Francesco Moraglia

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Francesco Moraglia
patriarca della Chiesa cattolica
Moraglia Mira 1.JPG
Coat of arms of Francesco Moraglia (Venice).svg
Cum Maria matre Iesu
Titolo Venezia
Incarichi attuali Patriarca di Venezia
Incarichi ricoperti Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato
Nato Genova, 25 maggio 1953 (61 anni)
Ordinato presbitero 29 giugno 1977 dal cardinale Giuseppe Siri
Nominato vescovo 6 dicembre 2007 da papa Benedetto XVI
Consacrato vescovo 3 febbraio 2008 dal cardinale Angelo Bagnasco
Elevato patriarca 31 gennaio 2012

Francesco Moraglia (Genova, 25 maggio 1953) è un patriarca cattolico italiano, dal 31 gennaio 2012 48º patriarca di Venezia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formazione e carriera accademica[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Genova il 25 maggio 1953; il padre, deceduto il 19 febbraio 2012[1], era un avvocato genovese, la madre, originaria di Villasanta, in Brianza[2], laureata in lettere alla Cattolica, "ha tralasciato l'insegnamento in un istituto superiore", per dedicarsi ai quattro figli[3].

È ordinato sacerdote il 29 giugno 1977 a Genova. Nel biennio 1977-1979 svolge le funzioni di educatore e accompagnatore dei teologi (III-IV-V teologia) presso il Seminario arcivescovile maggiore[4].

Nel 1979 viene nominato viceparroco in una parrocchia del centro cittadino, incarico che conserva fino al 1988.

Conseguita la licenza, dal 1979 insegna Teologia dogmatica presso la sezione di Genova della Facoltà teologica dell'Italia settentrionale. Nel 1981 consegue il dottorato in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana. Dal 1986 insegna Teologia dogmatica fondamentale e Teologia sacramentaria presso l'Istituto superiore di Scienze religiose ligure, istituto di cui è preside dal 1º dicembre 1994 al 2007. Nel 1989 assume anche l'incarico di docente di Cristologia, Antropologia e Sacramentaria presso la sezione di Genova della Facoltà teologica dell'Italia settentrionale.

Nel 1995 viene eletto presidente della Commissione diocesana per i problemi pastorali dei movimenti religiosi alternativi e delle sette, mentre nel 1996 è nominato direttore dell'Ufficio diocesano per la Cultura e l'Università.

Dal 2003 è consultore della Congregazione per il Clero.

Dal 2004 al 2007 è stato canonico effettivo del capitolo della cattedrale di San Lorenzo nominato dall'arcivescovo cardinale Tarcisio Bertone[5].

Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato[modifica | modifica sorgente]

Moraglia, vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato, a un incontro
Moraglia a Monterosso dopo l'alluvione (ottobre 2011)

Il 6 dicembre 2007 papa Benedetto XVI lo nomina vescovo della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, succedendo così al vescovo Bassano Staffieri, ritiratosi per raggiunti limiti di età.

Riceve la consacrazione episcopale il 3 febbraio 2008 nella cattedrale di Genova dal cardinale Angelo Bagnasco (arcivescovo di Genova), coconsacranti monsignor Mauro Piacenza (allora segretario della Congregazione per il Clero, poi cardinale) e monsignor Bassano Staffieri (vescovo emerito).

Entra solennemente in diocesi il 1º marzo 2008.

Nel 2008 inaugura la pratica dei pellegrinaggi mariani diocesani del primo sabato del mese, mentre nel 2012 istituisce l'adorazione perpetua nella cappella del Crocifisso nella chiesa di Santa Maria alla Spezia. Tra il 23 e il 24 aprile 2010 presiede la due giorni diocesana sulla sfida educativa.

Il 10 gennaio 2010 indice la visita pastorale.

Prende più volte posizione in favore degli operai, interessandosi personalmente della situazione dei disoccupati dell'ex fabbrica di elettrodomestici San Giorgio. Il segretario generale della Fiom Cgil della Spezia ha affermato che "Mons. Moraglia si mosse veramente, in maniera concreta, giocando un ruolo importante"[6][7][8].

