Terenziano di Todi

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San Terenziano di Todi

Vescovo e martire

Nascita  ?
Morte II secolo
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 1º settembre

Terenziano di Todi (I secolo1º settembre II secolo) è stato un vescovo, santo e martire romano del II secolo; è venerato come santo e martire dalla Chiesa cattolica.

Indice

Biografia[modifica]

Non esistono dati biografici certi su Terenziano: essendo il suo nome di chiara origine latina gli storici propendono per una provenienza romana. È stato una figura di primo piano nella diffusione del Cristianesimo nell'antica Tuscia.

Dallo studio delle numerose iscrizioni lapidee romane, l'agiografo mons. Zaffarami fa risalire la venuta della gens Terentia (a cui Terenziano sarebbe appartenuto) nel territorio dell'antica Tuscia ai primi anni del II secolo.

Terenziano venne eletto vescovo di Todi in tarda età.

Il proconsole Leziano, istigato da Flacco (sacerdote del tempio di Giove), lo accusò di praticare arti magiche. Terenziano venne quindi arrestato e processato. Nonostante le torture cui venne sottoposto, Terenziano non sconfessò il suo credo religioso. Secondo la tradizione gli venne amputata la lingua, ma a diventare muto fu lo stesso Leziano che morì poco dopo.

La tomba di San Terenziano, custodita nella chiesa inferiore di San Terenziano (Gualdo Cattaneo - PG)

Il processo fu ripreso dagli augustali Celso e Leonzio e vide il coinvolgimento come coimputato di Flacco, nel frattempo convertito e battezzato dallo stesso Terenziano. Saranno entrambi condannati alla decapitazione. Era il primo di settembre. Incerta è la datazione. Secondo la Passio Sancti Terenctiani il martirio sarebbe avvenuto sotto l'impero di Publio Elio Traiano Adriano 85 anni dopo la morte di Cristo. Il Martirologio Romano invece colloca il martirio verso l'anno 138 mediante crudeli tormenti, la recisione della lingua e il troncamento del capo.

Secondo la tradizione due cristiani, avvertiti in sogno, seppellirono i corpi di Terenziano e Flacco in un luogo chiamato Colonia che distava otto miglia dalla città. Da quel momento il luogo venne identificato con il nome del santo: San Terenziano.

La Passio Sancti Terenctiani, che ebbe una grande diffusione nel medioevo, ponendo il martirio sotto l'imperatore Adriano è l'unico testo che fa risalire la diocesi umbra al II secolo. Non solo, ma rimarcando l'età avanzata di Terenziano all'epoca del martirio, di fatto suggerisce la suggestiva ipotesi dell'apostolicità della chiesa di Todi.

In realtà eminenti studiosi ritengono l'ipotesi non credibile. In particolare nel Martirologio Geronimiano al primo di settembre si fa esplicito riferimento In Tudertina Tusciae Terentiani episcopi e l'espressione ha indotto l'autorevole Lanzoni a collocare un Terenziano vescovo nel IV secolo. La tesi ha evidentemente ragioni e controragioni. Quest'ultime si nutrono essenzialmente del fatto che l'espressione episcopi normalmente non è riferita ai vescovi martiri. Mentre a favore della tesi lanzoniana, l'agiografo Giovanni Lucchesi osserva che l'antica cattedrale di Todi fu la pieve extraurbana di san Terenziano ed è notorio cha la titolazione delle cattedrali indica piuttosto il costruttore che il santo.

Il culto[modifica]

Il culto di san Terenziano è diffuso in molte zone d'Italia. In particolare san Terenziano è il santo patrono di Capranica (VT) dove sono conservate sue relique. In onore al Patrono dal XVI secolo è costituita l'omonima confraternita religiosa la quale ogni anno cura, la prima domenica di settembre, la solenne processione con il busto del Santo. È venerato, inoltre, nelle seguenti ulteriori località:

La sua Memoria liturgica cade il 1º settembre.

Capranica (VT) - Festa Patronale[modifica]

Capranica, festeggia il suo Patrono S. Terenziano la prima domenica del mese di settembre, anche se in verità la festività liturgica, ricordo della morte e martirio, è riconducibile al giorno 1 dello stesso mese.

Il culto di S. Terenziano a Capranica può essere fatto risalire al 1260, quando Pandolfo II Anguillara, come bottino di guerra per la riconquista di Todi ribellatasi al Papa Alessandro IV, dopo averle trafugate, vi porta le reliquie. L’arrivo di queste reliquie si ritiene possa essere stato interpretato come segno divino dall’allora comunità di Capranica, al punto che la devozione popolare affermatasi nel tempo acclamò il Santo martire, del quale peraltro possedeva e venerava le reliquie da qualche tempo, a celeste intermediario di protezione.

Quale manifestazione devozionale, nel XVI secolo sulla sommità di un monte prospiciente l’abitato di Capranica (che da allora è identificato come monte di S. Terenziano) è stata edificata una chiesetta rurale (oggetto di recente di un competente restauro conservativo) nonché costituita una confraternita religiosa, giunta ai giorni nostri e titolata ai Santi Terenziano e Rocco.

