Prosecco (vino)

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Primi versi sul prosecco, contenuti nel Roccolo ditirambo, 1754
Una bottiglia di Prosecco di Conegliano
Prosecco
Dettagli
Stato Italia Italia
Resa (uva/ettaro) 18 t
Resa massima dell'uva 70%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
9,5%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
10,50% (prosecco e prosecco frizzante) 11,00% (prosecco spumante)
Estratto secco
netto minimo
14 g/L
Riconoscimento
Tipo DOC
Istituito con
decreto del
17 luglio 2009
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Divenuto noto negli anni novanta come Prosecco IGT (indicazione geografica tipica), ha conseguito nel 2009 la DOC, incrementando la qualità.

Altre tipologie di questo vino hanno assunto il marchio DOCG (Montello e Colli Asolani, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene).

Il prosecco, insieme al Lambrusco e all'Asti, è il vino maggiormente esportato all'estero.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome è dovuto a due operazioni di marketing. Ai primi del Cinquecento a Trieste, per dare maggiore visibilità al principale prodotto locale, la ribolla, si dichiara che questa è naturale erede del celebre vino dell'antichità, il pucino, celebrato da Plinio nella sua Naturalis historia e prediletto per le sue doti medicinali da Livia, moglie dell'imperatore Augusto.

La necessità di distinguere la ribolla triestina dagli altri vini dallo stesso nome, prodotti nel Goriziano e a costi inferiori in Istria, porterà poi a fine secolo ad un cambio di denominazione e soprattutto ad una precisa caratterizzazione geografica, suggerita dall’identificazione del luogo di produzione dell'antichità, il castellum nobile vino Pucinum con il Castello di Prosecco, nei pressi dell'omonimo abitato.[1]

La prima citazione conosciuta del cambio di denominazione è dovuta al gentiluomo inglese Fynes Moryson, che visitando il nord Italia nel 1593, annota: "Histria is devided into Forum Julii, and Histria, properly so called … Here growes the wine Pucinum, now called Prosecho, much celebrated by Pliny", collocando il Prosecco tra i vini famosi d’Italia "These are the most famous Wines of Italy. La lagrima di Christo, (the teare of Christ) and like wines neere Cinqueterre in Liguria: La vernaza, and the white Muskadine, especially that of Montefiaschoni in Toscany: Cecubum and Falernum in the Kingdome of Naples, and Prosecho in Histria".[2]

Il metodo di vinificazione, vero elemento caratterizzante del Prosecco delle origini, si diffonde prima nel Goriziano, poi - tramite Venezia - in Dalmazia, a Vicenza e nel Trevigiano.[3]

Il termine "prosecco", così come lo conosciamo, compare per la prima volta nel poemetto Il Roccolo Ditirambo, scritto nel 1754 da Valeriano Canati sotto lo pseudonimo di Aureliano Acanti: "...Ed or ora immollarmi voglio il becco Con quel melaromatico Prosecco...."

Area di produzione[modifica | modifica sorgente]

Il Prosecco viene prodotto nelle province del Veneto, escluse Rovigo e Verona (circa 80% del totale), e in tutte le provincie del Friuli-Venezia Giulia (circa 20% del totale).

All'interno di questo territorio ci sono anche due DOCG per la produzione del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, e dal 2010, del Colli Asolani Prosecco o Asolo Prosecco[4].

Tipologie e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Si distinguono essenzialmente tre tipologie di prosecco:

In tutti i casi si tratta di un vino dal colore giallo paglierino, dall'odore fine e dal sapore fresco. La variante spumante può risultare da brut a demi-sec, mentre le altre sono secche o amabili.

Le tipologie prodotte mediante fermentazione tradizionale in bottiglia (caratteristica che va specificata in etichetta) possono presentare una velatura. Tali vini hanno un sapore secco, frizzante e fruttato, con eventuali sentori di crosta di pane e lievito.

Vitigni e coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Il vitigno base per la produzione di prosecco è il glera, le cui uve devono costituire almeno l'85% del totale. Una piccola frazione, comunque non superiore al 15% del totale, può essere costituita da verdiso, bianchetta trevigiana, perera, glera lunga, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio e pinot nero vinificato in bianco.

I terreni adatti alla coltura dei vigneti sono quelli ben esposti e drenati, quindi non sono ammessi terreni ad alta dotazione idrica o torbosi. In ciascun appezzamento devono sussistere almeno 2.300 ceppi per ettaro. Le tecniche di coltivazione e impianto sono quelle "classiche" che non provocano modificazioni alla qualità di uva e vino, prive di forzature. Sono vietate le coltivazioni espanse (come le pergole), ma esiste una deroga di dieci anni per i vigneti piantati prima della disciplinare del 2009.

Abbinamenti gastronomici[modifica | modifica sorgente]

Il prosecco si consiglia con piatti a base di pesce e con gli antipasti:

Ottimo da aperitivo con salatini o antipasti da banco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fulvio Colombo, Prosecco perché?.
  2. ^ Fynes Moryson, An Itinerary, vol. IV, pp. 80 e 103.
  3. ^ Fulvio Colombo, Prosecco perché?.
  4. ^ Vini Italiani DOCG: Prosecco Asolo DOCG
  5. ^ Acciughe al verde. Giallo zafferano. Sapori d'Italia. Piemonte. Ricetta.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • D.M. 17 luglio 2009.
  • D.M. 15 ottobre 2010
  • Fulvio Colombo, Prosecco, perché? Le nobili origini di un vino triestino, Luglio Editore, Trieste 2012, ISBN 978 8896940877
  • Fynes Moryson, An Itinerary. Containing His Ten Yeeres Travell through the Twelve Dominions of Germany, Bohmerland, Sweitzerland, Netherland, Denmarke, Poland, Italy, Turky, France, England, Scotland & Ireland, Glasgow 1907-1908.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]