Dal 23 aprile 2010 è presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione "Comunicazione e Cultura"[9] della Conferenza episcopale italiana, da cui dipende anche TV2000.

Tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 si spende contro il riconoscimento delle coppie di fatto nel nuovo Statuto comunale della Spezia e l'istituzione del registro dei testamenti biologici da parte dello stesso comune[10]. Il nuovo Statuto comunale, tuttavia, riconoscerà "l'esistenza di altre forme di convivenza", tutelandole "nei limiti previsti dall'ordinamento giuridico"[11].

Nell'ottobre 2011, nei giorni dell'alluvione dello Spezzino e della Lunigiana, annulla ogni impegno in agenda e percorre personalmente tutte le zone alluvionate. Chiude temporaneamente il Seminario vescovile di Sarzana e invia i seminaristi ad aiutare le popolazioni colpite dalla grave calamità[12][13].

Patriarca di Venezia[modifica | modifica sorgente]

Moraglia nel giorno dell'ingresso nel patriarcato
Moraglia incontra i fidanzati e i giovani sposi (1º aprile 2012)
Moraglia, in visita al carcere di Santa Maria Maggiore, abbraccia un detenuto (19 dicembre 2012)

Il 31 gennaio 2012 papa Benedetto XVI lo nomina patriarca di Venezia, dopo un periodo di vacanza della sede patriarcale a seguito della nomina del cardinale Angelo Scola ad arcivescovo di Milano. L'11 marzo si congeda dalla diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.

Il 25 marzo 2012 prende possesso della cattedra di San Marco dopo aver fatto l'ingresso nel patriarcato il giorno precedente visitando differenti realtà diocesane significative per la Chiesa veneziana[14][15].

Attribuisce subito priorità pastorale alle situazioni socialmente difficili, pone al centro della sua azione gli operai disoccupati, i giovani, i carcerati e le situazioni di umana fragilità legate alla crisi economica che segna profondamente il territorio diocesano[16][17][18][19].

Nel giorno del suo ingresso "ha parlato con i giovani e gli operai. Ha detto alla gente che la crisi si sconfigge insieme" e, in serata, "si è infilato un grembiule bianco ed è andato alla mensa dei poveri: con il sorriso e i guanti di plastica, ha fatto il giro dei tavoli chiedendo ai suoi commensali se fossero a posto, o se per caso volessero ancora qualcosa da mangiare"[20].

Incarica i suoi collaboratori di acquistare l'arredo della camera da letto in un "grande magazzino del mobile low cost"[21] e per il suo servizio pastorale non vuole un'auto di rappresentanza ma una utilitaria di media cilindrata[22][23][24], che utilizza anche nei viaggi per andare a Roma, e che guida personalmente[25][26][27].

Subito instaura la pratica delle "visite feriali" (infrasettimanali) e informali a ciascuna delle 128 parrocchie della diocesi lagunare[28][29]. Nel pomeriggio, attorno alle 16, si intrattiene con i gruppi impegnati nell'attività parrocchiale, celebrando poi la Messa e rimanendo con la comunità fino alle 21[30][31].

Con il titolo patriarcale assume l'ufficio di metropolita della provincia ecclesiastica di Venezia che ha nove diocesi suffraganee: Adria-Rovigo, Belluno-Feltre, Chioggia, Concordia-Pordenone, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto, oltre a quello di gran cancelliere della Facoltà di Diritto canonico "S. Pio X" di Venezia e al titolo (ormai caduto in disuso e puramente onorifico) di primate della Dalmazia.

Dal 29 maggio 2012 è presidente della Conferenza Episcopale Triveneta[32][33], e di conseguenza gran cancelliere della Facoltà Teologica del Triveneto, Università della Chiesa Cattolica che ha sede in Padova.

Il 29 giugno riceve dal papa il pallio di metropolita nella basilica di San Pietro in Vaticano.

Il 18 settembre 2012 è nominato padre sinodale della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

Il 6 ottobre 2012, ripetendo la prassi instaurata a la Spezia, istituisce la pratica dei pellegrinaggi mariani diocesani del primo sabato del mese.

