Sistemi Territoriali

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Sistemi Territoriali S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per Azioni
Fondazione 1º aprile 2002
Fondata da Idrovie Spa, Ferrovie Venete srl
Sede principale Padova[1]
Settore trasporti pubblici
Prodotti trasporti ferroviari e idroviari
Sito web www.sistemiterritorialispa.it

La Sistemi Territoriali S.p.A. (ST) è una società a partecipazione pubblica controllata dalla Regione Veneto che opera nei campi del trasporto ferroviario e delle infrastrutture idroviarie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda nacque nel 1983 con il nome di Idrovie SpA ed avente come scopo la progettazione, la costruzione e la gestione di infrastrutture idroviarie per la realizzazione di una rete di navigazione interna. Il 1º gennaio 2001 venne invece fondata la Ferrovie Venete srl (FV), società a partecipazione regionale, per l'esercizio della Ferrovia Adria - Mestre, fino ad allora gestita dall'omonima gestione commissariale governativa e prima ancora in concessione alla Società Veneta.[2]

FV assunse a titolo provvisorio anche la gestione della Ferrovia Udine–Cividale in attesa della creazione dell'apposita società da parte della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Il 1º aprile 2002 nasce, in seguito al subentro di Idrovie a Ferrovie Venete Srl, Sistemi Territoriali SpA che continua ad operare sia nel campo delle infrastrutture idroviarie sia nel campo ferroviario. Il 1º gennaio 2005 avviene la cessione dell'esercizio della Udine–Cividale alla nuova Società Ferrovie Udine-Cividale (FUC), mentre dal 1º ottobre dello stesso anno la Regione Veneto cede a ST la gestione e la manutenzione della rete dei canali navigabili ricadenti nel suo territorio.

Struttura aziendale[modifica | modifica wikitesto]

La società si compone di tre divisioni autonome:

  • Divisione ferroviaria
  • Divisione navigazione interna
  • Divisione informatica e gestione banche dati

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Regione del Veneto per il tramite Veneto Sviluppo S.p.A. - 99,83%;
  • Sistemi Territoriali S.p.A. (azioni proprie) - 0,17%[3].

Società partecipate[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferroviaria Servizi S.r.l. - 100%
  • Nord Est Logistica S.r.l. - 60%
  • Veneto Logistica S.r.l. - 56,64%
  • Interporto di Rovigo S.p.A. - 32,93%
  • Interporto di Venezia S.p.A. - 4,30%
  • Portogruaro Interporto S.p.A. - 0,484%[3]

Divisione ferroviaria[modifica | modifica wikitesto]

Locomotiva D 753.001 in testa al Barbabietola Express per Venezia Marghera Scalo in transito presso la località di Favaretto

Infrastruttura ed esercizio[modifica | modifica wikitesto]

ST opera, per conto della Regione Veneto, come gestore dell'infrastruttura della ferrovia ex concessa Adria-Mestre. ST ha la licenza di impresa ferroviaria n° 19 rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e possiede il Certificato di Sicurezza n° 48 del 2004 rilasciato da RFI[4]. L'unico deposito della società risiede presso la stazione intermedia di Piove di Sacco. Su tale linea ST effettua sia il servizio passeggeri, il quale è prolungato fino alla stazione di Venezia Santa Lucia su infrastruttura RFI, sia il servizio merci.

Grazie ad un accordo con Trenitalia, la società ha ricevuto in affidamento la quasi totalità dei treni passeggeri circolanti sulla ferrovia Rovigo-Chioggia e alcuni treni sulla relazione RovigoLegnagoVerona Porta Nuova, che vengono quindi effettuati con materiale e personale ST[5].

Infine, per conto Trenitalia, ST effettua numerosi treni merci circolanti in tutto il Veneto secondo questo schema di massima[senza fonte]:

Parco rotabili[modifica | modifica wikitesto]

Un merci di carri pianali vuoti trainato da una doppia di D 753 (in testa la 002) transita a passo d'uomo per la stazione di Vicenza.

Nell'ottobre 2010[6], il parco rotabili dell'azienda risulta così composto:

La ST possiede inoltre un automotore Badoni, acquistato dalla Ferroviaria Servizi nel 2006 e un carro a sponde basse, impiegato come carro scudo accoppiato al Badoni stesso per le manovre a Piove di Sacco.

Fino al 2007-08 fu presente a Camponogara-Campagna Lupia il relitto di una draisina[senza fonte].

Nel corso del 2012, la ST acquistò altri due GTW 4/12, immatricolati come ATR 126.001-002[7], mentre l'anno seguente entrarono in funzione i primi ETR 360 ed ETR 343[8] e un altro ATR 126[9]

Automotrici ALn 668[modifica | modifica wikitesto]

Vista laterale della ALn 668.606 in sosta al deposito di Piove di Sacco.

Il gruppo è composto da quattro unità, classificate 605-606 e 609-610, consegnate nel 1980 dalla O.ME.CA. per conto della SVA su disegno e motori FIAT. Le unità possedute dalla ST sono quelle del gruppo SV ADn 605-610 (poi AD 605-610) che furono assegnate dalla Veneta alla Adria-Mestre[10].

Esse derivano dalle ALn 668.1000 delle FS. Tuttavia, a differenza di queste ultime e analogamente alle altre automotrici gruppo SV ADn 600, non disposero in origine di intercomunicanti alle estremità, ma di una porta di servizio e di pedana ribaltabile[10]. Furono verniciate con lo schema color avorio e blu con filetti rossi, già adottato per le ADn 800[11].

Nel 1981, le quattro unità passarono alla FNE. Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, le testate furono modificate con l'adozione degli intercomunicanti e di porte a doppio battente analogamente alle ALn 668.1000 FS[12]. Contemporaneamente la livrea fu modificata adottando la tonalità crema al posto dell'avorio ed una nuova posizione della fascia rossa, più bassa ed allargata sul frontale. A questa nuova colorazione fece eccezione la ADn 608 che rimase con la vecchia versione della fascia rossa.

Sempre negli anni novanta, la gestione commissariale delle Ferrovie Venete riclassificò le unità FAM come AD 668.605-606 e AD 668.609-610[12].

Con il passaggio a ST, nel 2002, il gruppo fu riclassificato come ALn 668.605, 606, 609 e 610; l'ultima unità ad aver portato esternamente la vecchia classificazione e la sigla FAM è stata l'ex AD 610.

Automotrici ALn 663 e rimorchiate BP 663[modifica | modifica wikitesto]

Un treno composto dalla ALn 663.909 più una rimorchiata BP 663 è in partenza da Pontelongo Fermata diretto a Venezia Santa Lucia.

ST possiede cinque Aln 663, classificate nella serie 905-909. Assai simili alle ALn 663 delle FS, in origine fecero parte del gruppo AD 903-910 della gestione commissariale governativa delle Ferrovie Venete e furono le cinque assegnate al deposito di Piove di Sacco per l'esercizio sulla Adria-Mestre.

I cinque esemplari furono costruiti dalla Fiat Ferroviaria nel 1991 (905) e nel 1993 (unità 906-909) e furono consegnate tra il 1992 e il 1993[6].

Accanto alla realizzazione delle automotrici, la Fiat costruì anche dieci rimorchiate di cui il deposito di Piove di Sacco ottenne le unità Bp 374-376; le prime due furono costruite nel 1993, mentre l'ultima fu consegnata l'anno seguente[6]. Rispetto alle automotrici, le rimorchiate hanno una sola cabina di guida e sono prive del comparto per i bagagli, per cui non hanno le saracinesche esterne.

Sia le automotrici sia le rimorchiate, al pari delle ADn 600, furono verniciate in origine in avorio, blu e rosso. In fase di revisione, l'avorio è stato sostituito dal color crema.

Con il passaggio a ST, le automotrici furono riclassificate ALn 663 serie 905-909, mentre le rimorchiate furono numerate BP 663.374-376[13].

Nel corso del 2008 iniziò la riverniciatura delle automotrici nella nuova livrea sociale blu e bianco.

Automotrici a nolo da Trenitalia[modifica | modifica wikitesto]

Composizione di ALn 668.1400, in testa la 1479, di Trenitalia in sosta a Piove di Sacco.

Nel 2004 ST prese a noleggio da Trenitalia cinque ALn 668.1400, le unità 1471, 1474, 1476, 1479 e 1480, costruite dalla FIAT – Sezione Materiale Ferroviario nel periodo 1956-63[13].

Il noleggio si rese necessario a causa del costante aumento del traffico passeggeri sull'Adria-Mestre e il passaggio da Trenitalia a ST dell'esercizio della linea Rovigo–Chioggia.

Negli anni seguenti si aggiunsero anche due ALn 668 serie 1700: la 1708 e la 1713, anch'esse di costruzione Fiat, periodo 1971-72[14].

Al 2009, le unità sia di serie 1400 sia di serie 1700 non risultano più a noleggio[9].

Autotreni tipo Stadler GTW[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei due ATR 120

Nel 2008 furono consegnate quattro automotrici articolate prodotte da Stadler Rail: i GTW. I mezzi comprendono due treni a tre casse di tipo GTW 2/6 e due a sei casse di tipo GTW 4/12[15]. Furono i primi sui quali fu applicata la nuova livrea sociale blu e bianca.

Le unità del primo gruppo sono state classificate all'interno della serie ATR 110.201-202, mentre quelle a quattro casse sono state immatricolate nel gruppo ATR 120.401-404, essendo state considerate composte ognuna da due semitreni a tre casse (401+402, la prima, e 403+404, la seconda).

La classificazione degli esemplari acquistati nel 2008 è riassumibile nella seguente tabella:

Gruppo Classificazione treno/semitreno Classificazione singole casse
ATR 110 ATR 110.201 ATR 111.201 + ATR 112.201 + ATR 113.201
ATR 110 ATR 110.202 ATR 111.202 + ATR 112.202 + ATR 113.202
ATR 120 ATR 120.401 + ATR 120.402 ATR 121.401 + ATR 122.401 + ATR 123.401 + ATR 124.402 + ATR 122.402 + ATR 121.402
ATR 120 ATR 120.403 + ATR 120.404 ATR 121.403 + ATR 122.403 + ATR 123.403 + ATR 124.404 + ATR 122.404 + ATR 121.404

Tra luglio e dicembre del 2012 furono consegnate altre due unità GTW 4/12, classificate in questo caso ATR 126.001-002[7][16], mentre l'anno seguente arrivò l'unità 003[9].

Elettrotreni FLIRT[modifica | modifica wikitesto]

ETR 360 a Venezia Mestre

Nel 2010, ST acquistò due Stadler FLIRT a quattro casse, i quali furono classificati come ETR 340. L'unità 001 entrò in esercizio il 13 giugno[17], seguito dall'unità 002 pochi mesi dopo[6].

I due ETR 340 furono i primi due esemplari a trazione elettrica circolanti sulla Adria-Mestre, dato che nello stesso anno si conclusero i lavori di elettrificazione del tronco Mira BuseVenezia Mestre. I convogli vennero dotati di Sistema di controllo della marcia del treno (SCMT) per poter essere impiegati anche sulle linee gestite da Rete Ferroviaria Italiana[17].

Nel 2009, ST, congiuntamente a Ferrovie Emilia Romagna (FER), lanciò una gara per l'acquisto di nuovi treni a trazione elettrica e diesel. L'offerta migliore fu presentata dal raggruppamento d'imprese Stadler/AnsaldoBreda che si impegnò ad offrire alla società veneta quattro FLIRT a sei casse, che furono classificati come ETR 360, e sedici a quattro casse, immatricolati come ETR 343. Il primo esemplare a sei casse venne presentato il 10 dicembre 2013 ed entrò in servizio regolare assieme ad altri undici treni, sia ETR 360 sia ETR 343, nello stesso periodo. I nuovi ETR sono utilizzati da Trenitalia, che li ha ottenuti in comodato d'uso gratuito, per svolgere il servizio ferroviario regionale lungo alcune linee del Veneto[18][8].

Rimorchiate gruppo B 360[modifica | modifica wikitesto]

Rimorchiata B 362 accantonata a Piove di Sacco.

Fino al 2008[senza fonte], il parco ST comprese due rimorchiate appartenute al gruppo SV Cd 361-363, le quali rimasero accantonate per anni presso lo scalo merci di Piove di Sacco.

La Veneta le acquistò dall'impresa ferroviaria tedesca Bentheimer Eisenbahn (BE) e le assegnò, tra il 1975 e il 1976, alla Udine-Cividale[19]. Arrivate dalla Germania nella loro livrea originaria bianca e rossa, furono ridipinte con i colori sociali avorio, blu e rosso.

In seguito riclassificate come Bd 361-363 e poi come B 361-363, la gestione commissariale delle Ferrovie Venete le spostò dalla Udine-Cividale alla Adria-Mestre.

Sul finire del 1993 la B 361 fu trasformata dalla Stanga con l'adozione dei mantici alle estremità per l'accoppiamento alle ADn 600 e alle AD 900 e rimase in carico alla Adria-Mestre[13], entrando a far parte del parco ST, fino alla sua demolizione avvenuta nel 2008[senza fonte]. Nel 2000, la B 362 fu acquistata da un demolitore che non la ritirò[13]: rimase quindi accantonata a Piove di Sacco per poi essere demolita assieme alla B 361 nel 2008[senza fonte]. L'unità 363 fu demolita nella seconda metà degli anni novanta, per cui non entrò a far parte del parco ST[13].

Locomotive D.753[modifica | modifica wikitesto]

La D 753.004 sta manovrando lungo il raddoppio del Casello 5 spingendo il Barbabietola Express dentro il piazzale di scarico delle barbabietole dell'Italia Zuccheri.

Visto l'interesse di ST per i servizi merci, nel 2003 la società acquistò due locomotive diesel usate di origine ceca[20]. In origine costruite tra il 1975 e il 1976 da ČMKS per le ferrovie statali dell'allora Cecoslovacchia (ČSD), in Italia alcuni esemplari furono rimotorizzati dalla Leon d'Oro con motori Caterpillar e immatricolati come D.753.

La ST acquistò in particolare le unità ČSD 084 e 072 le quali furono riclassificate rispettivamente come D.753 001 e 002. Nel dicembre 2004 furono acquistate altre tre unità (003-005)[20]. Nel 2006 si aggiunsero gli ultimi due esemplari, immatricolati come 006 e 007.

I colori sono assai simili a quelli del materiale leggero ST: bianco, invece dell'avorio o del crema, e blu con filetto e muso rosso e porte gialle[20].

Locomotive DE.424[modifica | modifica wikitesto]

Il DE 424.004, l'unico tra i tre di ST a portare tuttora la livrea storica della Società Veneta, accantonato a Piove di Sacco.

La Sistemi Territoriali possiede tre Locomotive DE.424, costruite dalla Tecnomasio Italiano Brown Boveri alla fine degli anni cinquanta per conto della Veneta[21].

Le unità sono quelle che la SV originariamente assegnò alla Adria-Mestre: la 03, la 04 e la 09. La ST le ha rinumerate aggiungendo uno zero in più, ovvero DE 424.003, 004 e 009. Al 2013, tutte e tre le unità sono accantonate: la 004 a Piove di Sacco, mentre le altre due presso il raccordo di Cavanella Po a servizio del consorzio Area Industrializzata Attrezzata del basso polesine (AIA)[9].

Automotore Badoni[modifica | modifica wikitesto]

L'automotore Badoni in sosta agganciato assieme al carro 810 a Piove di Sacco.

Nel 2006, ST fece acquistare dalla sua controllata Ferroviaria Servizi un automotore Badoni tipo ABL VA, costruito nel 1964 e avente numero di fabbrica 5179[14].

Il mezzo viene impiegato per le manovre nel deposito di Piove di Sacco, spesso assieme al carro 810 che, privato della sovrastruttura in legno, funge da carro scudo per il lavaggio dei rotabili.

L'automotore può essere dotato anche di un dispositivo, montato sopra il gancio di traino, per manovrare i convogli GTW.

Locomotive a nolo da Trenitalia[modifica | modifica wikitesto]

Locomotiva Trenitalia D.345.1077 data a nolo a ST in sosta a Rovigo.

Nel primo decennio del XXI secolo, la Sistemi Territoriali prese a noleggio da Trenitalia locomotive D.345 allo scopo di effettuare alcuni servizi merci[20].

Nel 2003, l'azienda veneta prese a noleggio la D.345.1050, in livrea verde-castano. Successivamente[da quando?], la 1050 fu sostituita dalla gemella 1077, anch'essa in livrea verde-castano. Nel frattempo ST noleggiò da Trenitalia anche due automotori gruppo 245.6000:

  • il 6005 in servizio a Chioggia per le tradotte per il porto;
  • la 6008 in servizio a Rovigo per le locali manovre.

Al 2010[6] solo un 245 è impiegato dall'azienda.

Carri merci[modifica | modifica wikitesto]

Carro gru ST 41 (ex NB 7876: notare come esteriormente la classificazione non sia mai stata aggiornata) accantonato a Piove di Sacco.

Fino al 2008, il parco ST comprendeva sei carri merci ex SV risalenti quantomeno agli anni '20, ovvero:

  • un carro gru (ex presa bellica austriaca) classificato 41, ex SV NB 7876 creato a suo tempo dalla trasformazione di un carro bestiame;
  • due carri a sponde basse classificati 810 (ex SV 3116) ed 812 (ex SV 3111);
  • tre carri chiusi a cassa di legno di cui due classificati N 8321 e N 8327 ed accantonati a Piove di Sacco, uno ormai privo di numero accantonato a Camponogara-Campagna Lupia dal secondo dopoguerra in sostituzione del magazzino merci andato distrutto durante gli eventi bellici.

Nel 2006 il carro 810 è stato ridotto al solo telaio e rodiggio ed è oggi utilizzato come carro scudo accoppiato al Badoni per le manovre delle automotrici sotto al ponte di lavaggio presente al deposito di Piove di Sacco[22]. Tutti gli altri cinque carri sono stati demoliti, al pari delle rimorchiate B 361 e B 362, nel corso del 2008.

Divisione navigazione interna[modifica | modifica wikitesto]

La divisione si occupa della gestione della linea navigabile Mantova - Venezia, destinata soprattutto alla navigazione commerciale; la linea si snoda lungo il canale Fissero e il fiume Tartaro-Canalbianco-Po di Levante (idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco) per l'accesso diretto all'Adriatico, da cui si dirama l'idrovia Po-Brondolo per l'accesso alla Laguna di Venezia.

Divisione informatica e gestione banche dati[modifica | modifica wikitesto]

La divisione si occupa della gestione delle procedure del rilascio di contrassegni d'identificazione per natanti da diporto a motore con potenza superiore a 7.36 kW e circolanti nella laguna veneta, nonché della gestione del call center reclami ferroviari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sistemi Territoriali S.p.A. > Dove siamo. URL consultato il 13 settembre 2013.
  2. ^ La Ferrovia Adria - Mestre era stata gestita direttamente dalla Società Veneta fino al 1969 quando la concessione venne ceduta alla sua controllata Società Veneta Autoferrovie (SVA); dal 1º gennaio 1981 la concessione passò ad un'altra controllata SV, le Ferrovie del Nord Est (FNE), che gestì la linea fino al 5 febbraio 1986 a cui dal giorno successivo subentrò la Gestione Commissariale Governativa della Ferrovia Adria - Mestre (FAM).
  3. ^ a b Dati aggiornati al 14 settembre 2013. Cfr. Sistemi Territoriali S.p.A. > Società. URL consultato il 14 settembre 2013.
  4. ^ Sistemi Territoriali
  5. ^ Paola Vescovi, Trenitalia appalta due linee alle «Ferrovie del Veneto» in Corriere del Veneto, 08 aprile 2009.
  6. ^ a b c d e Redazione Sistemi Territoriali, Sistemi Territoriali - Materiale rotabile. URL consultato il 9 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2010).
  7. ^ a b Marco Bruzzo, Sistemi Territoriali: arrivato il primo ATR 126 in duegieditrice.it News, 7 agosto 2012. URL consultato il 1º dicembre 2012.
  8. ^ a b Paolo C., Veneto, presentati ufficialmente i nuovi Stadler in Ferrovie a Nord-Est, 11 dicembre 2013. URL consultato il 4 gennaio 2013.
  9. ^ a b c d Stefano Paolini, Info ST - Ferrovia Adria-Mestre, 13 novembre 2013. URL consultato il 4 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2013).
  10. ^ a b Cornolò (2005), p. 203
  11. ^ Cfr. fotografie su Molino & Muratori (1994), p. 73 e su Cornolò (2005), p. 197 e p. 199-200
  12. ^ a b Cornolò (2005), p. 205
  13. ^ a b c d e Cornolò (2005), p. 206
  14. ^ a b Stefano Paolini, Info ST - Ferrovia Adria-Mestre, 25 luglio 2008. URL consultato il 9 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2009).
  15. ^ (EN) Stadler Rail, Six 2/6 and 4/12 Low-floor DMU GTWs for Sistemi Territoriali, Italy (PDF). URL consultato il 1º dicembre 2012.
  16. ^ Davide Cester, Nuovi treni veneti, presentato il primo Stadler in FOL News, 15 dicembre 2012. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  17. ^ a b Davide Cester e Mirco Brondolin, FOL News - L'SFMR Veneto parte da Mira Buse in FOL News, 17 giugno 2010. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  18. ^ FLIRT e GTW per SI e FER in Duegieditrice.it, 6 novembre 2009. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  19. ^ Cornolò (2005), pp. 200
  20. ^ a b c d Cornolò (2005), p. 207
  21. ^ Cornolò (2005), pp. 184-188
  22. ^ L'uso del carro scudo è motivato dall'esigenza di evitare di portare l'automotore troppo vicino alle spazzole.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Bottazzi. Binari nel Polesine. Cortona (AR), Calosci, 1995. ISBN 88-7785-107-4.
  • Giovanni Cornolò, La Società Veneta Ferrovie, 2ª ed., Ponte San Nicolò, Duegi editrice, 2005, ISBN 88-900979-6-5.
  • Nico Molino, Alessandro Muratori, Le ALn 668 e 663 per le ferrovie in concessione in Mondo ferroviario, vol. 10, nº 92, febbraio 1994, pp. 62-77, ISSN 0349-8854.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]