Capodrise

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Capodrise
comune
Capodrise – Stemma Capodrise – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Angelo Crescente (Capodrise rinasce) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°03′00″N 14°18′00″E / 41.05°N 14.3°E41.05; 14.3 (Capodrise)Coordinate: 41°03′00″N 14°18′00″E / 41.05°N 14.3°E41.05; 14.3 (Capodrise)
Altitudine 34 m s.l.m.
Superficie 3 km²
Abitanti 9 746[1] (01-01-2012)
Densità 3 248,67 ab./km²
Comuni confinanti Marcianise, Portico di Caserta, Recale, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada
Altre informazioni
Cod. postale 81020
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061013
Cod. catastale B667
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti capodrisani
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capodrise
Posizione del comune di Capodrise nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Capodrise nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Capodrise (Caputrìsë in campano[2]) è un comune italiano di 9.746 abitanti della provincia di Caserta in Campania, unito senza soluzione di continuità alla città di Marcianise e parte integrante della conurbazione casertana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Già esistente da prima della dominazione romana, Capodrise viene menzionata per la prima volta nel 1113 in una pergamena in cui l'arcivescovo di Capua, in occasione della costituzione della Diocesi di Caserta, assegna a quest'ultima anche le parrocchie di Sant'Andrea e San Donato, in località “Capitrisio”.

A partire dal 1307 Capodrise viene indicata non più come “loco”, cioè come semplice agglomerato di abitazioni, ma come “villa”. In tali documenti venivano citati anche cognomi ancora presenti nel comune.

Intorno al 1400 diventa “Università”, non intesa nell'attuale significato del termine, ma come parte di un territorio in cui l'amministrazione interna viene affidata alla stessa e non dipende più da ufficiali nominati dai regnanti.

Nel 1494 risulta aggregata alla giurisdizione feudale di Acerra e a quella demaniale di Capua, sotto il dominio degli Aragonesi.

Nel 1499 Federico d'Aragona è costretto a vendere, per ragioni economiche, a Ferdinando di Cardenas il contado di Acerra con le pertinenze ”Terre Laberis”, fra cui il casale “De Capoderisii”. Con il subentrare della dominazione spagnola anche Capodrise viene impoverita ancora di più e la situazione peggiora da calamità naturali ed epidemie come il terremoto del 1538 e la peste del 1527 e del 1556. In quest'anno, nel solo mese di luglio, a Capodrise muoiono 50 persone fra cui il parroco Don Giacomo De Filippo, sepolto nella piccola chiesa di Sant'Antonio Abate, dove tuttora si trova.

Nel 1738, dopo trent'anni di dominio sul Regno di Napoli, gli austriaci vengono cacciati dagli spagnoli i quali, con le loro scorrerie infestano le contrade locali tanto è vero che, negli anni successivi, a Capodrise trovano alloggio molti soldati con grave disappunto dei proprietari delle abitazioni. Dopo varie proteste, questi vengono risarciti con un piccolo compenso.

Con l'avvio dei lavori di costruzione della reggia di Caserta, Capodrise diventa luogo di passaggio quando i reali, con il loro seguito, raggiungono tale dimora. Ciò comporta però, per la popolazione locale, nuove spese per la manutenzione dei tratti di strada che collegano Capodrise a Caserta, a dimostrazione del fatto che per gli abitanti del paese la nascita del nuovo regno di Carlo III non porta sostanziali cambiamenti nel tenore di vita. Si ha testimonianza, però, anche del fatto che i cittadini iniziano ad organizzarsi contro i soprusi, infatti alla fine del XVIII secolo Capodrise paga un proprio procuratore, a Napoli e a Capua, per le liti che sorgono tra l'università, la corte ed i cittadini.

Il 13 settembre 1789 Vincenzo Lunardi, alla presenza del re Ferdinando IV e della consorte Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, parte da Napoli su una mongolfiera per raggiungere il territorio pontificio. Rimane in volo per un'ora raggiungendo circa seimila piedi di altezza, ma poi, per un guasto, è costretto ad atterrare e il suo volo finisce proprio a Capodrise.

Agli inizi del XIX secolo, durante il regno di Giuseppe Napoleone prima e di Gioacchino Murat poi, si procedette all'ammodernamento dello stato con diverse leggi importanti, prima fra tutte il provvedimento del 6 agosto 1806 relativo all'eversione della feudalità, con il quale si sopprimono le giurisdizioni baronali. Con la riforma degli organismi locali, quindi, nel 1809 Capodrise diventa comune e viene eletto sindaco Giovanni Testa.

Nel periodo dopo la sconfitta di Napoleone e il congresso di Vienna a Capodrise si registra una lieve crescita demografica, ma l'economia rimane prevalentemente legata alla coltura dei cereali e della canapa ed iniziano le attività di filatura e tessitura di tale prodotto. Tuttavia cambia ben poco sul piano economico e sociale; gran parte della popolazione vive in miseria e quindi si assiste anche al fenomeno dell'emigrazione.

Nella prima metà del Novecento alla coltura della canapa si alterna anche quella del grano, dei fagioli e del mais per non impoverire troppo il terreno. La maggioranza delle terre è però in mano a pochi possedimenti terrieri, mentre il resto della popolazione è costituita da braccianti, quasi tutti analfabeti, che vivono una vita di stenti e miseria. Di conseguenza anche le botteghe artigiane presenti sopravvivono a malapena.

Durante il regime fascista il comune di Capodrise nel 1928 viene soppresso ed annesso a quello di Marcianise; gli uffici vennero smantellati e molti documenti andarono persi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Piazze[modifica | modifica sorgente]

  • Piazza della Repubblica
  • Piazza Gianni Rodari
  • Largo Modigliani

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 135.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.