Il 14 ottobre 2012 celebra la messa in Piazza San Marco in occasione dell'apertura dell'anno della fede, alla presenza di oltre 5000 persone: è la terza volta che viene celebrata una messa in Piazza San Marco (il primo a celebrarla fu papa Giovanni Paolo II, il secondo il cardinale patriarca Marco Cé)[34]. In quell'occasione divulga la sua prima lettera pastorale "So in chi ho posto la mia fede. Invito alla fede"[35], con l'invito a riscoprire il vero senso della vita di discepoli del Signore. Durante l'anno della fede (2012-2013) fanno seguito le altre lettere pastorali: il 2 febbraio 2013 "La fede cristiana in un contesto di secolarizzazione diffusa" sul tema della ragionevolezza della fede che richiama ogni volta che dialoga con i genitori e gli adulti quando visita le parrocchie. La fede è, secondo il suo pensiero, una risposta di tutto l'uomo al modo scelto da Dio per incontrarci: sono necessari sia, da un lato, il ragionamento, la riflessione; sia, dall'altro, la volontà e i sentimenti. È tutta la persona che risponde a un Dio che si fa presente, anche con le risorse della ragione umana: ecco perché non vanno separate, o peggio contrapposte, fede e ragione.

La lettera pastorale del 1º maggio 2013 "Invito alla dottrina sociale della Chiesa" ha come sottotitolo una frase del profeta Michea - "Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio" - ed inizia con un preciso riferimento al cardinale Jorge Mario Bergoglio (papa Francesco), di cui viene citato un pensiero relativo ai tempi in cui era arcivescovo di Buenos Aires: "Il vescovo deve incessantemente predicare la dottrina sociale che deriva dal Vangelo e che la Chiesa ha reso manifesta dal periodo dei primi padri. Dottrina sociale in grado di suscitare speranza perché i nostri fratelli nella filiazione divina e noi stessi dobbiamo tenere conto del fatto che se non c’è speranza per i poveri non ve ne sarà neppure per i ricchi"[36][37][38].

Il 15 ottobre 2013 presenta nel duomo di Mestre la lettera pastorale "Famiglia e città degli uomini. Società, lavoro e bene comune", che si sviluppa dalla convinzione che "intorno alla famiglia si gioca la proposta culturale che la nostra generazione rivolge alle future, iniziando da quella dei nostri adolescenti" (edizioni C.I.D. s.rl., Venezia 2012)[39][40][41].

Il 7 gennaio 2013, in occasione dei lavori della Conferenza Episcopale Triveneta, si esprime a favore di "una cittadinanza per promuovere l'integrazione e la partecipazione", per "valorizzare la persona accompagnandola nel processo di integrazione". "Il riconoscimento di un diritto [...] non deve essere una lacerazione, che avrebbe come prima vittima l'immigrato, ma un passo in avanti". Esprime quindi la sua contrarietà "a leggi che siano lettera morta o occasione di frizioni ma solo il sostegno alla persona, all'integrazione ed alla partecipazione"[42]. Esattamente un anno dopo, il 7 gennaio 2014, facendo proprie la parole di papa Francesco sul fatto che occorre porre al centro la persona, al di là delle visioni ideologiche, prende posizione a favore dell'accoglienza a Jesolo di 85 immigrati provenienti da Lampedusa e a proposito della concessione della cittadinanza ai migranti nati in Italia invita ad affrontare lo ius soli "non come un motivo di scontro ma come un'occasione per ragionare con pacatezza su questa questione a prescindere dalle singole posizioni". Lo ius soli "deve essere guardato come un cammino, bisogna guardare alla persona come risorsa e non come pericolo"[43][44][45].

Nella primavera 2013 prosegue nell'impegno di significativo contenimento dei costi della diocesi veneziana: dismette la sede di Calle degli Albanesi, nel sestiere di Castello, che ospita alcuni uffici diocesani che vengono riaccorpati nella sede del patriarcato[46].

