Costa dei Trabocchi
La costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti (Abruzzo) segnato dalla diffusione del trabocco, macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni.
Indice |
[modifica] Comuni
I Comuni che la compongono fanno parte della provincia di Chieti e sono i seguenti:
- Francavilla al Mare
- Ortona
- San Vito Chietino
- Rocca San Giovanni
- Fossacesia
- Torino di Sangro
- Casalbordino
- Vasto
- San Salvo
[modifica] Geografia
La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d'aspetto. Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa (come a Francavilla, Ortona, Casalbordino, Vasto e San Salvo) e tratti a ciottolame (a Fossacesia, Torino di Sangro), oltre a tratti alti e rocciosi (a San Vito Chietino e Rocca San Giovanni). La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere.
[modifica] Economia
La regione ha un forte indotto economico grazie al turismo, molto presente grazie all'eccezionale paesaggio della costa che è rimasto nell'immaginario collettivo di molti stranieri come uno dei simboli dell'Italia.
[modifica] Pista ciclabile
Lungo la costa dei Trabocchi è prevista la realizzazione della ciclovia Adriatica (la ciclabile di 1000 km che correrà lungo tutta la costa adriatica dalla foce del Po alla Puglia) nell'area dismessa della ferrovia Adriatica (49 km).
[modifica] Galleria fotografica
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Veduta notturna del golfo di Vasto
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Tramonto a Le Morge
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Tratto alto e roccioso ad Ortona
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Il promontorio di Ortona visto da nord
[modifica] Attualità
A partire dal 2007 è in corso una dura mobilitazione della popolazione della costa e dell'entroterra abruzzese,
finalizzata ad impedire la costruzione di impianti di estrazione e trasformazione del petrolio nel territorio.
Il primo impianto che ha destato le preoccupazione degli abitanti è stato il così detto centro olii, ovvero un grande impianto (127.000 m2) di deidrosolforazione del petrolio greggio, progettato dall'ENI. La zona interessata è quella di contrada Feudo, nel cuore della produzione vitivinicola abruzzese. I timori della popolazione riguardano le ricadute sulla salute dell'esposizione all'idrogeno solforato, la distruzione della fiorente economia agricola e gli effetti negativi sul turismo. L'impianto dovrebbe sorgere infatti nelle immediate vicinanze della costa dei Trabocchi.
Di recente la legge regionale n. 14 del 2009 ha sospeso la costruzione del centro, ma molte compagnie hanno presentato progetti per la realizzazione di piattaforme marine per l'estrazione e la lavorazione del petrolio, non interessate da tale legge.
Secondo quanto pubblicato il 6 maggio 2010 dal sito www.diebucke.it, lo scorso 18 aprile si è svolta a San Vito una manifestazione contro la petrolizzazione della riviera abruzzese che ha raccolto circa 5000 partecipanti. Sempre secondo l'articolo di Francesco Amoroso, "[...] Gli abruzzesi si stanno impegnando facendo pressione sui politici locali, inviando loro lettere ed email (gli indirizzi sono facilmente reperibili in rete) cercando di compensare la pressione che dall'altro lato è esercitata da Eni e Mog.[...]"[1].