Parete (Italia)

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Parete
comune
Parete – Stemma Parete – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Raffaele Vitale (Centro Sinistra per Parete) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Parete)Coordinate: 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Parete)
Altitudine 62 m s.l.m.
Superficie 5,7 km²
Abitanti 11 048[1] (01-01-2013)
Densità 1 938,25 ab./km²
Comuni confinanti Giugliano in Campania (NA), Lusciano, Villa Literno, Trentola-Ducenta
Altre informazioni
Cod. postale 81030
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061054
Cod. catastale G333
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti paretani
Patrono san Pietro, Maria SS Della Rotonda
Giorno festivo Lunedì in Albis
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parete
Posizione del comune di Parete nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Parete nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Parete è un comune italiano della provincia di Caserta ed è situato in Campania.

Storia ed Economia[modifica | modifica sorgente]

Le origini storiche di Parete sono da ricercare nelle prime popolazioni osche che abitavano il territorio della Liburia, che anticamente si estendeva dal golfo di Pozzuoli ai monti Aurunci, su quello che in epoca romana era l'Ager Campanus. Il paese sarebbe potuto essere un centro di notevole importanza storica se alcune tombe costruite dagli Osci in epoca pre-romana non fossero state saccheggiate e distrutte da ignoti all'inizio degli anni settanta[2].

Il paese sorgeva all'incrocio tra l'antica via Campana, che da Pozzuoli conduceva a Capua, e la via Antica che portava alla colonia di Liternum, sul Lago di Patria, rifugio di Scipione l'Africano, il vincitore di Annibale. Successivamente nell'età feudale il borgo raggiunse il rango di ducato e fu proprietà di varie nobili famiglie del regno di Napoli, tra cui i Caracciolo, i Cossa o Coscia ed i Moles. Testimonianza di quel periodo è appunto il Palazzo Ducale, variamente rimaneggiato nel corso dei secoli e oggi di proprietà comunale. L'odierna estensione territoriale è stato configurata a metà Settecento, quando fu istituito il catasto borbonico di re Carlo III. Particolare rilievo, nel panorama di Parete, hanno avuto nei secoli le famiglie dei Cecaro,Sabatino,Falco e Pezone: i primi hanno fornito professionisti (avvocati, notai, medici, ingegneri) e sono state proprietarie di terreni; i secondi hanno contribuito alla crescita del paese mediante la realizzazione di strutture civili e religiose e i terzi erano grandi proprietari terrieri.

Fin dai tempi più remoti, Parete ha avuto un'economia essenzialmente agricola ruotante su coltivazioni arboree e frumentarie (vite, pesco, grano). Ma ai giorni d'oggi, il paese, rientrante a pieno titolo nell'orbita metropolitana di Napoli, vive una vera e propria "crisi d'identità produttiva". Rinnegata l'origine agricola che, nel bene e nel male, ha sempre costituito un dignitoso punto di riferimento a 360 gradi, negli ultimi anni Parete ha infatti abboccato clamorosamente agli infausti miraggi della massificazione edilizia attraverso un massiccio tentativo di importazione di forestieri (da Napoli ma non solo), come fanno intuire anche le sottostanti informazioni demografiche. Tantomeno sembra essere di grande aiuto un'abnorme e immotivata crescita di un settore terziario e commerciale, da ritenersi senza reali sbocchi di mercato già dal piccolo e medio raggio, e molto vicino più ad una fallace situazione di supporto edilizio che ad un reale livello di autonomia e di interazione con altri sostrati economici locali.

Chiese principali[modifica | modifica sorgente]

Le principali chiese di Parete sono due, ed entrambe cattoliche: quella dedicata a San Pietro Apostolo e quella dedicata alla SS. Trinità.

chiesa San Pietro Apostolo[modifica | modifica sorgente]

Questa costruzione sorge sul suolo prima occupato da un altro edificio di culto risalente agli albori del Cristianesimo. L’odierno impianto, a croce latina, presenta uno stile romanico tipico del periodo compreso tra il 1100 e il 1250. Diversi, tuttavia, i rimaneggiamenti succedutisi nel tempo: i capitelli, le cornici e i fascioni a spicchio della Cupola, infatti, giungono dal Cinquecento, mentre la gran parte dei dipinti abbraccia il XVIII secolo[2]. Gli ultimi lavori in ordine cronologico hanno invece avuto luogo all'inizio degli anni Novanta del XX secolo e hanno interessato il portale, le vetrate e la facciata dove oggi spicca un mosaico in vetro del santo discepolo a cui è intitolata la chiesa.

A destra della costruzione sorge il campanile, il quale è dotato di un orologio costruito nel 1906 dalla ditta De Vita di Napoli a spese della locale amministrazione comunale. Nella parte superiore si notano tre campane. Quella di mezzo, la più grande, è stata realizzata dalla ditta Marinelli di Agnone (IS) ed è stata aggiunta in occasione dell’ultimo Giubileo del 2000; sulla sua superficie appare un’immagine del Sommo Pontefice nell’atto di aprire la Porta Santa.

