Comunità monastica di Bose

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La Comunità monastica di Bose è una comunità religiosa formata da monaci di entrambi i sessi, provenienti da chiese cristiane diverse. Sin dalla fondazione, la Comunità di Bose promuove un intenso dialogo ecumenico fra le differenti chiese cristiane. Il fondatore e priore della comunità è Enzo Bianchi.

La comunità ha sede dal 1965 a Bose, frazione del comune di Magnano (provincia di Biella).

La comunità vive la propria vocazione monastica nel celibato, nella comunione fraterna dei beni, nell'obbedienza al Vangelo.

Indice

[modifica] Storia

La comunità nasce l'8 dicembre 1965, giorno in cui si chiude il Concilio Vaticano II, quando Enzo Bianchi decide di iniziare a vivere, solo, in una casa affittata presso le cascine di Bose. I primi confratelli giungono tre anni dopo, e fra essi ci sono anche una donna ed un pastore protestante. Il 17 novembre 1967 il vescovo di Biella Carlo Rossi dispose l'interdetto per la presenza di non cattolici nella comunità[1], ma per intercessione del cardinale Michele Pellegrino, amico personale di Enzo Bianchi, l'interdetto viene rimosso l'anno successivo[2].

La comunità è, oggi, composta da circa ottantacinque persone, uomini e donne, alcuni dei quali protestanti, cinque presbiteri e un pastore.

Le fraternità di Bose, pur riconosciuta canonicamente dal vescovo della diocesi, non può essere considerata un ordine religioso cattolico, prima di tutto perché composta anche da alcuni acattolici, ma soprattutto perché non ha, al momento, tale intento.

Oltre alla sede principale e originaria, si è diffusa anche in altre località: Gerusalemme (ospita i monaci che approfondiscono gli studi biblici), Ostuni (fratelli). Ad Assisi, vi è stata una comunità di sorelle.

Sulla scia della Comunità di Bose, nel solco della tradizione benedettina, presso Ruviano, in provincia di Caserta nella diocesi di Alife-Caiazzo, è sorta la Fraternità Monastica di Ruviano impegnata nel servizio al primo annunzio del Vangelo.

[modifica] Vita della comunità

I fratelli e le sorelle a Bose hanno fatto propria la vita cenobitica, secondo gli insegnamenti di San Pacomio, e San Basilio, composta di preghiera e lavoro. Unica "missione" della Comunità, infatti, è vivere secondo gli insegnamenti di Gesù Cristo.

Tutti i membri della comunità lavorano, guadagnandosi da vivere con le proprie mani. Le principali attività sono:

Alcuni monaci hanno un lavoro esterno alla comunità, che conciliano con il ritmo di preghiera e di vita in comune.

La vita quotidiana della comunità è scandita in modo preciso. Al mattino, a mezzogiorno e a sera, si celebra la liturgia delle ore, con i salmi cantati dal coro dei monaci e delle monache. Si svolgono lavori manuali, si studia la Scrittura e i testi dei Padri del monachesimo occidentale ed orientale. Si accolgono i "pellegrini" e le persone in cerca di Dio. Sono numerose infatti le persone che chiedono di essere ospitate dalla comunità, specie in determinati periodi dell'anno, come l'estate.

Alla preghiera comunitaria, nei tre momenti quotidiani, si aggiunge la preghiera personale, soprattutto la lectio divina, presentata anche agli ospiti, ogni pomeriggio, da un membro della comunità.

Il sabato sera, la comunità e ospiti prendono parte alla veglia comunitaria, durante la quale si ascoltano i testi biblici della domenica successiva ed il priore, o uno dei monaci, aiuta a cogliere il significato di tali testi.

[modifica] Note

  1. ^ Gli inizi della comunità
  2. ^ Gli inizi della comunità

[modifica] Bibliografia

  • M. Torcivia, Guida alle nuove comunità monastiche, 2001
  • M. Torcivia, Il segno di Bose, 2003 (con un'intervista a Enzo Bianchi).

[modifica] Collegamenti esterni

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