Arpino

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Arpino
comune
Arpino – Stemma Arpino – Bandiera
Arpino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Renato Rea dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°39′00″N 13°37′00″E / 41.65°N 13.616667°E41.65; 13.616667 (Arpino)Coordinate: 41°39′00″N 13°37′00″E / 41.65°N 13.616667°E41.65; 13.616667 (Arpino)
Altitudine 447 m s.l.m.
Superficie 56,24 km²
Abitanti 7 552[1] (31-12-2010)
Densità 134,28 ab./km²
Frazioni Carnello, Civitavecchia, Collecarino, Vallefredda, Vallone, Vignepiane, Colle Lo Zoppo, Sant'Amasio, Forglieta, Scaffa
Comuni confinanti Broccostella, Casalattico, Casalvieri, Castelliri, Fontana Liri, Fontechiari, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Santopadre, Sora
Altre informazioni
Cod. postale 03033
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060010
Cod. catastale A433
Targa FR
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 988 GG[2]
Nome abitanti arpinati
Patrono Madonna di Loreto
Giorno festivo 10 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arpino
Posizione del comune di Arpino nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Arpino nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Arpino (Arpinum in latino, Arpinë in dialetto ciociaro[3] nord-orientale), è un comune italiano di 7 552 abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Arpino dall'acropoli di Civitavecchia; sullo sfondo, la Civita Falconara

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città di Arpino si sviluppa sul versante sinistro della media valle del fiume Liri, su di un sistema collinare ad un'altitudine di circa 450 m s.l.m. Il centro è dominato dall'acropoli, detta Civitavecchia (650 m)[4].

Nel territorio comunale si raggiunge un'altitudine massima di 837 m (località Montecoccioli) mentre l'altitudine minima è di 192 m s.l.m.[5] Il territorio, per lo più votato all'agricoltura (numerosi gli oliveti secolari) e tuttora scarsamente urbanizzato, è ricco di boschi[4].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è caldo e secco durante l'estate, con rare piogge pomeridiane dovute a cumulonembi provenienti dai vicini monti Ernici e monti Marsicani. L'autunno è fresco e moderatamente piovoso, con picchi di pioggia a seconda del disporsi delle correnti al suolo e delle configurazioni bariche. L'inverno è freddo e umido, poiché presenta tratti semi-continentali per via della presenza di inversione termica, che talvolta favorisce minime anche di alcuni gradi sottozero; la pioggia è abbondante in questa stagione, soprattutto con correnti disposte da ovest/sud-ovest; in inverno non mancano episodi nevosi: nella prima metà del febbraio 2012 ad Arpino caddero 60 cm di neve. La primavera è variabile, mite e moderatamente piovosa, con alternanza di periodi freddi e piovosi a periodi caldi e secchi; frequenti sono però le incursioni di aria fredda nella prima parte della stagione primaverile, con possibilità di nevicate e gelate tardive (queste ultime specie nella parte più bassa del comune). Frequente è la presenza di nebbia a valle (ma non nel centro storico), talvolta anche molto fitta ed estesa, soprattutto nelle stagioni autunnali,invernali e primaverili in nottate da irraggiamento notturno. In alcune occasioni la nebbia rimane per l'intera giornata (anche nelle ore centrali del giorno) a valle, nell'area più bassa e pianeggiante del comune, con freddo-umido, marcata inversione termica e visibilità molto ridotta.

Il Castello della Civita Falconara visto da Civitavecchia in autunno


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il toponimo Arpino (ovvero Arpinum nei tempi classici) si pensa derivi dal fatto che il paese visto dall'alto presenta una forma che ricorderebbe quella di un'arpa.

Non si conosce l'esatta età della fondazione di Arpino, anche se ritrovamenti archeologici ne dimostrano le origini volsche, popolo di origini incerte a cui sono connesse le vicende dei rostri del foro (preda romana dopo la battaglia navale al largo di Anzio) e di Coriolano.

Le tradizioni locali, e una serie di iscrizioni ancora visibili, fanno risalire la fondazione della città al dio Saturno o ai Pelasgi, analogamente alle altre città del Lazio meridionale cinte da possenti mura megalitiche e dette città saturnie.

Tale tradizione di fondazione, unitamente alla fierezza per i tanti figli illustri che hanno contribuito alla crescita e alla grandezza di Roma antica, è scolpita in una orgogliosa lapide in lingua latina posta sulla porta medievale di ingresso da est ad Arpino, detta Porta Napoli; la traduzione italiana suona così: O VIANDANTE, STAI ENTRANDO IN ARPINO, FONDATA DA SATURNO, CITTA' DEI VOLSCI, MUNICIPIO DEI ROMANI, PATRIA DI MARCO TULLIO CICERONE PRINCIPE DELL'ELOQUENZA E DI CAIO MARIO SETTE VOLTE CONSOLE. L'AQUILA TRIONFALE, PRESO IL VOLO DA QUI ALL'IMPERO, SOTTOMISE A ROMA TUTTO IL MONDO. RICONOSCI IL SUO PRESTIGIO, E VIVI IN SALUTE.

Lapide alla Porta Napoli, rivolta al viandante che entra nella Città
Porta Napoli

Fu teatro e obiettivo di scontri tra Romani e Sanniti, fino ad essere conquistata dai primi nel 305 a.C. Due anni dopo ottenne la cittadinanza romana sine suffragio e divenne prefettura. Nel 188 a.C. ottenne definitivamente la cittadinanza romana.

La sua importanza crebbe fino ad ampliare il suo territorio che raggiungeva a nord-ovest l'attuale Casamari (anticamente Cereatae) e a sud Arce.

Gaio Mario, che ne fu illustre cittadino (e il cui nome è ancor oggi ricordato non solo nell'etimologia della località arpinate di nascita, Casamari (Casa Marii, per l'appunto), ma persino nell'etimologia della regione francese della Camargue (Caii Marii Ager), donò alla città alcuni territori conquistati nella Gallia Narbonense dopo la Battaglia dei Campi Raudii nel 101 a.C.

Con Silla iniziò la sua lenta decadenza che si protrasse durante l'epoca imperiale.

Anche l'avvocato, politico e filosofo romano Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C.; egli è una vera gloria di Arpino, e la sua città fu spesso citata nelle sue opere con orgoglio e anche con nostalgia; in tempi moderni è stato dato il suo nome al corso principale della città, allo storico Convitto Nazionale Tulliano, al Liceo Ginnasio Tulliano, alla Torre medievale dell'Acropoli di Arpino e a diverse altre istituzioni, circoli, scuole, persino persone; nella stessa Acropoli si narra esistesse una sua casa, presumibilmente nell'attuale via Cicera, adiacente al cosiddetto Muro Cicero, probabilmente appartenuta alla nobile ed estinta famiglia arpinate dei De Bellis fino al diciottesimo secolo, e ora ridotta a rudere, nonostante la famosa scrittrice e viaggiatrice Marianna Candidi Dionigi, nel suo diario di viaggio intitolato Viaggi in alcune città del Lazio che diconsi fondate dal re Saturno, edito a fascicoli intorno al 1809, a pagina 51, ritenga di aver individuato tale casa e la piccola via adiacente, composta di pietre simili nel taglio a quelle della via Appia, ne descrive l'emozione, loda gli arpinati per l'orgoglio che mostrano per tante vestigia, e ne riproduce persino l'allocazione nella sua bellissima Mappa di Arpino riportata nel volume predetto a pagina 46.

Pianta topografica della Città di Arpino (comprendente l'Acropoli) stampata sul volume "Viaggi nelle antiche città del Lazio" di Marianna Candidi Dionigi, del 1809/1812

Nell'Alto Medioevo le sue mura fortificate ne fecero un centro di rifugio e difesa dalle invasioni barbariche. In questo periodo Arpino fu più volte contesa tra il Ducato romano, il Ducato di Benevento, l'invasione dei Franchi (860), le scorrerie dei Saraceni. Dopo il 1000 divenne territorio dei Normanni, poi degli Svevi e del Papato e dovette subire due distruzioni: la prima nel 1229 con Federico II e la successiva nel 1252 a opera di Corrado IV. In questa seconda occasione i danni furono molto rilevanti: la città fu rasa al suolo e furono irrimediabilmente perdute molte delle antiche testimonianze romane. Gli abitanti trovarono rifugio nella vicina località fortificata di Montenero; oggi nella frazione omonima ci sono i resti di un'antica torre.

Nel 1580 Arpino entrò a far parte del Ducato di Sora, feudo parzialmente autonomo del Regno di Napoli. Il Ducato fu soppresso nel 1796 e con esso Arpino entrò a far parte prima del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie, fino al 1860. Entrò a far parte della Provincia di Terra di Lavoro, in Campania, fino al 1927, dopodiché, con l'istituzione della Provincia di Frosinone, divenne parte di questa nuova provincia laziale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua cinta di mura poligonali, dette "ciclopiche" e datate al XIII secolo a.C., si apre una singolare porta nota come "arco a sesto acuto", propriamente un arco a mensola.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Acropoli di Arpino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Arpino

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Libro di pietra[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1984, grazie all'iniziativa del poeta Giuseppe Bonaviri, Arpino ospita una singolare antologia di poesie incise su lastre di pietra e installate in vari punti caratteristici nel paese e negli immediati dintorni[7][8][9].

Persone legate ad Arpino[modifica | modifica wikitesto]

Vi nacquero Marco Tullio Cicerone, Gaio Mario, Marco Vipsanio Agrippa ed il noto pittore rinascimentale Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino; in tempi moderni Arpino ha dato i natali tra l'altro al professor Pasquale Rotondi, noto come il salvatore dei capolavori dell'arte italiana durante l'ultima guerra mondiale; l'artista Umberto Mastroianni e il compositore Ennio Morricone sono inoltre cittadini onorari di Arpino, essendo le loro famiglie di origini arpinate e ancor oggi ivi radicate.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Arpino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente parte dell'antica provincia di Terra di Lavoro, nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto numero 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Arpino passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Acropoli di Arpino, arco a sesto acuto

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è Società Sportiva Dilettantistica Arpino che milita nel girone H laziale di Prima Categoria. È nata nel 1954.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, pagina 40.
  4. ^ a b Arpinoturismo.it Dove si trova. URL consultato il 28 maggio 2010.
  5. ^ Comuni-italiani.it Arpino: clima e dati geografici, riscaldamento. URL consultato il 28 maggio 2010.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Libro di Pietra sul sito ArpinoTurismo.it
  8. ^ Lista dei libri di pietra di Arpino
  9. ^ Libri di pietra ad Arpino su GoogleMaps

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]