Fara Filiorum Petri

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Fara Filiorum Petri
Fara Filiorum Petri - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma Chieti
Coordinate: 42°15′0″N 14°11′0″E / 42.25, 14.18333Coordinate: 42°15′0″N 14°11′0″E / 42.25, 14.18333
Altitudine: 227 m s.l.m.
Superficie: 18,4 km²
Abitanti:
1.909
Densità: 139 ab./km²
Comuni contigui: Bucchianico, Casacanditella, Pretoro, Rapino, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina
CAP: 66010
Pref. telefonico: 0871
Codice ISTAT: 069030
Codice catasto: D494 
Nome abitanti: faresi 
Santo patrono: Sant'Antonio abate 
Giorno festivo: 17 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Fara Filiorum Petri è una città di 1909 abitanti (al 1° gennaio 2007) in provincia di Chieti.

Indice

[modifica] Geografia

Situato nel cuore dell'Abruzzo, alle porte del Parco Nazionale della Majella, immerso nel verde delle colline e circondato da rigogliose campagne e spazi verdi, Fara Filiorum Petri è una città di origini longobarde. Fara Filiorum Petri è posta a circa 20 km dal mare(Francavilla al Mare), a 14 km dalla montagna(stazione di Passolanciano) e a 11 km dal capoluogo di provincia Chieti, queste distanze contribuiscono ad impreziosire la sua posizione, nel verde ma ad un passo dallo svago e dalla città.

L'altitudine di 227 m. (ma si toccano i 300 m. in Contrada Colli) la pone alla base della Majella, una delle montagne più alte dell'appennino italiano,con il Monte Amaro che tocca quota 2793 m. ed è ricco di ghiacciai perenni.

La città è solcata da 2 fiumi dalla portata notevole:il fiume Foro,nascente a Pretoro,che da il nome alla val di Foro,di cui Fara Filiorum Petri è il centro più sviluppato,e la Vesola Sant'Angelo,nascente da Roccamontepiano,che finisce con l'affluire nel fiume Foro presso la Contrada Giardino Nella Contrada Piane e nella Contrada Madonna del ponte,entrambe poste nella prima cintura attorno alla città di Fara Filiorum Petri,sono inoltre presenti due laghi (di origine artificiale),ricchi di fauna ittica,costruiti con alcuni argini posti al fiume Foro.

Il clima è di tipo temperato-collinare, con temperature invernali che si aggirano sui 6 °C ed estive sui 23,5 °C. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti e si aggirano sui 1000-1100 mm annui, con picchi soprattutto a fine autunno.

Di particolare importanza geologica e turistica sono i Calanchi, formazioni geologiche di argilla sul modello dei canyon, ossia a spigoli molto vivi e brulli, unici in tutta l'Italia,e per questo meta di molti turisti. Sono presenti e osservabili sul dorsale nord della Contrada Colli.

[modifica] Economia

Fara Filiorum Petri viene scelta dalla fiorente industria locale,nazionale e internazionale per il suo insediamento grazie alla vicinanza dei corsi d'acqua, alla esistenza di un'importante via di comunicazione con la città capoluogo di provincia Chieti quale la SS81 Piceno Aprutina e alla presenza di una rete stradale interna efficiente e in ottimo stato di manutenzione, che permette agevolmente traffici di import-export

Inoltre, la favorevole posizione geografica, che la pone al centro di paesi più piccoli quali Rapino, Pretoro, Roccamontepiano, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina e Vacri (i cosidetti paesi-satellite), favorisce notevolmente il commercio e l'industria locale.

Importantissime le produzioni del liquore Punch, della pasta Majella e del vino Chardonnay, produzioni che hanno sbocchi commerciali di rilevanza mondiale. Da rilevare anche imponenti stabilimenti dedicati alla metallurgia, alla lavorazione di materie prime e alla costruzione di pezzi di ricambio, anche per importanti multinazionali come la Honda e la Seves. Per 50 anni Fara Filiorum Petri ha ospitato anche lo stabilimento della Coca Cola.

