Cavarzere

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Cavarzere
comune
Cavarzere – Stemma
Cavarzere – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Veneto – stemma Veneto
Provincia Venezia – stemma Venezia
Sindaco Henry Tommasi (centrosinistra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 45°8′13.25″N 12°4′57.17″E / 45.1370139°N 12.0825472°E / 45.1370139; 12.0825472 (Cavarzere)Coordinate: 45°8′13.25″N 12°4′57.17″E / 45.1370139°N 12.0825472°E / 45.1370139; 12.0825472 (Cavarzere)
Altitudine 4 m s.l.m.
Superficie 140,46 km²
Abitanti 14 974[1] (31-12-2010)
Densità 106,61 ab./km²
Frazioni Boscochiaro, Grignella, Rottanova, San Pietro, Valcerere, Villaggio Busonera
Comuni confinanti Adria (RO), Agna (PD), Anguillara Veneta (PD), Chioggia, Cona, Loreo (RO), Pettorazza Grimani (RO), San Martino di Venezze (RO)
Altre informazioni
Cod. postale 30014
Prefisso 0426
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027006
Cod. catastale C383
Targa VE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2313 GG[2]
Nome abitanti cavarzerani
Patrono san Mauro di Parenzo
Giorno festivo 22 novembre e 19 marzo
Localizzazione
Cavarzere è posizionata in Italia
Cavarzere
Posizione del comune di Cavarzere nella provincia di Venezia
Posizione del comune di Cavarzere nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

Cavarzere (pronuncia: /kaˈvarʣere/, Cavàrzere in veneto) è un comune di 14.964 abitanti[3] della provincia di Venezia

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Territorio

Il centro abitato è attraversato dal fiume Adige, il quale ha cambiato il suo corso più volte e in particolare ha assunto il corso attuale nel 589 con la rotta della Cucca.

[modifica] Storia

Nacque come avamposto fortificato di Adria e fu in seguito occupato dai Romani. Dalle Fossiones philistinae, il sistema di arginatura dell'Adige che si trovavano poco più a nord, prese il nome di Caput aggeris che divenne quindi Caputargilis e quindi Cadoarzere in veneto e Cavarzere in italiano.

Anticamente compresa nella Laguna di Venezia, fu in seguito rifugio per le popolazioni della zona in occasione dell'invasione degli Unni nel 452 e dei Longobardi nel 568. Sin da allora fece parte della Venezia Marittima, evolutasi poi nel Ducato di Venezia.

Nel XII secolo era retto da un podestà inviato dalla Repubblica di Venezia.
Nel XVI secolo il castello venne abbattuto: al suo posto ora vi è il duomo e gli argini del fiume Adige. Lo stemma della città raffigura ancora l'antico castello.
Nel 1923 doveva essere divisa tra le province di Rovigo e di Venezia, ma le proteste della popolazione fecero recedere da questo proposito.

Fu quasi completamente raso al suolo dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e per questo motivo si è gemellato con Cassino. Subì i danni dell'alluvione del Polesine del 14 novembre del 1951. Settimo Torinese, anch'essa gemellata, fu una delle destinazioni degli sfollati, che vi si trasferirono permanentemente.
Nel 1996 ha avuto il riconoscimento di "città".

[modifica] Frazioni

  • Boscochiaro: situata tra il fiume Adige e il canale Gorzone, a 4 km da Cavarzere. Ha inglobato anche le località di Sant'Antonio, Viola, Martinelle, Fossacoccola e Buoro. Il toponimo è probabilmente derivato dalla presenza di un “bosco” rado di pioppi e salici. Tra gli eventi di cronaca locale, il 21 maggio 1950 si ebbe il crollo della passerella pedonale sul canale che costò la vita a quindici bambini

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

La vicaria di Cavarzere nell'ambito della diocesi di Chioggia, conta 16 parrocchie e si estende anche oltre il territorio comunale, inglobando il comune di Pettorazza Grimani, parte del comune di Cona (Foresto) e parte del comune di Adria (Cà Emo e Fasana).

