Fara Filiorum Petri

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Fara Filiorum Petri
comune
Fara Filiorum Petri – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Camillo D'Onofrio (lista civica Fara sostenibile) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 42°14′54″N 14°11′09″E / 42.248333°N 14.185833°E42.248333; 14.185833 (Fara Filiorum Petri)Coordinate: 42°14′54″N 14°11′09″E / 42.248333°N 14.185833°E42.248333; 14.185833 (Fara Filiorum Petri)
Altitudine 227 m s.l.m.
Superficie 14,96 km²
Abitanti 1 942[1] (30-04-2014)
Densità 129,81 ab./km²
Frazioni vedi lista
Comuni confinanti Bucchianico, Casacanditella, Pretoro, Rapino, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0871
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069030
Cod. catastale D494
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 511 GG[2]
Nome abitanti faresi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fara Filiorum Petri
Posizione del comune di Fara Filiorum Petri all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Fara Filiorum Petri all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Fara Filiorum Petri è un comune italiano di 1.942 abitanti della provincia di Chieti, nella regione Abruzzo.

È disteso in pianura, nel cuore della Val di Foro, con il nucleo del centro storico situato a ridosso di un piccolo ed isolato colle circondato da tre fiumi: il Foro, la Vesola Sant'Angelo e la Vesola San Martino.

Il toponimo di origine longobarda, che significa "terra dei figli di Pietro", colloca la fondazione del comune al periodo della dominazione di tale popolazione germanica, tra il VI e l'VIII secolo d.C.

Fa parte, assieme ai comuni di Pretoro, Roccamontepiano e Rapino, dell'Unione dei Comuni Montani "Majella - Alta Val di Foro".[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Fara Filiorum Petri è situata nel cuore dell'Abruzzo, alle porte del Parco Nazionale della Majella, immersa nel verde delle colline e delle campagne coltivate. Il comune è posto ai piedi della Majella, una delle montagne più alte dell'appennino italiano, con il Monte Amaro che tocca quota 2793 m. L'altitudine del centro storico, alla casa comunale, è di 227 m (ma si toccano i 438 m nella frazione Colli e i 135 m nella frazione Piane, per un'escursione altimetrica di 303 m).

Il paese è solcato da 3 fiumi: il fiume Foro, nascente a Pretoro, che dà il nome alla Val di Foro, di cui Fara Filiorum Petri è il centro principale, la Vesola Sant'Angelo, nascente da Roccamontepiano, che finisce con l'affluire nel fiume Foro presso la frazione Giardino, e la Vesola San Martino, nascente da Guardiagrele, che finisce con l'affluire nel fiume Foro nella frazione Giardino. Nella frazione Piane e nella frazione Madonna del Ponte, entrambe poste nella prima cintura del centro, sono inoltre presenti due laghi (di origine artificiale), ricchi di fauna ittica, costruiti con alcuni argini posti al fiume Foro.

Di particolare importanza geologica e turistica sono i Calanchi, osservabili sul dorsale nord della frazione Colli, formazioni geologiche di argilla sul modello dei canyon americani, ossia a spigoli molto vivi e brulli, particolarmente caratteristici e per questo di notevole interesse turistico e scientifico, soprattutto idrogeologico.

Il centro abitato è situato a circa 20 km da importanti località balneari quali Francavilla al Mare ed Ortona e dal capoluogo di provincia Chieti. Altresì è possibile, percorrendo solamente 10–15 km, trovarsi in importanti località montane e sciistiche, rispettivamente Bocca di Valle (Guardiagrele) e Passo Lanciano (Pretoro).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima si può definire mediterraneo di tipo temperato-collinare, anche se notevoli sono l'influsso mitigatore del mare e l'influsso fresco della montagna.

Il mese più freddo è senza dubbio gennaio, le cui notti abbassano quasi sempre la colonnina di mercurio sotto lo zero, anche di diversi gradi. Nella stagione invernale sono frequenti le nevicate, anche abbondanti, superiori al mezzo metro, e frequentissime sono le gelate mattutine e le giornate uggiose. Il freddo proviene principalmente da venti siberiani spiranti da est. La stagione fredda farese inizia all'incirca verso fine settembre, per protrarsi almeno fino alla seconda metà di maggio. Le mezze stagioni ultimamente sono state abbondantemente corrose dalla stagione fredda. Considerata la latitudine e il territorio, si può dire che gli inverni faresi sono incredibilmente rigidi e persistenti, con possibili nevicate anche fino al mese di aprile.

Il mese più caldo è luglio, con temperature che di giorno al sole possono talvolta raggiungere i 40 gradi, temperature aggravate dal forte tasso di umidità che quasi sempre le accompagna. Il caldo è portato essenzialmente dall'anticiclone subtropicale africano, a volte dall'anticiclone delle Azzorre. Durante le notti estive la minima raramente scende sotto i 20 gradi, rendendo afoso anche il periodo dedicato al riposo. Non a caso ultimamente nel paese sono aumentate le installazioni di condizionatori, poiché la stagione calda, anche se di durata ben più breve rispetto alla stagione fredda, può essere molto intensa, a tratti insopportabile.

La stagione delle piogge, che si protrae da settembre a maggio, reca abbondanti precipitazioni, dell'ordine di 10-12 giorni di pioggia mensili. Durante la stagione estiva invece le piogge cadono più di rado, ma quando accade scendono sotto forma di violenti nubifragi, non di rado accompagnati da grandine e forte vento. Il totale di precipitazioni annue si aggira sui 1000 mm.

Il vento è un fenomeno assai frequente nel comune. Spesso si verificano violente bufere, capaci di divaricare rami o ribaltare oggetti sulla strada. I danni derivati dal vento sono stati ingenti. Il più delle volte comunque si tratta di vento sì forte, ma non tale da recare problemi. I venti provengono principalmente o da ovest, sotto forma di Libeccio che per effetto stau scende dalle montagne sotto forma di vento caldo, oppure da est sotto forma di Grecale, freddo, proveniente dal mare nella stagione invernale. Lo Scirocco, caldo, recante piogge, può manifestarsi durante tutto l'anno.

I valori di umidità sono alti durante tutto l'anno. Nella zona collinare del paese l'umidità è lievemente minore.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fara Filiorum Petri è geograficamente ed economicamente favorita dalla vicinanza dei corsi d'acqua e dalla presenza di vie di comunicazione locali e di collegamento con Chieti (la SS81 Piceno Aprutina). È inoltre posta in posizione centrale rispetto ai centri minori di Rapino, Pretoro, Roccamontepiano, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina e Vacri.

Primario[modifica | modifica wikitesto]

Molto sviluppata l'agricoltura; si segnalano importanti vigneti ed uliveti, nonché le classiche colture mediterranee quali pomodori, patate e soprattutto cipolle, di cui Fara Filiorum Petri ha una lunghissima tradizione di coltura, tanto da essere scherzosamente definita "Fara cipollara" dagli abitanti dei paesi limitrofi. Esiste anche una festa denominata Fara Cipollara svolta in estate a menzione di questa importante coltura (vedi il paragrafo su feste e sagre). La cipolla coltivata a Fara è la Cipolla piatta di Fara Filiorum Petri DOP. Affidata un tempo tutta alla forza di braccia, attualmente l'agricoltura farese può contare su una modernizzazione all'avanguardia, infatti le campagne sono organizzate sul modello delle Murge, ossia grandi masserie ben separate tra loro, con terreni divisi secondo varie colture, e lavorati con i più moderni mezzi meccanici e chimici, in modo da garantire un export costante e non influenzato dal clima. Rivestono importanza sovralocale le produzioni del liquore Punch e del vino Chardonnay.

