Dolo (Italia)

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Dolo
comune
Dolo – Stemma Dolo – Bandiera
Dolo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
Sindaco Mariamaddalena Gottardo (PDL - Lega Nord) dal 28/03/2010
Territorio
Coordinate 45°26′34″N 12°05′28″E / 45.442778°N 12.091111°E45.442778; 12.091111 (Dolo)Coordinate: 45°26′34″N 12°05′28″E / 45.442778°N 12.091111°E45.442778; 12.091111 (Dolo)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 24,28 km²
Abitanti 15 188[1] (31-12-2010)
Densità 625,54 ab./km²
Frazioni Arino, Sambruson
Comuni confinanti Campagna Lupia, Camponogara, Fiesso d'Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Stra
Altre informazioni
Cod. postale 30031
Prefisso 041
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027012
Cod. catastale D325
Targa VE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 467 GG[2]
Nome abitanti dolesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dolo
Posizione del comune di Dolo nella provincia di Venezia
Posizione del comune di Dolo nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

Dolo (el Dòło /el 'dɔeo/ in veneto) è un comune italiano di 15.188 abitanti[3] della provincia di Venezia, in Veneto. È sede dell'unione di comuni "Città della Riviera del Brenta".

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune si trova al centro della Riviera del Brenta, estendendosi su entrambe le rive del Naviglio. In corrispondenza del centro di Dolo, il Naviglio si sdoppia formando la cosiddetta isola Bassa. L'area è solcata da numerosi altri corsi d'acqua, piccoli rii e canali di scolo come la Seriola, il Serraglio, il Brentoncino e il Tergolino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

L'origine del toponimo è ancora molto discussa. Prevalgono attualmente tre ipotesi: la prima la mette in relazione ai Dauli, un'influente famiglia locale; la seconda afferma che qui, nella seconda metà del Quattrocento venivano confinate persone colpevoli di qualche reato; l'ultima la avvicina all'Isola Dandolo, come era anticamente nominata la zona tra via Mazzini e via Dauli.

Le origini di Dolo sono abbastanza tarde. Il primo documento che lo cita esplicitamente è un bando del 1540 e riguarda la via Venezia-Padova ad villam Dolli. Alcuni tuttavia ritengono che il primo riferimento sia un atto del 1241 che parla di una domina Jacobina soror domini Petri de Dolli, cosa che darebbe credito a chi sostiene che il toponimo derivi dall'antica famiglia dei Dauli, da cui discesero i padovani Dotto. Un documento del 1451 aggiunge che questa famiglia aveva dato in soccida del bestiame ad un villico di Cà del Bosco, uno dei quattro comuni che formavano il paese (gli altri erano il comun piccolo dei Serragli, il comun dei Serragli e l'isola del Maltempo).

È ovvio tuttavia che la zona doveva essere già abitata da tempo. Si sa, per esempio, che sin dal 1454 si trovava qui un oratorio dipendente dalla parrocchia di Fiesso.

Lo sviluppo del paese fu dovuto all'espansionismo economico veneziano (la Serenissima sottrasse il territorio a Padova nel 1405), dal XV secolo rivolto verso la terraferma. Fu questo il periodo di maggior splendore per Dolo che divenne il centro più importante della Riviera del Brenta. Un forte impulso derivò anche dalla costruzione di mulini.

Sotto Napoleone Bonaparte (dal 1797), Dolo divenne comune del Distretto di Venezia. Dopo il 1815 appartenne al Regno Lombardo-Veneto e, nel 1866, entrò a far parte del Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture[modifica | modifica wikitesto]

  • Dolo ha una chiesa (Duomo) completata nel 1776
  • i Mulini ed uno "Squero" (cantiere per barche) cinquecentesco.

Ville venete[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Santorini-Toderini-Fini (oggi ristorante villa Fini): via Martiri della Libertà 27; prime notizie storiche 1665.
  • Villa Grimani-Migliorini: via Martiri della Libertà; prime notizie 1635.
  • Villa Baffo-Vezzi-Avogadro-Velluti: via Ettore Tito; prime notizie storiche 1661.
  • Palazzetto Molin-Tito: via Ettore Tito; prime notizie storiche 1797.
  • Villa Nani Mocenigo: via Martiri della Libertà 113; prime notizie storiche dal '700.
  • Villa Mocenigo-Basso: via Martiri della Libertà 3; prime notizie storiche 1642.
  • Villa Badoer Fattoretto: angolo via Badoera e via Tito; prime notizie storiche 1518.
  • Palazzo Badoer-Gottardo: via Badoera; prime notizie storiche 1740.
  • Villa Badoer-Basso: via Badoera; prime notizie storiche 1520.
  • Villa Morosini-Velluti: via Argine sinistro; prime notizie storiche 1621.
  • Villa Morosini: via Ca'Tron.
  • Villa Mioni: via Ca'Tron 81.
  • Villa Barbo-Baldan: via Brentabassa; p.n.s. 1637.
  • Villa Ferretti Angeli; via Brentabassa 41; p.n.s. 1582.
  • Villa Foscari-Zen-Bon-Lazzaroni: via Brentabassa; p.n.s. 1630.
  • Villa Collalto-Mocenigo-Carminati; via Matteotti; p.n.s. 1620.
  • Casa Dotto de Dauli-Gottardo: via Matteotti 84; p.n.s. 1605.
  • Villa Bortoletti-Bianchi-Seranto-Pittaro: via Matteotti 32; p.n.s. 1635.
  • Villa Venier-De Goetzen (oggi ristorante): via Matteotti 6; p.n.s. 1739.
  • Palazzina Bianche-Duodo-Valeggia: via Matteotti 51; p.n.s. 1797.
  • Palazzetto "delle Finanze": via Matteotti 63.
  • Canonica di Dolo: via Dauli 12/14.
  • Villa Lusi-Andreuzzi-Bon-Spezzati: via Rizzo; p.n.s. 1661.
  • Villa Dandolo-Michiel: via Mazzini; p.n.s. 1518.
  • Villa Barbarigo (attualmente in uso all'ospedale di Dolo) via Mazzini 2; p.n.s. 1661.
  • Palazzo Molin: via Garibaldi 19; p.n.s. 1566.
  • Palazzo Corner: Piazza Cantiere; p.n.s. 1740.
  • Palazzetto Ottoboni: via Garibaldi 63; p.n.s. 1661.
  • Ca' Ottoboni: via Garibaldi; p.n.s. 1661.
  • Villa Contarini-Donà-Pisani-Prà: via San Giacomo; p.n.s 1566.
  • Villa Concina; via Comunetto 5.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Dolo[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al Patrono San Rocco (16 agosto), a Dolo si festeggia la Madonna della Salute (21 novembre), venerata nella chiesetta dell'ospedale.