Ma il vero motore economico della città è la piccola-media impresa e l'artigianato, rileviamo infatti una moltitudine di fabbriche,spesso a conduzione familiare, specializzate nella produzione di scarpe, vestiti, mobili e lavorazioni artistiche del legno e numerose industrie enogastronomiche.

Importante per l'economia della città la discarica in località Colle San Donato, la più grande e importante di tutta la provincia di Chieti, recentemente scelta anche come possibile sito di stoccaggio, riciclo ed eliminazione di rifiuti provenienti anche da altre regioni, in particolare per alleviare l'emergenza rifiuti a Napoli.

Molto sviluppata l'agricoltura, si segnalano importanti vigneti ed uliveti, nonchè le classiche colture mediterranee quali pomodori, patate e soprattutto cipolle,di cui Fara Filiorum Petri ha una lunghissima tradizione di coltura, tanto da essere scherzosamente definita "Fara cipollara" dagli abitanti dei paesi limitrofi.

Per concludere occorre menzionare lo sviluppo anche del terziario e del turismo, turismo che va alla riscoperta della natura incontaminata, delle pregevoli bellezze che adornano il centro storico e i palazzi di Fara Filiorum Petri e del misticismo che si può respirare nella cattedrale o osservando le numero chiese e le introvabili reliquie.

È necessario citare il fatto che Fara Filiorum Petri è, nella provincia di Chieti, la città con il PIL più alto e il tasso di disoccupazione più basso.

[modifica] Etimologia

Fara è un termine di origine longobarda indicante un gruppo, costituito da famiglie e da individui imparentati, in cui era diviso il popolo. Lo stanziamento dei Longobardi avveniva per fare veri e propri organismi politici-militari, il cui nome indicava anche il territorio abitato dal gruppo. Ne sono testimonianza i vari comuni che ancora oggi in Italia portano questo nome. Il nome del paese originariamente era solo "Fara". Varie sono le tesi sulla successiva aggiunta di "Filiorum Petri". Una delle più accreditate è quella che la fa risalire alla presenza di monaci celestini nel convento di Sant'Eufemia. Questi monaci infatti si facevano chiamare "Figli di Pietro" (Pietro era il nome del fondatore, san Pietro Celestino). Per distinguere il paese dalle altre "Fare" si iniziò a chiamarlo Fara dei Figli di Pietro.

[modifica] Storia

La particolare posizione arroccata del centro del paese fa intuire le sua antica origine, risalente al periodo altomedievale. Furono i barbari longobardi a fondare il primo nucleo, scegliendo la zona in base ai classici fattori quali posizione facilmente difendibile, nonché vicinanza di un corso d'acqua. Il nucleo, da accampamento, grazie alla posizione favorevole, divenne sede di artigiani, coltivatori e pastori.

Intorno all'anno 1000 l'influenza dei monaci benedettini del monastero di Montecassino iniziò a farsi sentire e, tramite la vicina abbazia di San Liberatore, a Majella, i monaci benedettini avevano su Fara potere temporale e spirituale. Ne sono testimonianza il convento sito a Sant'Eufemia risalente a questi anni e la Chiesa di San Salvatore, costruita sui resti di un castello del III secolo d.C.

Nel 1300 Fara passò sotto il potere della Contea di Manoppello retta dai conti Orsini, pur persistendo ancora la presenza benedettina. Risale a questo periodo la chiesetta di Sant'Agata.

Dopo il 1500, a causa delle guerre franco-spagnole, Fara passò dal potere degli Orsini sotto al potere dei Colonna per ordine del re di Spagna. È durante questo periodo che Fara ricevette oltre 100 reliquie di santi e addirittura una scheggia della croce di Cristo, reliquie che tuttora sono gelosamente conservate nella parrocchia di San Salvatore. Questo a testimonianza di quanto il paese fosse centro importante di religiosità sotto i benedettini.

Nel 1800 con la caduta dei Colonna (per mano di Garibaldi) per Fara finì il periodo del feudalesimo.