Secondario[modifica | modifica wikitesto]

Da rilevare stabilimenti dedicati alla metallurgia, alla lavorazione di materie prime e alla costruzione di pezzi di ricambio, anche per importanti multinazionali come la Honda e la Sevel. Per 25 anni Fara Filiorum Petri ha ospitato anche lo stabilimento della Coca Cola. Il vero motore economico del centro resta tuttavia la piccola-media impresa e l'artigianato, con la presenza di una moltitudine di fabbriche, spesso a conduzione familiare, specializzate nella produzione di scarpe, vestiti, mobili e lavorazioni artistiche del legno e numerose industrie enogastronomiche. Fara è famosa anche per il pastificio Majella, attivo ormai da tanti lustri, che esporta sia in Italia sia all'estero. Attualmente il pastificio si è spostato a Pretoro a circa cento metri dal confine con Fara, questo per cambio di gestione, ma sotto il marchio della pasta è chiaramente riportata la scritta "Prodotta a Fara Filiorum Petri", questo per dare continuità al progetto.

Terziario[modifica | modifica wikitesto]

Per concludere lo sviluppo anche del terziario e del turismo, per i suoi pregi naturali e ambientali e per le pregevoli bellezze che adornano il centro storico, i palazzi, la Parrocchiale e le numerose chiese e reliquie. La vocazione al terziario e commerciale di Fara è testimoniata anche dal mercato ormai secolare (nacque nel 1909 da un'idea dell'allora sindaco Gian Battista Sigismondi) che si svolge per le vie del centro ogni mercoledì, capace di attirare migliaia di persone dall'hinterland, rappresentando un enorme giro di affari ed un'ottima occasione per commercianti e produttori locali di esporre la loro merce, quasi sempre di produzione propria. Visto il grande boom avuto dal mercato, sempre più spesso si organizzano anche mercati al di fuori del classico giorno mercoledì e soprattutto svolti di sera, durante la quale le luci del borgo donano al mercato un fascino antico.

Ambiente ed energie rinnovabili[modifica | modifica wikitesto]

Tra i comuni della provincia di Chieti, Fara è il comune con l'indice di ecosostenibilità più alto. Difatti nei cittadini è diffuso un forte senso del rispetto dell'ambiente e un alto gradimento all'uso delle energie rinnovabili. Negli anni Fara ha adottato le seguenti misure per la tutela del patrimonio ambientale:

  • Sono state chiuse tutte le stazioni di servizio presenti nei confini del centro abitato, per evitare inquinamenti delle falde acquifere e del terreno con olii e altri prodotti tossici. L'unica stazione di servizio di Fara si trova lungo la SS81, ed è fornita, oltre che di benzina e diesel, anche di combustibili quali gpl, metano e di un sistema di ricarica per le automobili elettriche; nella stessa area di servizio sono presenti anche un motel ed un autolavaggio.
  • Di recente è stata aperta una sede della Guardia Forestale nella frazione Forma, per permettere un dialogo più agevole tra cittadini e tutori dell'ambiente, e per far sì che la vigilanza sul patrimonio verde di Fara possa essere più costante ed attenta.
  • Sono state realizzate in tutte le strade comunali delle piste ciclabili per incentivare l'uso di tale mezzo di trasporto, al contempo è stata chiusa permanentemente al traffico tutta la zona del centro storico.
  • È stata avviata la costruzione di un parco fluviale, in cui saranno presenti percorsi a piedi, bocciodromi, piste per l'equitazione e tanto altro, tutto connesso al contatto con la natura.
  • In alcune frazioni del territorio comunale l'illuminazione pubblica è alimentata ad energia solare, infatti ogni lampione è fornito di un pannello solare fotovoltaico che si ricarica di giorno e di notte illumina le strade;questa misura ha permesso un risparmio, un forte rispetto dell'ambiente e la totale autonomia dei tratti di illuminazione pubblica fotovoltaica dalla rete Enel. Inoltre tutte le istituzioni scolastiche, l'ufficio postale e il municipio sono stati interamente coperti con pannelli solari, garantendo un totale rispetto dell'ambiente da parte degli edifici pubblici.
  • Sono stati avviati i lavori per la rimessa in funzione di una centrale idroelettrica, già presente nel territorio comunale da anni, poi dismessa ed ora di nuovo sotto l'attenzione, l'obiettivo è rendere il paese energeticamente indipendente entro pochi anni grazie alla riapertura ed all'ampliamento della suddetta centrale.
  • Da anni è presente nel territorio comunale una raccolta differenziata molto selettiva, casa per casa, che ha permesso da un lato di togliere da ogni strada i bidoni dell'immondizia, spesso maleodoranti e facile preda dei randagi, e dall'altra di incentivare il riciclaggio dei rifiuti ed il rispetto dell'ambiente. Importante per l'economia del comune è stata anche la discarica nella frazione Colle San Donato, la più grande e importante di tutta la provincia di Chieti. Attualmente è stata chiusa, per riconvertirla negli anni a zona industriale e commerciale.
  • Nella frazione Sant'Eufemia è stato installato un erogatore di acqua microfiltrata, che attinge dalle sorgenti sotterranee, riserve di acqua purissima. A soli 5 centesimi di euro è possibile averne un litro, da conservare rigorosamente in bottiglie di vetro. Tale erogatore ha molteplici vantaggi, da una parte scoraggiare l'uso delle bottigliette di plastica, materiale questo ritenuto inquinante, dall'altra di offrire acqua purissima ad un prezzo decisamente concorrenziale, così da rendere l'acqua di qualità elevata davvero un bene pubblico ed accessibile a tutti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla Strada Statale 81 Italia.svg Piceno Aprutina, che la collega in maniera molto agevole a grossi centri quali Guardiagrele, Chieti e Pescara e dalla Strada Statale 263 Italia.svg di Val di Foro e di Bocca di Valle, che la collega alla montagna ed a località balneari quali Francavilla al Mare ed Ortona. Da menzionare infine che nel raggio di 15–20 km dal territorio comunale è possibile immettersi sia sull'autostrada Autostrada A14 Italia.svg Adriatica sia sull'autostrada Autostrada A25 Italia.svg Strada dei Parchi.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese non dispone di una stazione ferroviaria propria. Tuttavia sono facilmente raggiungibili sia la Stazione di Chieti (20 km) sia la Stazione di Pescara (35 km).

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese non dispone di un aeroporto proprio. Tuttavia è facilmente raggiungibile l'Aeroporto Internazionale d'Abruzzo (25 km).

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

L'ARPA ha stabilito collegamenti a mezzo autobus tra Fara Filiorum Petri e tutte le più importanti città dell'Abruzzo. Gli autobus partono ogni mezz'ora dal centro cittadino, dal primo mattino fino a notte inoltrata. Numerose nei pressi del terminal cittadino le rivenditorie di biglietti ed abbonamenti.

Distanza dai capoluoghi abruzzesi[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Città Distanza in chilometri
Chieti-Stemma it.png Chieti 18,5
Pescara-Stemma.png Pescara 34,2
Teramo-Stemma.png Teramo 97,2
L'Aquila-Stemma.png L'Aquila 108

Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fara (Longobardi).

Fara è un termine di origine longobarda indicante un gruppo, costituito da famiglie e da individui imparentati, in cui era diviso il popolo longobardo. Lo stanziamento dei Longobardi avveniva per Fare, veri e propri organismi politico-militari, il cui nome indicava anche il territorio abitato dal gruppo. Vi è inoltre la devozione longobarda a santa Fara. Ne sono testimonianza i vari comuni che ancora oggi in Italia portano questo nome.

Il nome del paese originariamente era solo "Fara". Varie sono le tesi sulla successiva aggiunta di "Filiorum Petri". Una delle più accreditate è quella che la fa risalire alla presenza di monaci celestini nel convento di Sant'Eufemia. Questi monaci infatti si facevano chiamare "Figli di Pietro" (Pietro era il nome del fondatore, san Pietro Celestino). Per distinguere il paese dalle altre "Fare" si iniziò a chiamarlo Fara dei Figli di Pietro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La particolare posizione arroccata del centro del paese fa intuire la sua antica origine, risalente al periodo altomedievale. Furono i longobardi a fondare il primo nucleo, scegliendo la zona in base ai classici fattori quali posizione facilmente difendibile, nonché vicinanza di un corso d'acqua. Il nucleo, da accampamento, grazie alla posizione favorevole, divenne sede di artigiani, coltivatori e pastori.

