Villamagna

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Villamagna
comune
Villamagna – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Sergio Dario De Luca (lista civica Villamagna per Tutti) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 42°20′00″N 14°14′00″E / 42.333333°N 14.233333°E42.333333; 14.233333 (Villamagna)Coordinate: 42°20′00″N 14°14′00″E / 42.333333°N 14.233333°E42.333333; 14.233333 (Villamagna)
Altitudine 255 m s.l.m.
Superficie 12,73 km²
Abitanti 2 409[1] (30-04-2014)
Densità 189,24 ab./km²
Frazioni Innesto, Pian di Mare, Serepenne
Comuni confinanti Ari, Bucchianico, Miglianico, Ripa Teatina, Vacri
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0871
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069101
Cod. catastale L964
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti villamagnesi
Patrono santa Margherita
Giorno festivo 13 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villamagna
Posizione del comune di Villamagna all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Villamagna all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Villamagna è un comune italiano di 2.409 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte dell'Unione delle Colline Teatine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese testimonia la presenza, in età romana, di un insediamento latino. Infatti, in latino villa significa "fattoria", "podere", mentre magna-am significa "grande". Nel 1059 viene citata come Villa Magna, mentre 1308 viene citata come Villa Majna.[2]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'impero romano vi fu nel paese l'epopea dei monaci benedettini che nell'870 si stanziarono nel convento di San Severino. Nel XII secolo il convento di san Severino era soggetto all'egida di San Liberatore a Maiella presso Serramonacesca. Con la decaduta del convento di San Liberatore, il vescovo di Chieti concesse il paese ai Normanni. Nel 1272 vi fu una rivolta che portò nel 1450 verso il demanio. Nel 1461 Ferrante d'Aragona donò Villamagna a Chieti. Nel 1525 Carlo V investì come signore di Villamagna Antonio di Sava. Successivamente, nel 1567, Filippo II concesse il paese ad Agostino Scipioni mentre nel 1800 il paese fu del duca Caracciolo di Gessopalena. Inoltre, fino al 1566 il paese subì scorrerie di Turchi.[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Maggiore. L'edificio attuale fu ricostruito tra il 1730 ed il 1750.[3]
  • Ex Chiesa di San Francesco. Forse risalente al XIII secolo fondata dai Minori Conventuali. Del medioevo ne rimane il prospetto laterale con un arco gotico.[3]
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di San Rocco o della Pietà. Sopra il portale vi è un timpano a forma di lunetta ed una finestrella a forma di oblò. La chiesa è in stile romanico.[4]
  • Chiesetta San Massimiliano Maria Kolbe
  • Chiesa Madonna del Carmine. Costa di un portico davanti alla facciata con tre archi. La chiesa è in stile moderno.[4]
  • Palazzo Battaglini. E'ubicato in posizione centrale del paese, nella posizione più significativa accanto la ex Chiesa di S. Giovanni, a metà strada fra le due vie quasi parallele, che collegano le due piazzette prospicienti le Chiese di S. Francesco e S. Maria Maggiore e che costituiscono, con i vicoli di collegamento, la struttura stradale del centro. L’isolato è quasi totalmente occupato dal palazzo che apre il suo ingresso principale al n. 24 di Via del Popolo. L’edificio rappresenta, a tutt’oggi, la vera e più importante emergenza architettonica del paese oltre a compendiare in sé l’intera storia del nucleo antico.

