Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni

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Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni
Archidioecesis Brundusina-Ostunensis
Chiesa latina
Cathédrale de Brindisi.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Lecce
Regione ecclesiastica Puglia
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Arcivescovo Domenico Caliandro
Arcivescovi emeriti Settimio Todisco, Rocco Talucci
Sacerdoti 156 di cui 126 secolari e 30 regolari
1.805 battezzati per sacerdote
Religiosi 36 uomini, 180 donne
Diaconi 11 permanenti
Abitanti 284.593
Battezzati 281.593 (98,9% del totale)
Superficie 1.247 km² in Italia
Parrocchie 60 (6 vicariati)
Erezione IV secolo (Brindisi)
XI secolo (Ostuni)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale San Giovanni Battista
Concattedrali Santa Maria dell'Assunzione
Santi patroni Leucio d'Alessandria
Indirizzo Piazza Duomo 12, 72100 Brindisi, Italia
Sito web www.brindisiostuni.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia
La facciata della Concattedrale di Ostuni
Facciata della Basilica Santa Maria della Vittoria, San Vito dei Normanni
Esempio di Barocco leccese: la Chiesa di San Giovanni, San Vito dei Normanni
Cripta Madonna della Favana, Veglie
La Chiesa Madre, Guagnano
Papa Benedetto XVI durante la Celebrazione eucaristica a Brindisi con i paramenti donati dall'arcidiocesi

L'arcidiocesi di Brindisi-Ostuni (in latino: Archidioecesis Brundusina-Ostunensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2012 contava 281.593 battezzati su 284.593 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Domenico Caliandro.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Parrocchie[modifica | modifica sorgente]

La diocesi si estende sul territorio amministrativo di tre province: Bari, Brindisi e Lecce, mentre canonicamente è suddivisa in 60 parrocchie, raggruppate in 6 vicariati, 4 foranei e 2 urbani.[1].

Provincia di Bari
Provincia di Brindisi
Provincia di Lecce

Vicariati[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi comprende 2 vicariati urbani, ossia le città di Brindisi e Ostuni, e 4 vicariati foranei:

  • Vicariato urbano San Lorenzo da Brindisi:
    comprende 17 parrocchie nella città di Brindisi;
  • Vicariato urbano San Biagio:
    comprende le 10 parrocchie di Ostuni;
  • Vicariato foraneo Madonna del Carmine:
    comprende Mesagne e le sue 7 parrocchie;
  • Vicariato foraneo San Rocco:
    comprende le 3 parrocchie di Locorotondo;
  • Vicariato foraneo San Vito Martire:
    comprende 9 parrocchie nei comuni di Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni;
  • Vicariato foraneo Santa Maria Assunta:
    comprende 14 parrocchie nei comuni di Cellino San Marco, Guagnano, Leverano, Salice Salentino, San Donaci, San Pancrazio Salentino e Veglie.

Sede arcivescovile è la città di Brindisi, dove si trova la cattedrale di San Giovanni Battista. A Ostuni sorge la concattedrale di Santa Maria dell'Assunzione.

Santuari[modifica | modifica sorgente]

Brindisi:

  • Santa Maria degli Angeli;
  • Maria nascente;
  • Santa Maria Madre della Chiesa, Contrada Jaddico;

Carovigno:

  • Maria Santissima di Belvedere;

Ostuni:

  • Madonna della Grata;
  • Sant'Oronzo;
  • San Biagio;

San Pancrazio Salentino:

  • Sant'Antonio alla Macchia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

San Leucio, primo vescovo[modifica | modifica sorgente]

San Leucio, è, si direbbe, alle origini dell'esperienza cristiana nel Salento. Buona parte delle sedi episcopali di Terra d'Otranto lo esige, pur con palesi anacronismi, quale protagonista delle rispettive leggende di fondazione quasi a significare l'originario rapporto di filiazione con la cattedra di Brindisi, nei primi secoli primaziale nella regione. Le vicende del santo sono trasmesse dalla Vita Leucii che, quale testo agiografico, è letteratura di edificazione spirituale utilizzabile solo con molta cautela quale fonte storica. Come altre vite di santi, eliminati i topoi comuni a questo tipo di documento, può utilizzarsi, in particolare, per i riferimenti alla topografia della città, Brindisi in questo caso, e dei suoi edifici di culto.

La diffusione del culto di san Leucio in Italia meridionale si ebbe in coincidenza con la conversione ufficiale dei Longobardi del ducato di Benevento, in cui Brindisi fu compresa dal tardo VII secolo alla prima metà del IX secolo, al Cristianesimo ad opera di San Barbato (morto nel 680) e della duchessa Teoderada (morta nel 706). È in questo periodo che il corpo di Leucio, il cui martyrium come informa Gregorio Magno già nel VI secolo è meta di intensi pellegrinaggi, è traslato da Brindisi a Trani, per essere riposto nel sacello che è sotto la Cattedrale, da dove, in seguito, sarebbe stato trasferito a Benevento centro del culto dei santi appartenenti all'Italia meridionale o in essa venerati.

Il culto del santo si diffuse molto per tempo in tutta la regione, raggiungendo anche Roma ove era un monastero sotto il suo titolo già nel VI secolo. Ha avuto e ha venerazione a Benevento, Caserta, Capua e negli Abruzzi. In Atessa gli è dedicata la chiesa episcopale. Vi si conserva un fossile cui è legata una leggenda leuciana. Il vescovo di Brindisi avrebbe ucciso un drago che da tempo terrorizzava la popolazione e a testimonianza della sua opera ne avrebbe donato loro la costola. Ne sarebbe seguita la sua proclamazione a protettore della città e l'erezione in suo onore della Cattedrale tra i due colli di Ate e Tixa, i primitivi rioni di San Michele e Santa Croce, là dove dimorava il drago.

Nella basilica cattedrale di Brindisi gli fu dedicato nel 1771 l'altare che chiude la navata sinistra, ove è rappresentato in una tela dipinta da Oronzo Tiso (1726-1800). Vi si conserva la reliquia del braccio, ottenuta dal vescovo Teodosio, nel IX secolo, perché fosse riposta nella grande basilica eretta allora, dove era stato il martyrium, ad onore del santo.

Brindisi[modifica | modifica sorgente]

Brindisi, primo approdo per le navi provenienti dall'Oriente, ricevette il cristianesimo probabilmente fin dagli inizi dell'era cristiana. Secondo la tradizione la diocesi di Brindisi fu eretta nel IV secolo. Il primo vescovo fu san Leucio.

Attorno al 670 la città fu distrutta dai Longobardi, i quali fecero di Oria il loro caposaldo. I vescovi di Brindisi vi trasferirono la loro sede: primo vescovo di Brindisi e Oria fu Magelpoto. Successivamente la diocesi cade sotto l'influenza dell'impero bizantino e della Chiesa greca.

Con il vescovo Teodosio (seconda metà del IX secolo) inizia l'opera di ripopolamento della città di Brindisi. A lui si deve la costruzione della basilica di San Leucio (distrutta nel 1720), che fu fino alla fine dell'XI secolo la cattedrale della rinata diocesi di Brindisi.

Verso la fine del X secolo, all'epoca dell'imperatore Basilio II (976-1025), la sede di Brindisi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana. È presumibile che Giovanni II sia stato il primo arcivescovo brindisino. Già nella prima metà dell'XI secolo a Brindisi sono riconosciute due suffraganee: Ostuni e Monopoli.

Nel 1071 i Normanni divennero padroni di Brindisi, sconfiggendo i greci. Questo determinò il ritorno della sede al rito latino e all'obbedienza romana. Ai Normanni si deve il completamento della ricostruzione e del ripopolamento di Brindisi: Godino fu il primo arcivescovo a trasferire la sua sede da Oria a Brindisi. Secondo Eubel, fino al XVI secolo la sede avrà il titolo di Brindisi e Oria. Nel 1089 fu papa Urbano II a consacrare il perimetro della nuova cattedrale normanna, che sarà ultimata nel 1143. Lo stesso papa tolse alla metropolia di Brindisi la sede di Monopoli, che divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il 10 maggio 1591 Oria divenne sede di una nuova diocesi, il cui territorio fu ricavato dall'arcidiocesi brindisina, e che contestualmente divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Taranto.

Con la bolla De utiliori del 27 giugno 1818, papa Pio VII soppresse la diocesi di Ostuni unendone il territorio a quello di Brindisi, che così perse l'unica sua sede suffraganea. Tuttavia la diocesi di Ostuni fu ristabilita il 14 maggio 1821 e concessa in amministrazione perpetua a Brindisi.

Ostuni[modifica | modifica sorgente]

Alcuni autori hanno attribuito ad una presunta sede Hostunensium il vescovo Melazio, menzionato in una lettera di Gregorio Magno nel 596 o del 601, vescovo che invece apparterrebbe alla sede di Histonium, cioè Vasto.[2]

La diocesi di Ostuni risalirebbe invece al X secolo, unita alla diocesi di Monopoli, che era erede dell'antica diocesi di Egnazia. Quando Brindisi fu elevata al rango di sede metropolitana, Ostuni ebbe un proprio vescovo, suffraganeo di Brindisi; il primo noto è Datto, che nel 1071 era presente alla consacrazione della chiesa di Montecassino.

Tra i vescovi ostunesi si distinsero: Bartolomeo Mezzavacca, creato cardinale; Nicola de Arpono, che promosse la costruzione della cattedrale; Giovanni Carlo Bovio, protagonista al concilio di Trento.

Sul finire del XVIII secolo Ostuni risentì delle tensioni fra la Santa Sede e il regno di Napoli, che avranno termine con un'intesa del 1791 con la quale il vescovo di Ostuni diventava di nomina regia. Tuttavia la sede di Ostuni fu vacante già dal 1794 e il 27 giugno 1818 fu soppressa con la bolla De utiliori di papa Pio VII ed il suo territorio unito a quello dell'arcidiocesi di Brindisi. Il 14 maggio 1821 però essa veniva ripristinata dal medesimo papa con la bolla Si qua prae e concessa in amministrazione perpetua agli arcivescovi di Brindisi. La diocesi comprendeva i comuni di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e Locorotondo.[3]

Brindisi-Ostuni[modifica | modifica sorgente]

Il 20 ottobre 1980 in forza della bolla Conferentia Episcopalis Apuliae di papa Giovanni Paolo II l'arcidiocesi di Brindisi, pur mantenendo la dignità arcivescovile, perse il rango di metropolia e assieme alla diocesi di Ostuni divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce.

Il 30 settembre 1986 con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi l'arcidiocesi di Brindisi e la diocesi di Ostuni furono unite plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.[4]

L'arcidiocesi ha accolto la visita pastorale di Benedetto XVI il 14 e il 15 giugno 2008.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Sede di Brindisi[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Brindisi
San Leucio, primo vescovo di Brindisi
Papa Paolo IV, nato Gian Pietro Carafa, arcivescovo di Brindisi e Oria (1518-1524)
L'arcivescovo di Brindisi e Oria Girolamo Aleandro (1524-1541)
L'arcivescovo Raffaele Ferrigno, arcivescovo di Brindisi (1856-1875); foto f.lli D'Alessandri
Rocco Talucci, arcivescovo di Brindisi-Ostuni (2000-2012)
Domenico Caliandro, attuale arcivescovo di Brindisi-Ostuni
  • San Leucio
  • Marco † (menzionato nel 325)
  • Proculo † (350 - 362)
  • San Pelino † (362)
  • Ciprio † (363)
  • Leone †
  • Sabino †
  • Eusebio †
  • Dionisio †
  • Giuliano I † (menzionato nel 493)
  • Prezioso † (680)
Vescovi e arcivescovi di Oria e Brindisi
Arcivescovi di Brindisi e Oria
  • Badovino † (? - 1100 deceduto)
  • Nicola † (circa 1101 - circa 1105 deceduto)
  • Guglielmo II † (1105 - circa 1118 deceduto)
  • Bailardo † (1122 - 1143)
  • Lupo † (1144 - 1172 deceduto)
  • Guglielmo III † (29 luglio 1173 - circa 1181 deceduto)
  • Pietro † (2 gennaio 1182 - circa 1196 deceduto)
  • Gerardo † (1196 - 1212)
  • Pellegrino I † (1216 - 1224 deceduto)
  • Giovanni III † (1224 - 1224)
  • Giovanni Santo † (1225 - 1226)
  • Pietro Paparone † (prima del 1231 - dopo il 1248)
  • Pellegrino II † (23 ottobre 1254 - 1288 deceduto)
  • Adenolfo † (23 maggio 1288 - 1º ottobre 1295 nominato arcivescovo di Conza)
  • Andrea Pandone † (5 febbraio 1296 - 5 giugno 1304 nominato arcivescovo di Capua)
    • Rodolfo † (5 giugno 1304 - 1305 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Bartolomeo † (22 gennaio 1306 - 1319 deceduto)
  • Bertrando † (18 dicembre 1319 - 1333 deceduto)
  • Guglielmo Isnardi, O.F.M. † (6 dicembre 1333 - 3 marzo 1344 nominato arcivescovo di Benevento)
  • Guglielmo de Rosières, O.S.B. † (28 febbraio 1344 - 7 aprile 1346 nominato vescovo di Cassino)
  • Galhard de Carceribus † 19 luglio 1346 - 1348 deceduto)
  • Giovanni della Porta † (30 maggio 1348 - 18 gennaio 1353 nominato arcivescovo di Capua)
  • Pietro Gisio, O.P. † (2 novembre 1352 - 1378 deceduto)
    • Gurello † (7 febbraio 1379 - 1382) (antivescovo)
  • Marino del Giudice † (circa 1379 - prima del 4 giugno 1380 nominato arcivescovo di Taranto)
  • Riccardo de Rogeriis † (11 giugno 1382 - circa 1409 deceduto)
  • Vittore † (15 settembre 1409 - 1411)
  • Paolo Romano † (1411 - 1412 deposto)
  • Pandullo, O.S.B. † (28 novembre 1412 - 1414 deceduto)
  • Aragonio Malaspina † (9 febbraio 1415 - 23 febbraio 1418 nominato arcivescovo di Otranto)
  • Paolo Romano † (23 febbraio 1418 - aprile o dicembre 1423 deceduto) (per la seconda volta)
  • Pietro Gattula † (17 maggio 1423 - 1437 deceduto)
  • Pietro Sambiasi, O.P. † (15 aprile 1437 - 1452 deceduto)
  • Goffredo Caruso (19 dicembre 1453 - prima del 28 luglio 1471 deceduto)
    • Sede vacante (1471-1477)
  • Francesco de Arenis † (14 ottobre 1477 - agosto 1483 deceduto)
  • Roberto Piscicelli † (7 aprile 1484 - 1513 deceduto)
  • Domingo Idiocáiz (Domenico Idiaches) † (8 giugno 1513 - 25 settembre 1518 deceduto)
  • Gian Pietro Carafa † (20 dicembre 1518 - 8 agosto 1524 dimesso, poi eletto papa con il nome di Paolo IV)
  • Girolamo Aleandro † (8 agosto 1524 - 30 gennaio 1541 dimesso)
  • Francesco Aleandro † (30 gennaio 1541 - 3 novembre 1560 deceduto)
  • Giovanni Carlo Bovio † (21 giugno 1564 - settembre 1570 deceduto)
  • Bernardino Figueroa † (26 novembre 1571 - novembre 1586 deceduto)
    • Sede vacante (1586-1591)
Arcivescovi di Brindisi
  • Andrés de Ayardis † (10 maggio 1591 - 4 settembre 1595 deceduto)
  • Juan Pedrosa, O.S.B. † (25 maggio 1598 - 24 gennaio 1604 deceduto)
  • Giovanni Falces, O.S.H. † (4 luglio 1605 - 15 ottobre 1636 deceduto)
  • Francesco Sorgente, C.R. † (1º marzo 1638 - 9 gennaio 1640 nominato arcivescovo, titolo personale, di Monopoli)
  • Dionisio O'Driscol, O.F.M.Obs. † (5 marzo 1640 - 9 agosto 1650 deceduto)
  • Lorenzo Raynos † (19 febbraio 1652 - 17 marzo 1656 deceduto)
    • Diego de Prado, O. de M. † (giugno 1656 - aprile 1658 deceduto) (vescovo eletto)
  • Francesco de Estrada † (28 luglio 1659 - 23 novembre 1671 deceduto)
  • Alfonso Álvarez Barba Ossorio, O.C.D. † (29 maggio 1673 - 22 giugno 1676 nominato arcivescovo di Salerno)
  • Emanuele Torres † (24 maggio 1677 - 3 dicembre 1679 deceduto)
  • Giovanni de Torrecilla y Cardenas † (17 marzo 1681 - 24 giugno 1688 deceduto)
  • Francisco Ramírez, O.P. † (28 febbraio 1689 - 26 agosto 1697 nominato vescovo di Agrigento)
  • Agostino Arellano, O.S.A. † (15 settembre 1698 - 11 novembre 1699 deceduto)
  • Barnaba de Castro, O.S.A. † (15 dicembre 1700 - 11 dicembre 1707 deceduto)
    • Sede vacante (1707-1715)
  • Pablo Vilana Perlas † (16 dicembre 1715 - 12 maggio 1723 nominato arcivescovo di Salerno)
  • Andrea Maddalena, C.R.M. † (27 settembre 1724 - 11 luglio 1743 deceduto)
  • Antonino Sersale † (9 settembre 1743 - 16 novembre 1750 nominato arcivescovo di Taranto)
  • Giovanni Angelo Ciocchi del Monte † (1º febbraio 1751 - 9 febbraio 1759 dimesso)
  • Domenico Rovegno † (28 maggio 1759 - 25 ottobre 1763 deceduto)
  • Giuseppe de Rossi † (9 aprile 1764 - 16 febbraio 1778 deceduto)
  • Battista Rivellini † (14 dicembre 1778 - 23 dicembre 1795 deceduto)
  • Annibale de Leo † (29 gennaio 1798 - 13 febbraio 1814 deceduto)
  • Antonio Barretta, C.R. † (26 giugno 1818 - 7 giugno 1819 dimesso)
  • Giuseppe Maria Tedeschi, O.P. † (17 dicembre 1819 - 18 marzo 1825 deceduto)
  • Pietro Consiglio † (13 marzo 1826 - 23 novembre 1839 deceduto)
  • Diego Planeta † (15 luglio 1841 - 22 dicembre 1849 dimesso)[5]
  • Giuseppe Rotondo † (20 maggio 1850 - 17 dicembre 1855 nominato arcivescovo di Taranto)
  • Raffaele Ferrigno † (16 giugno 1856 - 20 aprile 1875 deceduto)
  • Luigi Maria Aguilar, B. † (17 settembre 1875 - 21 gennaio 1892 deceduto)
  • Salvatore Palmieri † (16 gennaio 1893 - 7 agosto 1905 deceduto)
  • Luigi Morando † (3 gennaio 1906 - 20 agosto 1909 deceduto)
  • Tommaso Valeri, O.F.M. † (22 aprile 1910 - 14 agosto 1942 ritirato)[6]
  • Francesco de Filippis † (26 novembre 1942 - 1º settembre 1953 ritirato)[7]
  • Nicola Margiotta † (25 settembre 1953 - 24 maggio 1975 ritirato)
  • Settimio Todisco (24 maggio 1975 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Brindisi-Ostuni)

Sede di Ostuni[modifica | modifica sorgente]

  • Datto † (menzionato nel 1071)
  • Mansoldo † (menzionato nel 1082)
  • Antonio Gionata † (1099 - 1101)
  • Roberto † (1102 - 1137)
  • Giovanni Mammuni † (1140 - 1160)
  • Pietro † (1163 - 1169)
  • Maroldo † (1182 - 1185)
  • Ursileone † (1188 - 1208)
  • Rinaldo † (1217 - 1219)
  • Taddeo † (1220 - 1225)
  • Pietro de Sebastiano † (1236 - 1267)
  • Roberto † (1275 - 1297)
  • Nicola † (1306 - 1310)
  • Filippo † (circa 1320 - 1329 deceduto)
  • Egidio de Altrachia, O.P. † (19 luglio 1329 - 1336 deceduto)
  • Francesco Cavalerio † (24 marzo 1337 - 1361 deceduto)
  • Pietro Calice, O.P. † (1º aprile 1362 - 12 luglio 1370 nominato arcivescovo di Ragusa)
  • Ugo de Scuria, O.F.M. † (12 luglio 1370 - 1374 deceduto)
  • Bartolomeo Mezzavacca † (16 giugno 1374 - 1378 nominato vescovo di Rieti)
  • Gabriele † (circa 1378 - 1380)
    • Nicola de Severola, O.F.M. † (18 giugno 1380 - ?) (antivescovo)
  • Giovanni Piccolpasso † (1380 - 1383 deceduto)
  • Giovanni de Andria † (circa 1383 - 1412 deceduto)
  • Antonio Paluci, O.F.M. † (13 febbraio 1413 - 1423 deceduto)
  • Giovanni de Pede † (25 ottobre 1423 - 25 febbraio 1437 nominato vescovo di Zante e Cefalonia)
  • Nicola de Arpono † (25 febbraio 1437 - 1470 deceduto)
  • Bartolomeo Antonio de Salmen † (24 settembre 1470 - 1474 deceduto)
  • Francesco Spallucci † (29 aprile 1478 - 1484 deceduto)
  • Carlo de Gualandi † (5 luglio 1484 - 1498 deceduto)
  • Francesco de Rizzardis † (24 gennaio 1499 - 1504 deceduto)
  • Corrado Caracciolo † (5 dicembre 1509 - 1516 deceduto)
  • Giovanni Antonio de Rogeriis † (11 maggio 1517 - 1530 deceduto)
  • Pietro Bovio † (21 ottobre 1530 - 1557 deceduto)
  • Giovanni Carlo Bovio † (1557 succeduto - 21 giugno 1564 nominato arcivescovo di Brindisi e Oria)
  • Vincenzo Cornelio † (25 ottobre 1564 - 1578 deceduto)
  • Giulio Cesare Carafa † (5 novembre 1578 - 1603 deceduto)
  • Giovanni Domenico d'Ettore † (28 gennaio 1604 - 1605 deceduto)
  • Vincenzo Meligne † (17 maggio 1606 - 1639 deceduto)
  • Fabio Magnesio † (9 gennaio 1640 - agosto 1659 deceduto)
  • Carlo Personè † (26 gennaio 1660 - 22 agosto 1678 deceduto)
  • Benedetto Milazzi † (10 aprile 1679 - novembre 1706 deceduto)
  • Bisanzio Fili † (11 aprile 1707 - aprile 1720 deceduto)
  • Conone Luchini dal Verme † (16 dicembre 1720 - 12 aprile 1747 deceduto)
  • Francesco Antonio Scoppa † (15 maggio 1747 - 25 febbraio 1782 deceduto)
    • Sede vacante (1782-1792)
  • Giovan Battista Brancaccio † (27 febbraio 1792 - 15 ottobre 1794 deceduto)
    • Sede vacante (1794-1818)
    • Sede soppressa (1818-1821)
    • Sede in amministrazione perpetua agli arcivescovi di Brindisi (1821-1986)

Sede di Brindisi-Ostuni[modifica | modifica sorgente]

Vescovi oriundi della diocesi[modifica | modifica sorgente]

Comunità religiose[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 284.593 persone contava 281.593 battezzati, corrispondenti al 98,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1948 187.000 188.000 99,5 146 120 26 1.280 34 175 33
1959 226.065 226.065 100,0 147 112 35 1.537 40 284 37
1970 331.466 332.016 99,8 171 135 36 1.938 44 407 48
1980 269.790 270.943 99,6 165 132 33 1.635 37 364 57
1990 274.584 276.184 99,4 159 128 31 1.726 3 35 278 60
1999 180.000 281.149 64,0 152 120 32 1.184 8 38 228 61
2000 227.841 279.841 81,4 158 121 37 1.442 9 38 211 61
2001 283.836 285.836 99,3 164 125 39 1.730 10 45 145 61
2002 290.000 293.849 98,7 163 120 43 1.779 10 47 200 62
2003 274.000 276.727 99,0 154 119 35 1.779 10 45 200 61
2004 291.000 294.220 98,9 161 121 40 1.807 9 44 200 59
2006 272.000 274.326 99,2 154 118 36 1.766 13 43 230 59
2012 281.593 284.593 98,9 156 126 30 1.805 11 36 180 60

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ DECRETO TITOLO, dal sito ufficiale. URL consultato il 13 giugno 2013.
  2. ^ Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza 1927, p. 318.
  3. ^ D'Avino, op. cit., p. 517.
  4. ^ Essa fu riconosciuta civilmente il 20 ottobre 1986, con decreto del Ministero dell'Interno.
  5. ^ Il 7 gennaio 1850 nominato arcivescovo titolare di Damiata. Vedi L'Ami de la Religion, t. 145, Parigi 1850
  6. ^ Nominato arcivescovo titolare di Gerapoli di Siria
  7. ^ Nominato arcivescovo titolare di Gangra

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Per la sede di Brindisi[modifica | modifica sorgente]

Per la sede di Ostuni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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