Intorno all'anno 1000 l'influenza dei monaci benedettini del monastero di Montecassino iniziò a farsi sentire e, tramite la vicina abbazia di San Liberatore, a Majella, i monaci benedettini avevano su Fara potere temporale e spirituale. Ne sono testimonianza il convento sito a Sant'Eufemia risalente a questi anni e la Chiesa di San Salvatore, costruita sui resti di un castello del III secolo d.C.

Nel 1300 Fara passò sotto il potere della Contea di Manoppello retta dai conti Orsini, pur persistendo ancora la presenza benedettina. Risale a questo periodo la chiesetta di Sant'Agata.

Dopo il 1500, a causa delle guerre franco-spagnole, Fara passò dal potere degli Orsini sotto al potere dei Colonna per ordine del re di Spagna. È durante questo periodo che Fara ricevette oltre 100 reliquie di santi e addirittura una scheggia della croce di Cristo, reliquie che tuttora sono gelosamente conservate nella parrocchia di San Salvatore. Questo a testimonianza di quanto il paese fosse centro importante di religiosità sotto i benedettini.

Nel 1800 con la caduta dei Colonna (per mano di Giuseppe Garibaldi) per Fara finì il periodo del feudalesimo.

Nei primi del Novecento iniziano grandi lavori di urbanizzazione. La nota banda locale si esibisce a Vienna, nel 1899, guidata dal maestro Giuseppe Dell'Orefice. È di questi anni anche la nascita della tradizione delle Farchie così come la conosciamo oggi. Il grande boom fu duramente messo alla prova dai due conflitti mondiali dai quali Fara uscì quasi totalmente distrutta e contò centinaia di vittime. Nel secondo dopoguerra Fara conobbe un altro boom (localmente chiamato il miracolo farese) che le fece assumere il ruolo di paese guida di tutta la Val di Foro, ruolo che tuttora saldamente mantiene, grazie anche a imponenti impianti industriali e ad un notevole sviluppo demografico e residenziale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Educazione e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Fara ha sempre avuto una lunga tradizione di strutture scolastiche e di eccellenza nell'insegnamento, a testimonianza di ciò la sede della direzione didattica è nei confini comunali, nella frazione Forma, dietro l'ufficio postale, e ad essa fanno capo numerose scuole del circondario; inoltre dato l'ampio sviluppo delle strutture didattiche faresi, numerosi comuni limitrofi hanno deciso di chiudere le proprie strutture per far confluire negli istituti di Fara gli studenti, contribuendo all'ulteriore sviluppo del plesso farese. Il plesso scolastico è tutto raggruppato nella frazione San Nicola, ben collegata a mezzo scuolabus, e consta delle seguenti strutture didattiche:

Inoltre è da segnalare come fino agli anni '80 era attivata, sempre nella frazione San Nicola, una scuola secondaria di 2° grado, del tipo Istituto professionale, a conduzione privata (era retta dal parroco di Fara). La chiusura di tale struttura è da ascriversi allo sviluppo di agevoli vie di comunicazione che hanno permesso agli studenti di frequentare le scuole della vicina Chieti, dove sono presenti scuole secondarie di 2º grado di ogni tipo e l'università.

Fara dispone anche di una biblioteca comunale, sita in pieno centro storico in un palazzo antico, che dispone di un ingente numero di volumi, tanti anche di interesse storico. Inoltre nella biblioteca sono conservati l'intera collezione di volumi dell'esimio cittadino Fernando De Ritis (vedi la sezione Cittadini illustri) e tutti gli atti notarili relativi al territorio comunale dal 1700 ad oggi. Periodicamente nella biblioteca si organizzano incontri culturali, letture, corsi di inglese ed informatica, concorsi letterari e pittorici.

