Annone Veneto

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Annone Veneto
comune
Annone Veneto – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
Sindaco Ada Toffolon (lista civica Insieme per il paese) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 12°41′00″E / 45.8°N 12.683333°E45.8; 12.683333 (Annone Veneto)Coordinate: 45°48′00″N 12°41′00″E / 45.8°N 12.683333°E45.8; 12.683333 (Annone Veneto)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 25,69 km²
Abitanti 3 976[1] (31.12.2011)
Densità 154,77 ab./km²
Frazioni Giai, Loncon, Spadacenta
Comuni confinanti Meduna di Livenza (TV), Motta di Livenza (TV), Portogruaro, Pramaggiore, Pravisdomini (PN), San Stino di Livenza
Altre informazioni
Cod. postale 30020
Prefisso 0422
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027001
Cod. catastale A302
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 649 GG[2]
Nome abitanti annonesi
Patrono san Vitale
Giorno festivo 28 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Annone Veneto
Posizione del comune di Annone Veneto nella provincia di Venezia
Posizione del comune di Annone Veneto nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

Annone Veneto (Danón in veneto locale[3]) è un comune di 3.993 abitanti[4] della provincia di Venezia in Veneto.

Il comune si trova nel territorio storico del Friuli Concordiese, amministrativamente diviso tra le province di Pordenone e Venezia, e più in particolare nella sua area più occidentale (Veneto Orientale).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Annone Veneto sorge nella bassa pianura veneto-friulana, situato vicino alla riva sinistra del fiume Livenza e alla confluenza dei confini delle province di Venezia, Treviso e Pordenone. Si estende su una superficie di 25,69 km², da un'altitudine minima di 2 metri, ad una massima di 11 metri s.l.m.[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Annone" deriva da ad nonum lapidem, la nona pietra miliare posta sulla antica Via Postumia. Dapprima "Ad Nonum" è una stazione di sosta, di cambio dei cavalli e dei muli e poi, secondo alcune fonti, anche sede di magazzini militari, depositi di cereali e di carne salata.

La sua origine si ritiene sia contemporanea alla costruzione delle due prime strade romane della regione: la via Postumia, costruita nel 148 a.C. dal console Spurio Postumio Albino, che univa "Opitergium" (Oderzo) ad Aquileia, e la Via Annia, costruita nel 131 a.C. dal pretore Tito Annio Rufo, che partendo da Adria raggiungeva nei pressi della futura colonia di "Julia Concordia" (Concordia Sagittaria) la via Postumia per proseguire in un unico e comune percorso fino ad Aquileia.

Queste due prime vie di comunicazione, volute da Roma per fini quasi esclusivamente militari, in seguito collegate tra loro da raccordi, quali il tratto tra "Ad Sanos" (San Stino di Livenza) e "Ad Nonum", ed alle regioni confinanti da una rete sempre più fitta di nuove arterie, hanno consentito la crescita di significativi traffici civili e commerciali. Essere al centro di un importante nodo stradale favorirà "Ad Nonum" di una sicura crescita economica e quindi anche di un incremento degli insediamenti abitativi. La centuriazione romana del 42 a.C. dell'agro di "Julia Concordia", in cui era incluso il territorio di "Ad Nonum", promuoverà anche un intensivo e razionale sviluppo delle colture agricole e dell'allevamento del bestiame.

Con le invasioni barbariche inizia il periodo della decadenza. Dopo un distruttivo saccheggio nel 167 dei Marcomanni e dei Quadi, sconfitti successivamente dalle legioni romane sul fiume Danubio, ed una scorreria nel 258 ancora dei Marcomanni e degli Alemanni, ricacciati e vinti in Pannonia dall'imperatore Gallieno, nel 401 la provincia romana "Venetia et Histria" deve soccombere alle violenze della prima invasione dei barbari con i Goti di re Alarico. Nel 451 la terribile calata degli Unni guidati da Attila porta ulteriori e pesanti devastazioni. Seguono gli Alani nel 463, condotti da Biorgio, gli Ostrogoti di Valdemiro nel 473 e gli Eruli di Odoacre nel 476. Nel 489 arrivano i Goti di Teodorico, che sottrarranno le terre ai discendenti dei coloni romani e resteranno fino al 553 quando un esercito bizantino, comandato da Narsete, li sconfiggerà e porrà fine al loro dominio.

