San Stino di Livenza

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San Stino di Livenza
comune
San Stino di Livenza – Stemma San Stino di Livenza – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
Sindaco Matteo Cappelletto (lista civica Livenza - centrosinistra) dal 27 maggio 2013
Territorio
Coordinate 45°44′00″N 12°41′00″E / 45.733333°N 12.683333°E45.733333; 12.683333 (San Stino di Livenza)Coordinate: 45°44′00″N 12°41′00″E / 45.733333°N 12.683333°E45.733333; 12.683333 (San Stino di Livenza)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 68,09 km²
Abitanti 13 099[1] (30-06-2012)
Densità 192,38 ab./km²
Frazioni Biverone, Corbolone, La Salute di Livenza

Località: Bivio Triestina, Bosco, Ca' Cottoni, Ottava Presa, Sant'Alò

Comuni confinanti Annone Veneto, Caorle, Cessalto (TV), Concordia Sagittaria, Eraclea, Motta di Livenza (TV), Portogruaro, Torre di Mosto
Altre informazioni
Cod. postale 30029, 30020
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027036
Cod. catastale I373
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 649 GG[2]
Nome abitanti sanstinesi
Patrono santo Stefano, san Valentino, san Biagio
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Stino di Livenza
Posizione del comune di San Stino di Livenza nella provincia di Venezia
Posizione del comune di San Stino di Livenza nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

San Stino di Livenza (fino al 2011 Santo Stino di Livenza[3], San Stin in veneto[4]) è un comune italiano di 13.099 abitanti[1] della provincia di Venezia in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale presenta una forma allungata che si sviluppa da nord-ovest a sud-est ed è delimitato dai corsi dei fiumi Livenza e Malgher. La posizione centrale nella pianura Veneta orientale, tra le cittadine di San Donà di Piave e Portogruaro, e una ben sviluppata rete viaria, permettono una ottimale fruizione dell'intero territorio e la possibilità di una veloce connessione con i maggiori centri culturali e commerciali (Venezia, Treviso, Pordenone) oltre ad un rapido raggiungimento delle località turistiche sia balneari (Caorle, Jesolo, Bibione) che alpine (Cansiglio, Piancavallo). Una via di comunicazione, utilizzata oramai prettamente solo per scopi turistico-ricreativi, è il fiume Livenza che, tranne brevi tratti, risulta navigabile dalla foce (a Caorle) fino a Pordenone (attraverso il Meduna). San Stino di Livenza, Corbolone e Località Bosco sono i centri residenziali situati nella parte settentrionale del territorio comunale; quest’area presenta aspetti morfologici tipici degli ambienti di pianura. Procedendo, invece, verso meridione e seguendo il corso del fiume Livenza, il paesaggio muta assumendo i tratti caratteristici delle aree bonificate, fra le quali la bonifica delle Sette Sorelle. 18.000 anni fa l'area dell'attuale città era ricoperta da graminacee, da arbusti e da boschi, seguì l'inalzamento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacciai Wurmiani, tale sprofondamento marino avrebbe portato la linea di spiaggia nell'attuale centro abitato, 6-7000 anni fa iniziò a delimitarsi dalla laguna di San Stino - Caorle il fiume Livenza grazie ai detriti delle montagne bellunesi , valli del Cellina, Meduna e Piave.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il periodo romano[modifica | modifica sorgente]

I primi segni di insediamenti abitati rinvenuti nel comune di San Stino risalgono all'epoca romana, quando il territorio, assai inospitale, era ricoperto a nord da foreste, mentre a sud si estendeva una zona di lagune che comprendeva tutta la costa veneto-friulana.

Via Annia passante a sud della città

Sempre a nord transitava l'importantissima via Annia, che collegava Roma a Bisanzio. A questo riguardo, nel 1883 sono stati rinvenuti i resti di un ponte in pietra sul Livenza, a circa 150 metri di distanza dall'attuale ponte della Strada statale 14 della Venezia Giulia.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, nel 476 d.C., le scorrerie dei barbari misero a ferro e fuoco l'entroterra, mentre le popolazioni che vivevano nelle aree lagunari riuscirono a sfuggire alle devastazioni, grazie all'inospitalità di quei territori. Fu proprio in questi luoghi che, nel V secolo d.C., su delle terre un po' più alte sul livello del mare, fu edificata la Pieve del Grumello, (una delle più antiche diocesi del vicino insediamento romano di Concordia Sagittaria), che si ritiene sorgesse nei pressi dell'attuale paesino di Sant'Alò. Più tardi si sviluppò un piccolo borgo attorno al monastero di San Pietro di Romadina, ubicato lungo il fiume Livenza, nel tratto di fronte il paese di Boccafossa.

Intorno al X secolo d.C. iniziò il ripopolamento dell’entroterra; nei pressi di un antico insediamento romano, venne costruito dalla famiglia dei da Prata il Castello, attorno al quale in seguito sorgerà l’abitato di San Stino di Livenza. Poco dopo, sotto l’influenza dei monaci di Sesto al Reghena, ebbe origine la “Villa di Corbolone”, dotata anche di strutture di difesa. Con la Bolla del 1186 si notificò il passaggio dei territori comunali di San Stino di Livenza, alla diocesi di Concordia Sagittaria.