Nei primi del '900 iniziano grandi lavori di urbanizzazione che faranno di Fara una cittadina all'avanguardia e porteranno luce e acqua potabile in tutte le case civili. Nel frattempo la banda locale, famosa a livello internazionale, riesce anche ad esibirsi a Vienna, nel 1899, guidata da un maestro chiamato Giuseppe Dell'Orefice, anche lui di Fara. È di questi anni anche la nascita della tradizione delle Farchie cosi come la conosciamo oggi. Il grande boom fu duramente messo alla prova dai due conflitti mondiali dai quali Fara uscì quasi totalmente distrutta e contò centinaia di vittime. Nel secondo dopoguerra Fara conobbe un altro boom che le fece assumere il ruolo di paese guida di tutta l'alta Val di Foro, ruolo che tuttora mantiene, grazie anche a impianti industriali e ad un notevole sviluppo demografico e residenziale.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Turismo

Fara Filiorum Petri è una meta per molti turisti ogni anno, attratti dalla bellezza dei paesaggi, dal vivere immersi nella natura e nel verde incontaminato e dal patrimonio artistico-culturale che la città offre. Importante la presenza del fiume Foro, uno dei più importanti fiumi dell'Abruzzo, lungo il quale si sviluppano decine e decine di sentieri nei quali passeggiare a diretto contatto con la natura. Pic-nic e incontri ravvicinati con animali unici e stupendi sono la norma per chi intraprende questo genere di sentiero. Da rilevare anche la presenza di due splendidi laghi, nei quali pescare o semplicemente passare il tempo. La struttura alberghiera soddisfà anche il turista più esigente, data la presenza di hotel e alberghi.

Fonte di attrazione per i turisti è anche l'arte che decora gli storici palazzi ottocenteschi e rinascimentali del centro storico, dove è possibile ammirare palazzi in stile liberty, arte barocca, capitelli, colonne e decorazioni in stile rococò. La cultura farese non si esprime solo sotto forma di arte architettonica ma è sostenuta anche dalla presenza di una biblioteca ricca di volumi preziosissimi e storici, risalenti addirittura a prima dell'anno 1000, un patrimonio bibliografico di valore e bellezza inestimabile, visitabile da qualsiasi turista che decida di trascorrere un periodo di relax a Fara.

Il turismo religioso è altrettanto sviluppato con la presenza di una Cattedrale e ben altre sei chiese, tutte risalenti al XII-XIII secolo. Le chiese sono aperte per chiunque voglia visitarle.

Nella Cattedrale sono inoltre conservate 100 reliquie, di cui la più importante è forse una scheggia della croce di Cristo.

Per concludere non meno importante il turismo enogastronomico e per le manifestazioni uniche che Fara organizza. Da sottolineare la presenza di numerosi prodotti tipici quali li caviciun e lu serpenton e la presenza della feste delle Farchie, unica per la sua bellezza ( per maggiori informazioni cliccate qui ).

[modifica] Calendario delle festività di Fara F. P.

  • 10 gennaio - 17 gennaio: Festa delle Farchie e Festa in onore di Sant'Antonio Abate (festa invernale)
  • aprile: Festa in onore della Madonna in contrada Madonna del ponte
  • giugno: Festa dell'agricoltura in contrada Colli
  • Ultimo weekend di luglio: Festa in onore di Sant'Antonio Abate (festa estiva)
  • agosto: Manifestazione di Fara Langobardorum
  • settembre: Festa in onore di Sant'Eufemia in contrada Sant'Eufemia

N.B. : Durante i mesi estivi,nella piazza principale del paese vengono sovente organizzati concerti,raduni,spettacoli teatrali e altri eventi folkloristici che per la loro spontaneità e discontinuità non vengono riportati nella lista soprastante,che quindi si limita soltanto alle manifestazioni festive fisse.

[modifica] Manifestazioni caratteristiche

[modifica] Il mercato

Il ‘900 fu per Fara un periodo di grandi novità.