Di Terenziano e della sua vita si hanno poche notizie. Vescovo di Todi in Umbria, all'epoca del martirio avvenuto sotto l'imperatore Adriano era già anziano, viene infatti raffigurato come un uomo avanti nell’età, dall’aspetto austero, con folta barba ed abiti episcopali. Subì il martirio a causa del suo ministero, avendo attirato le attenzioni dei pagani di Todi ed in particolare di un sacerdote del tempio di Giove, Flacco, che lo denunciò all’imperatore Adriano affinché fosse perseguitato. Arrestato dal proconsole della Tuscia, Leziano, inviato appositamente a Todi dall’imperatore Adriano, venne processato e torturato (viene scarnificato, posti carboni accesi ai fianchi, recisa la lingua) affinché rinnegasse il suo credo cristiano. Leziano, preso dall'ira nel vedere l'impassibilità del Vescovo di fronte alla tortura, lo condannò infine a morte per decapitazione: era il giorno 1 del mese di settembre (anno tra il 118 ed il 137 d.C.).

Il culto di S. Terenziano, Vescovo e Martire, è diffuso in molte zone d'Italia ma solo a Capranica è venerato come Patrono intercessore ed a lui sono attribuiti, nel tempo, fatti prodigiosi e protezioni. Un pregevole busto del Santo (immagine su http://i41.tinypic.com/9glz48.jpg), in abiti episcopali e mitra, realizzato in lamina di rame argentato con al suo interno la reliquia del cranio, fu donato per devozione alla comunità di Capranica nel 1631 dal concittadino Bernardino Naro: è normalmente conservato in una teca murale situata nella navata destra della chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo. La tradizione vuole che la sera che precede la festa patronale, dall’abitato di Capranica ci si rechi presso la chiesetta rurale dedicata al Santo, percorrendo rigorosamente a piedi il buio tragitto che per l’occasione è illuminato da fiaccole e lanterne. La serata, dopo una breve funzione religiosa, trascorre con intrattenimenti vari, banda musicale, globo aerostatico. Caratteristica era l’usanza, ormai da vari anni abbandonata, che voleva che il raduno terminasse con una collettiva e festosa mangiata di anguria nel piazzale terroso antistante la chiesa, affettata e distribuita a volontà tra i presenti.

Il giorno della festa il busto del Santo, ai lati del quale trovano sistemazione due pregevoli e proporzionati reliquiari d’argento a forma di braccia che gli fanno assumere un aspetto benedicente, è collocato su di un’antica macchina processionale a raggera dorata ed angeli lignei. Al suono della banda musicale percorre le vie del paese, accompagnato dai numerosi confratelli dell'omonimo sodalizio religioso che indossano veste verde, mantellina rossa e cordone, per raggiunge la chiesetta rurale situata sul monte a lui dedicato, salutato nel suo percorso da fragoroso sparo e suono di campane. Il braccio destro conserva un osso del braccio del Santo mentre il braccio sinistro conserva una reliquia di S. Biagio.

Analogo evento processionale (per i capranichesi detta “processione delle cocciarelle” in quanto nei tempi trascorsi si radunavano lungo il percorso venditori di piccoli prodotti artigianali in coccio e terracotta) avviene la sera dell’8 settembre di ogni anno, giorno questo dedicato alla commemorazione della nascita della Madonna. In tale occasione il Santo Patrono è trasportato presso il piazzale antistante la chiesa della Madonna del Piano, situata subito fuori dell’abitato, al cui interno è conservato un affresco attribuibile al pittore Francesco Cozza che raffigura la ricorrenza mariana. Per l’occasione la facciata della chiesa, pregevole opera dell’architetto Jacopo Barozzi, detto Il Vignola, è tradizionalmente illuminata da una moltitudine di candele e lumini sistemati ad evidenziarne i caratteri architettonici principali che, complice l’oscurità serale del periodo, creano già da lontano e con l’avvicinarsi della processione, un artistico gioco di luce che aggiunge fascino e suggestione alla celebrazione. (fonte RICLAN64 - Lanzalonga Riccardo)

Fonti[modifica]

  • Mons. Zaffarami, San Terenziano primo vescovo e martire di Todi..., Todi 1935
  • Annuario delle diocesi e del clero d'Italia 1924
  • G. Lucchesi, Terenziano, in Bibliotheca Sanctorum, XII, coll. 370-372, Roma 1961-1970
  • Lanzoni, La Passio S. Sabini, 1903
  • O. Maturo, Antica leggenda ed inni inediti di San Terenziano, in Archivio per la Storia Ecclesiastica dell'Umbria, I (1913), pp. 239–247
  • P. Chiricozzi, San Terenziano V.M. patrono di Capranica, Roma 1985 (nuova edizione)

Collegamenti esterni[modifica]