie D nel 2004.

La squadra di pallavolo è la Cordigeri Volley, che partecipa annualmente ai campionati giovanili (under 16, under 14, under 18 femminile e under 14 maschile) e ai campionati provinciali (prima e seconda divisione). Nella stagione 2004-2005 la squadra ha giocato in serie D, per poi subire nuovamente la retrocessione in prima divisione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 aprile 2005 29 marzo 2010 Mario Palmerio Centrosinistra Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il trionfo della morte, liberliber.it. URL consultato il 21 luglio 2010.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2014.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Simonluca Perfetto, Su di un introvabile cavallo della zecca di Manoppello restituito alla zecca di Guardiagrele, Edizione dell'Associazione culturale collezionisti Abruzzesi, Pescara giugno 2010
  • Elsa Flacco, Lucio Taraborrelli; Rossana Torlontano, Guardiagrele - Guida storico-artistica alla città e dintorni, Pescara, CARSA Edizioni, 2000, ISBN 88-85854-93-1.
  • Elsa Flacco, Lucio Taraborrelli; Mario Palmerio, Guardiagrele - Storia Arte Cultura, Pescara, Zip Adv, 2006, ISBN 88-901613-1-0.
  • Viviana Tagliaferri, Abruzzo, Frosinone, SD Editore, 2008, ISBN 978-88-89871-14-0.
  • I Castelli d'Abruzzo, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 88-541-0677-1.

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