Federico Corner (1579-1653)

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Federico Corner
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cardinal Cornaro.jpg
CardinalCoA PioM.svg
Incarichi ricoperti Vescovo di Bergamo
Vescovo di Vicenza
Vescovo di Padova
Patriarca di Venezia
Nato 16 novembre 1579, Venezia
Consacrato vescovo 27 aprile 1623
Elevato patriarca 11 giugno 1631
Creato cardinale 19 gennaio 1626 da papa Urbano VIII
Deceduto 5 giugno 1653, Roma

Federico Baldissera Bartolomeo Corner (Venezia, 16 novembre 1579Roma, 5 giugno 1653) è stato un cardinale e patriarca cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Venezia il 16 novembre 1579, terzogenito - ma i fratelli maggiori morirono bambini - di Giovanni Corner "di San Polo" e di Chiara Dolfin "di San Salvador". Il suo ramo familiare era ricchissimo e potente, tanto che lo stesso Federico sarebbe diventato figlio, fratello e zio di dogi. Per quanto riguarda le personalità ecclesiastiche, era nipote di Francesco Corner e pronipote di Alvise Corner e di Federico Corner, tutti cardinali.

Intrapresi gli studi a Roma sotto la cura speciale di suo zio cardinale, dopo la morte di questo nel 1598 fece ritorno a Venezia e studiò legge all'università di Padova, dove nel 1599 fondò l'Accademia dei Ricovrati.

Ritornato a Roma nel 1602, divenne chierico della Camera Apostolica sotto il pontificato di Clemente VIII e Gran Priore dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme per Cipro. Governatore di Civitavecchia dal 24 settembre al dicembre del 1607, ricevette quindi gli ordini ecclesiastici.

Eletto vescovo di Bergamo il 23 febbraio 1623, mantenne il clericato della Camera apostolica. Venne consacrato vescovo il 7 aprile del 1623 nella Cappella del Sacrario Apostolico di San Pietro a Roma dal cardinale Marcantonio Gozzadini, assistito da Agostino Morosini, arcivescovo titolare di Damasco e da Giovanni Benini, arcivescovo titolare di Adrianopoli.

Creato cardinale presbitero nel concistoro del 19 gennaio 1626, ricevette la porpora ed il titolo di Santa Maria in Traspontina il 22 giugno di quello stesso anno. La sua promozione al cardinalato produsse molti tumulti di origine politica a Venezia, in quanto gli statuti della Repubblica veneta vietavano espressamente (in virtù di motivazioni storiche) che il figlio del doge in carica ottenesse incarichi per mano del pontefice. Il senato di Venezia propose pertanto le sedi vescovili di Vicenza o di Padova in ricompensa della cessione del titolo cardinalizio.

Trasferitosi solo nominalmente a Vicenza dal 7 settembre 1626, Federico Baldissero Bartolomeo Cornaro mantenne ad ogni modo il titolo cardinalizio ed il 15 novembre 1627 optò per il titolo di Santa Cecilia, passando a quello di San Marco il 26 aprile 1629. Della sede vicentina prese possesso il fratello Francesco e la diocesi fu governata dal vicario generale Francesco Alzano da Bergamo; il Corner non vi mise mai piede; per dimostrare la sua generosità, invece, nell'ottobre 1628 fece dono alla città di Vicenza di una notevolissima quantità di reliquie provenienti dalle catacombe romane[1].

Trasferitosi alla sede episcopale di Padova il 30 aprile 1629, venne promosso patriarca di Venezia l'11 giugno 1631. Divenuto Camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali l'11 aprile 1639, rimase in carica sino al 7 gennaio 1641. Dopo aver rinunciato al patriarcato il 13 giugno 1644, partecipò al conclave che quello stesso anno elesse a pontefice Innocenzo X. Optò quindi per il titolo di Santa Maria in Trastevere dal 19 novembre 1646, passando quindi alla sede suburbicaria di Albano dal 29 aprile 1652.

Morì a Roma il 5 giugno 1653 e nella Cappella Cornaro (detta anche di Santa Teresa), nella chiesa di Santa Maria della Vittoria di Roma.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Genealogia episcopale.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Blasonatura
Ornements extérieurs Cardinaux.svg
Coa fam ITA Corner.svg
Federico Cornaro
Cardinale

Partito d'oro e d'azzurro. Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mantese, 1974/1, pp. 166-73

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Bergamo Successore BishopCoA PioM.svg
Giovanni Emo 23 febbraio 1623 - 7 settembre 1626 Agostino Priuli
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Maria in Traspontina Successore CardinalCoA PioM.svg
Ludovico Ludovisi 22 giugno 1626 - 15 novembre 1627 Cesare Monti
Predecessore Vescovo di Vicenza Successore BishopCoA PioM.svg
Dionisio Dolfin 7 settembre 1626 - 30 aprile 1629 Luca Stella
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Cecilia Successore CardinalCoA PioM.svg
Giambattista Leni 15 novembre 1627 - 26 aprile 1629 Giovanni Domenico Spinola
Predecessore Cardinale presbitero di San Marco Successore CardinalCoA PioM.svg
Pietro Valier 26 aprile 1629 - 19 novembre 1646 Marcantonio Bragadin
Predecessore Vescovo di Padova Successore BishopCoA PioM.svg
Pietro Valier 30 aprile 1629 - 11 giugno 1631 Marcantonio Cornaro
Predecessore Patriarca di Venezia Successore PatriarchNonCardinal PioM.svg
Giovanni Tiepolo 11 giugno 1631 - 28 aprile 1644 Gianfrancesco Morosini
Predecessore Camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali Successore CardinalCoA PioM.svg
Berlinghiero Gessi 11 aprile 1639 - 7 gennaio 1641 Giulio Cesare Sacchetti
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere Successore CardinalCoA PioM.svg
Antonio Marcello Barberini 19 novembre 1646 - 29 aprile 1652 Giulio Cesare Sacchetti
Predecessore Cardinale vescovo di Albano Successore CardinalCoA PioM.svg
Bernardino Spada 29 aprile 1652 - 6 giugno 1653 Marzio Ginetti
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