Alfonso Pecoraro Scanio

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Alfonso Pecoraro Scanio

Luogo nascita Salerno
Data nascita 13 marzo 1959
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato
Partito Federazione dei Verdi
Legislatura XI, XII, XIII, XIV, XV
Gruppo Verdi
Coalizione L'Unione
Circoscrizione XX (Campania 2)
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
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Alfonso Pecoraro Scanio (Salerno, 13 marzo 1959) è un politico italiano. È stato presidente nazionale della Federazione dei Verdi dal 2 dicembre 2001 al 19 luglio 2008, ministro delle Politiche agricole nel governo Amato II e ministro dell'Ambiente nel governo Prodi II.

Indice

[modifica] Biografia

Alfonso Pecoraro Scanio è il primogenito di Giuseppe, noto avvocato salernitano, e di Ileana Petretta, maestra elementare. Ha due fratelli minori: Marco, ex calciatore, laureato in giurisprudenza e dal 2006 al 2008 senatore, e Francesca, giornalista.

Frequenta a cinque anni la prima elementare da privatista; dopo le medie si iscrive al Liceo classico Torquato Tasso di Salerno e nel 1981 si laurea in Giurisprudenza con una tesi in Diritto pubblico comparato. Alla morte improvvisa del padre, Alfonso rileva il suo posto nello studio legale ed esercita la professione di avvocato per circa dieci anni.

[modifica] Formazione politica

Inizia la sua attività politica durante gli studi liceali con i movimenti nonviolenti e radicali. Fonda, con altri, l'Associazione Salernitana del Partito Radicale.

Nel 1979 è eletto Presidente del Consiglio Federale del Partito Radicale della Campania

Nel 1982 fonda un Centro Giuridico di Denuncia a tutela dei consumatori e l'Associazione "Vigilanza Verde".

Nel 1985 viene eletto al Consiglio comunale di Salerno nelle liste dei Verdi, nel 1987 è assessore della prima giunta di alleanza tra Sinistra e Verdi di Salerno e nel 1989 viene nominato coordinatore dei Verdi europei. In seguito approda al Consiglio regionale della Campania.

È deputato dal 1992, eletto a Napoli dove, dallo stesso anno, è anche consigliere comunale.

Realizza in Parlamento la prima indagine conoscitiva sugli OGM, sul patrimonio forestale, sulla pesca e sull'acquacoltura. Portano la sua firma alcune leggi contro il maltrattamento degli animali, sull'imprenditoria giovanile, sulla riforma dei consorzi agrari, sulla tutela dell'origine dell'olio di oliva prodotto in Italia.[senza fonte]

[modifica] Ministro del Governo Amato II

Primo esponente dei Verdi, a livello internazionale, a ricoprire l'incarico di Ministro dell'Agricoltura nel 2000 nel Governo Amato II, vara la riforma dell'agricoltura italiana (Legge di Orientamento sull'Agricoltura). Adotta il principio di precauzione nel tema della sicurezza alimentare e impedisce la diffusione in Italia degli OGM. Aumenta i fondi per la ricerca in laboratorio e in aree confinate e per la sicurezza dei cittadini nell'emergenza di mucca pazza.[senza fonte]

Negli anni '90 gode di una notevole esposizione mediatica, partecipando frequentemente a programmi televisivi non solo in qualità di politico e di opinionista, ma anche come ospite di spettacoli di intrattenimento: canta a un'edizione del Festival di Sanremo e balla alla trasmissione di Raidue Furore.

Nel 2000 dichiara pubblicamente (anche attraverso interviste sui periodici) la sua bisessualità[1]. È il primo ministro italiano a compiere un coming out.

[modifica] Presidente dei Verdi

Il 2 dicembre 2001 è eletto presidente della Federazione dei Verdi, che prendono parte della coalizione de l'Ulivo alle elezioni politiche del 2001. Parallelamente, condivide molte istanze del movimento altermondialista, sostenendone soprattutto le posizioni ambientaliste e pacifiste. Questo percorso porta i Verdi a condividere molte battaglie con Rifondazione Comunista, estranea all'Ulivo.

È uno dei sette candidati alle elezioni primarie dell'Unione del 16 ottobre 2005, giungendo quinto con 95.388 voti (il 2,2% dei consensi), alle spalle di Romano Prodi, che diviene candidato premier della coalizione, di Fausto Bertinotti, Clemente Mastella e Antonio Di Pietro.

[modifica] Ministro del Governo Prodi II

Collabora alla stesura del programma dell'Unione per le elezioni politiche 2006, facendosi portavoce, in maniera particolare, della necessità di un riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto (Pacs), del ritiro immediato delle truppe italiane dall'Iraq e della lotta al precariato (mediante l'abrogazione o almeno il superamento della Legge 30/2003).

Numerose polemiche suscita una fotografia pubblicata dai giornali, in cui Pecoraro Scanio viene immortalato mentre ride ai funerali delle vittime dell'Attentato di Nassiriya, il 27 aprile 2006.[2]

Il 17 maggio 2006 diventa Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio nel Governo Prodi II. Durante il suo dicastero, viene attaccato dal collega Antonio Di Pietro che lo accusa indirettamente di praticare, con i Verdi, ostruzionismo sul programma delle grandi opere. [3]

[modifica] La crisi dei rifiuti

Nel 2008 viene presentata in Parlamento una mozione di sfiducia nei suoi confronti dalle forze politiche d'opposizione che lo ritengono tra i principali responsabili della emergenza dei rifiuti in Campania. La mozione, che sarebbe stata appoggiata anche da alcuni esponenti della maggioranza[4], non arriva al voto in Senato, per la caduta anticipata del governo Prodi.

Per metterlo al riparo dalle polemiche sul suo coinvolgimento nella crisi dei rifiuti, la Sinistra Arcobaleno decide di non ricandidarlo in Campania per le elezioni politiche 2008 e di presentarlo come candidato in Puglia. Nonostante ciò, non viene rieletto. Al termine dei suoi 16 anni di carriera parlamentare è stato liquidato con un TFR di 149.792 euro e percepisce un vitalizio di 8.836 euro lordi al mese.[5]

Nella vicenda dei rifiuti campani è stato sostenuto dal comico Beppe Grillo che, nel suo blog, gli ha dedicato un post intitolato Il Pecoraro Espiatorio, in cui Pecoraro veniva sollevato dalle responsabilità a lui attribuite per indicare altri responsabili.[6]

[modifica] Accuse di gestione personalistica

Pecoraro Scanio è stato criticato all'interno del partito per la sua gestione definita "personalistica", in particolare in occasione della candidatura al Senato del fratello Marco Pecoraro Scanio come capolista della lista "Insieme con l'Unione" nel collegio della regione Campania nelle elezioni politiche 2006. Il fratello Marco, dopo essere diventato senatore, nelle successive elezioni politiche del 2008 ha però rinunciato a ricandidarsi, al fine di non dare corso ad ulteriori polemiche.[7]

[modifica] Vicende giudiziarie

Una inchiesta della procura della Repubblica di Potenza lo ha coinvolto quale ministro dell'Ambiente, indagandolo per associazione a delinquere e corruzione per alcuni rapporti ipotizzati dai magistrati con imprenditori legati allo smaltimento dei rifiuti e al titolare di un'agenzia di viaggi specializzata in vacanze di lusso, affitto di yacht e velivoli oltre che nel provvedere anche a organizzazione di servizi di scorta. Gli atti di chiusura dell'indagine sono stati trasmessi per competenza al Tribunale dei Ministri. Pecoraro Scanio avrebbe usufruito di vari favori a titolo di ricompensa per la concessione di appalti ed incarichi di consulenza. Inoltre avrebbe effettuato come viaggi privati in elicottero pagati dal Ministero e in cambio avrebbe ricevuto altri voli privati in elicottero, vacanze verso mete esotiche e soggiorni in un hotel di sette stelle a Milano a spese dell'imprenditore che noleggiava i trasporti in elicottero. Inoltre, secondo i magistrati, lo stesso imprenditore avrebbe acquistato un terreno per conto del ministro nella zona di Viterbo e la locazione di un immobile a Roma che sarebbe dovuta diventare la sede di una fondazione riconducibile al ministro. Pecoraro Scanio ha smentito ogni addebito e la sua difesa si è detta pronta a dimostrare che i viaggi in elicottero privato sono stati effettuati in quanto più economici dei costi degli stessi viaggi compiuti con i mezzi della Forestale.[8]

[modifica] Saggistica

Tra i partecipanti al Forum Sociale Mondiale, è autore dei libri Il Principio di Precauzione, scritto con Grazia Francescato e Le Vie dell'Acqua, in collaborazione con Maurizio Montalto e con la prefazione di padre Alex Zanotelli.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Concita De Gregorio, Pecoraro si confessa: io ministro bisex, la Repubblica, 2 giugno 2000
  2. ^ Una smorfia ai funerali di Nassiriya. Bufera su Pecoraro e Vasco Errani, da repubblica.it
  3. ^ Di Pietro: Nella coalizione c'è chi fa ostracismo
  4. ^ Mozione di sfiducia in Senato
  5. ^ http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/politica/articoli/2008/04_Aprile/25/baby_pensionati_oro.shtml
  6. ^ http://www.beppegrillo.it/2008/01/il_pecorario_es.html
  7. ^ Corriere della Sera - 5 marzo 2008
  8. ^ Corriere della Sera - 21 aprile 2008

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Presidente Verdi Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Grazia Francescato 2001 - 2008 Grazia Francescato I
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Predecessore: Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Successore:
Paolo De Castro 2000 - 2001 Giovanni Alemanno I
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Paolo De Castro {{{data}}} Giovanni Alemanno
Predecessore: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Successore:
Altero Matteoli 2006 - 2008 Stefania Prestigiacomo I
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