Cittadini illustri[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2012 gli stranieri residenti nel territorio comunale assommavano a 105. Gli stati con il maggior numero di residenti erano (Dati ISTAT al 31 dicembre 2012[5]):

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte della popolazione è di religione cattolica. Tuttavia a causa della forte immigrazione degli ultimi anni si è avuto un aumento delle religioni musulmana ed ortodossa, senza comunque la presenza di luoghi di culto non cattolici. Forte nel territorio comunale la presenza di atei ed agnostici, specie tra i più giovani.

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Neapolitan language.jpg

Il dialetto locale fa parte della grande famiglia dei dialetti napoletani, che si estendevano, al tempo del Regno di Napoli fino alla provincia dell'Abruzzo citeriore di cui Fara faceva parte. La tipica assonanza napoletana viene colta ad esempio nell'usanza di raddoppiare le consonanti delle parole (es. facciamo diventa facemm o parliamo che diventa parlemm). Altre assonanze tipiche del napoletano si riscontrano nella terminologia, ad esempio bambino diventa guaglion, oppure giocare diventa pazzià. Per rafforzare l'identità dialettale sovente nel paese vengono organizzate manifestazioni in lingua locale, che radicano la conoscenza del parlato degli avi anche nei giovani.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura militare[modifica | modifica wikitesto]

  • Il monumento ai caduti. Sito nella frazione Via Madonna e recentemente ristrutturato, questo enorme altare circondato da una vasta pineta (l'intero complesso è stato denominato Parco della Rimembranza) ha incisi i nomi dei cittadini faresi morti nella prima e seconda guerra mondiale. Per la sua pregevole fattura architettonica ha avuto risalto anche in ambiente nazionale.
  • I cunicoli militari. Sotto al centro storico sono scavate lungue gallerie che servirono durante il Medioevo per dare modo ai cittadini di fuggire in caso di pericolo o di nascondersi per organizzare un vincente contrattacco. Ad oggi questi cunicoli sono stati ristrutturati, illuminati e riaperti al pubblico, che può ammirare la Fara sotterranea. Questo percorso sotterraneo ha sicuramente aspetti molto suggestivi, come il poter ripercorrere le vestigia degli antenati.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • La porta. È l'unico resto della cinta muraria del paese. L'arco è in stile gotico sormontato da uno stemma molto consumato, ma dai resti si potrebbe evincere che si tratti dello stemma degli Orsini-Colonna. A fianco vi è un rudere di un torrione in conci di pietra.[6]
  • I palazzi. Molti palazzi del paese sono in stile tardo barocco abruzzese o in stile liberty, tra questi, vi è un palazzo del XVI secolo con delle cimase e, all'ultimo piano, consta di un loggiato con archi a tutto sesto.[6]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Madonna del Ponte. Questa chiesa è stata costruita nel 1634. La facciata è in stile neoclassico con 4 paraste la suddividono in tre parti. Il portale centrale è sormontato da un timpano, mentre i laterali da timpani triangolari. Al suo interno vi è un affresco del XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino. Fu particolarmente frequentata dopo il miracolo avvenuto al vescovo di Lanciano.[6]
  • San Rocco. È a pianta rettangolare. All'interno si trovano degli affreschi di Francesconi di Rapino realizzati nella prima metà del XX secolo.[6]
  • Sant'Antonio abate. Risulta già esistente nel 1365. È a navata unica. Un'epigrafe posta all'interno attesta che fu restaurata nel 1904. Nell'interno vi sono le statue di Sant'Antonio abate e Sant'Agata.[6]
  • Sant'Antonio abate ai colli. Fu costruita sul luogo dove avvenne il miracolo che protesse il paese dall'invasione francese del 1799.[6]
  • Sant'Eufemia. Fu fondata, insieme all'omonimo monastero, nel 1004 da sant'Aldemaro di Capua. Dal 1060 al XVII secolo la chiesa dipese dall'Abbazia di Montecassino. Attualmente l'edificio è allo stato di rudere: ne rimangono solo il perimetro murario con l'abside e l'arcone gotico dell'ingresso[6]
  • Sant'Agata. Risale al XIV secolo. Fu demolita agli inizi del XX secolo.[6]. Ad oggi di essa rimane una piccola e caratteristica chiesetta, ricca di interesse storico-religioso.
  • San Salvatore. È di origine alto-medievale. Risale all'XI secolo. L'interno è ad impianto benedettino a tre navate di cui una, successivamente, è stata trasformata in portico. Parte dell'edificio (l'interno e parte della facciata) sono stati ricostruito nel XVIII secolo. La navata centrale è a copertura piana del XX secolo sostituita alle capriate originarie. Le navate laterali sono con volte a crociera. La facciata, barocca, è incompleta. Il portale è in pietra scolpita e lesene con capitelli a mensole che sorreggono un architrave e un medaglione. All'interno vi erano le statue di Sant'Antonio abate e di San Benedetto, entrambe del XIII secolo, ed un bassorilievo in terracotta raffigurante una Madonna in trono con Bambino, ora conservati al Museo Diocesano di Chieti. La croce processionale è di Nicola da Guardiagrele. All'interno di tale chiesa sono inoltre conservate le reliquie. Il campanile è in parte medievale ed in parte (la sommità) barocco (del XVIII secolo) con modanature e cornici in mattone scolpito.[6]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Fara Filiorum Petri è meta di molti turisti, attratti dai paesaggi, dalla natura, dal verde e dal patrimonio artistico-culturale che il paese offre. Importante la presenza del fiume Foro, uno dei più importanti dell'Abruzzo, lungo il quale si sviluppano decine e decine di sentieri. Da rilevare anche la presenza di due laghi, di un moderno parco giochi e di una soddisfacente struttura alberghiera.