  • Duomo di San Mauro, dedicata al santo patrono, ed edificato in origine nel XVI secolo;
  • chiesa di San Giuseppe, situata oltre l'argine dell'Adige, che ospita una reliquia proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Vado donata nel 1602 dal veneziano Giulio Tescario;
  • cappella gentilizia di Cà Beadin (o "chiesetta di Cà Labia"), unica cappella gentilizia rimasta nel territorio, che ospita sculture marmoree della Vergine Assunta e due angeli attribuite a[senza fonte] Giovanni Bonazza o alla sua scuola;
  • chiesa dei padri Canossiani(detta in origine la Scuoletta), presso il municipio, ricostruita dopo i bombardamenti, con campanile a vela;
  • chiesa della Madonna di Lourdes o Madonna del Cenacolo, nell'istituto delle suore Canossiane (oggi casa di riposo per sacerdoti anziani), salvatasi dai bombardamenti;
  • chiesa dell'ospedale, voluta negli anni '50 dall'allora cappellano ospedaliero Don Mosè Lionello.

[modifica] Architetture civili

Palazzo Silimbani, a Grignella (una frazione di Cavarzere)

Il castello, descritto come "gran fortezza e bella, fornita di armi e vettovaglie"[4], fu abbattuto nel XVI secolo per la costruzione della chiesa di San Mauro e degli indispensabili argini sul fiume. Gli argini sono costituiti da un muraglione in mattoni faccia a vista, decorato con porte finte e fornito di scalinate per accedere all'argine. Conserva le testimonianze delle distruzioni della seconda guerra mondiale, con i fori causati dai proiettili delle fucilate. Il municipio ha come sede il palazzo Barbiani, costruito nel 1892 dall'architetto Barbiani di Bologna, il quale curò inoltre il progetto della torre campanaria. Nel 1873 un Crocefisso, opera dello scultore locale Domenico Paneghetti del 1830 circa, avrebbe chinato miracolosamente il capo e sarebbe stato visto prima da una fanciulla e poi, dopo tre giorni, da un'altra insieme alla sua maestra. I sacrestani dell'epoca testimoniarono che dopo l'evento, la pulizia della scultura sotto il mento sarebbe divenuta impossibile e l'esame dei periti richiesto dal parroco testimoniò che non si erano verificate rotture o lesioni del legno. Da allora il Crocefisso, detto Cìossego è oggetto di forte attrazione.

Il Teatro Comunale "Tullio Serafin" sorge nel centro storico di Cavarzere ed è inglobato all' interno di Palazzo Danielato (già Piasenti) nell' ex plesso scolastico maschile, ora centro civico e biblioteca. Il progetto di questa struttura venne redatto nel 1875 dall'ingegnere comunale Giò Piasenti. Si tratta dell' unico esempo di struttura tardo ottocentesca miracolosamente rimasta in piedi a Cavarzere dopo i bombardamenti del 1945. Il suo recupero è stato ultimato nel 2007.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Il forte calo della popolazione riscontrabile nel grafico è dovuto all'alluvione del Polesine del novembre 1951: molti sfollati finirono per trasferirsi stabilmente in Piemonte e Lombardia, già destinazione dell'emigrazione locale.

L'attuale popolazione di 14.964 abitanti è suddivisa tra 7.264 maschi e 7.700 femmine. Il 31 dicembre 2009 si contavano 995 stranieri residenti di cui 502 maschi e 493 femmine.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Cavarzere

Cavarzere e le sue frazioni hanno dato i natali a diversi personaggi illustri[5].

[modifica] Economia

Divenuto, durante il dominio della Repubblica di Venezia, il "Granaio della Serenissima", l'economia del territorio cavarzerano è sempre stata di tipo prevalentemente agricolo, ma vi sono anche alcune aziende importanti, come la Turatti srl e ultime le aziende ciclistiche Esperia e Bottecchia. Vi è la sede e un grosso stabilimento con silos di stoccaggio e lavorazione dei cereali del Consorzio agrario di Padova e Venezia Soc. Coop A.R.L.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Henry Tommasi (Lista civica - centrosinistra) dal 30/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Pier Luigi Parisotto Popolo delle Libertà Sindaco


[modifica] Gemellaggi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Fonte: ISTAT
  4. ^ Fonte: cavarzere.it/storia
  5. ^ Almanacco Vicaria di Cavarzere - Suppl. a Nuova Scintilla 5, febbraio 2003

[modifica] Bibliografia

  • Mons. Giuseppe Scarpa - Il Crocifisso di Cavarzere, 1946
  • Mons. Giuseppe Scarpa - Il martirio di Cavarzere, pref. di Carlo Baldi 1995;
  • D. Pacchiega - Il mio diario: settembre 1942 - aprile 1946, aprile 2001;
  • aa.vv. Memorie del Novecento - novembre 2001
  • Almanacco Vicaria di Cavarzere - Suppl. a Nuova Scintilla 5, febbraio 2003

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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