Il sindaco musicista Gian Battista Sigismondi, in carica dal 1905 al 1910, al fine di promuovere l'economia locale e quella vicina, nel 1907 istituì il mercato settimanale. Infatti, Fara da quasi un secolo, il mercoledì ospita il mercato settimanale quasi a rimarcare, nel tempo, la sua caratteristica di luogo di incontro, di scambio di prodotti, di servizi, di idee e di culture.

Il centro storico, nelle sue piazze e sotto i muraglioni si anima di mercanti provenienti da fuori paese e l'affluenza dei faresi e degli abitanti dei comuni limitrofi concorrono a creare un'atmosfera quasi festosa.

[modifica] Fara Langobardorum

La manifestazione relativa a "Fara Longobardorum" è un programma che si svolge nel centro storico di Fara Filiorum Petri. Questo progetto nasce dal contesto storico dell'invasione longobarda in Italia, e intende dare rilievo proprio alle origini longobarde di Fara Filiorum Petri.

Nel centro del paese vengono allestite capanne di paglia, vi sono persone in costume longobardo tradizionale, si possono assaporare piatti della tradizione longobarda, il centro storico del paese pare tornare indietro di 2000 anni durante questa splendida e unica manifestazione. Tutte le scritte e i cartelli sono rigorosamente in latino.

Compreso nel progetto è un convegno nazionale dal tema "L'invasione longobarda in Italia".

[modifica] Le Farchie

La festa delle farchie è una manifestazione folkloristica di Fara Filiorum Petri.

Le farchie sono dei grossi fasci di canne legati ad arte, manualmente, con rami di salice rosso.Hanno una consistenza di circa 1 metro di diametro e circa 8 metri di lunghezza.

Il mito alla base del rito è basato su un miracolo di sant'Antonio durante l'invasione francese del 1799.Secondo il racconto popolare Sant'Antonio apparve alle truppe francesi, che volevano entrare a Fara, e trasformò le querce che circondavano il paese in fiamme costringendo alla fuga i soldati.

Dopo Natale i contradaioli si organizzano per raccogliere le canne che sono state tagliate ancora verdi nel mese di febbraio dell'anno precedente, selezionate e raccolte in fasci composti da 15-20 pezzi. Temendo furti da parte di rappresentanti delle altre contrade, le canne raccolte vengono conservate in ambienti chiusi, anche per preservarle dall’umidità.

In passato alcune contrade (quelle “urbane” che non avevano campagne a disposizione) si procacciavano le canne necessarie a costruire la farchia rubandole a malcapitati contadini che spesso, sorpresi i ladri con le mani nel sacco, reagivano sparandogli contro e denunciandoli ai carabinieri. Oggi la tradizione del furto delle canne continua solo grazie ai contradaioli più giovani che, qualche giorno prima della festa di notte si avventurano nelle campagne dei paesi vicini alla ricerca più di emozioni forti che di materiale utile alla preparazione della farchia.

Nei giorni a cavallo dell’8 dicembre si potano gli alberi di salice rosso di quei rami grandi a sufficienza ma non vecchi (inutilizzabili perché privi della quantità d’acqua giusta: questi infatti quando si scaldano per essere legati in coppie si spaccano) che andranno a formare il legame. Di solito il 12 gennaio inizia la preparazione delle farchie in ogni contrada. La prima fase consiste nel preparare l'anima della farchia. Questa può essere costituita da un palo di legno cui si legano canne oppure da sole canne, ottenendo una piccola farchia che funge da spina dorsale della farchia vera e propria. Successivamente, si effettua il “rinfascio”, cioè con le canne più lunghe e dritte si ingrossa il diametro sino a raggiungere la dimensione finale.