Poiché la sua sorte è sempre stata connessa a quella delle Vie Postumia ed Annia, quando queste due grandi strade ormai prive di manutenzione, percorse in prevalenza dai barbari, poco sicure e poi interrotte a causa della distruzione o del crollo dei ponti, saranno abbandonate, "Ad Nonum" avrà il suo inevitabile declino. La popolazione, già decimata dalle continue incursioni barbariche, subisce dal 535 al 538 una gravissima carestia e nel 565 una virulenta epidemia di peste.

Nell'ottobre del 589 sulla "Venetia" si abbatterà una catastrofica alluvione seguita da una grande pestilenza, che cagionerà l'abbandono delle terre da parte dei superstiti. Nella zona alluvionata tra i fiumi Livenza e Tagliamento prenderanno il sopravvento le paludi e la fitta boscaglia.

Nel 568 i Longobardi, comandati da Alboino, provenienti dalla Pannonia attraversano il fiume Isonzo e, dopo aver costretto i Bizantini a ritirarsi sulle coste del mare Adriatico, occupano stabilmente la parte interna della "Venetia". Viene fondato il Ducato Longobardo del Friuli con sede in "Forum Iulii" (Cividale).

Il 3 maggio 762 due principi longobardi, i fratelli Erfo e Marco figli di Pietro duca del Friuli, donano tutti i loro beni, tra cui "le corti e le case…in annono, o anone…", all'Abbazia di S. Maria in Silvis di Sesto al Reghena. L'Abbazia in seguito sarà retta dai Benedettini, che con la bonifica delle paludi ripristineranno la coltivazione dei campi.

Nel 774 Carlo Magno, re dei Franchi, vinto a Pavia Desiderio, ultimo re longobardo, si proclama "re dei Longobardi". I Franchi governeranno il Ducato del Friuli fino al 952 quando subentreranno gli imperatori germanici del Sacro Romano Impero. Dall'889 e fino alla metà del IX secolo la regione vivrà un periodo di ripetute e devastanti invasioni degli Ungari. Saranno sconfitti nel 955 dall'imperatore Ottone I, re di Germania, nella battaglia di Lechfeld.

Nel 961 Ottone I assegna l'Abbazia di Sesto e le proprietà confiscate al longobardo Roboaldo, tra cui la "curtis de Annono", al Patriarca di Aquileia, che nel 1077 riceverà da Enrico IV di Germania l'investitura feudale di Vassallo, Signore del Friuli. Fino al 1419, anno in cui passerà sotto la Serenissima Repubblica di Venezia, Annone sarà sottoposto al Gastaldo del castello patriarcale di Meduna di Livenza.

L'avvento della Repubblica di Venezia pone termine al potere temporale del Patriarca di Aquileia. L'ex stato patriarcale ottiene l'autonomia di governo, continuando ad avere un proprio parlamento con sede in Udine capitale della Patria del Friuli. Annone sarà "villa veneta" sotto la giurisdizione della Comunità di Meduna di Livenza.

Al fine di consentire un più economico sfruttamento delle risorse agricole, i Veneziani pianificano la regolazione delle acque e la razionalizzazione della coltura delle terre e dei boschi. La salvaguardia dei boschi era obiettivo di primaria importanza per la necessità di disporre di un grande quantitativo di legname per l'approvvigionamento dell'Arsenale di Venezia per la costruzione delle navi della fiorentissima flotta mercantile e della potente flotta militare. Per tale motivo anche nei boschi di Loncon di Annone verranno imposti interdizioni e divieti, tra cui il taglio degli alberi di alto fusto.

Il 12 maggio 1797 la caduta di Venezia nelle mani dell'esercito francese, comandato dal generale Napoleone Bonaparte, conclude il millenario governo della Serenissima Repubblica. Il 17 ottobre 1797 il trattato di Campoformio ne dispone la sua cessione all'Austria, le cui truppe entreranno in Annone il 15 gennaio 1798. Nel breve periodo della loro occupazione i francesi istituiscono un nuovo assetto amministrativo del territorio basato sui principi democratici della rivoluzione francese. Annone è Comune e passa con Meduna di Livenza prima sotto il distretto di Pordenone e poi sotto quello di San Vito al Tagliamento. Con gli Austriaci farà parte del distretto di Portogruaro.

