Costa dei Trabocchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Costa dei trabocchi)
La costa dei Trabocchi vista dall'abbazia di San Giovanni in Venere (Fossacesia)

La costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti (Abruzzo) segnato dalla diffusione del trabocco, macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

I Comuni che la compongono fanno parte della provincia di Chieti e sono i seguenti:

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Ortona

La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d'aspetto. Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa (come a Francavilla, Ortona, Casalbordino, Vasto e San Salvo) e tratti a ciottolame (a Fossacesia, Torino di Sangro), oltre a tratti alti e rocciosi (a San Vito Chietino e Rocca San Giovanni). La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere.

Torino di Sangro[modifica | modifica sorgente]

Le coste di Torino di Sangro (in provincia di Chieti) comprendono l’ultimo tratto del fiume Sangro e parte del litorale abruzzese sull'Adriatico.

Nei pressi vi è la Lecceta di Torino di Sangro

Torino di Sangro Marina al tramonto

L’ultimo tratto del fiume comprendono varie specie vegetali:

Alcuni esemplari testimoniano elementi di derivazione balcanica, testimoniando così delle correlazioni con la flora balcanica.

La fauna è presente con:

Il tratto costiero è lungo 6 km circa ed è suddiviso in un tratto di spiaggia sabbiosa (Le Morge) a nord, ed un tratto ghiaioso (Costa Verde) a sud.

In quest'ultima viene praticata la pesca subacquea.

La spiaggia sabbiosa è protetta da un sistema di frangiflutti posti a breve distanza dalla riva al fine di contrastare l'erosione e le mareggiate che, come hanno riportato giornali locali, hanno in passato distrutto il ponte della statale adriatica.

È per questo motivo che alla spiaggia di Costa Verde, anticamente in sabbia, è stata posta della ghiaia, appunto per frenare l'inesorabile ed irrefrenabile avanzata del mare.

Entrambe sono molto frequentate da turisti in estate.

Nei pressi vi sono camping e boschi secolari.[1]

Di fronte alla costa sull'Adriatico si può osservare una stazione per l'estrazione di metano in pieno mare aperto.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La regione ha un forte indotto economico grazie al turismo, molto presente grazie all'eccezionale paesaggio della costa che è rimasto nell'immaginario collettivo di molti stranieri come uno dei simboli dell'Italia.

Pista ciclabile[modifica | modifica sorgente]

Lungo la costa dei Trabocchi è prevista la realizzazione della ciclovia Adriatica (la ciclabile di 1000 km che correrà lungo tutta la costa adriatica dalla foce del Po alla Puglia) nell'area dismessa della ferrovia Adriatica (49 km).

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]


Documentazione[modifica | modifica sorgente]

Tra il 2011 e il 2012 la regista Anna Cavasinni ha girato un documentario della durata di 58 minuti su tutta la costa teatina relativa ai trabocchi. Il documentario ha per titolo appunto "La Costa dei Trabocchi" e viene distribuito in dvd. In questi mesi viene proiettato nei centri più importanti del litorale abruzzese e la proiezione è seguita da dibattito con il pubblico e con le autorità. Il documentario fa parte di un progetto di documentazione e valorizzazione della memoria abruzzese che l'Associazione Culturale Territori-Link sta conducendo da lungo tempo.

Attualità[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 2007 è in corso una dura mobilitazione della popolazione della costa e dell'entroterra abruzzese,

Il sito dove dovrebbe sorgere la raffineria ENI

finalizzata ad impedire la costruzione di impianti di estrazione e trasformazione del petrolio nel territorio.

Il primo impianto che ha destato le preoccupazione degli abitanti è stato il così detto centro olii, ovvero un grande impianto (127.000 m2) di deidrosolforazione del petrolio greggio, progettato dall'ENI. La zona interessata è quella di contrada Feudo, nel cuore della produzione vitivinicola abruzzese. I timori della popolazione riguardano le ricadute sulla salute dell'esposizione all'idrogeno solforato, la distruzione della fiorente economia agricola e gli effetti negativi sul turismo. L'impianto dovrebbe sorgere infatti nelle immediate vicinanze della costa dei Trabocchi.

Di recente la legge regionale n. 14 del 2009 ha sospeso la costruzione del centro, ma molte compagnie hanno presentato progetti per la realizzazione di piattaforme marine per l'estrazione e la lavorazione del petrolio, non interessate da tale legge.

Secondo quanto pubblicato il 6 maggio 2010 dal sito www.diebucke.it, lo scorso 18 aprile si è svolta a San Vito una manifestazione contro la petrolizzazione della riviera abruzzese che ha raccolto circa 5000 partecipanti. Sempre secondo l'articolo di Francesco Amoroso, "[...] Gli abruzzesi si stanno impegnando facendo pressione sui politici locali, inviando loro lettere ed email (gli indirizzi sono facilmente reperibili in rete) cercando di compensare la pressione che dall'altro lato è esercitata da Eni e Mog.[...]"[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Comune di Torino di Sangro, Il Territorio. URL consultato il 20/10/2009. .
  2. ^ Die Brücke » La marea nera minaccia le coste italiane

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]