Chiesa di San Polo (Venezia)

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Coordinate: 45°26′13.4″N 12°19′47″E / 45.437056°N 12.329722°E45.437056; 12.329722

Chiesa di San Polo
Il lato sud dell'edificio con il portale gotico.
Il lato sud dell'edificio con il portale gotico.
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Diocesi Patriarcato di Venezia
Stile architettonico Vario

La chiesa di San Paolo apostolo vulgo San Polo è un edificio religioso della città di Venezia. Dà il nome al sestiere in cui sorge.

Parrocchiale sino alle soppressioni del 1810, attualmente è una rettoriale dipendente dai Frari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'edificio fu edificato probabilmente all'inizio del IX secolo, sotto il dogado di Pietro Tradonico o di Orso I Partecipazio (una tradizione ne fissa la fondazione all'837).

Edificio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Polo vista dall'esterno lateralmente

A differenza di altre chiese veneziane, San Polo non è stata mai completamente ricostruita, sicché ha conservato l'impianto originale a tre navate tipico dell'architettura veneto-bizantina. I numerosi rimaneggiamenti, invece, ne fanno un edificio poco unitario dal punto di vista stilistico.

Subì una prima ristrutturazione tra il Tre e il Quattrocento e a questo periodo risalgono gli elementi gotici, in particolare il portale laterale archiacuto, con modanature a tortiglione e ornamenti floreali, le ogive della navata laterale e il rosone.

A partire dal 1804 sino alla riconsacrazione del 1838 la chiesa ha subito i pesanti interventi progettati da David Rossi: in quell'occasione furono sostituite le colonne della navata centrale, chiuse alcune aperture per aprirne altre e venne usato, nel complesso, un anomalo stile neoclassico. L'abside fu ricostruita a pianta semiottagonale con finestre centinate. I restauri conclusi di recente hanno in parte recuperato gli elementi quattrocenteschi, in particolare il soffitto a carena di nave, e rimossi gli inutili ornamenti ottocenteschi.

Sulla parete alla sinistra dell'ingresso principale si trova un'Ultima Cena di Jacopo Tintoretto mentre la pala del primo altare, Assunta e i santi, sarebbe da attribuire alla sua scuola. Le altre pareti recano dipinti di Paolo Piazza (San Silvestro battezza Costantino imperatore e Predicazione di San Paolo) e di Jacopo Guarana (Sacro Cuore di Gesù).

L'altare della cappella absidale di sinistra è arricchito dallo Sposalizio della Vergine di Paolo Veronese, mentre il presbiterio riporta varie tele di Palma il Giovane (tra le quali la Consegna delle chiavi a San Pietro, la Conversione di San Paolo e la Tentazione di Sant'Antonio abate) e due statue bronzee di Alessandro Vittoria (San Paolo e Sant'Antonio abate).

Nella navata centrale si trovano altri dipinti di un anonimo ottocentesco, raffiguranti i quattro evangelisti e vicende della vita di San Paolo. Sconosciuto sono anche gli autori del crocifisso dell'altare maggiore e dei dipinti della navata laterale destra (Presepio e Madonna col Bambino, quest'ultima attribuita a Pietro Zandomeneghi).

Il soffitto raffigura una Gloria degli angeli e una Resurrezione di Cristo di Giandomenico Tiepolo. Al padre Giambattista è invece attribuita la pala La Vergine appare a San Giovanni Nepomuceno, commissionata, sembra, dal re di Polonia Augusto III che aveva donato alla chiesa le reliquie del santo.

L'organo è di Gaetano Callido.

L'abside della chiesa, che mostra la struttura semiottagona ottocentesca.

Cappella del Santissimo[modifica | modifica sorgente]

Ai lati dell'altare maggiore trova posto la cappella del Santissimo con opere di Giuseppe Porta: la Salita al Calvario, la Deposizione, Cristo nell'orto degli ulivi e la Lavanda dei piedi. Gli affreschi del soffitto sono di Gioacchino Pozzoli.

Oratorio del Crocifisso[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso dalla facciata principale non è più possibile in quanto, dove in origine si trovava il nartece, è stato costruito l'oratorio del Crocifisso. Qui è esposta quella che è considerata l'opera prima di Giandomenico Tiepolo, la splendida Via Crucis dipinta tra il 1747 e il 1749. Il complesso delle tele, in tutto quattordici e rivela già la maniera peculiare del giovane pittore nella costruzione drammatica delle scene mediante prospettive decentrate e diagonali.

Nella stessa cappella sono conservate altri lavori del Tiepolo: il San Filippo Neri, il San Giovanni Nepomucieno, i Santi Elena e Macario e il San Vincenzo Ferreri.

Campanile[modifica | modifica sorgente]

I due leoni sopra l'ingresso del campanile. I due leoni sopra l'ingresso del campanile.
I due leoni sopra l'ingresso del campanile.

Il campanile con cuspide a pigna fu innalzato nel 1362. L'ingresso è sormontato da due leoni affrontati, l'uno recante fra gli artigli un serpente, l'altro una testa umana: secondo la tradizione, ricorderebbero la tragica fine di Marin Faliero, oppure del conte di Carmagnola.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcello Brusegan, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle chiese di Venezia, Newton Compton, 2004, pp. 292-294. ISBN 9788854100305.

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