Dopo la rioccupazione del 1805 da parte delle armate francesi e la disgregazione dell'impero napoleonico, il Congresso di Vienna il 9 giugno 1815 sancisce la cessione della Lombardia e del Veneto all'Austria, che istituirà il Regno Lombardo-Veneto. L'8 febbraio 1818 il governo austriaco ridefinisce i confini territoriali della provincia di Venezia. Annone è comune autonomo nel distretto di Portogruaro, in provincia di Venezia. Il Veneto sarà soggetto all'impero d'Austria fino al 1866 quando sarà annesso al Regno d'Italia. Un Regio Decreto del 21 luglio 1867 cambierà il nome di Annone nell'attuale Annone Veneto[6].

Prima dello scoppio della prima guerra mondiale (1915 - 1918) inizia la distruzione dei boschi demaniali di Loncon. Il regio esercito italiano preleva ingenti carichi di legname e li invia tramite convogli ferroviari verso il fiume Isonzo ed il Carso per la costruzione delle fortificazioni e delle trincee. Dopo la disastrosa ritirata di Caporetto l'esercito austro-ungarico, occupato Annone Veneto il 6 novembre 1917, completerà l'opera di disboscamento, da cui ricaverà il legname che sarà utilizzato per le difese sul fronte del fiume Piave.

Dal 1920 al 1940 i comprensori del comune di Annone Veneto e dei comuni limitrofi vengono sottoposti a importanti e radicali lavori di bonifica. Tra il 1924 ed il 1927 l'area degli ex boschi di Loncon viene sistemata con lo scavo di canali, la costruzione di strade interpoderali, la suddivisione in fondi e la costruzione di case coloniche.

Con queste rilevanti opere di risanamento si crea il presupposto per una nuova crescita ed un progressivo rinnovamento delle colture agricole. Il terreno di origine sedimentaria-alluvionale di natura argillosa e calcarea si rivelerà particolarmente idoneo alla coltivazione della vite e ciò favorirà un lento e graduale processo di trasformazione colturale, che sarà indirizzata all'incremento del settore enologico.

Oggi l'economia del comune di Annone Veneto è in gran parte legata alla coltivazione di vitigni pregiati ed alla produzione di vini di altissima qualità (Tocai, Pinot, Chardonnay, Riesling, Sauvignon, Verduzzo, Merlot, Malbech, Cabernet e Refosco dal peduncolo rosso), che hanno ricevuto ambiti riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale. Il territorio fa parte dell'area D.O.C. Lison-Pramaggiore. Notevole è anche lo sviluppo delle due zone artigianali-industriali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 607, ovvero il 15,2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[8]:

  1. Romania Romania, 151
  2. Albania Albania, 138
  3. Marocco Marocco, 111
  4. Burkina Faso Burkina Faso, 43
  5. India India, 38
  6. Nigeria Nigeria, 21

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Per il comune transita la ferrovia Treviso-Portogruaro e nei pressi della frazione Giai è attiva una fermata denominata "Annone Veneto". La stazione è stata inaugurata nel 2000 con la riapertura della linea.

In passato era presente un'altra stazione lungo la vecchia ferrovia San Vito al Tagliamento-Motta di Livenza; venne chiusa con la soppressione della tratta.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2004 Elio Verona lista civica Sindaco
2004 2009 Paolo Ruzzene centrosinistra Sindaco
7 giugno 2009 26 maggio 2014 Daniela Savian lista civica Sindaco
26 maggio 2014 in carica Ada Toffolon lista civica Insieme per il Paese Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Giovanna Ruzzene, Jèra 'na volta Danón, Annone Veneto, Editrice per Annone, 2006.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 27/02/2011
  5. ^ Comuni Italiani.it - Annone Veneto, Clima e dati geografici. URL consultato l'11 novembre 2011.
  6. ^ Regio Decreto n° 3827 del 21 luglio 1867, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 229 del 22 agosto 1867
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 13 novembre 2012.