Municipio (storia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Municipio romano)

I municipi (in lingua latina mūnǐcǐpǐum), nella antica Roma ed in particolare nella Roma repubblicana, erano le comunità cittadine legate a Roma, ma prive dei diritti politici propri dei cittadini romani: si distinguevano perciò dai federati, che conservavano la propria sovranità, e dalle colonie.

La maggior parte dei municipia conserva i propri magistrati e una certa autonomia amministrativa.

Con l'estensione della cittadinanza romana a tutti i popoli della penisola (90 a.C.) e a tutti gli abitanti dell'impero (212 d.C.), i municipi persero la loro condizione particolare.

In età medievale e moderna la storia del concetto e del termine si sovrappone a quella del comune.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La parola municipium deriva dal latino munera capere: assumere i doveri, gli obblighi, gli impegni del cittadino romano. Nasce con la romanizzazione dei territori italici, in seguito all'assoggettamento delle comunità locali, realizzato attraverso l'espansione militare o attraverso forme di alleanza; è, quindi, dominato dalla civitas romana che fornisce un modello, uno schema, sul quale le singole organizzazioni municipali avrebbero dovuto modellare le proprie costituzioni[1].

Le condizioni di sottomissione o integrazione dei singoli municipi rispetto al centro erano tuttavia sancite, di volta in volta, da un foedus, da una legge, da un plebiscito o da un senatoconsulto romano. In ogni caso, ogni municipio conservava parte della propria autonomia ed identità, anche nel caso di massima integrazione; infatti i municiepes, cioè gli appartenenti a un municipio, avevano comunque un'organizzazione separata da quella del populus Romanus: «qui ea conditione cives fuissent, ut semper rem publicam separatim a populo Romano haberent»[2].

Durante il principato, aumentando il potere centrale, il governo cercherà di ampliare il controllo dei territori a esso sottoposti; tuttavia, poiché era forte il senso di non domabilità del mondo intero, la risposta giuridica fu un'unificazione (non solo territoriale, ma anche e soprattutto amministrativa) del mondo attraverso il diritto, che si irradiò da Roma verso tutte le aree conquistate. Tale processo si concluse con la Constitutio antoniniana.

I municipi erano retti da due quattuorviri iure dicundo e due quattuorviri aedilicia potestate. I quattuorviri iure dicundo sono magistrati cittadini con eponimia come i consoli a Roma. Esercitano la giurisdizione civile e penale, convocano e presiedono le sedute del consiglio e le assemblee popolari, provvedono ad attribuire gli appalti di opere pubbliche, chiamano i cittadini alle armi. Magistrati inferiori sono i quattuorviri (o duoviri) aedilicia potestate che curano l'approvvigionamento della città (cura urbis); sorvegliano strade, edifici pubblici e templi (cura viarum et aedium); vigilano sulla politica annonaria (cura annonae). I magistrati sono eletti nei comitia e hanno come segni distintivi la toga praetexta e la sella curule. In tutti i municipi vi era un consiglio cittadino per l'amministrazione della città in tutti gli ambiti. Tale consiglio era chiamato ordo o, più raramente senatus, in genere composto da cento consiglieri (decuriones, senatores) scelti ogni cinque anni generalmente fra ex-magistrati. I decurioni dovevano essere cittadini nati liberi, avere diritti civili, essere di condotta morale irreprensibile, possedere un certo censo. Non potevano essere né deportati, né condannati ai lavori forzati, né torturati, e possedevano posti speciali in teatro. [3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tali orientamenti politici erano infatti dettati dalla Lex Iulia de civitate, 90 a.C.
  2. ^ Festus, s. v. municipes (Linsday, p.126)
  3. ^ Giovanni Ramilli, Istituzioni Pubbliche dei Romani, pp. 95-97, ed. Antoniana, Padova, 1971.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • V. A.-R., F. Re., «MUNICIPIO (municipium)» la voce nella Enciclopedia Italiana, Volume 24, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
  • «Municipio» la voce nel Dizionario di Storia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.