La chiesa è ufficialmente sede parrocchiale dal 1920. Essa è, inoltre, monumento nazionale fin dal 1939[2][3].

chiesa SS. Trinità[modifica | modifica sorgente]

Questo edificio è stato inaugurato il 22 novembre 1970. Sorto sopra un terreno appartenente al sac. Carmine Sabatino, il suo progetto fu elaborato dall'architetto Ugo Santoli di Aversa. L'interno si presenta con impianto a croce greca ed è orlato da 14 finestroni istoriati. Il pavimento, invece, è in marmo di baveno, mentre al di sopra dell'altare maggiore spicca un mosaico della SS. Trinità realizzato dalla ditta Michele Mellini di Firenze.[4].

Agli inizi degli anni Ottanta del XX secolo, l'edificio fu affidato in vicaria curata ai Padri Oblati di San Giuseppe, costretti ad allontanarsi da Solofra (AV) dopo il terremoto del 1980. Accanto al luogo di culto, in particolare, gli stessi religiosi hanno poi costruito un seminario minorile da loro gestito.

In seguito al nuovo Concordato fra Santa Sede e Stato Italiano (18 febbraio 1984), la chiesa paretana della SS. Trinità è stata, infine, riconosciuta giuridicamente come parrocchia[5].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Festa patronale di Maria SS. della Rotonda[modifica | modifica sorgente]

L'immagine di Maria SS. della Rotonda è raffigurata su un quadro rinvenuto, secondo una "leggenda" del posto, nella località detta "la Rotonda" da un contadino il Lunedì dell'Angelo, ossia il giorno seguente a Pasqua. I primi documenti storici certi fanno risalire il culto della Madonna della Rotonda almeno al 1500. Il quadro è stato solennemente incoronato dal Capitolo Vaticano nel 1920.[6].

E proprio in coincidenza del periodo di Pasqua, dei solenni festeggiamenti religiosi e civili sono svolti in onore della Madre di Dio.

Gli appuntamenti liturgici ruotano essenzialmente attorno alle processioni del lunedì in Albis (per tutte le vie del paese) e della domenica successiva (solo le strade principali). Gli eventi folcloristici, invece, sono in genere legati agli addobbi luminosi, alle esibizioni di bande musicali e di complessi canori, nonché agli spari di fuochi artificiali.

Questa festa da sempre riempie i cuori di chi la vive ed è famosa per essere la più suggestiva ed emozionante dell'agro aversano.

Feste religiose scomparse[modifica | modifica sorgente]

San Pietro Apostolo

All'apostolo pescatore, ancora oggi Protettore di Parete, è intitolata la più antica chiesa Parrocchiale del paese che è sita in piazza Papa Giovanni Paolo II. L'origine del culto pietrino in Parete è fatto risalire ad una "leggenda" del posto secondo cui l'Apostolo, in viaggio verso Roma lungo la via Campana, avrebbe brevemente soggiornato e predicato in quello che allora era un piccolo villaggio. A questo avvenimento "leggendario" sarebbe così collegato anche il primitivo nome del paese: "Sancti Petrus ad parietes", cioè "(la chiesa di) S. Pietro presso le case (=pareti)" per distinguere la chiesa da altre cappelle sparse nelle campagne e isolate da centri abitati.

La Festa in suo onore era svolta annualmente agli esordi dell'autunno, alla fine della stagione agraria. Originariamente fissata alla terza domenica di ottobre, fu poi anticipata alla prima domenica dello stesso mese. Festa che coinvolgeva l'intero paese, ruotava essenzialmente attorno a due eventi: la processione domenicale e l'esibizione di un Concerto Bandistico il giorno successivo. Tale kermesse non si svolge più dalla fine degli anni Novanta.

San Filippo Neri

Svolta presso l'omonima chiesetta di via Garibaldi (Piazza Berlinguer), nel cuore del paese. Fissata all'ultima domenica di maggio, aveva un carattere spiccatamente di ritrovo popolare. Scomparsa coi primissimi anni Novanta.

Santa Caterina

Svolta presso l'omonima chiesetta privata di via Marconi nella seconda metà di giugno. A differenza delle due manifestazioni precedenti essa si distingueva per il suo carattere spiccatamente rionale (l'area ruotante fra via Marco Polo e Piazza Guido Rossa). Scomparsa pur essa coi primissimi anni Novanta.

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

In origine esso era costituito da 5 torri abbattute, però, già nel corso del XVII secolo.

  • Il paese è famoso per le sue specialità come il vino asprinio, la melannurca e le prestigiose fragole.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2013.
  2. ^ a b c Leopoldo Santagata, PARETE, Parete 1981
  3. ^ Salvatore Falco, MEMORIE STORICHE SULLA EFFIGE DI MARIA SS. DELLA ROTONDA, Parete 2000
  4. ^ Leopoldo Santagata, PARETE, Parete 1981, pag. 173
  5. ^ Francesco Di Virgilio, COMUNITA' RELIGIOSE NELLA DIOCESI DI AVERSA, Aversa 1996, pag. 37 -- http://www.sangiuseppemarello.it/pages/oblati05.htm
  6. ^ vedasi nota 2
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]