Per un lungo periodo l’ubicazione di San Stino, lungo il fiume Livenza si dimostrò strategicamente importante, in quanto ai confini tra Venezia, il patriarcato di Aquileia, i domini trevigiani e quelli dei da Camino. Nel 1259 i da Prata cedettero ville e castelli, tra cui S. Stino e Corbolone, ai patriarchi di Aquileia. Questi non assunsero direttamente il potere, ma istituirono il capitanato di San Stino. Durante una delle numerose guerre tra il Patriarcato di Aquileia e la Repubblica di Venezia, nel 1387, il castello di San Stino fu affidato all'arcidiacono di Gorizia, Simone de' Gavardi, che compì diverse incursioni nei territori dei veneziani e si spinse fino a saccheggiare e incendiare il vicino paese di Caorle. La rappresaglia della Serenissima Repubblica fu altrettanto violenta e si concluse, nel 1388, con l'assalto e l'incendio del castello di San Stino.

In seguito, con l'annessione del Friuli alla Repubblica di Venezia, nel 1420, San Stino non fu più terra di confine, perse quindi la sua importanza strategica e il castello divenne la fastosa residenza della nobile famiglia veneziana degli Zeno.

Le origini del nome

La toponimia del nome San Stino deriva dal nome del patrono della città: Santo Stefano, in tempo medioevale il nome della città da Santo Stefano di Livenza fu storpiato dagli abitanti diventando Santo Steno arrivando ad evolversi nel tempo in Santo Stino anche se generalmente era chiamato San Stino. Dal 2011 la città si chiama ufficialmente San Stino di Livenza.

Età Moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1499 San Stino offrì rifugio alle popolazioni locali durante le invasioni dei Turchi, infatti questi seminarono morte e distruzione e giunsero fino a "Corbolonis", che si trovava sulla riva destra del fiume e non era ancora sotto la giurisdizione della cittadina.(attualmente si chiama Corbolone ed è frazione di San Stino). Durante il rinascimento, la allora San Steno, divenne luogo di vacanze per i signori della Repubblica di Venezia così venereo costruite numerosissime ville venete, e il castello venne ceduto ai capitani che reggevano il governo sanstinese per conto della Serenissima diventando luogo politico per la città. Nel 1514 a Corbolone venne edificata, dai maestri muratori Giorgio e Bernardino da Crema, la chiesa di San Marco, splendido scrigno che raccoglie importanti opere d'arte del Pordenone, del de' Pitati e del Diziani. Nel 1766 d.C. nel territorio si contavano 317 famiglie per un totale di 1731 persone e dello stesso anno è l'edificazione di una chiesetta, a metà strada tra San Stino e Caorle, dedicata alla Madonna della Salute, e attorno alla quale in seguito si sviluppò un piccolo borgo che diventerà La Salute di Livenza.

Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'invasione di Venezia da parte di Napoleone Bonaparte i francesi arrivarono anche a San Stino dove occuparono il castello che venne saccheggiato, e le torri che facevano parte della struttura vennero abbattute e così fu edificata la vicina barchessa (ora ristrutturata e facente parte dell'oratorio Santo Stefano). Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, nel 1797, San Stino, con il Trattato di Campoformio, (1798), passò sotto il dominio austriaco e nel 1805, con il Trattato di Presburgo,la città finì a far parte del Regno d'Italia. Nel 1815, con il Congresso di Vienna, San Stino divenne parte del Regno Lombardo-Veneto.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

San Stino fu annessa al Regno d'Italia nel 1866 dopo la Pace di Vienna, nello stesso anno venne inaugurata la Stazione di San Stino di Livenza che all'epoca faceva parte della tratta Venezia-Portogruaro e successivamente arrivò fino a Trieste. Nel 1894 il comune di Santo Stino iniziò il percorso di bonifica della palude di Sette Sorelle attraverso lo scavo di canali per risolvere il problema della malaria che infliggeva la località vicino al centro cittadino. La I Guerra Mondiale vide ancora San Stino di Livenza direttamente interessata dagli eventi bellici quando, dopo la Disfatta di Caporetto, venne invasa dalle truppe austriache avanzate fino al fiume Piave. Tra le due guerre mondiali il territorio fu nuovamente interessato a bonifica che strappò all’acquitrino più di 3000 ettari di terreno. La fatica dei braccianti, veri protagonisti dell’opera, è magistralmente raccontata dal poeta sanstinese Romano Pascutto. Nel 1921 iniziarono i lavori per la deviazione del fiume Livenza che passava per il centro cittadino. L'alveo attraversava Corbolone e con un'ampia ansa faceva il suo ingresso nella cittadina attraverso la zona detta Buso e giungeva presso la Chiesetta del Rosario passando di fronte al castello e arrivando alla chiesa di Santo Stefano e arrivando alle Sette Sorelle. Il fiume fu fatto passare al confine con il comune di Torre di Mosto, venne interrato il percorso che passava per il centro e per l'attuale quartiere Europa(Bivio Triestina) infine il percorso che delimitava San Stino e Corbolone fu sostituito dal Canale Malgher soprannominato dai sanstinese "Canaletta". Durante l'epoca fascista furono edificate molte opere pubbliche le più importanti furono il Foro Boario (oggi sede delle scuole medie ed elementari), e la Casa del Fascio (divenute nel tempo scuola media, asilo comunale, attualmente sede croce bianca e banda cittadina, dal 2014 anche caserma dei carabinieri), in seguito alla caduta del regime fascista e il 26 aprile 1945 San Stino fu liberata dai nazisti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Duomo di Santo Stefano Protomartire (1864)
  • Chiesa del Rosario (1568)
  • Chiesa di San Marco (1524)
  • Chiesa di San Pio X (1920)
  • Beata vergine delle grazie -capitello del buso (1920)
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa della Madonna della Salute
  • Oratorio Santo Stefano