Il 5 giugno 2013 partecipa in Piazza San Pietro all'udienza generale tenuta da papa Francesco, guidando il pellegrinaggio, sostenuto dalla Pastorale sociale e del lavoro del patriarcato, al quale prendono parte quasi un centinaio di lavoratori ed esponenti di varie realtà imprenditoriali del territorio veneziano e veneto alle prese con le difficoltà dell'attuale persistente crisi economica, presentando direttamente la situazione di tali aziende al Papa sia nel colloquio seguito all'udienza generale sia, in modo più dettagliato, con una lettera lasciata al Santo Padre nella quale gli esprime il "ringraziamento personale e quello dell'intero patriarcato di Venezia per l'attenzione rivolta a lavoratori, sindacalisti e rappresentanti del mondo imprenditoriale del territorio veneziano e veneto così provato dalla perdurante crisi". Contemporaneamente gli consegna una copia del libro - appena edito dal Marcianum Press di Venezia e destinato ai bambini - "Papa Francesco. La preghiera della mano" che riprende – con la prefazione dello stesso patriarca - il testo di una preghiera, molto semplice e popolare, composta dall'allora arcivescovo di Buenos Aires e da recitare "sulla punta delle dita"[47].

Il 28 settembre 2013, "come segno concreto a conclusione dell'Anno della Fede e nella logica di una città più accogliente che non esclude arbitrariamente nessuno", annuncia che "la Chiesa che è in Venezia si sta impegnando per aprire presto una nuova struttura d'accoglienza, mensa e dormitorio, che sorgerà a Marghera a favore delle persone più deboli e a rischio di questa città". Il progetto era stato preventivamente presentato a papa Francesco attraverso una lettera, lasciatagli in occasione del pellegrinaggio diocesano a Roma. La struttura, intitolata a papa Francesco e posta sotto la protezione di San Giuseppe, darà un posto letto a 24 persone, avrà anche una mensa e sarà gestita dalla Caritas diocesana di Venezia in un'ala dell'ex istituto scolastico Edison di Marghera, messa a disposizione dal comune di Venezia[48][49]. Il 5 febbraio 2014 il segretario di Stato Pietro Parolin, portando a Venezia il ringraziamento e la benedizione apostolica di papa Francesco, benedice e inaugura il lotto dei lavori già conclusi[50].

In accoglimento dell'invito di papa Francesco di "non chiuderci in noi", ma di "uscire verso le periferie esistenziali" il 26 ottobre 2013 avvia la missione degli evangelizzatori di strada costituita dai gruppo Evangelizzatori di Venezia in collaborazione con Nuovi Orizzonti, e la partecipazione di tante realtà diocesane, dando il mandato ad ottanta di loro[51] ed indicando la zona critica di Marghera per l'evangelizzazione di strada[52][53].

Il 17 dicembre 2013 a Porto Marghera sottolinea lo stretto legame esistente tra lavoro e famiglia: "senza lavoro non c'è dignità umana, non c'è possibilità di relazioni umane libere, non c'è possibilità di costruire la famiglia che è bene comune. Perciò il lavoro è non solo il presente ma anche il futuro di una società"[54][55][56].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Il 29 dicembre 2009 il quotidiano Il Secolo XIX, su indicazione unanime degli opinion leader della città della Spezia, lo designa come "Spezzino dell'anno, Uomo simbolo del 2009" per l'impegno verso il mondo del lavoro e del sociale in difficoltà[57].

Il 15 marzo 2012 il Consiglio comunale della Spezia, riunito in seduta straordinaria, gli conferisce la cittadinanza onoraria per le seguenti ragioni: Il Consiglio Comunale, il Sindaco, e soprattutto La Città della Spezia vogliono rendergli omaggio con il conferimento della cittadinanza onoraria. perché Mons. Francesco Moraglia ha svolto la sua missione con dedizione, amore e vicinanza nei confronti della nostra comunità, rimanendo sempre vicino alle persone nei momenti difficili; non possiamo dimenticare la partecipazione continua alla vita della città, alle sue problematiche e soprattutto non possiamo non ricordare la sua costante presenza nei luoghi del nostro territorio devastati dalla recente alluvione, per cercare di dare conforto alla popolazione gravemente colpita; è riuscito a costruire nel breve tempo della sua permanenza, un legame saldo e forte con la città della Spezia e con i suoi cittadini[58][59][60][61].

