Gaetano Filangieri

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Gaetano (senior) Filangieri

Gaetano (senior) Filangieri (San Sebastiano al Vesuvio, 22 agosto 1753[1]Vico Equense, 21 luglio 1788) è stato un giurista e filosofo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terzogenito di Cesare Filangieri, principe di Arianiello, e di Marianna Montalto, figlia del duca di Fragnito, nacque il 22 di agosto del 1753 in un'antica villa di suo padre, sita nel territorio del Casale di San Sebastiano di Napoli (poi San Sebastiano al Vesuvio) in località detta la Cercola.

Fu avviato dal padre alla carriera militare sin dall'età di sette anni, ma ben presto iniziò a dedicarsi agli studi storici e giuridici, conseguendo nel 1774 la laurea in avvocatura.

La sua eloquenza e la sua profonda conoscenza giuridica lo resero ben visto alla corte di Carlo III di Borbone, in particolare per la sua difesa del decreto reale che riformava gli abusi dell'amministrazione della giustizia.

Cava de' Tirreni, Villa Eva in una cartolina del 1920 circa.

Dal 1777 fu al servizio di Ferdinando IV di Borbone, di cui fu gentiluomo di camera. Divenne poi ufficiale del Real Corpo dei Volontari di Marina.

Nel 1783 abbandonò la carriera militare. Lo zio Serafino alla morte (1782) gli aveva lasciato la commenda costantiniana del priorato di S. Antonio di Sarno con le relative rendite. Sposò poi la dama ungherese Caroline Frendel (che gli dette due figli, Carlo e Roberto), giunta a Napoli al seguito di Maria Carolina e divenuta istitutrice della secondogenita della coppia reale. Dopo il matrimonio, nell'estate del 1783 decise di lasciare Napoli, per trasferirsi alla Cava.

Dimorò a Villa Eva immersa tra il verde in modo da poter studiare e scrivere nel "dilettevole silenzio della campagna", dove elaborò la celebre Scienza della Legislazione. La villa era di proprietà della famiglia Carraturo a cui apparteneva il canonico Andrea professore di Sacra Teologia, storico di grande erudizione che fu amico ed estimatore del Filangieri. La figura di Gaetano Filangieri è strettamente legata alla città di Cava, che diventò, nel biennio 1786-87, un luogo di "pellegrinaggio" di personaggi colti di tutta Europa.[2]

Nel 1787 rientrò a Napoli chiamato al Supremo Consiglio di finanza retto da Giambattista Albertini, principe di Cimitile.

Morì malato di tubercolosi a Vico Equense nel Castello Giusso il 21 luglio 1788 e fu sepolto nell'ex Cattedrale della Santissima Annunziata (a quel tempo cattedrale) della stessa cittadina.

Fu iniziato in massoneria in una loggia napoletana di costituzione inglese. Ebbe solenni funerali massonici, celebrati da Domenico Cirillo, Mario Pagano, Donato Tommasi e Giuseppe Leonardo Albanese, ai quali parteciparono delegazioni di tutte le logge napoletane di obbedienza inglese[3].

La Scienza della Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

La Scienza della Legislazione è un'opera di alto ed innovativo valore europeo in materia di filosofia del diritto e teoria della giurisprudenza. In quest'opera che fu così apprezzata per la sobrietà della critica e per la concreta esposizione sul piano giuridico, Filangieri espose un pensiero frutto della grande cultura napoletana antecedente l'Unità d'Italia, rappresentata in particolare da Giambattista Vico e da Pietro Giannone, che interpolò con le teorie dei filosofi francesi, in particolare con le dottrine di Montesquieu e soprattutto di Rousseau.

Fu pubblicata a partire dal 1780 in sette volumi e una parte uscì postuma (l'indice e parte del libro V).

La Scienza della Legislazione porta alla luce le ingiustizie sociali che affliggevano anche la Napoli pre-borbonica come le tante altre capitali europee (Parigi, Londra, San Pietroburgo, ecc.) pervasa dal lusso sfrenato dei privilegi feudali di aristocrazia e clero sfruttatori del popolo, e al tempo stesso chiede alla Corona di farsi portatrice di una "rivoluzione pacifica", una sorta di modello di monarchia illuminata, secondo i canoni illuministici, da conseguire attraverso una seria azione riformatrice da attuarsi sugli strumenti giuridici.

Importanti l'affermazione dell'esigenza di attuare una codificazione delle leggi e una riforma progressiva dalla procedura penale, la necessità di operare una equa ripartizione delle proprietà terriere ed anche un miglioramento qualitativo dell'educazione pubblica oltre ad un suo rafforzamento su quella privata.

L'opera fu tradotta in inglese, in francese, in tedesco, in spagnolo e rappresentò anche uno dei modelli ispiratori per Benjamin Franklin e per la Costituzione americana. Fu messa all'Indice dalla Chiesa cattolica nel 1784, per le sue idee riformatrici e per i suoi attacchi ai diritti del clero.

Per ciò che attiene al diritto criminale, nell'opera Filangieri dà un'innovativa definizione di delitto: «Non tutte le azioni contrarie alle leggi sono delitti, non tutti coloro che le commettono sono delinquenti. L'azione disgiunta dalla volontà non è imputabile; la volontà disgiunta dall'azione non è punibile. Il delitto consiste dunque nella violazione della legge accompagnata dalla volontà di violarla».

Opere e scritti nelle principali edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Riflessioni politiche su l'ultima legge del sovrano, che riguarda la riforma dell'amministrazione della giustizia, Napoli 1774
  • La scienza della legislazione, Napoli 1780-1785
  • Reflexiones sobre la libertad del comercio de frutos, Madrid 1784
  • Il mondo nuovo e le virtù civili: l'epistolario di Gaetano Filangieri 1772-1788, Napoli 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [Ruggiero Cianci di Sanseverino, Gaetano Filangieri Edizioni Cimento, Napoli 1956, p.7/ Bernardo Cozzolino, San Sebastiano al Vesuvio: Un itinerario storico artistico e un ricordo di Gaetano Filangieri, Edizioni Poseidon, Napoli 2006, p.137]
  2. ^ Il diritto dell'uomo alla ricerca della felicità. Convegno di studi in memoria di Gaetano Filangieri. Cava de'Tirreni 15,16 e 17 maggio 2008
  3. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei liberi muratori. Brevi biografie di massoni famosi, Roma-Milano, Erasmo Editore-Mimesis, 2005, p. 122

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Valente, Gaetano Filangieri, in "Poliorama Pittoresco", n. 10 del 20 ottobre 1838, pp.77-78;
  • Gerardo Ruggiero, "Gaetano Filangieri. Un uomo, una famiglia, un amore nella Napoli del Settecento" 1999 Alfredo Guida Editore
  • Gaetano Pecora, "Il pensiero politico di Gaetano Filangieri. Una analisi critica", Rubbettino Editore, 2007;
  • Vincenzo Ferrone, La società giusta ed equa. Repubblicanesimo e diritti dell'uomo in Gaetano Filangieri, Roma-Bari, Laterza, 2003;
  • Bernardo Cozzolino, San Sebastiano al Vesuvio: Un itinerario storico artistico e un ricordo di Gaetano Filangieri, Edizioni Poseidon, Napoli 2006;
  • F.S. Salfi, Franco Crispini (ed.), "Introduzione" di Valentina Zaffino, Elogio di Filangieri, Cosenza, Pellegrini, 2012, ISBN 978-88-8101-863-5
  • "Frontiera d'Europa" (Rivista storica semestrale, Esi editore - Istituto Italiano per gli Studi Filosofici), anno XVI, n. 2, 2010 intitolato Studi filangieriani.

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