Borrello
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| Borrello | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 804 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 14 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 28 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Baronessa | ||||||||
| Comuni contigui: | Civitaluparella, Fallo, Pescopennataro (IS), Quadri, Rosello, Sant'Angelo del Pesco (IS), Villa Santa Maria | ||||||||
| CAP: | 66040 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0872 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 069007 | ||||||||
| Codice catasto: | B057 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 1 (sismicità elevata-catastrofica) | ||||||||
| Nome abitanti: | borellani | ||||||||
| Santo patrono: | Sant'Antonio di Padova | ||||||||
| Giorno festivo: | 13 giugno | ||||||||
Borrello è un comune italiano di 394 abitanti in provincia di Chieti: fa anche parte della Comunità Montana Medio Sangro.
Indice |
[modifica] Geografia
Sorge sulla sommità di un colle che si affaccia, a destra, sulla valle del Sangro. Di interesse naturalistico, la Riserva Naturale e Oasi WWF delle cascate del Rio Verde, le più alte in tutta l'Italia.
Piccolo centro appenninico di antica origine, lungo la strada provinciale che si stacca dalla S.S. 558 per risalire dalla valle del Sangro in direzione sud-est verso l’alto Molise. Il centro abitato si sviluppa lungo un pianoro situato sopra un ripido costone roccioso che si erge tra i monti del medio corso del fiume Sangro, circondato da boschi e vallate ricche di acque.
Ha ampi panorami sulla valle del Sangro a nord e fino ai contrafforti del Molise verso sud, questa posizione gli conferisce un clima fresco in estate e ricco di abbondanti nevicate nei periodi freddi.
[modifica] Storia
Pochi reperti archeologici testimoniano presenze interessanti sia in epoca italica che romana, ma solo dal X secolo le fonti storiche lo citano chiaramente con il nome di Civitas Burrelli indicandolo come possedimento della potente famiglia franca dei Borrello discendente dei conti dei Marsi. Per molti anni fu la residenza di Oderisio Borrello che dalla riva del Sangro conduceva le proprie incursioni su un ampio territorio, estendendo il dominio della terra borrellense fino ad includere Castel di Sangro e Lama dei Peligni nell’aquilano, e Bagnoli del Trigno nel Molise; questi feudi rimasero saldamente nelle mani dei suoi discendenti, quasi tutti di nome Borrello, fino al 1139 quando il re normanno Ruggero II inglobò definitivamente le terre d’Abruzzo sotto il Regno di Sicilia. Da questo momento Borrello divenne uno dei tanti piccoli feudi del Regno nel quale si alternò una lunga fila di feudatari appartenenti alle famiglie più o meno in vista della nobiltà partenopea e risentì di tutte le vicende che coinvolsero storicamente il Regno di Napoli fino all’unità d’Italia.
Nella prima metà del ‘900 Borrello vide la sua popolazione diminuire drasticamente a causa di una forte emigrazione verso le Americhe e il nord Europa, in netto contrasto con lo sviluppo edilizio che nel periodo tra le due guerre relizzava il piano di ricostruzione conseguente al terremoto degli anni ’20. Interamente distrutto dalle armate tedesche durante l’ultimo conflitto mondiale, fu ricostruito malgrado lo spopolamento sia durato fino alla fine degli anni ’60.
[modifica] Ambiente e cultura
Il palazzo baronale, oggi sede del municipio, ha una struttura quadrata con la base a scarpa che si eleva dal punto più alto del paese; ospita il museo della civiltà contadina.
Accanto al palazzo dei baroni si nota la torre dell’orologio con alla sommità una struttura piramidale in ferro battuto che sorregge la campana dei rintocchi dell’orologio. In epoca medioevale la torre era più bassa e consentiva l’appoggio del ponte levatoio, che per motivi di sicurezza costituiva l’unico accesso ai piani alti del palazzo; un lungo tratto della catena che collegava il ponte al suo argano è conservata nel museo.
La chiesa di S. Antonio da Padova fu realizzata nel ’500 su un preesistente edificio religioso inglobando la possente torre civica innalzata precedentemente nella seconda metà del ‘400, oggi si presenta completamente restaurata, con stucchi e affreschi sulle volte delle due navate insieme ad alcune tele del ‘700. La chiesa di S. Egidio Abate, patrono di Borrello, fu innalzata in età medioevale sul ciglio del costone che delimita a nord il paese. S. Egidio era caduta in completo abbandono ed è stata restaurata, con qualche piccola variante rispetto alla costruzione originaria, e riaperta al culto solo recentemente; l’interno non presenta particolari decorazioni, ma l'edificio è ben difeso e posto su uno sperone inaccessibile se non dal lato del paese; la piazza antistante la chiesa, da poco ristrutturata a gradoni semicircolari, offre una balconata che si affaccia sulla valle fluviale sottostante.
Tutto il circondario è ricco di sorgenti spesso incanalate in fontane, ma la più caratteristica è senz’altro la fonte vecchia, localmente denominata fonte a ball’ per indicare la sua posizione rispetto al centro storico più elevato; è costituita da tre getti di acqua che alimentano un abbeveratoio per il bestiame e da un lungo lavatoio cosituito da blocchi di pietra scanalata.
La porta saracina è una particolare formazione rocciosa costituita da un arco posto al di sopra di uno stretto passaggio scavato in profondità, deriva il suo nome dal fatto che nell’alto medioevo i ripari di roccia del luogo consentivano di sorvegliare dall’alto i movimenti delle bande di saraceni che dall’Adriatico risalivano il corso del Sangro verso l’interno saccheggiando i centri sparsi lungo la valle.
Tra le attività artigianali, accanto alla tradizionale lavorazione di carni suine e del caciocavallo, si sono affermate la produzione del miele, la produzione di saponi con essenze naturali lavorati a freddo e la raccolta e lavorazione di funghi e tartufi.
Il grano duro è alla base del piatto tradizionale, le sagne a pezze, ottenute da una sfoglia di pasta tagliata a rombi e condite con sugo di pomodoro talvolta arricchito con fagioli; la minestra di patate è una polenta ottenuta mescolando farina e purea di patate con l’aggiunta di salsa di pomodoro e fagioloni; le polpette cacio e uova (casce e ove) sono un semplice impasto ottenuto con vari tipi di formaggio locale.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
- Chiesa madre
- Museo civico memorie della vita contadina
- Riserva naturale guidata Cascate del Verde
- La piazza vecchia. È il punto di ritrovo per eccellenza di Borrello[1]
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Ferrari (lista civica) dal 13/06/2004
Centralino del comune: 0872 945124
Posta elettronica: non_disponibile
[modifica] Note
- ^ Cenni dal sito ufficiale del comune di Borrello