Fonte di attrazione per i turisti è anche l'arte che decora gli storici palazzi ottocenteschi e rinascimentali del centro storico, dove è possibile ammirare palazzi in stile liberty, arte barocca, capitelli, colonne e decorazioni in stile rococò. È inoltre presente una biblioteca ricca di volumi storici, risalenti anche a prima dell'anno 1000.

Il turismo religioso è altrettanto sviluppato con la presenza della chiesa di San Salvatore e ben altre sei chiese, tutte risalenti al XII-XIII secolo. Nella chiesa di San Salvatore sono inoltre conservate 100 reliquie, tra le quali una scheggia attribuita alla croce di Cristo.

Per concludere il turismo enogastronomico e le manifestazioni organizzate: la presenza di numerosi prodotti tipici quali li caviciun e lu serpenton e la presenza della feste delle Farchie.

Feste e sagre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa delle Farchie.

Calendario delle feste e delle sagre

  • 10 gennaio - 17 gennaio: Farchie e Festa di S.Antonio abate (invernale)
  • aprile: Festa della Madonna del ponte
  • Prima settimana di luglio: Festa dell'agricoltura
  • Ultima domenica di luglio: Festa di S. Antonio abate (estiva)
  • prima metà di agosto: Sagra della cipolla
  • ultima domenica di agosto: Festa delle reliquie
  • settembre: Festa di S. Eufemia

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Brecciarola, Campo lungo, Colle Anzolino, Colle Pidocchioso, Colle Pretoro, Colle San Donato, Colli, Crepacce, Fara Centro, Fraderna, Forma, Giardino, Madonna del Ponte, Mandrone, Pagnotto, Piane, San Giacomo, San Nicola, Sant'Antonio, Sant'Eufemia, Vicenne

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sono elencati i Sindaci di Fara Filiorum Petri dal 1800 ad oggi.[7] Per i sindaci del 1800 viene riportata solo l'esatta successione alla carica di primo cittadino, senza lassi sempre puntuali in cui tale carica si è esplicata, per mancanza di fonti certe.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La Faresina[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale di calcio, allora senza un nome ben preciso, nacque negli anni trenta del 1900 ad opera di studenti e non appartenenti alla comunità farese. Lo stadio originario era situato nella frazione di Via Madonna, edificato sulla lunga distesa del tratturo. I colori scelti furono il bianco e il nero, in onore alla Juventus. Il cammino della squadra locale venne interrotto per la seconda guerra mondiale, e riprese negli anni cinquanta. In questi anni furono cambiati i colori alle divise in rosso e nero in omaggio al Milan e fu demolito lo stadio sito in Via Madonna, per costruirne uno molto più ampio nella frazione Forma.

Nel 1968 la squadra prese il nome di Faresina e dopo due anni in Terza categoria venne ammessa nel 1970 nella Seconda categoria dove rimase fino al 1976. Lo stadio è stato ulteriormente ampliato e reso conforme alle norme FIFA, ed è stato denominato Stadio "Luigi Vetrini", in ricordo della morte per incidente sul campo di un giocatore della Faresina (novembre 1973). Nel 1974 nacque una seconda squadra di calcio, denominata U.S. Fara F. Petri, che tuttavia, dato lo scarso successo, finirà per fondersi con la Faresina nel 1988. Nel 1976 quindi la Faresina retrocedette nella terza categoria dove restò per sette anni fino al 1983, quando tornò in seconda categoria. La squadra raggiunse il traguardo della Prima categoria nel 1987, nel contempo vi fu un'altra vittima sul campo (maggio 1985). La Faresina si fuse con la U.S. Fara F. Petri nel 1988, non riscuotendo però grandi successi, cosicché nel 1989 si ripresentò da sola (La U.S. Fara F. Petri sparì definitivamente) e ripartì dalla Terza categoria, vincendola subito e tornando in Seconda categoria, dove rimase fino al 1993, anno nel quale tornò in Prima categoria. Durante questa permanenza in prima categoria la Faresina ha conquistato anche la Coppa d'Abruzzo.

Curiosità e statistiche

A titolo meramente informativo si riportano i seguenti dati[8]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Si costituisce l’Unione dei Comuni Montani: Majella – Alta Val Di Foro
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ DEMO ISTAT. URL consultato il 10 dicembre 2008.
  6. ^ a b c d e f g h i Autori Vari, La Porta, Comune di Fara Filiorum Petri. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  7. ^ http://www.prolocofara.it/giornale_file/CenniStorici.pdf
  8. ^ Statistiche Fara Filiorum Petri

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Pellegrini, Abruzzo medievale. Un itinerario storico attraverso la documentazione, Carlone, 1988.
  • Giuliano Davide Di Menna, Sant'Antonio Abate e le Farchie in Fara Filiorum Petri.
  • Ettore Abbate, Guida dell'Abruzzo, Roma, 1903.
  • Tommaso Leccisotti, Abbazia di Montecassino: i regesti dell'archivio, Roma, 1964.
  • AA. VV., Cultura antropica e paesaggi agrari tra '700 e '800, Bucchianico, 1996.
  • AA. VV., Terra di Confine tra Marrucini e Carecini, Torrevecchia Teatina, 2001.
  • Herbert Bloch, Montecassino in the middle ages, Roma, 1986.
  • E. Bona, Arte religiosa popolare italiana, 1965.
  • Luigi Coppa Zuccari, L'invasione francese negli Abruzzi (1798-1810), L'Aquila, Vecchioni, 1928.
  • Comune di Fara Filiorum Petri, Il Catasto onciario di Fara Filiorum Petri 1743, Bucchianico, Tinari, 1998.
  • Giuliano Davide Di Menna, Fara Filiorum Petri, Guida al centro antico e al territorio, Ari, 1992.
  • Laurent Feller, Pouvoir e societe dans les Abruzzes autor de l'an mil: aristocratie, appropriations des justices (960-1035), Roma, 1988.
  • Ernesto Giammarco, Dizionario abruzzese e molisano, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1968-1979.
  • G. Lalli, Itinerario turistico: Chieti, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Guardiagrele, con escursione da Pretoro alla Maiella e Monte Amaro, Pescara, 1954.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]