Colledimacine

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Colledimacine
comune
Colledimacine – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Abruzzo – stemma Abruzzo
Provincia Chieti – stemma Chieti
Sindaco Graziano Di Berardino (Lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°0′0″N 14°12′0″E / 42°N 14.2°E / 42; 14.2 (Colledimacine)Coordinate: 42°0′0″N 14°12′0″E / 42°N 14.2°E / 42; 14.2 (Colledimacine)
Altitudine 770 m s.l.m.
Superficie 11 km²
Abitanti 245[1] (31-12-2010)
Densità 22,27 ab./km²
Comuni confinanti Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Taranta Peligna, Torricella Peligna
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069025
Cod. catastale C855
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti colledimanicesi
Giorno festivo 11 agosto
Localizzazione
Colledimacine è posizionata in Italia
Colledimacine
Posizione del comune di Colledimacine all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Colledimacine all'interno della provincia di Chieti

Colledimacine è un comune italiano di 242 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità Montana Aventino-Medio Sangro.

Indice

[modifica] Etimologia

La prima parte del nome deriva dal latino collis che significa altura, mentre la seconda dal latino macina.[2]

[modifica] Storia

Le prime notizie storiche certe sono da ricercare nei registri angioini del 1269 qualdo il paese fu feudo delle famiglie Galgano e Oderisio di Acciano.[2] In seguito il paese passò al feudo dei Biondo, poi dei Cantelmo, di Tiberio d'Ugno di Guardiagrele, conte di Vallefredda e di Acquaviva, poi il paese fu dei conti Bartolani, i quali trasformarono il castello in palazzo residenziale mantenendo originario il portale del XVI secolo. Nel XVIII secolo Colledimacine fu dominio della signoria di Don Domenico de' marchesi Trasmondi. che risiedevano a Sulmona.[3]

Colledimacine è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Ex-chiesa di San Rocco e relativa torre dell'orologio o campanaria. È sito in Piazza Barbolani di fronte al palazzo che dà il nome allo spiazzale. Attualmente la chiesa è residenza dell'arciprete. Mancano fonti che provano l'edificazione dell'edificio. Tuttavia un'iscrizione sulla torre prova la sua fondazione nel 1874, la chiesa, invece, pare avere aperture e portali di origine medioevale. Le pareti sono in pietra calcarea smussata mentre i cantonali sono in conci di pietra. Il portale in pietra lavorata ed i resti delle monofore siti sull'originaria facciata della chiesa attestano che l'abitato sia abitato già dall'epoca medievale.[4]
  • Chiesa di San Nicola di Bari. È sita a ridosso del Palazzo Barbolani. Varie ipotesi fanno presupporre che l'edificio sia stato costruito nel XVIII secolo. L'ingresso è preceduto da una grande scalinata d'accesso. La facciata principale è a struttura a capanna. Sopra il portale vi sono uno stemma ed un'apertura circolare. L'interno è a tre navate, di cui la navata principale è con volte a botte e lunette in corrispondenza dei collegamenti con le navate laterali. L'abside è posto in fondo alla navata centrale. All'interno, inoltre, vi sono le statue della Madonna delle Coste, di San Nicola e di sant'Emidio.[5]
  • Palazzo Baroni Barbolani. È sito nella piaza eponima. L'edificio è composto di due blocchi disposti a forma di "L". L'orografia del luogo determina un dislivello così pronunciato che la facciata principale è suddiviso in tre livelli mentre il resto del corpo di fabbrica è suddiviso in due. Il fabbricato è costruito sui resti dell'antico castello bedievale. Il nuovo stabile viene fatto risalire al XVIII secolo anche se il primo documento che descrive questa costruzione è un documento di proprietà del 1875. Durante la seconda guerra mondiale un bombardamento causò dei seri danni all'edificio. L'impianto originario è molto rimaneggiato causa delle varie perdite della struttura. La facciata è suddivisa in quattro assi. Il palazzo è realizzato con pietra calcarea e scaglie e pezzi di laterizio come rifiniture. I vari piani sono scanditi all'esterno con delle cornici marcapiano. In alcuni punti vi sono delle decorazioni che ricordano i triglifi. Nella facciata retrostante vi sono dei ruderi di una costruzione addossata al palazzo baronale, segno che le modifiche della villa baronale hanno eliminato alcune strutture dell'impianto originario. Altri resti del primitivo impianto presentano elementi fortificati.[6]
  • Fonte Comunale. È sita in Via Roma. È costituita da due livelli: il corpo con le cinque cannelle e il vano lavatoio. La parte superiore è stata recentemente restaurata, la parte inferiore, invece, versa in pessime condizioni. Il blocco con le cannelle è in laterizio con, in cima, un coronamento lapideo.[7]

[modifica] Feste ed eventi

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Graziano Di Berardino (Lista civica) dal 16/05/2011

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Autori Vari. Colledimacine e la sua storia (1ª parte). Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20-12-2009.
  3. ^ Autori Vari. Colledimacine e la sua storia (2ª parte). Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20-12-2009.
  4. ^ Autori Vari. Torre dell'Orologio (o Campanaria) ed ex Chiesa di San Rocco (Palazzo Dell'Arciprete). Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20-12-2009.
  5. ^ Autori Vari. Chiesa di San Nicola di Bari. Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20-12-2009.
  6. ^ Autori Vari. Palazzo Baroni Barbolani. Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20-12-2009.
  7. ^ Autori Vari. Fonte Comunale. Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20-12-2009.
  8. ^ Autori Vari. Eventi - Manifestazioni e spettacoli. Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20-12-2009.
Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue