Fara Filiorum Petri

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Fara Filiorum Petri
comune
Fara Filiorum Petri – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Camillo D'Onofrio (lista civica Fara sostenibile) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 42°14′54″N 14°11′09″E / 42.248333°N 14.185833°E42.248333; 14.185833 (Fara Filiorum Petri)Coordinate: 42°14′54″N 14°11′09″E / 42.248333°N 14.185833°E42.248333; 14.185833 (Fara Filiorum Petri)
Altitudine 227 m s.l.m.
Superficie 14,96 km²
Abitanti 1 936[2] (30-11-2014)
Densità 129,41 ab./km²
Frazioni vedi lista
Comuni confinanti Bucchianico, Casacanditella, Pretoro, Rapino, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0871
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069030
Cod. catastale D494
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 511 GG[3]
Nome abitanti faresi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fara Filiorum Petri
Fara Filiorum Petri
Posizione del comune di Fara Filiorum Petri all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Fara Filiorum Petri all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Fara Filiorum Petri è un comune italiano di 1.936 abitanti della provincia di Chieti, nella regione Abruzzo.

È disteso in pianura, nel cuore della Val di Foro, con il nucleo del centro storico situato a ridosso di un piccolo ed isolato colle circondato da tre fiumi: il Foro, la Vesola Sant'Angelo e la Vesola San Martino.

Il toponimo di origine longobarda, che significa "terra dei figli di Pietro", colloca la fondazione del comune al periodo della dominazione di tale popolazione germanica, tra il VI e l'VIII secolo d.C.

Appartiene all'Unione dei comuni della Valle del Foro, di cui Fara rappresenta il capoluogo e la città più importante.[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Fara Filiorum Petri è situata nel cuore dell'Abruzzo, alle porte del Parco Nazionale della Majella, immersa nel verde delle colline e delle campagne coltivate. Il comune è posto ai piedi della Majella, una delle montagne più alte dell'appennino italiano, con il Monte Amaro che tocca quota 2793 m. L'altitudine del centro storico, alla casa comunale, è di 227 m (ma si toccano i 438 m nella frazione Colli e i 135 m nella frazione Piane, per un'escursione altimetrica di 303 m).

Il paese è solcato da 3 fiumi: il fiume Foro, nascente a Pretoro, che dà il nome alla Val di Foro, di cui Fara Filiorum Petri è il centro principale, la Vesola Sant'Angelo, nascente da Roccamontepiano, che finisce con l'affluire nel fiume Foro presso la frazione Giardino, e la Vesola San Martino, nascente da Guardiagrele, che finisce con l'affluire nel fiume Foro nella frazione Giardino. Nella frazione Piane e nella frazione Madonna del Ponte, entrambe poste nella prima cintura del centro, sono inoltre presenti due laghi (di origine artificiale), ricchi di fauna ittica, costruiti con alcuni argini posti al fiume Foro.

Di particolare importanza geologica e turistica sono i Calanchi, osservabili sul dorsale nord della frazione Colli, formazioni geologiche di argilla sul modello dei canyon americani, ossia a spigoli molto vivi e brulli, particolarmente caratteristici e per questo di notevole interesse turistico e scientifico, soprattutto idrogeologico.

Il centro abitato è situato a circa 20 km da importanti località balneari quali Francavilla al Mare ed Ortona e dal capoluogo di provincia Chieti. Altresì è possibile, percorrendo solamente 10–15 km, trovarsi in importanti località montane e sciistiche, rispettivamente Bocca di Valle (Guardiagrele) e Passo Lanciano (Pretoro).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima si può definire mediterraneo di tipo temperato-collinare, anche se notevoli sono l'influsso mitigatore del mare e l'influsso fresco della montagna.

Il mese più freddo è senza dubbio gennaio, le cui notti abbassano quasi sempre la colonnina di mercurio sotto lo zero, anche di diversi gradi. Nella stagione invernale sono frequenti le nevicate, anche abbondanti, superiori al mezzo metro, e frequentissime sono le gelate mattutine e le giornate uggiose. Il freddo proviene principalmente da venti siberiani spiranti da est. La stagione fredda farese inizia all'incirca verso fine settembre, per protrarsi almeno fino alla seconda metà di maggio. Le mezze stagioni ultimamente sono state abbondantemente corrose dalla stagione fredda. Considerata la latitudine e il territorio, si può dire che gli inverni faresi sono incredibilmente rigidi e persistenti, con possibili nevicate anche fino al mese di aprile.

Il mese più caldo è luglio, con temperature che di giorno al sole possono talvolta raggiungere i 40 gradi, temperature aggravate dal forte tasso di umidità che quasi sempre le accompagna. Il caldo è portato essenzialmente dall'anticiclone subtropicale africano, a volte dall'anticiclone delle Azzorre. Durante le notti estive la minima raramente scende sotto i 20 gradi, rendendo afoso anche il periodo dedicato al riposo. Non a caso ultimamente nel paese sono aumentate le installazioni di condizionatori, poiché la stagione calda, anche se di durata ben più breve rispetto alla stagione fredda, può essere molto intensa, a tratti insopportabile.

La stagione delle piogge, che si protrae da settembre a maggio, reca abbondanti precipitazioni, dell'ordine di 10-12 giorni di pioggia mensili. Durante la stagione estiva invece le piogge cadono più di rado, ma quando accade scendono sotto forma di violenti nubifragi, non di rado accompagnati da grandine e forte vento. Il totale di precipitazioni annue si aggira sui 1000 mm.

Il vento è un fenomeno assai frequente nel comune. Spesso si verificano violente bufere, capaci di divaricare rami o ribaltare oggetti sulla strada. I danni derivati dal vento sono stati ingenti. Il più delle volte comunque si tratta di vento sì forte, ma non tale da recare problemi. I venti provengono principalmente o da ovest, sotto forma di Libeccio che per effetto stau scende dalle montagne sotto forma di vento caldo, oppure da est sotto forma di Grecale, freddo, proveniente dal mare nella stagione invernale. Lo Scirocco, caldo, recante piogge, può manifestarsi durante tutto l'anno.

I valori di umidità sono alti durante tutto l'anno. Nella zona collinare del paese l'umidità è lievemente minore.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fara Filiorum Petri è favorita dalla vicinanza dei corsi d'acqua, dal territorio pianeggiante e dalla presenza di eccellenti vie di comunicazione locali e di collegamento con Chieti e Pescara (la SS81 Piceno Aprutina). È inoltre posta in posizione centrale rispetto ai centri minori di Rapino, Pretoro, Roccamontepiano, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina e Vacri. Questo rende indubbiamente Fara il centro economico e commerciale più importante di tutta la Val di Foro.

