Cupello

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Cupello
comune
Cupello – Stemma Cupello – Bandiera
Cupello – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Manuele Marcovecchio (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 42°04′00″N 14°40′00″E / 42.066667°N 14.666667°E42.066667; 14.666667 (Cupello)Coordinate: 42°04′00″N 14°40′00″E / 42.066667°N 14.666667°E42.066667; 14.666667 (Cupello)
Altitudine 264 m s.l.m.
Superficie 48,02 km²
Abitanti 4 904[1] (01-01-2011)
Densità 102,12 ab./km²
Frazioni Bufalara, Ributtini, Montalfano
Comuni confinanti Fresagrandinaria, Furci, Lentella, Montenero di Bisaccia (CB), Monteodorisio, San Salvo, Vasto
Altre informazioni
Cod. postale 66051
Prefisso 0873
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069028
Cod. catastale D209
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cupellesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cupello
Posizione del comune di Cupello all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Cupello all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Cupello (lu Cupellë in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 4.904 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese.

Etimologia e cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Probabilmente in origine l'abitato prendeva il nome generico di "Villa degli Schiavoni", come riportato in un resoconto di viaggio del 1577 dello scrittore e frate domenicano Serafino Razzi. Solo in epoca più tarda in alcuni atti pubblici compare il nome di "Villa Cupello" e, successivamente, Cupello. L'origine del toponimo è incerta. Secondo l'ipotesi più attendibile, il nome deriverebbe dalla presenza di miniere di argilla atte a fabbricare le "cuppelle", tegole per ricoprire le capanne. Un'altra ipotesi farebbe risalire il toponimo al greco "to kupellon", cioè coppa, tazza, oppure al latino "capella", capretta. La tradizione orale, invece, collegherebbe il nome dialettale del paese al latino "in lucum pellere", cioè spingere nei boschi, con riferimento alle invasioni turche che spinsero nei boschi il nucleo originario dell'abitato. Infine, un'ultima ipotesi mette in relazione Cupello col termine "cappella", come allusione all'antica cappella dedicata al patrono S. Rocco, centro vitale del paese. Si deve sottolineare, inoltre, che nella Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani il paese è denominato "Copola". La storia del paese è legata a Monteodorisio. Fu colpito da un terremoto nel 1456 ed in seguito ripopolato mediante uno stanziamento di Schiavoni (fuggiti dai paesi balcanici) dai d'Avalos di Vasto nel XVI secolo. In seguito subisce la dominazione degli Spagnoli, poi degli Austriaci ed infine dei Borboni fino all'arrivo dei Francesi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Antico borgo[modifica | modifica sorgente]

Alcune cronache lo fanno risalire XVI secolo, il cui primo insediamento non risulta essere cinto da mura. I principali palazzi fortificati sono il Palazzo Marchione, che risale al XIX secolo, e il Palazzo Erminio Boschetti con torretta, il cui il primo impianto è del XVIII secolo.[3]

  • Palazzo Marchione. Oggi è sede del municipio. Ha delle coppie di nicchie sulle facciate ove potevano essere inserite delle sculture. Pur non essendo un vero e proprio palazzo di difesa consta sul lato del cortile delle fuciliere e feritoie per la difesa personale. Forse questi elementi erano presenti sulle facciate prima di essere intonacate.[4]
  • Palazzo Erminio Boschetti e Torretta Belvedere. La facciata è settecentesca con partiture a cornice centinata. La copertura della scala a chiocciola ha elementi orientaleggianti. La torretta è la parte più antica del palazzo. Era un elemento difensivo come provano alcune feritoie lungo il lato del terrazzo. Del 1905 è un restauro.
  • Altri palazzi dell'antico borgo:
    • Casa di Cesare e Mario Bellano. È a due piani, mentre il cornicione è a piastrini con figure vegetali. Alcune decorazioni in marmo su cornicione sono in stile liberty.
    • Palazzo Travaglino-Fiore. Risale al XVIII-XIX secolo. Consta di stilemi neoclassici.
    • Ex-Palazzo Chinni ora La Torriera. Risale al XIX-XX secolo la facciata è in laterizio e ciottoli di fiume in stile neoclassico.
    • Palazzo Boschetti Roberto. È sito sulla Via Istonia. Il palazzo è neoclassico così come gli elementi sulle finestre. Altri elementi sono neomedievali.
    • Palazzo Lucarelli. La facciata consta di portone con ante lignee. Risale al XIX secolo.