Nonostante un impianto di più antiche origini (romane) di cui rimangono la cisterna e un’epigrafe in pietra del 1500, l’edificio presenta alcuni caratteri stilistici settecenteschi. Nel fronte sul retro si può notare ancora traccia di una meridiana. Alla fine del Settecento risalgono le notizie storiche sul passaggio di proprietà tra i Duchi di Sant’Elia a Tito Battaglini, combattente nella campagna di Russia come Capitano Medico nell’esercito napoleonico. Nell’ottocento i suoi figli, Giovanni e Giuseppe, si dividono il palazzo. Giovanni, cavaliere e acceso sostenitore dell’annessione degli Abruzzi nella costituenda Italia, lascia il secondo piano del Palazzo e parte del piano terreno al figlio Tito, generale pluridecorato della prima guerra mondiale, storico, politico e padre dell’attuale proprietario, prof. Giovanni Battaglini. Giuseppe, medico, lascia il primo piano e parte del piano terreno ai figli Adelchi, pure lui medico e politico, Elda e Linda. Caratteristiche architettoniche del palazzo: Il portale, bugnato e ad arco, si apre su un profondo androne pavimentato a mattoni composti a spina di pesce e coperto da una volta a botte ellittica con unghie. Archi ellittici e una crociera terminano l’androne prima di una chiostrina dove sono collocati il pozzo, un piccolo frantoio e la botola d’accesso alla cisterna sottostante. Una sorta di obelisco costituito da vari elementi assemblati è collocato al centro della chiostrina mentre su una parete è murata un’epigrafe in pietra datata 1500. Il vano scale, seppure ampio, presenta ripide scalinate a gomito. Ampi loggiati a tre archi e coperti a crociere aprono la scalinata verso la chiostrina. Gli interni dei due appartamenti al primo piano sono caratterizzati da notevoli adattamenti apportati negli anni trenta. Quasi ovunque è stata realizzata una controsoffittatura delle altissime volte, che pare presentassero ancora qualche decorazione. Il secondo piano ha invece mantenuto i caratteri dell’appartamento settecentesco: stanze distribuite sul perimetro o sulla chiostrina con corridoi di disimpegno o collegate l’una all’altra. Gli ambienti sono molto ampi, soprattutto quelli rivolti verso il mare. Le alte volte sono, a padiglione con o senza unghie, con ampie specchiettature, probabilmente sede di decorazioni perdute, o a botte.

  • Sopportici
  • La "Porta da Capo" e la "Porta da Piedi" erano gli unici accessi al paese. Sono in stile medievale.[3]
  • La Fontana di Pietra della Villa Comunale
  • Fontana in P.zza Europa
  • Monumento all'Emigrante di viale Regina Margherita
  • Monumento ai Caduti ed alla Pace
  • Monumento all'11 settembre 2001

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Uomini illustri[modifica | modifica wikitesto]

Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Persone varie[modifica | modifica wikitesto]

  • Lelio Battaglini. Fu il fondatore nel 1919 del Gruppo Bandistico di Villamagna.[2]
  • Corrado Alba, pseudonimo di Giuseppe Battaglini (Villamagna, 21 giugno 1926 - Roma 9 settembre 1999). Fu il fondatore del C.U.C. (il Centro Universitario Cinematografico. Dapprima interprete di soap opera, interpretò "Sogno". Nel 1953 fondò il settimanale "Polvere di Stelle". Interpretò molti film di Enzo Trapani.[2]
  • Sandra Proietto, originaria di Villamagna, insigne ed illustre docente di storia e filosofia presso il Liceo Classico Giosuè Carducci di Milano.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Paolo Rosario Nicolò lista civica Sindaco
2009 2014 Paolo Rosario Nicolò lista civica "Villamagna per Tutti" Sindaco
2014 in carica Sergio Dario De Luca lista civica "Villamagna per Tutti" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Villamagna Calcio che milita nel girone A chietino di 3ª Categoria. I colori sociali sono: il giallo ed il rosso.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

L' A.S.D. Villamagna Bike è una squadra amatoriale di ciclismo affiliata alla Federazione Ciclistica Italiana. Dal 2008 organizza nel territorio villamagnese una gara ciclistica riservata alla categoria Allievi denominata Memorial GIUSEPPE LUNELLI.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2014.
  2. ^ a b c d e f g cenni storici
  3. ^ a b c cenni artistici
  4. ^ a b Descrizione dalla foto nel sito
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Info su Nicola d'Onofrio
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