Primario[modifica | modifica wikitesto]

Molto sviluppata l'agricoltura; si segnalano importanti vigneti ed uliveti, nonché le classiche colture mediterranee quali pomodori, patate e soprattutto cipolle, di cui Fara Filiorum Petri ha una lunghissima tradizione di coltura, tanto da essere scherzosamente definita "Fara cipollara" dagli abitanti dei paesi limitrofi. Esiste anche una festa denominata Fara Cipollara svolta in estate a menzione di questa importante coltura (vedi il paragrafo su feste e sagre). La cipolla coltivata a Fara è la Cipolla piatta di Fara Filiorum Petri DOP. Affidata un tempo tutta alla forza di braccia, attualmente l'agricoltura farese può contare su una modernizzazione all'avanguardia, infatti le campagne sono organizzate sul modello delle Pianura Padana, ossia grandi masserie ben separate tra loro, con terreni divisi secondo varie colture, e lavorati con i più moderni mezzi meccanici e chimici, in modo da garantire un export costante e non influenzato dal clima. Rivestono importanza sovralocale le produzioni del liquore Punch, del vino Chardonnay e dell'olio Colline Teatine. Nel territorio di Fara Filiorum Petri infine passa il Tratturo Centurelle-Montesecco, l'antica strada dove i pastori, all'inizio dell'autunno, passavano con le loro greggi dirigendosi dai freddi monti aquilani verso il Tavoliere delle Puglie per poi ripercorrere il percorso inverso in primavera. Tale tratturo è stato fortemente rivalorizzato dal comune di Fara, con possibilità di visitarlo e di percorrerlo sia a piedi che a cavallo, inoltre non è raro assistere ancora oggi al passaggio sul suo percorso di sterminate greggi, che rappresentano una fortissima attrazione turistica.

Secondario[modifica | modifica wikitesto]

Da rilevare stabilimenti dedicati alla metallurgia, alla lavorazione di materie prime e alla costruzione di pezzi di ricambio, anche per importanti multinazionali come la Honda e la Sevel. Per 25 anni Fara Filiorum Petri ha ospitato anche lo stabilimento della Coca Cola. Il vero motore economico del centro resta tuttavia la piccola-media impresa e l'artigianato, con la presenza di una moltitudine di fabbriche, spesso a conduzione familiare, specializzate nella produzione di scarpe, vestiti, mobili e lavorazioni artistiche del legno e numerose industrie enogastronomiche. Fara è famosa anche e soprattutto per il pastificio Majella, attivo ormai da tanti lustri, che esporta sia in Italia sia all'estero. Inoltre in tempi più recenti Fara si è specializzata anche nella lavorazione del ferro battuto, di cui sono presenti sul territorio numerose fabbriche. Sul territorio di Fara sono infine presenti gli enormi fabbricati della STI (società trasporti industriali) S.p.a. dotata di un ingente numero di camion che si occupano di trasporti di merce industriale in tutto il mondo.

Terziario[modifica | modifica wikitesto]

Per concludere lo sviluppo anche del terziario e del turismo, per i suoi pregi naturali e ambientali e per le pregevoli bellezze che adornano il centro storico, i palazzi, la Parrocchiale e le numerose chiese e reliquie. La vocazione al terziario e commerciale di Fara è testimoniata anche dal mercato ormai secolare (nacque nel 1909 da un'idea dell'allora sindaco Gian Battista Sigismondi) che si svolge per le vie del centro ogni mercoledì, capace di attirare migliaia di persone dall'hinterland, rappresentando un enorme giro di affari ed un'ottima occasione per commercianti e produttori locali di esporre la loro merce, quasi sempre di produzione propria. Visto il grande boom avuto dal mercato, sempre più spesso si organizzano anche mercati al di fuori del classico giorno mercoledì e soprattutto svolti di sera, durante la quale le luci del borgo donano al mercato un fascino antico.

Ambiente ed energie rinnovabili[modifica | modifica wikitesto]

Tra i comuni della provincia di Chieti, Fara è il comune con l'indice di ecosostenibilità più alto. Difatti nei cittadini è diffuso un forte senso del rispetto dell'ambiente e un alto gradimento all'uso delle energie rinnovabili. Negli anni Fara ha adottato le seguenti misure per la tutela del patrimonio ambientale:

  • Sono state chiuse tutte le stazioni di servizio presenti nei confini del centro abitato, per evitare inquinamenti delle falde acquifere e del terreno con olii e altri prodotti tossici. L'unica stazione di servizio di Fara si trova lungo la SS81, ed è fornita, oltre che di benzina e diesel, anche di combustibili quali gpl, metano e di un sistema di ricarica per le automobili elettriche; nella stessa area di servizio sono presenti anche un motel ed un autolavaggio.
  • Di recente è stata aperta una sede della Guardia Forestale nella frazione Forma, per permettere un dialogo più agevole tra cittadini e tutori dell'ambiente, e per far sì che la vigilanza sul patrimonio verde di Fara possa essere più costante ed attenta.
  • Sono state realizzate in tutte le strade comunali delle piste ciclopedonali per incentivare l'abitudine a salutari passeggiate e favorire l'uso della bicicletta, al contempo è stata chiusa permanentemente al traffico tutta la zona del centro storico. Sono state realizzate delle piste ciclopedonali anche nel verde e sul lungofiume.
  • È stata avviata la costruzione di un parco fluviale, in cui saranno presenti percorsi a piedi, bocciodromi, piste per l'equitazione e tanto altro, tutto connesso al contatto con la natura.
  • Nell'intero territorio comunale l'illuminazione pubblica è alimentata ad energia solare, infatti ogni lampione è fornito di un pannello solare fotovoltaico che si ricarica di giorno e di notte illumina le strade;questa misura ha permesso un risparmio, un forte rispetto dell'ambiente e la totale autonomia dei tratti di illuminazione pubblica fotovoltaica dalla rete Enel. Inoltre tutte le istituzioni scolastiche, l'ufficio postale e il municipio sono stati interamente coperti con pannelli solari, garantendo un totale rispetto dell'ambiente da parte degli edifici pubblici.
  • Sono stati avviati i lavori per la rimessa in funzione di una centrale idroelettrica, già presente nel territorio comunale da anni, poi dismessa ed ora di nuovo sotto l'attenzione, l'obiettivo è rendere il paese energeticamente indipendente entro pochi anni grazie alla riapertura ed all'ampliamento della suddetta centrale.
  • Da anni è presente nel territorio comunale una raccolta differenziata molto selettiva, casa per casa, che ha permesso da un lato di togliere da ogni strada i bidoni dell'immondizia, spesso maleodoranti e facile preda dei randagi, e dall'altra di incentivare il riciclaggio dei rifiuti ed il rispetto dell'ambiente. Importante per l'economia del comune è stata anche la discarica nella frazione Colle San Donato, la più grande e importante di tutta la provincia di Chieti. Attualmente è stata chiusa, per riconvertirla negli anni a zona industriale e commerciale.
  • Nella frazione Sant'Eufemia è stato installato un erogatore di acqua microfiltrata, che attinge dalle sorgenti sotterranee, riserve di acqua purissima. A soli 5 centesimi di euro è possibile averne un litro, da conservare rigorosamente in bottiglie di vetro. Tale erogatore ha molteplici vantaggi, da una parte scoraggiare l'uso delle bottigliette di plastica, materiale questo ritenuto inquinante, dall'altra di offrire acqua purissima ad un prezzo decisamente concorrenziale, così da rendere l'acqua di qualità elevata davvero un bene pubblico ed accessibile a tutti. Inoltre sparsi per l'intero territorio comunali vi sono numerose fontane che erogano acqua potabile e dalle ottime proprietà organolettiche.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla Strada Statale 81 Italia.svg Piceno Aprutina, che la collega in maniera molto agevole a grossi centri quali Guardiagrele, Chieti e Pescara e dalla Strada Statale 263 Italia.svg di Val di Foro e di Bocca di Valle, che la collega alla montagna ed a località balneari quali Francavilla al Mare ed Ortona. Da menzionare infine che nel raggio di 15–20 km dal territorio comunale è possibile immettersi sia sull'autostrada Autostrada A14 Italia.svg Adriatica sia sull'autostrada Autostrada A25 Italia.svg Strada dei Parchi.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese non dispone di una stazione ferroviaria propria. Tuttavia sono facilmente raggiungibili sia la Stazione di Chieti (20 km) sia la Stazione di Pescara (35 km).

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese non dispone di un aeroporto proprio. Tuttavia è facilmente raggiungibile l'Aeroporto Internazionale d'Abruzzo (25 km).

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

L'ARPA ha stabilito collegamenti a mezzo autobus tra Fara Filiorum Petri e tutte le più importanti città dell'Abruzzo. Gli autobus partono ogni mezz'ora dal centro cittadino, dal primo mattino fino a notte inoltrata. Numerose nei pressi del terminal cittadino le rivenditorie di biglietti ed abbonamenti.

Distanza dai capoluoghi abruzzesi[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Città Distanza in chilometri
Chieti-Stemma it.png Chieti 18,5
Pescara-Stemma.png Pescara 34,2
Teramo-Stemma.png Teramo 97,2
L'Aquila-Stemma.png L'Aquila 108

Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fara (Longobardi).

Fara è un termine di origine longobarda indicante un gruppo, costituito da famiglie e da individui imparentati, in cui era diviso il popolo longobardo. Lo stanziamento dei Longobardi avveniva per Fare, veri e propri organismi politico-militari, il cui nome indicava anche il territorio abitato dal gruppo. Vi è inoltre la devozione longobarda a santa Fara. Ne sono testimonianza i vari comuni che ancora oggi in Italia portano questo nome.

Il nome del paese originariamente era solo "Fara". Varie sono le tesi sulla successiva aggiunta di "Filiorum Petri". Una delle più accreditate è quella che la fa risalire alla presenza di monaci celestini nel convento di Sant'Eufemia. Questi monaci infatti si facevano chiamare "Figli di Pietro" (Pietro era il nome del fondatore, san Pietro Celestino). Per distinguere il paese dalle altre "Fare" si iniziò a chiamarlo Fara dei Figli di Pietro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La particolare posizione arroccata del centro del paese fa intuire la sua antica origine, risalente al periodo altomedievale. Furono i longobardi a fondare il primo nucleo, scegliendo la zona in base ai classici fattori quali posizione facilmente difendibile, nonché vicinanza di un corso d'acqua. Il nucleo, da accampamento, grazie alla posizione favorevole, divenne sede di artigiani, coltivatori e pastori.

Intorno all'anno 1000 l'influenza dei monaci benedettini del monastero di Montecassino iniziò a farsi sentire e, tramite la vicina abbazia di San Liberatore, a Majella, i monaci benedettini avevano su Fara potere temporale e spirituale. Ne sono testimonianza il convento sito a Sant'Eufemia risalente a questi anni e la Chiesa di San Salvatore, costruita sui resti di un castello del III secolo d.C.

Nel 1300 Fara passò sotto il potere della Contea di Manoppello retta dai conti Orsini, pur persistendo ancora la presenza benedettina. Risale a questo periodo la chiesetta di Sant'Agata.

Dopo il 1500, a causa delle guerre franco-spagnole, Fara passò dal potere degli Orsini sotto al potere dei Colonna per ordine del re di Spagna. È durante questo periodo che Fara ricevette oltre 100 reliquie di santi e addirittura una scheggia della croce di Cristo, reliquie che tuttora sono gelosamente conservate nella parrocchia di San Salvatore. Questo a testimonianza di quanto il paese fosse centro importante di religiosità sotto i benedettini.

Nel 1800 con la caduta dei Colonna (per mano di Giuseppe Garibaldi) per Fara finì il periodo del feudalesimo.

Nei primi del Novecento iniziano grandi lavori di urbanizzazione. La nota banda locale si esibisce a Vienna, nel 1899, guidata dal maestro Giuseppe Dell'Orefice. È di questi anni anche la nascita della tradizione delle Farchie così come la conosciamo oggi. Il grande boom fu duramente messo alla prova dai due conflitti mondiali dai quali Fara uscì quasi totalmente distrutta e contò centinaia di vittime. Nel secondo dopoguerra Fara conobbe un altro boom (localmente chiamato il miracolo farese) che le fece assumere il ruolo di paese guida di tutta la Val di Foro, ruolo che tuttora saldamente mantiene, grazie anche a imponenti impianti industriali e ad un notevole sviluppo demografico e residenziale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Educazione e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Fara ha sempre avuto una lunga tradizione di strutture scolastiche e di eccellenza nell'insegnamento, a testimonianza di ciò la sede della direzione didattica è nei confini comunali, nella frazione Forma, dietro l'ufficio postale, e ad essa fanno capo numerose scuole del circondario; inoltre dato l'ampio sviluppo delle strutture didattiche faresi, numerosi comuni limitrofi hanno deciso di chiudere le proprie strutture per far confluire negli istituti di Fara gli studenti, contribuendo all'ulteriore sviluppo del plesso farese. Il plesso scolastico è tutto raggruppato nella frazione San Nicola, ben collegata a mezzo scuolabus, e consta delle seguenti strutture didattiche:

Inoltre è da segnalare come fino agli anni '80 era attivata, sempre nella frazione San Nicola, una scuola secondaria di 2° grado, del tipo Istituto professionale, a conduzione privata (era retta dal parroco di Fara). La chiusura di tale struttura è da ascriversi allo sviluppo di agevoli vie di comunicazione che hanno permesso agli studenti di frequentare le scuole della vicina Chieti, dove sono presenti scuole secondarie di 2º grado di ogni tipo e l'università.

Fara dispone anche di una biblioteca comunale, sita in pieno centro storico in un palazzo antico, che dispone di un ingente numero di volumi, tanti anche di interesse storico. Inoltre nella biblioteca sono conservati l'intera collezione di volumi dell'esimio cittadino Fernando De Ritis (vedi la sezione Cittadini illustri) e tutti gli atti notarili relativi al territorio comunale dal 1700 ad oggi. Periodicamente nella biblioteca si organizzano incontri culturali, letture, corsi di inglese ed informatica, concorsi letterari e pittorici.

Cittadini illustri[5][modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Dall'evoluzione demografica sottostante sono analizzabili vari momenti della storia farese. Innanzitutto si vede come nel 1861, all'unità d'Italia, Fara era già molto abitata (considerando un comune dell'entroterra alla periferia nord del precedente regno borbonico). Fara conobbe subito un boom demografico, spezzato dal primo conflitto mondiale, che privò il comune della migliore gioventù, morta al fronte. Tuttavia ecco che appena nel primo dopoguerra avvenne il miracolo farese, con la popolazione che tornò a crescere, e nonostante le immani distruzioni della seconda guerra mondiale, che distrussero buona parte del tessuto economico e sociale del comune, Fara conosce un secondo boom demografico, detto il secondo miracolo farese, negli anni 50 del 1900, che la portò a toccare il suo massimo storico di abitanti. Negli anni 60-70 ci fu una forte emigrazione verso il nord Italia e verso l'estero, che portò Fara, nel giro di pochi anni, a toccare un numero di abitanti quasi pari a quelli del 1800. Mentre quasi tutti i comuni limitrofi continuarono e continuano tuttora nella loro inesorabile discesa di popolazione, dagli anni 80 in poi Fara visse con orgoglio il terzo miracolo farese, ossia una repentina ripresa della crescita della popolazione, a causa del boom industriale economico ed artigianale e alla costruzione di imponenti infrastrutture. Tuttora Fara continua a crescere ed a vivere questo terzo miracolo, che l'ha fatta diventare attualmente il comune leader della Val di Foro.

Abitanti censiti[6]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2012 gli stranieri residenti nel territorio comunale assommavano a 105. Gli stati con il maggior numero di residenti erano (Dati ISTAT al 31 dicembre 2012[7]):

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte della popolazione è di religione cattolica. Tuttavia a causa della forte immigrazione degli ultimi anni si è avuto un aumento delle religioni musulmana ed ortodossa, senza comunque la presenza di luoghi di culto non cattolici. Forte nel territorio comunale la presenza di atei ed agnostici, specie tra i più giovani.

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Neapolitan language.jpg

Il dialetto locale fa parte della grande famiglia dei dialetti napoletani, che si estendevano, al tempo del Regno di Napoli fino alla provincia dell'Abruzzo citeriore di cui Fara faceva parte. La tipica assonanza napoletana viene colta ad esempio nell'usanza di raddoppiare le consonanti delle parole (es. facciamo diventa facemm o parliamo che diventa parlemm). Altre assonanze tipiche del napoletano si riscontrano nella terminologia, ad esempio bambino diventa guaglion, oppure giocare diventa pazzià. Per rafforzare l'identità dialettale sovente nel paese vengono organizzate manifestazioni in lingua locale, che radicano la conoscenza del parlato degli avi anche nei giovani.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura militare[modifica | modifica wikitesto]

  • Il monumento ai caduti. Sito nella frazione Via Madonna e recentemente ristrutturato, questo enorme altare circondato da una vasta pineta (l'intero complesso è stato denominato Parco della Rimembranza) ha incisi i nomi dei cittadini faresi morti nella prima e seconda guerra mondiale. Per la sua pregevole fattura architettonica ha avuto risalto anche in ambiente nazionale.
  • I cunicoli militari. Sotto al centro storico sono scavate lungue gallerie che servirono durante il Medioevo per dare modo ai cittadini di fuggire in caso di pericolo o di nascondersi per organizzare un vincente contrattacco. Ad oggi questi cunicoli sono stati ristrutturati, illuminati e riaperti al pubblico, che può ammirare la Fara sotterranea. Questo percorso sotterraneo ha sicuramente aspetti molto suggestivi, come il poter ripercorrere le vestigia degli antenati.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • La porta. È l'unico resto della cinta muraria del paese. L'arco è in stile gotico sormontato da uno stemma molto consumato, ma dai resti si potrebbe evincere che si tratti dello stemma degli Orsini-Colonna. A fianco vi è un rudere di un torrione in conci di pietra.[8]
  • I palazzi. Molti palazzi del paese sono in stile tardo barocco abruzzese o in stile liberty, tra questi, vi è un palazzo del XVI secolo con delle cimase e, all'ultimo piano, consta di un loggiato con archi a tutto sesto.[8]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Ponte[modifica | modifica wikitesto]

Situata nel quartiere Madonna del ponte, questa chiesa è stata costruita nel 1634. La facciata è in stile neoclassico con 4 paraste doriche che la suddividono in tre parti. Il portale centrale è sormontato da un timpano curvo, mentre i laterali da timpani triangolari. Al suo interno vi è un affresco del XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino. Fu particolarmente frequentata dopo il miracolo avvenuto al vescovo di Lanciano. E' dedicata alla Madonna, il ponte a cui si riferisci è situato poco vicino alla chiesa.[8]

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

E' situata appena fuori al centro storico, lungo la via che conduceva ai mulini. È una chiesa non molto grande ed a pianta rettangolare. All'interno si trovano degli affreschi di Francesconi di Rapino realizzati nella prima metà del XX secolo. E' dedicata a San Rocco.[8]

Chiesa di Sant'Antonio abate[modifica | modifica wikitesto]

Situata nel quartiere Sant'Antonio, risulta già esistente nel 1365. È a navata unica. Un'epigrafe posta all'interno attesta che fu restaurata nel 1904. Nell'interno vi sono le statue di Sant'Antonio abate e Sant'Agata.Nella metà del 1800 venne edificato nel piazzale adiacente la chiesa il cimitero monumentale.[8]

Chiesa di Sant'Antonio abate ai colli[modifica | modifica wikitesto]

Edificata nel 1947. Fu costruita sul luogo dove avvenne il miracolo che protesse il paese dall'invasione francese del 1799. La tradizione vuole che nei pressi della chiesa vi era un boschetto di querce, dieci delle quali avevano sempre lo stesso diametro del fusto. Inoltre si racconta che durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi fu intimato a una famiglia del posto di sfollare, però il carro trainato dai buoi, in viaggio verso Chieti, si fermò proprio in questo posto perchè i buoi si inginocchiarono, allora la famiglia tornò indietro a casa e miracolosamente non accadde loro nulla, tutto questo fu ritenuto miracolo di Sant'Antonio abate e per ringraziamento, sia per quest'ultimo fatto, sia per la leggenda delle querce, sia per il miracolo del 1799, venne costruita questa chiesa nel 1947, appena conclusa la guerra. Davanti al piazzale di questa chiesa infine ogni 25 anni vengono bruciate le Farchie, sempre in onore al santo.[8]