Nella frazione di Arino si festeggia il patrono San Michele Arcangelo il 29 settembre, con la tradizionale sagra paesana e "Paio dea gaina", competizione famosa in tutta la zona.

Nella frazione di Sambruson si festeggia il patrono Sant'Ambrogio il 7 dicembre. Gli ambrosiani festeggiano, inoltre, quale co-Patrono San Valentino il 14 febbraio.

Feste, fiere[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il mercato settimanale, molto frequentato, al venerdì;
  2. Il mercatino dell'antiquariato, la quarta domenica di ogni mese;
  3. Il "Carnevale dei Storti" una parata di carri allegorici;
  4. La Fiera dell'Agricoltura di San Rocco, il 16 agosto;
  5. La Fiera dell'Artigianato, nella seconda metà di settembre;
  6. La gara podistica non competitiva Family Run, sul finire di ottobre;
  7. La "Fiera dei mercanti veneti" ogni seconda domenica del mese.
  8. La Festa della birra, dal 6 al 18 agosto.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Arino[modifica | modifica wikitesto]

Interessanti alcune considerazioni sull'attuale frazione di Arino, nella quale si trovava una torre difensiva (la torre Da Rin, da cui deriva Arino ed il nome di una via).
La località di Arino è segnalata per la prima volta nel 1073, ed è verosimilmente di fondazione longobarda, poiché è noto che quel popolo era devoto a San Michele Arcangelo, tuttora patrono della frazione.
Nei vari documenti antichi, il centro viene riportato con le seguenti denominazioni: Adrino, Adrine, Arino, Arin, Rin. Nella guerra tra Padova e Venezia agli inizi del XV secolo, questi ultimi la scelsero quale campo trincerato e come testa di ponte per assalire gli avversari: in questo senso nelle fonti è nominato il Serraglio d'Arin.

Sambruson[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Sambruson risulta essere un agionimo derivato dall'accrescitivo latino di Ambrogio (ovvero da Santuc Ambrosonus), il patrono infatti della comunità ambrosiana è per l'appunto sant'Ambrogio che si festeggia il 7 dicembre. Ciò è testimoniato fin dalle primissime attestazioni del toponimo del paese, in cui lo si trova indicato con le denominazioni Sancto Ambrosone, villa Sancti Ambrosonis, villa Sancti Broxonis. Di questa derivazione aveva certezza già nel 1506 il vescovo Barozzi il quale, riferendosi a Sambruson, puntualizzò che si trattava del paese "Sancti Ambrosii quem, corupto vocabulo, Brusonum vocant". Tutto ciò non permette però di capire i motivi per i quali in questa località, in passato, si venne manifestando una forma di venerazione verso il grande vescovo milanese (Poppi M., 2008). Secondo una tradizione, probabilmente una pia leggenda, nell'anno 381 Sant'Ambrogio, in cammino da Padova verso Aquileia lungo la via Annia, avrebbe soggiornato o, almeno, si sarebbe fermato a Sambruson. A ricordo di quel prezioso passaggio e delle conversioni fiorite alla sua predicazione, gli abitanti avrebbero trasformato la casa in cui aveva preso dimora in luogo di preghiera: un oratorio che divenne centro di un culto verso di lui.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Dolese il turismo è molto importante; altra attività artigianale fiorente nella zona della Riviera del Brenta sono i calzaturifici.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Dolo è attraversata dalla Strada regionale 11 Padana Superiore, già strada statale che costeggia il naviglio, ed è presente un casello autostradale posta sulla tangenziale di Mestre - A57.

La stazione ferroviaria, ubicata in realtà nella frazione Ballò di Mirano lungo la ferrovia Milano-Venezia, è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione del Veneto.

Fra il 1885 e il 1954 nella città fu presente inoltre una stazione della tranvia Padova-Malcontenta-Fusina, gestita dalla Società delle Guidovie Centrali Venete (gruppo Società Veneta).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Antonio Gaspari Centrosinistra Sindaco
2010 in carica Mariamaddalena Gottardo PDL - Lega Nord Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31-12-2010
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Studio storico ambientale artistico della Riviera del Brenta, Alessandro Baldan, Edizioni Bertato, Villa del Conte, 1995
  • In Sancto Ambrosone - uomini ed eventi a Sambrsuon tra l'alto Medioevo e il primo Ottocento, Mario Poppi, Edizioni Associazione Culturale Sambruson la Nostra Storia, Sambruson 2008
  • Sambruson - tra ottocento e novecento, AA.VV., Edizioni Associazione Culturale Sambruson la Nostra Storia, Sambruson 2010
  • Arino e i venti secoli della chiesa, di Don Igino Maroso, 2006.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]