Stemma e motto[modifica | modifica sorgente]

Nell'attuale stemma patriarcale di Moraglia appare nella parte superiore il capo patriarcale di san Marco. Esso presenta, come da tradizione, il leone marciano, al naturale, col libro e su campo argento[62]. Nella parte inferiore, su campo azzurro, una stella a otto raggi, simboleggiante la Vergine Maria (mentre le otto punte si riferiscono al numero delle beatitudini), sovrasta delle mura merlate (richiamanti il cognome stesso del patriarca), alla cui base è presente il mare con un'ancora.

Il motto, Cum Maria matre Iesu (Con Maria madre di Gesù), il versetto è parte di un passo scritturistico in cui viene presentata l'icona più vera della Chiesa[senza fonte], ossia, l'evento della Pentecoste in cui la Chiesa si è manifestata al mondo; Maria, la madre di Gesù, è circondata dagli apostoli e dai discepoli, nell'attesa del compimento della promessa del Signore: il dono dello Spirito Santo. Maria – madre di Gesù e della Chiesa – è titolo strettamente legato al Concilio Ecumenico Vaticano II; infatti papa Giovanni XXIII, nella costituzione apostolica d'indizione del Concilio, ne affidava i lavori alla Vergine Maria e faceva riferimento proprio a questo testo degli Atti (Cfr EV I, 23). In seguito il Concilio nella costituzione dogmatica Lumen gentium, presentava l'intera dottrina sulla Chiesa dedicando, l'intero ottavo capitolo, alla Vergine Maria contemplata nel mistero di Cristo e della Chiesa. Inoltre, Paolo VI, nel giorno in cui veniva promulgata la costituzione sulla Chiesa, nel discorso di chiusura del terzo periodo – il 21 novembre 1964 – proclamava Maria “Madre della Chiesa”, vale a dire, madre di tutto il popolo di Dio: dei fedeli e dei pastori, che la chiamano Madre amorosissima (EV I, 306). Infine, alla luce di quanto detto, rivestono particolare significato le parole di Paolo VI: “Quanto a Noi, come siamo entrati nell'aula conciliare dietro l’invito di Giovanni XXIII, l’11 ottobre 1961, insieme “cum Maria, Matre Iesu”, così al termine della terza sessione, usciamo da questo stesso tempio nel nome santissimo e soavissimo di Maria Madre della Chiesa (EV I, 313). È, quindi, a Maria, madre della Chiesa, che il vescovo Moraglia – sulla scorta della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero – ha inteso affidare se stesso e il suo ministero a favore della Chiesa[63].[senza fonte]

L'espressione, "Cum Maria Matre Iesu", era anche stata richiamata dal papa Giovanni XXIII il 22 febbraio 1962, in occasione della presentazione alla Curia romana e al Sacro Collegio della Costituzione Apostolica Veterum Sapientia[64].