Monastero e Chiesa di Sant'Eufemia[modifica | modifica wikitesto]

E' il complesso religioso più antico di Fara. La chiesa fu fondata, insieme all'omonimo monastero, nel 1004 da sant'Aldemaro di Capua. Dal 1060 al XVII secolo la chiesa dipese dall'Abbazia di Montecassino. Attualmente l'edificio del monastero è allo stato di rudere: ne rimangono solo il perimetro murario con l'abside e l'arcone gotico dell'ingresso, mentre la chiesa annessa è regolarmente visitabile e di tanto in tanto vi si svolgono le funzioni. E' dedicata a Sant'Eufemia.[8]

Chiesa di Sant'Agata[modifica | modifica wikitesto]

Questa chiesa, dedicata a Sant'Agata, è situata appena imboccata la via per i colli. Essa risale al XIV secolo. Gran parte di essa fu demolita agli inizi del XX secolo.[8]. Ad oggi di essa rimane una piccola e caratteristica chiesetta, ricca di interesse storico-religioso. In origine doveva essere veramente bella, e viene così descritta da un anonimo osservatore e critico d'arte dell'epoca: La chiesolina campestre di Fara quasi distrutta, va notata per un pregevole portale trecentesco di semplice fattura, di proporzioni eleganti, che ne formava l'unico ornamento. Forme slanciate, organismo gotico ridotto alla più semplice espressione, arco acuto nella lunetta e nell'archivolto sovraccaricato di un timpano sporgente, sono le note caratteristiche del portale, ove l'ornamento è distribuito con grande parsimonia. Mancano le colonnine cordonali accantonate nel risaltare delle spalle, che invece sono guarnite di gusci e bastoni, talvolta compiuti da piccoli congedi. Larghe foglie di palma occupano il sottarco a scivolo e punte di diamante gli spigoli laterali del frontone. I capitelli sono costituiti di un grande guscio posto al di sotto di un listello, l'architrave è nudo, e la lunetta contornata da un bastone mostrava la Vergine col Bambino attribuita a maestro Nicola Gallutio et filio Joanne, che nel 1438 per ordine dei conti Orsini abbellito di pitture e di sculture le chiese di Sant' Agata e Sant'Eufemia."[9]

Chiesa del San Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

E' la chiesa principale di Fara, situata in piazza. È di origine alto-medievale. Risale all'XI secolo. L'interno è ad impianto benedettino a tre navate di cui una, successivamente, è stata trasformata in portico. Parte dell'edificio (l'interno e parte della facciata) sono stati ricostruito nel XVIII secolo. La navata centrale è a copertura piana del XX secolo sostituita alle capriate originarie. Le navate laterali sono con volte a crociera. La facciata, barocca, è incompleta. Il portale è in pietra scolpita e lesene con capitelli a mensole che sorreggono un architrave e un medaglione. All'interno vi erano le statue di Sant'Antonio abate e di San Benedetto, entrambe del XIII secolo, ed un bassorilievo in terracotta raffigurante una Madonna in trono con Bambino, ora conservati al Museo Diocesano di Chieti. La croce processionale è di Nicola da Guardiagrele. All'interno di tale chiesa sono inoltre conservate le reliquie. Il campanile è in parte medievale ed in parte (la sommità) barocco (del XVIII secolo) con modanature e cornici in mattone scolpito.[8]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Fara Filiorum Petri è meta di molti turisti, attratti dai paesaggi, dalla natura, dal verde e dal patrimonio artistico-culturale che il paese offre. Importante la presenza del fiume Foro, uno dei più importanti dell'Abruzzo, lungo il quale si sviluppano decine e decine di sentieri. Da rilevare anche la presenza di due laghi, di un moderno parco giochi e di una soddisfacente struttura alberghiera.

Fonte di attrazione per i turisti è anche l'arte che decora gli storici palazzi ottocenteschi e rinascimentali del centro storico, dove è possibile ammirare palazzi in stile liberty, arte barocca, capitelli, colonne e decorazioni in stile rococò. È inoltre presente una biblioteca ricca di volumi storici, risalenti anche a prima dell'anno 1000.

Il turismo religioso è altrettanto sviluppato con la presenza della chiesa di San Salvatore e ben altre sei chiese, tutte risalenti al XII-XIII secolo. Nella chiesa di San Salvatore sono inoltre conservate 100 reliquie, tra le quali una scheggia attribuita alla croce di Cristo.

Per concludere il turismo enogastronomico e le manifestazioni organizzate: la presenza di numerosi prodotti tipici quali li caviciun e lu serpenton e la presenza della feste delle Farchie.

Feste e sagre[modifica | modifica wikitesto]

Calendario delle feste e delle sagre

  • 10 gennaio - 17 gennaio: Festa delle Farchie e Festa di S.Antonio abate (invernale)
  • 29 aprile: Festa della Madonna del ponte
  • prima settimana di luglio: Festa dell'agricoltura
  • ultima domenica di luglio: Festa di S. Antonio abate (estiva)
  • prima metà di agosto: Sagra della cipolla (Fara cipollara)
  • ultima domenica di agosto: Festa delle reliquie
  • settembre: Festa di S. Eufemia
  • metà novembre: Sagra della castagna e del vino novello

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Brecciarola

Quartiere nuovo di Fara, sorge nella zona sud-ovest della città, è probabilmente ,assieme al quartiere Sant'Eufemia, uno dei più ricchi e sviluppati di Fara, si tratta principalmente una zona abitativa con numerose ville di grande pregio e molte attività commerciali, è inoltre dotata di strutture sportive e parchi attrezzati. Sul suo territorio c'è il polo medico di Fara che ospita vari specialisti.

Campolungo

Quartiere dei colli, situato ad ovest della città, è una zona dolcemente declive principalmente adibita a coltivazioni di tipo mediterraneo, sul suo territorio insistono numerosi poderi, scarsamente abitato per altri versi.

Colle Anzolino

Quartiere dei colli, situato ad ovest della città, è principalmente abitato da agricoltori ed allevatori.

Colle Pretoro

Quartiere nuovo di Fara, è situato a sud-ovest della città, è in rapido sviluppo, grazie anche alla recente costruzione di villette di alto valore ed alla realizzazione di opere pubbliche.

Colle San Donato

Quartiere situato ad ovest della città, si sviluppa lungo la strada che conduce a Roccamontepiano, è una zona densamente abitata, ricca di ville di alto valore; sul suo territorio insisteva la discarica, di recente bonificata. Prende il nome probabilmente da una chiesa dedicata al santo esistita in tempi passati.