I due-tre uomini più esperti si occupano della legatura del legame: momento questo che richiede forza e grande maestria perché dal modo in cui è legato il legame dipende la stabilità e la bellezza della farchia. La perfezione tecnica della farchia risiede nell’unione di più caratteristiche: la verticalità, il giusto allinearnento dei nodi, l’assenza di rigonfiamenti, la grandezza, la corretta sistemazione della singola canna in modo che appaia all’occhio dell’osservatore come unica dal capo (il “piticone”) alla coda (la “cima” o "fiocco") della farchia. Quest’ultima caratteristica si ottiene apportando con canne più grandi giunture successive alla prima canna che parte dal “piticone”.

Le donne della contrada, durante la fase di preparazione, assistono gli uomini e cucinano per loro il pasto di "Sant'Andone", il tutto innaffiato dal buon vino locale.

Queste fiaccole negli anni crebbero sempre più, arrivando all’attuale dimensione negli anni 1890 (a questi anni infatti risalgono le prime notizie scritte). Da allora il diametro della farchia è di quasi un metro e la lunghezza è generelamente di circa 8 metri.

Nel primo pomeriggio del 16 gennaio, i faresi ripetono il centenario rito del trasporto delle farchie: accompagnarle dalla propria contrada al piazzale antistante la chiesetta di Sant'Antonio abate (dinanzi il cimitero), innalzarle ed incendiarle.
Il trasporto avviene per mezzo di trattori meticolosamente adornati per l'occasione con stendardi colorati e l'immancabile quadretto raffigurante il Santo Patrono, oppure, nelle contrade più numerose, la farchia è trasportata "a spalla" dagli stessi contradaioli.

Quando la farchia è trasportata con un trattore, sul carro salgono sempre almeno un suonatore ed una pluralità di cantori, mentre quando il trasporto avviene "a spalla", sulla farchia salgono un solo suonatore ed un cantore.
I suoni, i canti e le voci affaticate dei farchiaioli che cercano il cambio nel trasporto della farchia o gridano agli spettatori di fare attenzione e di lasciarli passare, fanno di questa processione uno spettacolo di rara suggestione e bellezza.

Una volta giunti a destinazione le farchie verranno erette, dapprima a forza di braccia e successivamente con l'ausilio di scale, sartie e filagne. Quando le farchie saranno definitivamente poste in verticale, l'entusiasmo dei lavoratori esplode al grido propiziatorio di "Eh Sand'Antoneee!!".

L'accensione dei giganteschi fasci è il momento culminante della cerimonia. Essa avviene con i fuochi d'artificio in un'assordante cornice di botti e colori, e soprattutto sotto lo sguardo inquisitore delle contrade nemiche, pronte a criticare la minima imperfezione della farchia appena eretta e ancor di più, pronte a fischiare, in segno sberleffo e di sfottò, la temutissima interruzione della raffica di spari che funge da miccia all'accensione del gigante di canne.

Dopo che tutte le farchie sono accese, la competizione tra le contrade è ormai finita e lascia spazio ai canti, ai dolci e soprattutto al vino, fino a quando non si tornerà nelle proprie contrade a veder ardere e consumarsi la farchia che con il suo inesorabile bruciare esaurisce con sé la festa di Sant'Antonio.

[modifica] La Cattedrale

Sulla piazza principale della città sorge la Cattedrale del Santissimo Salvatore,una costruzione risalente all'anno 1000 caratterizzata sull'esterno dallo stile romanico ma con vari influssi gotici e barocchi.

L'interno si presenta a 3 navate,una principale e due laterali,con il pulpito ben centrato nella navata principale.

Nei sotterranei della Cattedrale è presente una vastissima rete di gallerie e cunicoli,costruiti millenni orsono,che venivano usati dalla cittadinanza in caso di attacco nemico al paese per trovare rifugio dal pericolo

In questa Cattedrale sono custodite gelosamente oltre 100 reliquie originali, con la reliquia fiore all'occhiello della scheggia della croce di Cristo, che viene mostrata solo in occasioni speciali e con il massimo rispetto e riverenza.

[modifica] Contrade

[modifica] Curiosità

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Domenico Simone (PdL) dal 13/06/2004
Centralino del comune: 0871 70112
Email del comune: comune@comunefarafiliorumpetri.it

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali