Acquafondata

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Acquafondata
comune
Acquafondata – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Antonio Di Meo (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°33′00″N 13°57′00″E / 41.55°N 13.95°E41.55; 13.95 (Acquafondata)Coordinate: 41°33′00″N 13°57′00″E / 41.55°N 13.95°E41.55; 13.95 (Acquafondata)
Altitudine 926 m s.l.m.
Superficie 25,59 km²
Abitanti 296[1] (31.12.2012)
Densità 11,57 ab./km²
Frazioni Casalcassinese
Comuni confinanti Filignano (IS), Pozzilli (IS), Vallerotonda, Viticuso
Altre informazioni
Cod. postale 03040
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060001
Cod. catastale A032
Targa FR
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 839 GG[2]
Nome abitanti acquafondatari
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 29 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acquafondata
Posizione del comune di Acquafondata nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Acquafondata nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Acquafondata (Acuafunnàta in dialetto locale[3]) è un comune italiano di 296[4] abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio. È il comune della provincia di Frosinone con il minor numero di abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Situato al centro di una vallata e circondato dai monti della Meta, il centro abitato è posto a 926 m s.l.m., su di un poggio dominato dal Monte Monna Casale, alto 1395 m s.l.m., nell'area meridionale delle Mainarde.

Nei pressi della frazione di Casalcassinese si trovano le sorgenti del torrente Rava, che scorre verso sud-est, in direzione di Pozzilli nel Molise, prima di confluire nel fiume San Bartolomeo.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Acquafondata è composta da due parole; “acqua” e “fondata” intesa come profonda. Questo nome si attribuisce alla presenza di un lago o di una sorgente, situato nei pressi del colle su cui si erge il paese.[5]

Il paese fu fondato nell'alto Medioevo e, come riporta una pergamena del 1032, apparteneva ai Conti di Venafro, i quali in seguito lo donarono all'Abbazia di Montecassino.

Nei periodi della Rivoluzione francese e Napoleonico subì vari saccheggi e devastazioni.

Nel 1806 passò a far parte della Terra di Lavoro (CE) per volere di Gioacchino Murat. Acquafondata a quell'epoca era un tutt'uno con Viticuso e Casalcassinese.

Dopo il 1860, con l'Unità d'Italia, nel suo territorio fu luogo di eventi legati al brigantaggio.

Per la sua collocazione geografica tra il Lazio e il Molise, si ritrovò lungo la Linea Gustav. Il suo territorio divenne teatro di violenti combattimenti fra gli eserciti tedeschi e Alleati, e nel 1944 il paese venne quasi distrutto. A ricordo delle azioni militari, reduci francesi e polacchi, rispettivamente, hanno innalzato monumenti alla memoria dei loro caduti. La liberazione di Acquafondata avvenne il 12 gennaio del 1944 ad opera delle truppe francesi che sfondarono dal lato di Venafro. Alla liberazione contribuirono, con informazioni molto preziose, quattro acquafondatari: il tenente d'artiglieria Agostino Papa, Romano Neri, Domenico Neri e Domenico Mancone.

Nel 1944, infatti, Acquafondata era occupata dai tedeschi che presidiavano la Linea Gustav sul versante di Cassino e la Linea Reinhard sul versante molisano. I bombardamenti e i cannoneggiamenti, da parte degli Alleati, erano frequenti, soprattutto di notte: gli acquafondatari si ritrovarono a convivere con distruzione e morte.

Per porre fine alle devastazioni, i quattro giovani, resisi conto dell'inefficacia delle azioni militari degli Alleati, decisero di far giungere al comando americano-francese le informazioni utili per attacchi mirati. L'unica via per passare il fronte e raggiungere gli Alleati era un tunnel che collegava la parte bassa del paese, lì dove oggi si trova il vivaio della Forestale, a Casalcassinese, che i quattro raggiunsero di notte, affrontando i bombardamenti e le mine, raggiungendo Venafro alle prime luci dell'alba.

Gli Alleati li considerarono inizialmente delle spie, ma in seguito credettero alle informazioni sulla consistenza delle truppe tedesche e l'ubicazione dei capisaldi, che tornarono utilissime al Comando Francese per sferrare l'attacco del 12 gennaio del 1944 che libero Acquafondata dall'occupazione tedesca. Questo atto d'eroismo, in seguito, è valso ai due sopravvissuti, Romano Neri e Domenico Mancone, il riconoscimento della Presidenza della Repubblica che ha conferito loro il titolo di cavaliere.