Colli Centro

Quartiere dei colli, situato a nord-ovest della città, è il cuore economico, commerciale e sociale dei colli faresi. Presente un forte sviluppo edilizio e la presenza di molte attività commerciali. In queste zone si respira senza dubbio l'aria di autenticità della Fara di un tempo, grazie al fatto che la gente del posto è dedita quasi esclusivamente a coltivazioni ed allevamenti. Esiste una rivalità antica con gli abitanti di Fara a valle, i colli faresi sono riusciti ad esprimere un sindaco solo negli anni 70.

Crepacce

Quartiere situato a nord della città, è scarsamente popolato, adibito intensivamente a coltivazioni, deve il suo nome alla fragilità del terreno su cui si trova. Recentemente ha conosciuto un ripopolamento perlopiù ad opera di inglesi, attratti dalla bellezza di questa langhe dolcemente pendenti e dallo scorrere del fiume Foro a valle.

Fara Centro

Quartiere centrale della città, in esso si trova la casa comunale, la chiesa principale ed i servizi pubblici più importanti. Rispetto a realtà di comuni contigui, il centro storico di Fara è molto piccolo, a causa del fatto che il piccolo colle su sui sorge non ha permesso una maggiore espansione. Esso è costituito da tre piazze, due corsi, un'infinità di viuzze, inoltre è presente anche un numero imprecisato di percorsi sotterranei, attualmente riaperti alle visite turistiche. Da segnalare la presenza di una porta di accesso antica e di numerosi palazzi storici.

Focaro

Quartiere situato a nord-ovest della città, una volta era densamente adibito a coltivazioni, attualmente è del tutto disabitato, sul suo territorio passa il viadotto omonimo che collega la val di Foro alla valle dell'Alento.

Forma

Quartiere situato a sud della città, a ridosso del centro storico, forma quasi un tutt'uno con il centro antico, e come tale è sede di numerosi servizi, quali ad esempio l'ufficio postale, la caserma della forestale e la direzione didattica. E' ricca di attività commerciali, ed in essa, assieme ai quartieri Fara centro e Sotto le ripe, vi si svolge il mercato settimanale il mercoledi.

Fonzoni

Quartiere situato a sud-ovest della città, è un grande agglomerato di case lungo una strada senza uscita, il nome deriva dal soprannome della casata che abita da secoli in questo quartiere.

Fraderna

Quartiere situato ad ovest della città, è un quartiere di case coloniali con annesso appezzamento di terreno, negli anni 70 è stato in parte eroso per costruirvi la SS81 che passa nei pressi.

Giardino

Quartiere situato a nord della città, appena adiacente il centro storico, è caratteristico per la presenza, nel nucleo antico, di piccole case tutte attaccate e molto curate, e per l'infinità di vie e viuzze ricche di piccoli attività commerciali che si diramano al suo interno, il nome deriva dal fatto che un tempo la zona adiacente al nucleo antico era adibita alla coltivazioni di fiori, dando una bella cornice alle case, ora è stata in gran parte sostituita dalla costruzione di case nuove, dove la gente è andata ad abitare spostandosi fuori dal nucleo antico. Il Giardino, un tempo quartiere assai povero, abitato da gente che lavorava per i signori di Fara centro, oggi, con la costruzione della parte nuova, è un quartiere molto sviluppato e benestante. Visitabile per i turisti l'ex centrale idroelettrica e la caratteristica e alta torre di accumulo dell'acqua.

Madonna del Ponte

Quartiere situato a sud della città, si caratterizza per la presenza di numerosi condomini e case popolari, l'alta densità abitativa e per la chiesa della Madonna del Ponte, che da il nome alla zona. La crescita demografica del quartiere è tuttora in atto e non pare arrestarsi. Forte la presenza di attività commerciali. In tale quartiere si trova anche il monumento ai caduti, di recente restaurato.

Mandrone

Quartiere situato a sud-est della città, sulla vecchia via che conduce a Rapino ed a San Martino sulla Marrucina, al suo interno si trovano la vecchia centrale idroelettrica abbandonata, su cui si sta lavorando per riattivarla, e le cascate del fiume Foro, le uniche che questo fiume fa dalla sorgente alla foce, e il loro spettacolo è meta di molti turisti; Infine questo quartiere è da sempre sede di un ottimo insediamento industriale e artigianale ed ultimamente è in corso qui un rapido sviluppo edilizio. Da menzionare la presenza di varie piccole grotte.

Orticelli

Quartiere situato a sud-ovest della città, terra fertilissima, un tempo era adibita a coltivazioni intensive (da cui il nome), in seguito ha conosciuto un vero boom edilizio che ha portato alla costruzione di molti condomini, di recente è stata costruita una stazione di servizio di carburanti ed è stato realizzato il parco fluviale, di cui condivide il territorio con il quartiere Sant'Antonio. Presenti infine molte attività commerciali.

Pagnotto

Quartiere situato a sud-ovest della città, gode di una ottima vista sulla vallata del Foro, è molto abitato ed è ricco di piccole attività artigianali e di piccole e medie imprese; esso si sviluppa sulla vecchia via che conduce a Pretoro, e presenta notevoli quantità di coltivazioni. Recentemente sta conoscendo un boom edilizio, con la costruzione di villette a schiera e ville singole; da segnalare anche la presenza di strutture ricettive.

Piane Della Masseria

Quartiere situato ad ovest della città, si caratterizza per la presenza di sterminati dolci pendii tutti adibiti a coltivazioni e per la presenza di pochi ma grandi poderi; si trova sulla vecchia strada che conduce a Roccamontepiano (tramite il quartiere Sant'Angelo di Roccamontepiano). Sul suo territorio è possibile trovare masserie che fanno vendita diretta al cliente di prodotti freschi, e la presenza di numerosi agriturismi e di un maneggio, che delizia i turisti tutto l'anno.

Piane-San Giacomo

Quartiere situato a nord della città, sulla via principale che da Fara conduce verso il mare (confina con il quartiere Val di Foro di Casacanditella), è dominato da una sterminata pianura attraversata dal fiume Foro (pianura che da il nome al quartiere, assieme a San Giacomo, in ricordo di una vecchia chiesa intitolata a tale santo presente nel quartiere, distrutta oltre un secolo fa); è dominato dalla presenza di massicci insediamenti industriali e da un forte sviluppo demografico e dell'edilizia popolare, che hanno conosciuto il boom negli anni 60-70; è uno dei quartieri dove purtroppo è più alto il tasso di criminalità.

Ruzzi

Quartiere situato ad ovest della città, prende il nome dal casato della famiglia che da secoli abita in questo quartiere, e rappresenta il punto più alto dell'intero territorio farese (ben 438 metri slm), si contraddistingue per i pendii scoscesi e per i Calanchi. Dal suo nome sono stati denominati i sottostanti viadotti e galleria della SS81. Da tale zona si gode di una vista a 360 gradi sul mare, sulla Majella, sul Gran Sasso, su Chieti e Pescara e su tutta la valle del Foro e la valle dell'Alento. Infine da tale quartiere si snoda la caratteristica e suggestiva via che scendendo per i Calanchi conduce al quartiere Pomaro (Roccamontepiano).

San Nicola

Quartiere situato a sud-ovest della città, a ridosso del centro storico, è la zona di Fara dove sono presenti gli edifici scolastici di ogni ordine e grado, nei quali confluiscono tutti i ragazzi oltre che di Fara anche dei centri limitrofi. Una particolarità di tale quartiere è la presenza della ex centrale dell'acqua, una volta collegata alla centrale idroelettrica del quartiere Giardino; oggi è stata ripulita ed adibita ad ospitare le visite turistiche, in ricordo di come una volta veniva prodotta l'energia elettrica cittadina.

Sant'Antonio

Quartiere situato ad ovest della città, sul suo territorio insistono il maestoso cimitero monumentale di Fara e la chiesa di sant'Antonio abate (da cui prende il nome); sul piazzale antistante il cimitero il 16 gennaio vengono bruciate le Farchie. Nel quartiere sant'Antonio è situato anche parte del parco fluviale comunale. Si tratta di un quartiere molto abitato.

Sant'Eufemia

Quartiere situato a sud della città, è senza dubbio il più ricco e più sviluppato in termini economici, dotato di ottime infrastrutture, molti locali commerciali/ricreativi/ricettivi e una vasta presenza di imponenti industrie, ospita inoltre la farmacia. Questo quartiere è situato al confine con i quartieri Sterpara (Pretoro) e Pretara (Rapino). Da esso è possibile immettersi facilmente sulla SS81. Sul suo territorio insistono il fiume e la presenza di numerorissimi mulini ad acqua, oggi attrazione turistica. Famosa anche per la coltivazione della cipolla tonda farese (DOP). La chiesa di Sant'Eufemia è la più antica di Fara.

Selva

Quartiere situato a nord-ovest della città, è nei colli faresi, si caratterizza per la chiesetta di Sant'Antonio abate, nel cui antistante piazzale ogni 25 anni vengono bruciate le Farchie il 16 gennaio, e per il fatto che una volta era occupato da un fitto bosco, da cui prende il nome, ora non più presente, secondo la leggenda fu distrutto dall'incendio appiccato da Sant'Antonio abate per fermare le truppe francesi invasori. Da ricordare gli enormi vigneti presenti in tale quartiere.

Sotto Le Ripe

Quartiere situato ad est della città, appena accanto il centro storico, in esso sorgono il campo sportivo, la villa comunale, il parco giochi e la pinetina comunale, ed è solcato dal fiume Foro. In qualche modo è considerato il polmone verde del centro, al quale è collegato sia tramite la via classica di accesso, sia tramite una moderna e caratteristica scala che si inerpica sui muraglioni; non da meno da questa zona è possibile osservare lo spettacolo dei muraglioni del centro storico stesso. Ogni mercoledi, assieme ai quartieri Fara centro e Forma, vi si svolge il mercato.

Sotto Le Vigne

Quartiere situato ad ovest della città, è costituito da territori dolci, scarsamente abitati, adibiti alla coltivazione intensiva della vigna da cui prende il nome il quartiere stesso, le poche abitazioni presenti sono case coloniali e masserie, e le vie che lo solcano sono molto caratteristiche perchè sono piccole e si snodano nel verde in modo molto sinuoso. Il fiume racchiude la parte più declive del quartiere.

Valli

Quartiere situato a nord-ovest della città, è localizzato nei colli, occupato perlopiù da masserie, ed abitato da gente che si sostenta grazie all'agricoltura.

Vicenne

Quartiere situato a nord della città, si tratta del quartiere di Fara più lontano dal centro storico (circa 5 km), lembo estremo dei colli al confine con il quartiere Cervinelli (Bucchianico), gode di una posizione privilegiata per la possibilità di osservare i Calanchi, ha un'ottima vista anche sulla valle dell'Alento e sul mare. Sta ultimamente vivendo un boom edilizio e demografico, anche dovuto al flusso migratorio dei bucchianichesi e dei chietini verso Fara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sono elencati i Sindaci di Fara Filiorum Petri dal 1800 ad oggi.[10] Per i sindaci del 1800 viene riportata solo l'esatta successione alla carica di primo cittadino, senza lassi sempre puntuali in cui tale carica si è esplicata, per mancanza di fonti certe.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1800 .. Tommaso D'Urbano lista civica Sindaco
.. .. Beniamino Vicentini lista civica Sindaco
.. .. Giovanni Francesco Pitetti lista civica Sindaco
.. 1819 Camillo Pantalone lista civica Sindaco
1819 .. Tommaso D'Urbano lista civica Sindaco
.. 1830 Vincenzo D'Urbano lista civica Sindaco
1830 .. Beniamino Vicentini lista civica Sindaco
.. .. Gian Battista Sigismondi lista civica Sindaco
.. .. Antonio De Ritis lista civica Sindaco
.. .. Lorenzo Vicentini lista civica Sindaco
.. 1850 Gesualdo Giammarino lista civica Sindaco
1850 .. Titta Pantalone lista civica Sindaco
.. .. Giovanni Carozza lista civica Sindaco
.. .. Domenico Pantalone lista civica Sindaco
.. 1860 Serafino Cerretani lista civica Sindaco
1860 .. Antonio D'Urbano lista civica Sindaco
.. .. Enrico Cocco lista civica Sindaco
.. .. Achille Crognale lista civica Sindaco
.. .. Raffaele Sigismondi lista civica Sindaco
.. .. Lorenzo Vicentini lista civica Sindaco
.. .. Vincenzo De Ritis lista civica Sindaco
.. .. Vincenzo Di Fulvio lista civica Sindaco
.. 1905 Giuseppe Perseo lista civica Sindaco
1905 1910 Gian Battista Sigismondi lista civica Sindaco
1910 1914 Giuseppe Perseo lista civica Sindaco
1914 1924 Corradino Di Fabio lista civica Sindaco
1924 1926 Amato De Matteis lista civica Sindaco
1926 1930 Amato De Matteis - Podestà
1930 1935 Alberto De Vincentis - Podestà
1935 1944 Giovanni Montefusco - Podestà
1944 1945 Vincenzino Di Girolamo lista civica Sindaco
1945 1946 Alessandro Mattei - Commissario
1946 1951 Giuseppe Bucciarelli lista civica Sindaco
1951 1956 Alessandro De Matteis lista civica Sindaco
1956 1960 Giovanni Montefusco lista civica Sindaco
1960 1964 Menotti Di Girolamo lista civica Sindaco
1964 1975 Giuseppe De Ritis lista civica Sindaco
1975 1990 Domenico Di Fulvio lista civica Sindaco
1990 1991 Ermanno Di Girolamo lista civica Sindaco
1991 1995 Domenico Di Fulvio lista civica Sindaco
1995 1999 Gemma De Ritis lista civica Sindaco
1999 2009 Domenico Simone lista civica Sindaco
2009 2014 Domenico Bucciarelli lista civica Sindaco
2014 in carica Camillo D'Onofrio lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La Faresina[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale di calcio, allora senza un nome ben preciso, nacque negli anni trenta del 1900 ad opera di studenti e non appartenenti alla comunità farese. Lo stadio originario era situato nella frazione di Via Madonna, edificato sulla lunga distesa del tratturo. I colori scelti furono il bianco e il nero, in onore alla Juventus. Il cammino della squadra locale venne interrotto per la seconda guerra mondiale, e riprese negli anni cinquanta. In questi anni furono cambiati i colori alle divise in rosso e nero in omaggio al Milan e fu demolito lo stadio sito in Via Madonna, per costruirne uno molto più ampio nella frazione Forma.

Nel 1968 la squadra prese il nome di Faresina e dopo due anni in Terza categoria venne ammessa nel 1970 nella Seconda categoria dove rimase fino al 1976. Lo stadio è stato ulteriormente ampliato e reso conforme alle norme FIFA, ed è stato denominato Stadio "Luigi Vetrini", in ricordo della morte per incidente sul campo di un giocatore della Faresina (novembre 1973). Nel 1974 nacque una seconda squadra di calcio, denominata U.S. Fara F. Petri, che tuttavia, dato lo scarso successo, finirà per fondersi con la Faresina nel 1988. Nel 1976 quindi la Faresina retrocedette nella terza categoria dove restò per sette anni fino al 1983, quando tornò in seconda categoria. La squadra raggiunse il traguardo della Prima categoria nel 1987, nel contempo vi fu un'altra vittima sul campo (maggio 1985). La Faresina si fuse con la U.S. Fara F. Petri nel 1988, non riscuotendo però grandi successi, cosicché nel 1989 si ripresentò da sola (La U.S. Fara F. Petri sparì definitivamente) e ripartì dalla Terza categoria, vincendola subito e tornando in Seconda categoria, dove rimase fino al 1993, anno nel quale tornò in Prima categoria. Durante questa permanenza in prima categoria la Faresina ha conquistato anche la Coppa d'Abruzzo.

Curiosità e statistiche[modifica | modifica wikitesto]

A titolo meramente informativo si riportano i seguenti dati[11]:

  • Al 2001 risultavano essere presenti 869 abitazioni.
  • Al 2011 risultavano essere presenti 1358 automobili (692 ogni 1000 abitanti), 147 motocicli, 2 autobus, 266 trasporto merci, 58 veicoli speciali, 4 trattori e altri, 242 autocarri e trasporto merci, 17 motocarri quadricicli trasporto merci, 7 rimorchi semirimerchi trasporto merci, 46 autoveicoli speciali, 11 motoveicoli quadricicli speciali, 1 rimorchi semirimorchi speciali, 4 trattori stradali motrici.
  • Al 2011 il reddito annuale medio era di 9.298 €
  • Al 2012 lo stato civile degli abitanti era questo: 985 coniugati/e (50,2% della popolazione) di cui 490 maschi pari al 52,4% dei maschi totali e 495 femmine pari al 48,2% delle femmine totali, 759 celibi/nubili (38,7% della popolazione) di cui 401 maschi pari al 42,9% dei maschi totali e 358 femmine pari al 34,8% delle femmine totali, 199 vedovi/e (10,1% della popolazione) di cui 35 maschi pari al 3,7% dei maschi totali e 164 femmine pari al 16% delle femmine totali, 20 divorziati/e (1% della popolazione) di cui 9 maschi pari all'1% dei maschi totali e 11 femmine pari all'1,1% delle femmine totali.
  • Al 2012 il tasso di natalità era di 8,2/1000, il tasso di mortalità 11,2/1000, il tasso di crescita naturale -3,1/1000, il tasso migratorio 1/1000, il tasso di crescita totale -2/1000
  • Al 2012 erano presenti 739 famiglie, con una media di 2 componenti per famiglia.
  • Al 2012 i maschi erano il 47,7% della popolazione.
  • Al 2012 l'età media della popolazione era di 44,5 anni, con indice di vecchiaia al 185%. La popolazione era così distribuita: 0-14 11,9%, 15-64 66,0%, >65 22,1%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Personaggi illustri.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ http://www.valledelforo.it/
  5. ^ Personaggi illustri.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ DEMO ISTAT. URL consultato il 10 dicembre 2008.
  8. ^ a b c d e f g h i Autori Vari, La Porta, Comune di Fara Filiorum Petri. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  9. ^ http://www.comunefarafiliorumpetri.it/sagata.htm
  10. ^ http://www.prolocofara.it/giornale_file/CenniStorici.pdf
  11. ^ Statistiche Fara Filiorum Petri

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Pellegrini, Abruzzo medievale. Un itinerario storico attraverso la documentazione, Carlone, 1988.
  • Giuliano Davide Di Menna, Sant'Antonio Abate e le Farchie in Fara Filiorum Petri.
  • Ettore Abbate, Guida dell'Abruzzo, Roma, 1903.
  • Tommaso Leccisotti, Abbazia di Montecassino: i regesti dell'archivio, Roma, 1964.
  • AA. VV., Cultura antropica e paesaggi agrari tra '700 e '800, Bucchianico, 1996.
  • AA. VV., Terra di Confine tra Marrucini e Carecini, Torrevecchia Teatina, 2001.
  • Herbert Bloch, Montecassino in the middle ages, Roma/Cambridge MA, Edizioni di storia e letteratura/Harvard University Press, 1986.
  • E. Bona, Arte religiosa popolare italiana, 1965.
  • Luigi Coppa Zuccari, L'invasione francese negli Abruzzi (1798-1810), L'Aquila, Vecchioni, 1928.
  • Comune di Fara Filiorum Petri, Il Catasto onciario di Fara Filiorum Petri 1743, Bucchianico, Tinari, 1998.
  • Giuliano Davide Di Menna, Fara Filiorum Petri, Guida al centro antico e al territorio, Ari, 1992.
  • Laurent Feller, Pouvoir e societe dans les Abruzzes autor de l'an mil: aristocratie, appropriations des justices (960-1035), Roma, 1988.
  • Ernesto Giammarco, Dizionario abruzzese e molisano, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1968-1979.
  • G. Lalli, Itinerario turistico: Chieti, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Guardiagrele, con escursione da Pretoro alla Maiella e Monte Amaro, Pescara, 1954.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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