Oltre ai numerosi edifici storici, un'importante testimonianza del passato del paese è costituita dal brancatello, la tipica scalinata esterna delle case antiche.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa della Natività di Maria SS.. È sita in Piazza Garibaldi. Il primo impianto risale ad un periodo antecedente al XVI secolo. Anticamente consisteva in una cappella dedicata al Santo patrono, San Rocco, ed era sita all'estremo ovest dell'antico borgo nella piazza anticamente detta dell'Olmo, chiamata così per via del grande albero posto davanti alla chiesa. La facciata è caratterizzata da rotondità dei vari registri, del portale, della finestra e del frontone. Il portale è in pietra scolpita. Il campanile, a pianta quadrata ed edificato in laterizio, è stato restaurato da Giacomo Tornese nel 1830 e mostra ancora i segni dei bombardamenti del 1943. L'interno è ad aula unica con volta a botte con un'unica cappella laterale, dedicata a San Rocco, del quale è presente una pregevole statua lignea policroma. Di particolare interesse sono anche l'antico Battistero in stucco finissimo e l'artistico lampadario posto sotto la cupola. Nell'abside vi è un muro edificato con ciottoli e laterizio.[5]
  • Chiesa della Madonna del Ponte. È anche chiamata “Chiesa vecchia”, con riferimento alla chiesa antica, un tempo situata fuori dal paese. L’edificio precedente era costituito da una costruzione rettangolare senza volta, con attiguo un cimitero e un pozzo. Sulla facciata, di fianco alla porta d’ingresso, era situata una finestrella dalla quale i viandanti potevano guardare la venerata immagine della Madonna. La vecchia chiesa, danneggiata dai bombardamenti del 1943, venne demolita e ricostruita nel 1956 così come appare oggi. La nuova costruzione, anch’essa di forma rettangolare e senza volta, culmina in un grazioso altare nel quale, in una nicchia marmorea, è conservata la statua lignea della Madonna del Ponte. Nella parte esterna del portale, sulla lunetta che sovrasta il portone d’ingresso, è collocato un artistico mosaico fiorentino raffigurante la Natività della Vergine Maria.
  • Chiesa della Madonna della Divina Provvidenza. Si trova in località Montalfano. Nei primi decenni del Novecento, grazie alla migrazione di numerose famiglie dai paesi limitrofi verso le campagne di Montalfano, fu forte l’esigenza di costruire un nuovo luogo di culto. La costruzione della nuova Chiesa iniziò sul finire degli anni Trenta e terminò nel giugno 1955, con l’inaugurazione e la dedicazione alla Madonna della Divina Provvidenza. Attualmente la Chiesa risulta inagibile ed è in attesa di restauro.

Resti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Località Colle Polercia. Risalgono al VII secolo. Presso un'antica masseria del XVIII-XIX secolo sono tornati alla luce un complesso residenziale con annesse terme di età tardo romana. I reperti constano di varie strutture murarie relativi a locali ad uso abitativo con una struttura con soffitto a volta. L'insediamento era molto esteso. Vi sono, tra l'altro: un vano con volta a botte, un parametro esterno in laterizio e cubilia recentemente trasformato in stalla, verosimilmente si trattava di una cisterna come dimostra l'interno impermeabilizzato con il cocciopesto.[6]
  • Località La Botte. Risalgono all'età tardo-imperiale. Oggi ne restano le fondamenta e parte di un edificio verosimilmente riferibile ad una cisterna di una villa romana che, come per i ruderi precedenti, è realizzato in cocciopesto. La volta a botte è per la maggior parte crollata. La struttura è realizzata in opus incertum misto con l'opus reticolatum. L'edificio è utilizzato per molti secoli. Nel 1966 in questa zona è stata ritrovata una lastra in bronzo risalente al 384 d.C. che cita il latifondista romano Aurelio Evagrio Onorio.[7]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Persone legate a Cupello[modifica | modifica sorgente]

Nati a Cupello[modifica | modifica sorgente]

  • Luciano Mastronardi (Cupello, 26 ottobre 1882 - Vigevano, 16 settembre 1963), scrittore, insegnante e ispettore scolastico, padre dello scrittore Lucio Mastronardi. Tra le sue opere letterarie si ricordano "L'Abruzzo" e "L'odissea di un ispettore". Nel 1980, gli fu intitolato l'edificio delle scuole elementari.
  • Francesco Di Stefano (Cupello, 10 luglio 1887 - Napoli, 11 maggio 1965), magistrato. Rivestì le funzioni di Consigliere di Corte di Appello a Napoli e di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione.
  • Giuseppe Bellano (Cupello, 5 marzo 1891 - Genova, 4 maggio 1969), magistrato. Fu Procuratore Generale della Corte di Appello di Venezia e Presidente di Sezione della Corte di Cassazione.

Altre personalità[modifica | modifica sorgente]

  • Enrico Mattei, imprenditore e fondatore dell'Eni. Nel 1962 ottenne la cittadinanza onoraria di Cupello, in conseguenza del suo impegno contro la spoliazione del metano rinvenuto a Cupello che avrebbe impoverito ancor di più il territorio del Vastese. Mattei scomparve proprio alla vigilia della consegna della cittadinanza onoraria[9].
  • Gianni Pittella, politico e vicepresidente vicario del Parlamento Europeo. Il 21 agosto 2009 gli venne conferita la cittadinanza onoraria di Cupello.

Manifestazioni ed eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Primo fine settimana di maggio: sagra del carciofo (manifestazione biennale);
  • 13 giugno: festa di Sant'Antonio da Padova;
  • 16 agosto: festa di San Rocco;
  • 17 agosto: sagra delle ndrocchie (pasta tipica locale);
  • 8 settembre: festa della Madonna del Ponte;
  • Sabato successivo all'8 settembre: festa della Madonna della Divina Provvidenza (in località Montalfano);
  • Prima domenica di ottobre: fiera della Madonna del Rosario.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Angelo Pollutri lista civica Sindaco
2009 2014 Angelo Pollutri lista civica Sindaco
2014 in carica Manuele Marcovecchio lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Virtus Cupello che milita nell'Eccellenza Abruzzo. È nata nel 1962.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2011.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 243.
  3. ^ Antico borgo
  4. ^ Palazzo Marchione
  5. ^ Chiesa della Natività di Maria Santissima
  6. ^ Scavi archeologici di Colle Polercia
  7. ^ Ruderi archeologici de La Botte
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Figure poliedriche: Enrico Mattei il leggendario fondatore dell'Eni

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Piazza di Cupello

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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