Nel dopoguerra Acquafondata ha conosciuto il fenomeno dell'emigrazione, sicché le sue case, anno dopo anno, si sono svuotate. Nel periodo estivo si ripopola grazie al ritorno egli emigrati e a quanti la scelgono per trascorrervi un fine settimana o un'intera estate.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Piccolo comune montano, occupato dall'esercito tedesco a bloccare l'avanzata alleata, subì rastrellamenti e razzie da parte delle truppe naziste e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Acquafondata (FR), 1943-1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di Santa Maria, restaurata in onore del frate francescano Domenico de Filippis da Acquafondata, che ivi soleva raccogliersi in preghiera quando, prima di entrare in convento, si dedicava al lavoro di campi. Morì in concetto di santità il 17 marzo 1640 nel cenobio di Roccamonfina, che conserva le sue spoglie.
  • Santuario della Madonna del Carmelo, edificato sul luogo dell'apparizione della Vergine a una contadina, nel 1841;
  • Chiesa di San Rocco, costruita nel 1682;
  • Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, la cui prima costruzione risale al 1182;

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Resti dei castelli di Acquafondata e Casalcassinese (XIV secolo);

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento ai caduti

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Acquafondata ricade nel territorio soggetto all'autorità dell'Abbazia di Montecassino.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Festival internazionale di Acquafondata, dedicato alla Zampogna, nel mese di agosto.
  • Il 16 luglio si festeggia l'anniversario dell'apparizione della Madonna del Carmine (detta anche del Carmelo), avvenuta nel 1841 ad una pastorella mentre era al lavoro nei campi.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Complesso Bandistico Città di Acquafondata

Il Complesso Bandistico d'Acquafondata, si è costituito nel 1865; all'epoca indossava la divisa del corpo dei bersaglieri. Nei libri di storia[senza fonte], è documentato che una sua particolare esibizione, avvenuta alla fine dell'Ottocento, ha portato benefici a tutta la comunità.

Tale esibizione, infatti, è avvenuta durante un viaggio del Re Vittorio Emanuele II, il quale partito da Roma per Caserta, fece sosta nelle terre di Ciociaria fermandosi a Roccasecca. Questa circostanza fece sì che le autorità della zona accorressero a dare il benvenuto al Re, portandosi come motivo di acclamazione e saluto le proprie Bande Musicali.

Rimasto entusiasta, per l'esibizione della Banda di Acquafondata, che per l'occasione, suonò la “Marcia Reale”, con la Regina Margherita di Savoia chiese di conoscere il Maestro della Banda, nonché il Sindaco del Paese di provenienza, per complimentarsi.

Nel farsi avanti, il sindaco si scusò con la Regina, dell'abito misero e delle ciocie che indossava, e la Regina, colpita nella sua sensibilità, chiese al sindaco cosa potesse fare per loro. Il sindaco espose il problema del ristagno dell'acqua piovana, che provocava la malaria. I lavori ebbero inizio nel primo novecento, con la costruzione del traforo per lo scorrimento delle acque, traforo ancora oggi esistente nel Comune di Acquafondata.[7]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Sagra degli gnocchi
  • Festival della zampogna - www.festivaldellazampogna.com
  • Festa del Santo patrono, San Giovanni Battista decollato, il 29 agosto.
  • La suggestiva fiaccolata dal Santuario del Carmine, il 16 luglio e il 28 agosto.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel paese è presente l'unica frazione di Casalcassinese, una frazione di settanta abitanti, che si estende in una verde valle all'altitudine di 750 m s.l.m. in prossimità del confine molisano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La Strada Provinciale 41 collega Acquafondata direttamente con Viticuso, e innestandosi alla strada provinciale 132, collega Acquafondata con Vallerotonda.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1902 cessò l'unificazione amministrativa con Viticuso e Casalcassinese. Viticuso riottenne l'autonomia comunale mentre Casalcassinese rimase unito ad Acquafondata.

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Acquafondata passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Alte informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il paese di Acquafondata e la sua frazione, Casalcassinese, e i loro meravogliosi paesaggi sono teatro dell'ambientazione del libro "All'insegna della Caccia" di E.A. Grossi, vincitore del "premio bancarella".

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]