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Castello (Novecento)

Originariamente era una semplice fortezza campale posta su un'altura creata artificialmente in terra battuta, con il tempo acquistò le dimensioni e le caratteristiche proprie di una massiccia struttura difensiva con fossato, ponte levatoio, torri, avancorpi e merlature. La costruzione primitiva si ritiene risalga all'epoca feudale. Il lato nord e una parete nuda, con di finestre ricavate molto tardi. Si dice che ci fosse un passaggio segreto che portasse al di fuori dell'antica città che però tuttora non è stata ritrovata. All'inizio il castello era più alto di adesso e si estendeva fino al territorio occupato attualmente dall'oratorio poi con un incendio il perimetro del castello si è ridotto notevolmente fino alla configurazione attuale.

Villa Rubin (Settecento)

È una delle ville venete situate a San Stino a pochi metri dal centro e vicinissima al Duomo ha una base quadrata ed è divisa in 3 piani.il piano terra è diviso in due parti: a destra ci sono tutte le stanze e a sinistra la cucina, sala da pranzo e altre stanze di servizio. Il primo piano, detto Nobile, contiene due saloni nei quali erano accolti i nobili ed erano allestiti ricevimenti. Sopra il portone d'accesso alla stanza si trova lo stemma dei Papadopoli che edificarono la villa. Al secondo piano ci sono le camere da letto padronali. Le facciate principali dell'edificio presentano una finestra trifora.

Villa Calzavara

È un edificio la cui facciata principale è rivolta verso il fiume, il retro è riverso verso il giardino, ai margini del giardino si trova un pozzo con lo stemma della famiglia.

  • Villa Migotto, già Zanier
  • Villa Gubitta (XVI secolo)
  • Villa Corner ora Piva

Casa dominicale che fu della famiglia Corner, è una delle case dominicali più grandi della repubblica di Venezia

  • Villa Morosini ora Migotto (1550)

La villa riprende la struttura del palazzo Morosini tra i primi sorti sul Canal Grande a Venezia.

Villa Correr-Agazzi[modifica | modifica sorgente]

La Villa, nella sua forma attuale, risale al periodo compreso tra il 1687 ed il 1691 [5]quando Carlo ed Iseppo Agazzi, due dei figli maschi di Francesco, mettono mano all'ampliamento e all'abbellimento della vecchia Villa Dominicale, di origine cinquecentesca, loro pervenuta per successione del padre[6].

La ristrutturazione comporta l'aggiunta di un grande piano nobile e di un quarto piano, con funzioni di granaio, alla preesistente fabbrica cinquecentesca originariamente concepita su due soli livelli; viene inoltre aggiunta un'ampia Barchessa, sviluppata su due piani, edificata sul lato destro della Villa, funzionale all'attività agricola svolta nella stessa.

Gli Agazzi, originari del territorio di Bergamo, al tempo parte integrante dello "Stato da Terra" della Serenissima, appartengono ad un nucleo familiare che si stabilisce definitivamente a Venezia, in contrada di S. Severo, a fine Cinquecento.[7]

È databile alla prima metà del XVII secolo l'acquisto che Francesco Agazzi effettua dai nobili Sbrojavacca di Portogruaro della Casa Dominicale sita a Biverone per utilizzarla come dimora collegata all'esercizio dell'impresa agricola: l'interessamento per l'attività agricola è promosso infatti dalla Repubblica, che ha intrapreso, a questo scopo, importanti lavori di bonifica: molte famiglie patrizie e la ricca borghesia cittadina sono così spinte ad investire i proventi della mercatura marittima nelle più tranquille rendite assicurate dallo sfruttamento agricolo dei terreni.

La Villa, dopo l'intervento di ristrutturazione, assume l'aspetto di un importante complesso architettonico dove trovano spazio, oltre al fabbricato principale dotato di piano terreno, mezzanino, piano nobile e granaio, altri annessi tipici degli insediamenti di Villa come l'Oratorio,il brolo, il giardino "all'italiana",: già all'inizio del XIX secolo, tuttavia, alcuni di questi elementi non appaiono già più segnalati nelle mappe, segno della loro probabile demolizione, come pure definitivamente scomparsi, a metà Novecento, sono gli affreschi che adornavano il prospetto Sud della Villa commissionati dagli Agazzi verso la metà del XVII secolo.

Villa Correr Agazzi riflette l'aspetto tipico delle Ville Venete seicentesche, con un ampio tetto a padiglione, mentre il corpo di fabbrica è ingentilito, a levante e a ponente, da un semplice cornicione a modiglioni e da cornici marcapiano: la conformazione assunta dopo gli interventi di fine Seicento collocano la Villa nella tipologia della "Casa Fontego" tripartita di origine veneziana[8] dove una grande sala longitudinale centrale, il Salone Passante, su cui affacciano altre stanze di minore ampiezza, costituisce l'elemento caratteristico distributivo degli spazi. In entrambe le facciate, la strutturazione della finestratura riprende l'impianto interno con il Salone Passante che prende luce da una trifora e da una serliana poste, rispettivamente, a Mezzogiorno e a Settentrione del medesimo.

Villa Correr Agazzi, vincolata dallo Stato come "bene di preminente interesse artistico e storico" ex legge 1089/1939[9] è qualificata come Villa Veneta ed inserita nell'apposito catalogo al n^ 387[10]: essa costituisce la maggior manifestazione di questo tipo di insediamento nel basso corso della Livenza.

La Villa è inserita in un ampio parco di oltre 25.000 metri quadrati abbellito da alberi d'alto fusto; un recente intervento di restauro conservativo ha interessato la Barchessa e il Parco, riportando questi due importanti elementi del complesso alla loro primitiva conformazione, esaltandone i caratteri originari. La Villa ospita oggi nella sua splendida, rinnovata cornice eventi selezionati, congressi, meeting aziendali, matrimoni, concerti.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento ai caduti
  • Ponte con gli archi (1929)
  • Fontanella del Buso

Piazze[modifica | modifica sorgente]

  • Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto (Seicento): Tra le costruzioni di interesse storico è da segnalare inoltre l'edificio di epoca seicentesca, prospiciente la piazza di Corbolone, che si presume fosse sede della Municipalità.
  • Piazza Aldo Moro piazza principale della città dove è situato il Municipio.
  • Piazza Carlo Goldoni seconda piazza della città situata tra via G.Marconi e via G.Carducci, è caratterizzata dalla presenza di molti alberi era sede del Palazzo Municipale ora sede di una banca.
  • Piazzale Santo Stefano è il sagrato del Duomo della città liventina.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Parchi e Giardini[modifica | modifica sorgente]

  • Giardinetti di via Matteotti situato tra via Marconi e via Matteotti presso il Centro Città
  • Giardinetti di via Gonfi situato a 100 metri dal cimitero su via Gonfi presso il quartiere Marco Polo
  • Parco la pantera rosa piccolo campetto da calcio con giochi situato tra via f.lli Cervi e via P.Nenni presso il quartiere Marco Polo
  • Parco Iqbal Masih situato in via Gaffaree presso il quartiere Marco Polo
  • Giardinetti di via S.D'Acquisto situato in via Salvo D'Acquisto presso il quartiere Europa

Boschi[modifica | modifica sorgente]

Sentiero di accesso al Palù del Bandiziol
  • Bosco di Bandiziol situato tra la provinciale 61 tra la località di Bosco e la frazione di Corbolone
  • Bosco di Prassaccon situato tra l'autostrada e San Stino

Le aree in cui sorgono attualmente i boschi fino alla 2ª guerra mondiale erano ricci di vegetazione boschiva, durante la guerra vennero estirpati dai tedeschi, dopo l'occupazione di San Stino, per riscaldare il commando locale situato presso il Buso a circa 1,5 km di distanza. Finita la guerra le ceppaie vennero tolte e il terreno venne adibito ad agricoltura.Nel 1994 il terreno venne acquistato dal comune e iniziò il progetto di riempiantazione degli albero dei boschi di Bandiziol e Prassacon. Nel 2000 i 110 ettari furono completati anche se attualmente ogni anno vengono piantate nuove piante. All'interno del bosco di si trovano diverse aree di naturali:

  • Prà del Roccolo

All'interno del bosco si trova un grande prato con al centro un roccolo , che un tempo sorgeva ai margini del bosco, è una piccola torre su base quadrata su due piani. Ora è usato come punto d'osservazione dell'area boschiva però il Roccolo precedente era adibito all'uccellagione, accanto al lato destro della struttura sono stati piantati nel corso degli anni dalle scuole del sanstinese diversi alberi.

  • Palù del Bandiziol

Per ricordare la natura del territorio sanstinese che fino ai primi decenni del Novecento era lagunare nella parte orientale del bosco è stata costruita su 10000 mq e per due metri d'altezza una piccola laguna con all'interno dei piccoli isolotti, il luogo è habitat di aironi, garzette, pivieri, germani e altre anatre di superficie nonché di molti animali d'acqua. Agli estremi è presente un canneto utile alla nidificaizione degli uccelli

  • Cason del Bandiziol

Sopra l'isolotto più consistente della laguna è stato costruito un edificio su tre piani adibito all'osservezione ornitologica, ed è presente un piano sott'acqua per l'osservazione della habitat acquatico. Per raggiungere il luogo del Palù e del Cason si doveva percorrere un'antica stradina detta Munisture, però nel 2009 è stata sostituita da un sentiero che passa all'interno del bosco collegando l'area con il Pra del Roccolo, a tratti il percorso è costruito su pezzi di legno e a tratti su terra battuta.

Quando il bosco sarà completamente maturato, entrò il 2050, le piante tratterranno circa 58 000 tonnellate di CO2 e ridurrà le emissioni del comune di circa il 20-30% così rispettando il patto dei sindaci, firmato anche da San Stino, per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Cascata di Corbolone[modifica | modifica sorgente]

Il canale Malgher passando dal letto artificiale al letto che una volta occupava il fiume Livenza prima della deviazione attraversa una piccola cascata che si trova presso la frazione di Corbolone, al confine con la provincia di Treviso, la cascata alta poco più di tre metri rimane un luogo suggestivo ed è possibile passeggiare sopra la rapida tramite la passerella.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.371, ovvero il 10,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[12]:

  1. Romania Romania, 222
  2. Macedonia Macedonia, 193
  3. Albania Albania, 180
  4. Marocco Marocco, 170
  5. Serbia Serbia, 159
  6. Ucraina Ucraina, 71
  7. Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, 50
  8. Moldavia Moldavia, 42
  9. Nigeria Nigeria, 42
  10. Croazia Croazia, 41

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

In città vige il sistema di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti urbani che sono recuperati dalla società ASVO, sono presenti anche su ecocentri per la raccolta dei rifiuti concernenti questo sistema. Il comune è stato premiato nel 2011 come il primo comune riciclone della provincia di Venezia e ventitreesimo tra i comuni del nord Italia.

Recycling symbol.svg 2011 2012
Città di San Stino[13] 79,5% 80,3%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

  • 2 asili nido
  • 3 scuole dell'infanzia
  • 4 scuole primarie
  • 2 scuole secondarie di primo grado

1 scuola secondaria di secondo grado

Biblioteca[modifica | modifica sorgente]

A San stino è presente una biblioteca civica con sede all'interno del municipio, il servizio offre 22827 libri e la lettura dei quotidiani il Corriere della Sera, la Repubblica, il Gazzettino e la Nuova Venezia. Assieme alla scuola elementare Don Michele Martina organizza la mostra del libro. È presente all'interno della biblioteca un servizio di informazione per gli studenti e i giovani tra i 14 e i 30 anni chiamato Informagiovani.

Teatri e cinema[modifica | modifica sorgente]

In via Papa Giovanni XXII è situato il cinema teatro Romano Pascutto aperto nel 2000, i posti a sedere sono 316 suddivisi in 268 per la platea e 48 per la galleria.

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Scuola di musica moderna presso l'associazione culturale UParte
  • Banda musicale città di San stino
  • Banda fiati della Livenza

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • farmer's market, mercato dei prodotti agricoli a km 0(giovedì)
  • mercato(sabato)
  • tipiche casere (falò) per l'epifania (5 gennaio)
  • carnevale (febbraio)
  • fiera dei fiori (3ª domenica di aprile)
  • expo, tutte le aziende del sanstinese esposte in piazza (maggio)
  • biciclettata fino al bosco di Bandiziol (2 giugno)
  • San Stino...insieme, eventi vari, intrattenimento, teatro, musica, eventi sportivi (da giugno ad agosto)
  • festeggiamenti settembrini (prime 2 settimane di settembre)
  • fiera colori e sapori d'autunno (3ª settimana ottobre)
  • Premio nazionale letterario di poesia dialettale Romano Pascutto (dicembre si svolge ogni due anni)
  • festa del volontariato (8 dicembre)
  • addobba la tua città-Natale in piazza (periodo natalizio)

La collezione ornitologica Panont[modifica | modifica sorgente]

La collezione ornitologica Panont nacque verso la fine degli anni '40 su opera di Gino Panont che raccolse numerosi uccelli trovati a nei territori e imbalsamando li in circa cinquant'anni creò una collezione di 328 uccelli e 5 mammiferi, alla sua morte vennero donati al comune di San Stino e tuttora sono conservati e visitabili all'interno del municipio presso l'aula del consiglio comunale. Oggi è considerato un simbolo della città e del bosco di Bandiziol.

Persone legate a San Stino di Livenza[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

toponomia di Sette Sorelle

Il territorio a sud della città, bonificato tra l'Ottocento e il Novecento, è chiamato Sette Sorelle. il nome del luogo chiamato inizialmente Gastal di San Stin fu diviso nel 1687 tra le 7 figlie del signorotto proprietario dei terreni. I nomi delle figlie sono stati ritrovati in una cartina presso gli archivi di stato veneziani ed erano spartiti da est verso ovest per: Brigida, Bernardina, Ellena, Chiara, Maria, Marina e un'altra figlia Marina.

Con l'avvento della ferrovia alla fine dell'Ottocento, la costruzione della Stazione di San Stino di Livenza portò a far riversare gli abitanti dei piccoli centri vicini al centro cittadino, anche se tra la ferrovia e il centro non vi furono costruzioni fino al 1960 Fino al 1920 la città era sviluppata in tre zone: il centro attorno alla chiesa ed al castello, il Buso situato ad ovest della città ai confini con la località di Corbolone, esso comprendeva anche la zona che si stava creando della strada bassa, e la zona dei Quattro Cantoni situata tra la Chiesa del Rosario e l'attuale casello autostradale, tra le strutture edificate in questi anni è da citare la casa del fascio edificata nel 1934.

ansa del fiume Livenza a sud della stazione, Via Indirà Ghandi

Tra il 1920 e il 1935 i lavori di bonifica di Sette Sorelle e la deviazione del fiume Livenza apportarono un cambiamento alla città che vide nel secondo dopoguerra una forte crescita del centro e soprattutto con il continuo sviluppo le zone Buso, quattro cantoni e Fosson si unirono creando la parte nord-est della città, intanto nell'ex foro boario vennero costruite le scuole elementari e la scuola professionale Mattei, che negli '90 fu spostato più a sud e lo stabile venne destinato alla scuola media, la vecchia sede era la casa del fascio era scuola media sin dall'armistizio dell'8 settembre. Negli anni '60 finì l'espansione del centro arrivando sino al canale Malgher e venendo costruito lo stadio comunale Umberto Orlandini, a partire dagli anni '70 iniziarono ad essere costruite case nel territorio compreso tra la stazione ferroviaria e il centro città. Dalla fine degli anni '80 si iniziò a costruire oltre la ferrovia nell'allora località detta bivio triestina(infatti è il bivio tra la statale triestina, la provinciale per Caorle e l'entrata nella città) ed ora chiamato quartiere Europa.

Dagli anni 90 la città ha iniziato un processo di industrializzazione con la costruzione della Zona Industriale, è da ricordare che in questi anni fu costruita la scuola elementare di bivio-triestina poi chiusa per gli alti costi e i pochi iscritti vista la vicinanza alla città. Nel 2000 il territorio fino alla stazione era totalmente costruito e quindi si iniziò a costruire a est tra Viale Trieste e il Canale Malgher, dove fu edificato anche l'ecocentro comunale, il Palazzetto dello Sport Marta Russo e la nuova sede della scuola superiore IPSIA Enrico Mattei. Nel 2003 inizia la costruzione del primo stralcio della tangenziale, che collega l'uscita del casello autostradale alla [[Strada statale 14 della Venezia Giulia Statale 14]], che si conclude nel 2011, in futuro la tangenziale dovrà unirsi alla strada provinciale san stino-Caorle. A partire dal 2005 la zona tra Via Papa Giovanni XXII e il cimitero fino alla ferrovia hanno iniziato ad espandersi. Dal 2009 la viabilità urbana ha iniziato a modificarsi con il progetto rotonde e piste ciclabili Veneto, interessando Viale Trieste, largo Trieste, viale stazione, via Papa Giovanni XXII e via Matteotti.

Nello stesso anno è stato redatto il PAT del comune di San Stino trovando dei luoghi per la costruzione dell'ospedale unico del Veneto Orientale, un nuovo impianto sportivo e nuove scuole superiori. Nel 2012 il comune è stato al centro delle polemiche per la costruzione della TAV che secondo il progetto dovrebbe tagliare l'area delle Sette Sorelle o la,espansione dei binari dovendo abbatterò le case cresciute negli anni'90 vicino alla rete ferroviaria, la giunta comunale ha infine deliberato la richiesta di potenziare la linea storica Venezia-Trieste.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

La città della Livenza è suddivisa in 7 quartieri appartenenti a due grandi zone una dentro il centro urbano delimitato a sud dalla ferrovia, a nord est il canale Malgher, a nord dalla provincile 163 e ad ovest dal fiume Livenza:

  • Quartiere Marco Polo, delimitato a sud dalla ferrovia, ad est da Viale Trieste a sud da Viale stazione e Via Gonfi. All'interno sono presenti il cimitero, la stazione ferroviaria e la stazione degli autobus.
  • Quartiere Canaletta, delimitato a sud dalla ferrovia, ad est dal canale Malgher, a nord arriva sino alla ex casa del fascio e ad ovest fino a Viale Trieste e confinando con il quartiere Marco Polo. All'interno è presente la scuola superiore Enrico Mattei, il Palazzetto dello sport Marta Russo e l'ecocentro comunale.
  • Centro Città, confinante a sud con il quartiere Canaletta e delimitato da Viale Stazione, ad est dal Canale Malgher, a nord dalla provinciale 163 e ad ovest dal fiume Livenza e nord della via Gonfi fino al cimitero. All'interno sono presenti Il municipio, il duomo, l'oratorio, tutte le scuole tranne quella superiore (all'interno del quartiere Canaletta) e il cimitero.

la seconda zona è all'esterno comprendente l'ex area del Bivio-Triestina situata a sud oltre la ferrovia, le zone del "Buso", "Quattro Cantoni" e "Fosson" a nord oltre il Canale Malgher.

  • Quartiere Buso, confinante a sud con la provinciale 163, ad est con la riviera Silvio Trentin, a nord confina con la frazione di Corbolone e ad ovest bagnato dal canale Malgher. Al suo interno comprende il capitello e la fontanella del Buso storici monumenti del quartiere.
  • Quartiere Madonna del Rosario, confinante a sud sol il canale Malgher, ad est con il casello e l'autostrada, a nord con Corbolone e ad ovest con la provinciale 61. Al suo interno è presente la chiesa del Rosario ed il casello autostradale.
  • Quartiere Fosson, confinante a sud con canale Malgher e ferrovia, a est con il comune di Annone Veneto, a nord con l'autostrada A4 e ad ovest con il casello autostradale. Al suo interno è presente la tangenziale e l'aeroporto.
  • Quartiere Europa, è l'ex territorio di Bivio Triestina confinante a sud con le frazioni di Sette sorelle e Biverone, ad est con il comune di Annone Veneto, a nord delimitato dalla ferrovia e ad ovest dal fiume Livenza. Al suo interno è presente la zona industriale, l'interporto e la chiesa parrocchiale.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • La Salute di Livenza (3113 abitanti)
  • Corbolone (1328 abitanti)
  • Biverone (927 abitanti)

Località[modifica | modifica sorgente]

  • Bivio triestina
  • Bosco (90 abitanti)
  • Ca Cottoni
  • Ottava Presa (101 abitanti)
  • Sant'Alò

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

A San Stino è presente la coltivazione di vino, infatti la città fa parte del progetto turistico la strada dei vini Lison-Pramaggiore per la produzione di vini DOC

Industria[modifica | modifica sorgente]

Il settore secondario sanstinese è presente soprattutto a sud della città nella zona industriale. Altre due importante aziende sono la Co.Met.Fer, azienda che raccoglie e ricicla metalli e ferro, e la MVO, magazzini del veneto orientale, servizio usufruito dai comuni del veneto orientale. Queste due aziende adoperano l'interporto costruito su iniziativa comunale per l'interscambio di merci da ferrovia e trasporto su gomma, il servizio eseguito in accordo con RFI si trova a 100 metri dalla stazione ferroviaria.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

A San Stino il Servizio Sanitario è consentito dal distretto sanitario san stino ASL 10 che serve tutti i comuni del sanstinese. A San Stino dovrebbe sorgere nei prossimi anni l'ospedale unico del Veneto orientale, che riunirà la sanità dell'ASL 10 e chiudendo gli ospedali datati di San Donà, Portogruaro e Jesolo.[2]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

  • San Stino è attraversato a nord della città dall'Autostrada A4 Venezia-Trieste, ed è presente il casello per l'uscita di San Stino.

Strade statali[modifica | modifica sorgente]

Strade regionali e provinciali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Venezia.
  • Strada provinciale 59 San Stino di Livenza-Caorle
  • Strada provinciale 60 San Stino di Livenza-Belfiore
  • Strada provinciale 61 San Stino di Livenza-Annone Veneto
  • Strada provinciale 163 San Stino di Livenza-Motta di Livenza-Oderzo

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di San Stino di Livenza.
La stazione ferroviaria

La Stazione di San Stino di Livenza si trova sulla ferrovia Venezia-Trieste e serve il territorio dei comuni del Sanstinese, alcuni comuni del sud della Provincia di Treviso e la località balneare di Caorle. La stazione fa parte del progetto del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Ad est della città è presente anche un piccolo aeroporto per aerei privati e ultraleggeri gestito dal Parco Livenza.[senza fonte]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

San Stino è coperta da un servizio di autobus extraurbani gestito dall'ATVO. Le linee mettono in comunicazione la città con gli altri centri del Veneto Orientale.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

San Stino è sede di quattro squadre calcistiche che disputano in serie minori:

  • A.C.D. San Stino fu fondata nel 1925 gioca nel girone O in seconda categoria e si allena nello Stadio comunale Umberto Orlandini di San stino.
  • A.S.D La Salute milita,come il sanstino, in seconda categoria e si allena nello Stadio Augusto Veronese di La Salute di Livenza.
  • A.S.D. Corbolone
  • A.C. Biverone
  • A.C. sette Sorelle

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Altri sport presenti sono:

  • Basket Veneto Orientale squadra di pallacanestro costituita con altre squadre di basket della Venezia orientale, si allena presso il Palazzetto dello sport Marta Russo.
  • Volley S.Stino squadra di pallavolo militante in serie C, si allena presso il Palazzetto dello sport Marta Russo.
  • "A.S.D. Parco Livenza" squadra di nuoto, si allena presso Parco Livenza
  • "A.S.D. Artistica '98" squadra di ginnastica artistica si allena presso la Palestra Giuseppe Toniolo.
  • "A.S. Blue Arrows" scuola di volo per ultraleggeri, utilizzano l'aeroporto presso il Parco Livenza.
  • "A.S.D. Roller Livenza" squadra di hockey, si allena presso la Pista di Hockey delle scuole.
  • "Acc. Wado-Ryu Karate-Do renmei" accademia di karate, si allena presso il Palazzetto dello sport Marta Russo.
  • "A.S.D. Pas de Dans" scuola di danza, ha sede in Piazza Goldoni.
  • "Motocross" presso la pista Motocross Sette sorelle.
  • "Ippica" presso il maneggio via Pordenone.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1874 Giuseppe Giusti Sindaco
1871 1874 Giovanni Pizzoli Sindaco
1874 1901 Giuseppe Giusti Sindaco
1901 1906 Angelo Zulianello Sindaco
1906 1914 Matteo Corazza Sindaco
1914 1919 Olindo Mazzotto Sindaco
1919 1920 Olindo Mazzotto Commissario prefettizio
1920 1922 Giuseppe Pancino PCI Sindaco Dimissionario dopo la Marcia su Roma
1922 1923 Silvio Barbaro Sindaco
1923 1927 Virginio Presotto Partito Nazionale Fascista Sindaco
1927 1927 Michero De Dillon Partito Nazionale Fascista Sindaco
1927 1928 Francesco Ancillotto Partito Nazionale Fascista Podestà
1928 1941 Bernardo Segati Partito Nazionale Fascista Podestà
1941 1941 Antonio Zovatto Partito Nazionale Fascista Commissario prefettizio
1941 1944 Antonio Zovatto Partito Nazionale Fascista Podestà
1944 1945 Francesco Zambella Partito Fascista Repubblicano Commissario Prefettizio
1945 1945 Giuseppe Pancino PCI-PSI Sindaco
1945 1946 Matteo Corazza PCI-PSI Sindaco
1946 1951 Giuseppe Pancino PCI-PSI Sindaco
1951 1956 Domenico Zulianello PCI-PSI Sindaco
1956 1957 Luigi Settin PCI-PSI Sindaco
1957 1958 Ermidio Stefanato PCI-PSI Sindaco
1958 1960 Paolo D'Elia Commissario Prefettizio
1960 1962 Domenico Zulianello PCI-PSI Sindaco
1962 1965 Ermidio Stefanato PCI-PSI Sindaco
1965 1970 Ermidio Stefanato PCI-PSI Sindaco
1970 1971 Giovanni Fingolo PCI-PSI Sindaco
1971 1971 Ermidio Stefanato PCI-PSI Sindaco
1972 1975 Gianni Girardi PCI-PSI Sindaco
1975 1980 Romano Pascutto PCI-PSI Sindaco
1980 1985 Alessandro Rigato PCI-PSI Sindaco Seggi Consiglio Comunale: 13 DC, 12 PCI, 4 PSI, 1 PSD
1985 1987 Alessandro Rigato PCI-PSI Sindaco
1987 1990 Filiberto Giro PCI-PSI Sindaco
1990 1991 Maria Maddalena Orlandini Stanchina Centro sinistra Sindaco
1991 1992 Paolino Tonussi Centro sinistra Sindaco
1992 1999 Marcello Basso Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1999 2003 Marcello Basso Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista Sindaco
2003 2008 Luigino Moro Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista Sindaco
2008 2013 Luigino Moro lista civica, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà Sindaco
2013 in carica Matteo Cappeletto lista civica Livenza, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ La forma attuale, che riprende il veneto San Stin, è stata ufficializzata a seguito della deliberazione della Giunta Comunale N. 170 in data 10 novembre 2011 avente ad oggetto Atto ricognitivo della esatta denominazione del Comune di San Stino di Livenza ([1]). "San Stino" era comunque utilizzata da tempo anche livello istituzionale (si pensi ad esempio al sito del Comune, sanstino.it).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 603.
  5. ^ ASVE: Savi ed Esecutori alle ACQUE, rotoli 99 e 100.
  6. ^ ASVE, NT, Testamento di F.Agazzi , 21 marzo 1681
  7. ^ ASVE: T.TODERINI: Genealogia delle famiglie Venete ascritte alla cittadinanza originaria...
  8. ^ Le Ville Venete, Civiltà di Villa nel Dominio di Terraferma, di F.Monicelli, Arsenale Edit., 2012
  9. ^ Decreto di Vincolo storico artistico, MIBAC, 04/12/1999
  10. ^ le Ville della Provincia di Venezia, IRVV, Marsilio Editore, anno 2005 scheda n^ 387
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 23 ottobre 2012.
  13. ^ Asvo Spa

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]