Atessa

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Veduta panoramica della Val di Sangro dal cimitero di Atessa
Atessa
Panorama di Atessa
Atessa, Città del Vino e dei Motori
Atessa - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma Chieti
Coordinate: 42°4′0″N 14°27′0″E / 42.06667, 14.45Coordinate: 42°4′0″N 14°27′0″E / 42.06667, 14.45
Altitudine: 435 m s.l.m.
Superficie: 111 km²
Abitanti:
10.665 01-01-2008 (ISTAT)
Densità: 96,08 ab./km²
Frazioni: vedi elenco frazioni 
Comuni contigui: Altino, Archi, Bomba, Carpineto Sinello, Casalanguida, Casalbordino, Colledimezzo, Gissi, Guilmi, Lanciano, Montazzoli, Paglieta, Perano, Pollutri, Sant'Eusanio del Sangro, Scerni, Tornareccio, Villa Santa Maria
CAP: 66041
Pref. telefonico: 0872
Codice ISTAT: 069005
Codice catasto: A485 
Class. sismica: zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti: atessani 
Santo patrono: San Leucio 
Giorno festivo: 11 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Atessa (in dialetto atessano L'Atèss) è un comune di 10.665 abitanti in provincia di Chieti, che fa parte della Comunità montana Valsangro. È la più grande città della provincia per estensione e l'ottava per popolazione.

Vista di Atessa
 

Indice


[modifica] Geografia

Atessa sorge su quella fascia di colline e montagne basse che delimitano da sud il basso corso del Sangro. Il suo territorio comunale si estende su 11.100 ettari, risultando così il più esteso della provincia di Chieti. A causa delle sue dimensioni e di una lunga exclave situata a sud del comune di Tornareccio, confina con altri 18 comuni della provincia e comprende al suo interno 74 frazioni. Varia dai 55 m di altitudine della Val di Sangro fino agli 876 m della località Fonte Campana.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Atessa.
Piazza Garibaldi e la chiesa di San Rocco

Nell'epoca preromana il territorio era abitato probabilmente dalla tribù dei Lucani.

Nel X secolo il territorio entrò a far parte del patrimonio dell'abbazia di Farfa.

Nel 1408 fu fondato il convento di Santa Maria di Vallaspra da parte del Beato Tommaso da Firenze.

Nel 1709 secondo la leggenda, il pozzo del chiostro della chiesa di santa Maria, dissetò gli abitanti di Atessa durante una tremenda siccità.

Durante l'epoca fascista ad Atessa era presente il più importante partito comunista dell'Abruzzo, e il fascismo non riuscì a invogliare i cittadini atessani a prendervene parte.

Atessa nel 1943 si trovò ad affrontare la seconda guerra mondiale, durante la risalita degli inglesi, i tedeschi bloccarono la loro avanzata con la linea gustav che partiva dalla foce del fiume Sangro fino alla città di Gaeta, passando per Atessa. Durante la guerra un aereo perse quota e cadde nel quartiere di Sant'Antonio e il tunnel ferroviario che girava sotto Atessa, fu minato dai tedeschi ma aspettarono a farlo saltare. In seguito si venne a scoprire che se veniva fatto saltare il tunnel, con lui saltava anche tutto il paese. Dovendo scappare a causa degli inglesi, rinunciarono a farlo eslodere così otturarono l'entrata della galleria e fu murato. Tutt'ora sotto Atessa vi si trova quella carica di esplosivo.

La zona della val di sangro nel dopoguerra prese il nome di valle della morte a causa della miseria, successivamente lo Stato volle impiantarci la Sangro Chimica, un' azienda altamente inquinante simile a quella di Taranto, ma tutti i cittadini del comprensorio protestarono vivacemente e riuscirono a bloccare il progetto sostituendolo con altre aziende meno inquinanti come poi avvenne con la presenza di aziende quali la SEVEL, la HONDA e la PIAGGIO, trasformando la zona industriale di Atessa la più grande di tutto il mezzogiorno.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Monumenti

La colonna di notte
Colonna di San Cristoforo
Si trova sulla cima dell'omonimo colle a ridosso di piazza Garibaldi, il centro cittadino. Venne costruita in onore di San Cristoforo per invocareo protezione dalla peste nel 1657. Venne restaurata nel 1955 a causa dei gravi danni subiti durante la seconda Guerra Mondiale. È realizzata in laterizio ed è composta da due piani a quattro facce, ognuno dei quali presenta degli archi a tutto sesto, su cui poggia la statua del Santo.

[modifica] Chiese

San Leucio
Santa Croce
San Pietro
Madonna Addolorata
San Pasquale e la chiesa di Santa Maria degli Angeli

[modifica] Cattedrale di San Leucio

La prima chiesa intitolata a San Leucio risale all'874 ma venne restaurata nel 1312, quando venne realizzato anche il rosone dalla scuola lancianese del Petrini, sormontato dall'agnello crucigero e le rappresentazioni simboliche dei quattro evangelisti, che a quel tempo si trovavano ai lati del rosone. Nel corso del tempo subì numerosi rifacimenti e modifiche come quello effettuato nel 1750 in cui furono realizzate altre due navate portando così la chiesa a cinque navate e gli interventi effettuati nel 1935 dalla Soprintendenza abruzzese in cui fu restituita alla cattedrale la sua originale facciata medioevale. Presenta un'imponente facciata in laterizio caratterizzata dal rosone tardo-barocco datato 1312 della scuola lancianese del Petrini e cinque piccole nicchie tra il rosone e il portale centrale. L'interno barocco a cinque navate e altrettanti altari laterali per parte. Vi si trova un coro ligneo e un pulpito risalente al 1767, opera degli intagliatori Mascio.

[modifica] Chiesa di Santa Croce

Chiesa di Santa Croce La chiesa di trova sul colle Ate nell'omonimo quartiere, uno dei due primi nuclei abitativi della città. Il primo edificio a pianta ottagonale risale al VII secolo ma venne trasformata ad aula rettangolare nel XIV secolo. Fu portata a tre navate con i massicci interventi della seconda metà del XVII secolo quando vennero rifatti anche gli interni. Presenta una caratteristica facciata normanna in pietra con un portale gotico, un rosone, e due contrafforti con di fianco due finestre ed una finestra a mezza luna. L'interno, in stile barocco, possiede delle fini decorazioni dorate e presenta una bellissima croce realizzata a mosaico con tessere dorate al cui centro si trova un bellissimo Cristo morto. Notevole è anche l'organo risalente al XVIII secolo.

[modifica] Chiesa della Madonna Immacolata della Cintura o di Santa Giusta

Si trova in Via Menotti De Francesco nel quartiere Santa Croce. È composta da due chiese, quella e quella superiore e quella inferiore, intitolata alla Madonna dei Raccomandati che secondo gli storici fu costruita nel XIV secolo. L'attuale chiesa (l'edificio superiore) fu arredata così come ora si presenta agli inizi del Settecento quando fu inoltre dedicata a Santa Giusta. La facciata presenta un semplice portale in pietra, una finestra a mezza luna ed un campanile triangolare. L'interno barocco a tre navate presenta delle ricche decorazioni in stucco policromo ed una cupola ellittica decorata a cassettoni.

[modifica] Chiesa di San Pietro

Si trova in Largo Castello e rappresenta l'insediamento più antico della zona. Già nota nel 1348, fu ricostruita nel 1467 con lineamenti tardo-medievali. Fu ristrutturata nel 1999 dopo un lungo periodo di abbandono. Le mura sono formate da ciottoli e pietre con ripianamenti in laterizio. L'interno ad aula unica possiede un soffitto a capriate.

[modifica] Chiesa della Madonna Addolorata

La prima chiesa fu costruita nel XVI secolo ma quella attuale è frutto di una completa ricostruzione dopo i bombardamenti del 13 novembre 1943 durante la seconda Guerra Mondiale. La chiesa ad alula unica con abside presenta un notevole interno barocco con paraste e capitelli corinzi che sorreggono una trabeazione. La facciata è divisa in due livelli da una cornice. Il livello inferiore presenta quattro paraste con capitelli che sorreggono la cornice; il secondo possiede quattro paraste con capitelli corinzi che sorreggono un frontone e due nicchie con le statue di San Martino di Atessa e San Gabriele dell'Addolorata.

[modifica] Chiesa di San Vincenzo Ferrer

Si trova in località Montemarcone e fu costruita dal popolo con i sassi del torrente Appello nel 1847. Subì profondi restauri nel 1963 e nel 1981 fu allungata chiudendo gli archi del portico antistante con delle vetrate. La semplice facciata in pietra, restaurata nel 1997 e delimitata da due paraste sulla cui cima sono posate le statue dell'Arcangelo Michele a destra e dell'Arcangelo Gabriele a sinistra. Al centro vi è un rosone sormontato da un campanile a vela. L'interno a navata unica presenta delle paraste che sorreggono una trabeazione con capitelli ionici e rifiniture dorate.

[modifica] Chiesa di San Gaetano

Situata in Corso Vittorio Emanuele, la via del passeggio e dei negozi, è attualmente sconsacrata e adibita a sala espositiva. Fu costruita per volontà di Leucio e Aurelio Scalella nel 1668, annessa al monastero delle clarisse. Presenta delle linee architettoniche molto semplici con terminazione a capanna ed un campanile a vela.

[modifica] Chiesa di San Rocco

Situata in Piazza Garibaldi, il centro cittadino, era annessa al Convento dei Carmelitani fondato nel 1603, fino a pochi anni fa adibito ad ospedale civile. Nella seconda metà del XX secolo venne ristrutturata e le fu conferito l'attuale aspetto. La facciata in laterizio è divisa in livelli da una trabeazione sostenuta da due coppie di paraste. Anche il secondo livello termina con una mensola anch'essa sostenuta da due coppie di paraste. L'interno, in stile tardo-barocco presenta decorazioni con stucchi dorati ed altari policromi.

[modifica] Chiesa di Sant'Antonio

È situata fuori dalle mura della città presso l'omonima porta che ora non esiste più. Risalente al XVII secolo, fu ristrutturata dallo stuccatore Giovanni Fagnani nel 1902, poi dal pittore Alfredo Giuliani nel 1926.La facciata è caratterizzata dai laterizi a colorazione ocra e rosso e due paraste con capitelli corinzi che sorreggono una trabeazione. L'interno presenta una sola navata con una cappella sulla destra. Il soffitto a con due volte è arricchito da decorazioni in stucco, quello della cappella possiede una copertura a cassettoni mentre sopra in presbiterio vi è una cupola impostata su pennacchi con gli affreschi dei quattro evangelisti.

[modifica] Chiesa di San Michele

Situata nell'omonimo quartiere, è una delle chiese più antiche della città. Un'epigrafe tuttora visibile all’interno testimonia che la chiesa esisteva già nel VII secolo. L'attuale aspetto le fu conferito dal totale rifacimento subito sul finire del XVIII secolo. Nel 1844 venne costruito il campanile, distrutto in parte durante la seconda Guerra Mondiale e restaurato nel 1947. La facciata è delimitata da due coppie di paraste giganti con capitelli corinzi che sorreggono un'alta trabeazione sormontata da balaustra. Il settore centrale lavorato a fasce orizzontali di bugnato liscio e al cui centro si trova una lapide a bassorilievo dove sono raffigurati una spada, una corazza e una bilancia, i simboli di San Michele. L'interno tardo-barocco presenta dei semipilastri che sorreggono una trabeazione.

[modifica] Chiesa di Santa Maria degli Angeli

La chiesa fa parte del Convento di San Pasquale in località Vallaspra a due chilometri da Atessa. Venne costruita con il convento nel 1430 su proposta di Fra Tommaso da Firenze attorno ad un'antica cappella. Dal 1860, quando divenne proprietà del comune visse un periodo di decadimento e abbandono fino al 1936 quando fu restaurata e tornò ad essere officiata. La facciata è divisa orizzontalmente da una cornice e presenta nel livello inferiore un arco che introduce al portico e all'entrata della chiesa; nel secondo livello si trova una trifora con archi a tutto sesto che poggia su colonnine con una finestra architravata centrale. Termina poi con un frontone al cui centro vi è un piccolo campanile a vela. All'interno presenta delle paraste con capitelli dorati che sostengono una trabeazione ed un bellissimo soffitto decorato a cassettoni. Sulla destra si trova la cappella di San Pasquale.

[modifica] Chiesa di San Giuseppe

Situata poco fuori dal centro cittadino, è una semplice chiesa completamente intonacata e biancheggiata a terminazione curvilinea ed un doppio campanile a vela.

[modifica] Chiesa di San Domenico

Era annessa al convento dei Domenicani, ora sede del Municipio. Alcuni atti notarili risalenti al 1313 attestano la fondazione della chiesa nel 1275. Agli inizi del Seicento vennero effettuati importanti lavori di ristrutturazione quali il rifacimento dei soffitti nelle navate laterali che continuarono fino al 1664 quando fu realizzato il portale tardo-rimascimentale. La facciata presenta un prospetto in laterizio diviso in due livelli da una cornice. Il livello inferiore è tripartito verticalmente da due lesene. Nei due settori laterali vi sono due nicchie, in quello centrale invece si trova il portale con due colonne scanalate per lato che poggiano su basamenti che sorreggono un frontone. Il secondo livello si presenta incompleto e privo di decorazioni dove si trova solo una finestra a semicerchio. L'interno, con intonaci e stucchi tipici del tardo-barocco è in stato di grave degrado. Gli affreschi del soffitto sono notevolmente danneggiati dall'infiltrazione di acqua piovana. Il presbiterio è rialzato di due scalini possiede una copertura a catino, decorata dagli affreschi dei quattro evangelisti, presenta un altare tipico dello stile tardo-barocco.

[modifica] Chiesa di San Benedetto

La chiesa si trova a Piazzano, a valle. Nel 1939 il signor Vito Battilani formò una commissione per la costruzione di una cappella rurale anche se la vera ideatrice del progetto fu sua moglie Giuseppina Pedroni. Nel 1954 il parroco don Giorgio Falzoni fece allestire una cappella dedicata al Sacro Cuore ma nel 1960 don Luciano Chicchitti, a un anno dalla sua nomina di parroco, fece costruire un asilo a Piazzano, facendo spostare la cappella nel suo atrio, collocandovi una statua della Madonna di Lourdes ed esternamente, un campanile. La prima pietra della chiesa attuale fu posata il 25 novembre 1972 dall'arcivescovo di Chieti-Vasto mons. Vincenzo Fagiolo con la presenza anche del ministro della Salute Remo Gaspari. La facciata della chiesa presenta un mosaico San Benedetto alla cui destra si trova il personaggio di don Luciano Cicchitti con una vanga in mano.

[modifica] Chiesa di San Luca

Situata a San Luca, venne costruita su iniziativa di don Luciano Cicchitti. La posa della prima pietra avvenne il 18 ottobre 1966 da mons. Benedetto Falcucci, vescovo dell'arcidiocesi di Pescara-Penne e inaugurata il 18 ottobre 1986 da mons. Antonio Valentini, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto. All'interno vi sono un altare ed un ambone in granito, un bel tebernacolo ed una croce lignea. Dietro la chiesa, dove prima passavano i binari della vecchia ferrovia, vi è un percorso ciclabile.

[modifica] Porte

Porta Santa Margherita
L'Arco 'Ndriano di notte

[modifica] Porta Santa Margherita

Si trova in Via Menotti De Francesco nel quartiere Santa Croce ed è un notevole esempio di architettura pre-angioina. La datazione della porta è incerta, secondo alcuni risalente al VI secolo mentre per altri al XI secolo. Certo è che esisteva già nel XIV secolo quando fuori dalle mura e adiacente alla porta venne costruita la chiesa di Santa Margherita da cui prende il nome e che ora non esiste più. Agli inizi del XV secolo la porta ed il relativo sito divennero presidio militare per il controllo dei banditi. Venne restaurata infine nel XX secolo. Era la porta nord per l'accesso alla città, molto importante per i traffici commerciali con Lanciano, Chieti ed in generale con le coste. L'arco della porta, in pietra è a tutto sesto mentre la balaustra superiore è in laterizio.

[modifica] Arco 'Ndriano

L'Arco 'Ndriano di trova lungo Corso Vittorio Emanuele a pochi metri da Piazza Garibaldi. La prima costruzione esisteva già intorno all'anno 1000 e nel 1268 venne costruito nei pressi della porta l'ospedale San Nicola. Intorno alla metà del Settecento la porta venne abbattuta ma già nel 1768 venne inoltrata la richiesta di costruirne una nuova con la funzione di rappresentanza con il nome di Arco 'Ndriano. Presenta uno stile neoclassico dopo la ricostruzione, è costruita in laterizio ed è sovrastato da un loggiato chiuso, costruito nel 1780.

[modifica] Palazzi

Palazzo Spaventa

[modifica] Palazzo Spaventa

È un palazzo signorile ottocentesco in laterizio con una piccola corte interna situato in prossimità di Piazza Garibaldi. Venne edificato nel 1875 ma durante i bombardamenti della seconda Guerra Mondiale ne crollò una parte, quella che ancor'oggi si nota sul lato destro. Le mura del piano inferiore presentano dei mattoni a bugnato fino al settore centrale del portale. Gli altri due piani presentano lesene con capitelli in pietra.

[modifica] Casa De Marco

Situata dietro la chiesa di San Pietro in Via Salita Castello, è ritenuta l'antico castello della città. Fu costruito nel XV secolo ma l'edificio che si presenta oggi è il risultato di più trasformazioni. Dell'antico edificio rimane una finestra in stile gotico-pugliese ad arco acuto, contornato da una cornice con motivi vegetali, ricca ed aggettante, con capitelli pseudo corinzi, sorretti da leoni stilofori su mensole.

[modifica] Palazzo Marcolongo

Si trova anch'esso in Via Salita Castello, di fronte alla casa De Marco che secondo gli storici venne costruito nel 1724. Appartenne ai Massangioli ma nel 1880 fu venduto a Giuseppe Marcolongo. È l'unico esempio di tardo-barocco ad Atessa, bipartito orizzontalmente da una cornice. Il settore inferiore è inquadrato da un ordine di paraste e presenta al centro il portale in pietra scolpita, ornato da un'alta cornice curvilinea con volute riccamente decorate. Lo stesso stile è riproposto in modo semplificato nel portone in legno e nei balconi laterali.

[modifica] Altri luoghi d'interesse

  • Monumenti
    • La torre medievale.
    • Porta San Giuseppe, costruita nel XI secolo e ricostruita nel 1400.
    • Porta detta La Porticella, la vecchia porta di accesso al quartiere San Michele.
    • La fontana pubblica del 1460.
    • Vari esempi di architettura contadina nelle campagne circostanti.
  • Chiese
  • Palazzi e ville
    • Il teatro comunale.
    • La ricca biblioteca comunale.
    • Palazzo Ferri-Coccia, risalente al 1569.
    • La casa Sorge, lungo via del Corso, ha una lapide con iscrizioni d'epoca romana sul muro esterno.

[modifica] Cultura

[modifica] Istituti culturali

  • Biblioteca Comunale "F. Cicchitti - Suriani".

[modifica] Manifestazioni

Fuochi d'Artificio in occasione della festa patronale di agosto 2008 ad Atessa
  • La manifestazione più antica si svolge dal 15 al 18 agosto. Essa costituisce una delle più attese festività della comunità atessana: consiste nella celebrazione dei santi Maria Assunta, Rocco, San Leucio ed Emidio, protettori della città, mediante una serie di spettacoli folkloristici e musicali.
  • Una rassegna di musica jazz si svolge ogni anno in tre serate a metà luglio, nella piazza del Municipio: ne sono ospiti musicisti di fama nazionale e internazionale.

[modifica] Calcio

Atessa possiede due squadre di calcio: la Polisportiva Val di Sangro nata nel 1961, che milita nel campionato di serie C2 (campionato di livello nazionale corrispondente al 4° gradino del calcio italiano), e l'Atessa Calcio nata nel 1964 (fino al 1988 Ate-Tixa), che milita nel campionato regionale abruzzese di Eccellenza (6° livello del calcio del calcio italiano, il primo gradino su base regionale).

[modifica] Altri sport

Ad Atessa da ben 5 anni è presente una squadra di pallacanestro di nome Red&Blue Dragon Atessa, ed anche una squadra di rugby.Più una squadra di calcio a5 Real Atessa 2001 appena promossa nel campionato di C2 Abruzzese

[modifica] Cittadini illustri

[modifica] Personalità legate ad Atessa

[modifica] San Leucio

La costola del drago custodita nella teca dove vi era anche il tesoro della cattedrale prima che venisse saccheggiato

Le origini di Atessa si fanno risalire alla leggenda di San Leucio e di un gigantesco drago. Quest'ultimo sarebbe vissuto nel vallone di Rio Falco, che separava i due colli su cui sorgevano i nuclei abitativi di Ate e Tixa. Secondo la leggenda il drago seminava il terrore nella zona, tanto che neppure i lupi osavano frequentare i luoghi della sua dimora, ed esigeva dagli abitanti dei due paesi un tributo di carne umana per il suo pasto giornaliero, pena la devastazione degli abitati e il massacro della popolazione. Solo l'arrivo di Leucio, vescovo di Brindisi, pose fine al sacrificio di tante vite innocenti. Sorretto dalla forza della fede, il vescovo riuscì ad uccidere la bestia e a portarla fuori dalla grotta in cui si rintanava. Le due città di Ate e Tixa furono così riunite in Atessa. Al popolo venne donato il sangue nero del drago per esorcizzare i mali e per curare le malattie. Del corpo della bestia, San Leucio lasciò solo un'enorme costola, che volle fosse conservata in eterno dentro una chiesa da edificare ed intitolare a suo nome. In effetti, la cattedrale della città è intitolata proprio a San Leucio e vi si conserva una reliquia che la devozione popolare ritiene essere la costola del drago.

[modifica] San Martino

Antichissime tradizioni e leggende si legano anche all'altro protettore di Atessa, San Martino abruzzese, nativo proprio di questa città. Secondo la leggenda Martino si fece frate e decise di andare a predicare in un piccolo convento a Fara San Martino. Tuttavia, in nome dell'amore che lo legava alla città di origine, il santo promise agli atessani bel tempo o piogge, secondo le necessità, se questi avessero invocato il suo nome con fede ed avessero visitato ogni anno il suo romitorio, portandovi in oblazione una grande torcia di cera. Dopo aver benedetto il popolo con un ramoscello d'ulivo, San Martino salì velocemente sulle montagne verso Vallaspra, attraversando sterpaie e boschi, voltandosi altre due volte per benedire il popolo e la città. Il santo giunse infine in una grotta della Majella, presso la sorgente del fiume Verde vicino Fara San Martino, e lì morì. Gli atessani erano devoti e riconoscenti a Martino: per impetrare la grazia dei buoni raccolti e in ricordo del viaggio dell'eremita, tutti gli anni ripercorrevano a piedi l'itinerario del santo, soffermandosi a pregare nei luoghi stessi in cui San Martino si era voltato a benedire i suoi compaesani. Questa tradizione è detta della 'ntorcia (che vuol dire "torcia"). Essa è ancora oggi particolarmente sentita tra gli agricoltori, che ripercorrono l'antico itinerario a piedi o in autobus.

[modifica] Economia

[modifica] Settore primario

Dato l'esteso territorio comunale (il più esteso della provincia di Chieti), Atessa possiede una discreta importanza nell'agricoltura, che si concentra nelle zone collinari, poiché la zona pianeggiante della Val di Sangro è occupata dagli insediamenti industriali. Proprio il processo di industrializzazione ha tolto forze di lavoro al settore primario, a cui consegue l'abbandono delle terre poco redditizie. Si producono principalmente vino, cereali e olio di oliva. Nella frazione di Piazzano sono molto concentrate le coltivazioni di pesche gialle. Il territorio presenta una diversificazione agricola, motivo della notevole ricchezza paesaggistica che vanta la Città.

[modifica] Settore secondario

Le principali risorse economiche della Val di Sangro si concentrano nella zona industriale di Atessa, nella frazione di Saletti. Con l'industrializzazione degli anni Settanta e Ottanta, la struttura economica e sociale cittadina passò dal tipo agricolo-artigianale ad una dinamica società di tipo industriale. Fornisce lavoro a buona parte della popolazione dei paesi circostanti, fermando il drastico spopolamento e l'emigrazione verso altre nazioni dai paesi dell'entroterra. Le principali aziende sono la Sevel, il più grande stabilimento di veicoli commerciali leggeri d’Europa, la Honda, la Honeywell e la Pail serramenti, storica industria atessana.

[modifica] Settore terziario

In passato le attività terziarie principali si concentravano nel capoluogo cittadino ma stanno acquistando sempre più importanza le attività presso le nuove zone residenziali della Val di Sangro e proprio per questo molte di quelle del capoluogo si stanno trasferendo nei nuovi centri.

[modifica] Scuole

[modifica] Frazioni

Aia Santa Maria, Boragna Fontanelle, Boragna San Paolo, Campanelle, Capragrassa, Carapelle, Carriera, Casale, Castellano, Castelluccio, Ceripollo, Colle Comune, Colle d'Aglio, Colle delle Pietre, Colle Flocco, Colle Grilli, Colle Martinelli, Colle Palumbo, Colle Quarti, Colle Rotondo, Colle San Giovanni, Colle Sant'Angelo, Colle Santinella, Colle Santissimo, Cona, Coste Iadonato, Croce Pili, Fazzoli, Fontegrugnale, Fontesquatino, Forca di Iezzi, Forca di Lupo, Fornelli, Giarrocco, Ianico, Lentisce, Mandorle, Mandrioli, Masciavò, Masseria Grande, Molinello, Montecalvo, Montemarcone, Monte Pallano, Monte San Silvestro, Osento, Passo del Vasto, Passo Pincera, Piana Ciccarelli, Piana dei Monaci, Piana dell'Edera, Piana Fallascosa, Piana La Fara, Piana Matteo, Piana Osento, Piana Sant'Antonio, Piana Vacante, Pianello, Piazzano, Pietrascritta, Pili, Querceto, Quercianera, Rigatella, Riguardata Scalella, Rocconi, Saletti, San Giacomo, San Luca, San Marco, Sant'Amico, San Tommaso, Satrino, Sciola, Scorciagallo, Siberia, Solagna Longa, Solagna Rigatella, Sterpari, Vallaspra, Varvaringi

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Nicola Cicchitti (lista civica) dal 28/05/2007
Centralino del comune: 0872 850421
Posta elettronica: info@comunediatessa.it

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Architettura cittadina

[modifica] Panorami da Atessa

[modifica] Bibliografia

[modifica] Luoghi d'interesse

Monumenti
Chiese
Porte
Palazzi

[modifica] Scuole

  • Archioclub di Atessa, Atessa, guida della città (pagina 99). Editrice Rocco Carabba, Lanciano, 1983


Strumenti personali