Stemma Descrizione Blasonatura
Coat of arms of Francesco Moraglia (S-S-B).svg
Francesco Moraglia
Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato
D'azzurro alla muraglia d'argento, merlata di cinque alla guelfa e aperta d'oro; sormontata da una stella di otto raggi d'oro; le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3. Sotto lo scudo, nella lista svolazzante d'argento, il motto in lettere maiuscole di nero: CUM MARIA MATRE IESU.
Coat of arms of Francesco Moraglia (Venice).svg
Francesco Moraglia
Patriarca di Venezia
D'azzurro alla muraglia d'argento, mattonata di nero, merlata di cinque alla guelfa; aperta d'oro e sostenuta dal mare di azzurro ondato d'argento, caricato di un'ancora di nero in banda, a tre uncini e con la gomena di rosso, il tutto sormontato da una stella di otto raggi d'oro; al capo patriarcale di Venezia: d'argento al leone passante, alato e nimbato, tenente con la zampa anteriore destra il libro aperto recante le parole nella prima facciata, in quattro righe, PAX TIBI MARCE, nella seconda facciata, similmente in quattro righe, EVANGELISTA MEUS, il tutto al naturale, con la scritta in lettere maiuscole romane di nero. Lo scudo, accollato ad una croce astile patriarcale d'oro, trifogliata, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. Sotto la scudo, accollato con il pallio, nella lista bifida e svolazzante d'argento, il motto in lettere maiuscole di nero: CUM MARIA MATRE IESU.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • F. Moraglia, L'uomo destinatario della missione, in Chiesa sempre missionaria, AA.VV., Facoltà Teologica Italia Settentrionale Sezione di Genova, Genova 1992, pp. 157–171.
  • F. Moraglia, Il democraticismo nella Chiesa, in Sacerdozio. Un amore più grande, AA.VV., San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, pp. 85–86.
  • F. Moraglia, A.M. Tripodi (edd.), Rosmini tra vangelo e Cultura, Città Nuova, Roma 1997.
  • F. Moraglia, È Signore e dà la vita, in Lo Spirito Santo Teologo del Popolo di Dio, a cura di G. Calabrese, Piemme, Casale Monferrato 1997, pp. 149–191.
  • F. Moraglia, Rivelazione, fede e mistero di Dio "Padre delle misericordie", in Dio Padre Misericordioso, a cura di F. Moraglia, Marietti 1820, Genova 1998, pp. 181–209.
  • F. Moraglia, Il ruolo positivo dei laici nella missione della Chiesa, in Sacrum Ministerium (Roma 1998) 1, pp. 8–16.
  • F. Moraglia, La lettera Apostolica "Ad Tuendam Fidem" e la sua rilevanza per la formazione permanente del clero e per la nuova evangelizzazione, in Sacrum Ministerium, (Roma 1998) 2, pp. 44–51.
  • F. Moraglia, M.A. Falchi Pellegrini (a cura di), Genova i motivi della speranza, Marietti 1820, Genova 1998.
  • F. Moraglia, A.M. Tripodi (a cura di), Chiesa e Città, Marietti 1820, Genova 1999.
  • F. Moraglia, Cristo senso e fondamento della storia. Il "primeggiante", l'unico Salvatore del mondo, in Cristo Omega e Alfa, a cura di C. Doglio, Marietti 1820, Genova 1999, pp. 195–229.
  • F. Moraglia, "La bellezza salverà il mondo". Estetica e teologia, in Via Crucis 2000, a cura di F. Ragazzi, De Ferrari Editore, Genova 2000, pp. 55–60.
  • G. Marini, F. Moraglia, Dio mi basta. Monsignor Tommaso Reggio, Marietti 1820, Genova 2000.
  • F. Moraglia, Il diacono San Lorenzo ai diaconi del nuovo millennio, in Sacrum Ministerium (Roma 2000) 1, pp. 90–107.
  • F. Moraglia, Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri. Riflessione teologica, in Sacerdoti per il terzo millennio, a cura di M. Piacenza, Marietti 1820, Genova-Milano 2003, pp. 115–120.
  • F. Moraglia, Santa Caterina, teologa del purgatorio. Fedeltà alla Chiesa e originalità di un pensiero, prefazione del cardinale Tarcisio Bertone, Centro Studi Cateriniani, Genova 2004.
  • M. De Gioia, L. De Mata, F. Moraglia (coautore di), Quel giorno a Nazareth. Storia della Chiesa cattolica, documentario televisivo in 20 puntate, prodotto dall'Istituto Luce per la RAI, Roma 2005.
  • F. Moraglia, A.M. Tripodi (a cura di), Rosmini e Newman, un confronto con la modernità, Atti del Convegno, presentazione di S.E. Cardinale T. Bertone, Il Cittadino, Genova 2006.
  • F. Moraglia, Cum Maria Matre Iesu, Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, Omelie del Vescovo S.E. Mons. Francesco Moraglia nei pellegrinaggi mariani (2008-2012), CRD Edizioni, Carrara 2012.
  • F. Moraglia, Una fede amica dell'uomo, Cantagalli, Siena 2013[65].
  • F. Moraglia, Atti degli apostoli, gli inizi della chiesa, Cantagalli, Siena 2013[66][67][68].
Trattamenti di
Francesco Moraglia
Stemma
Patriarca di Venezia
Trattamento di cortesia Sua Eccellenza
Trattamento colloquiale Vostra Eccellenza
Trattamento religioso Patriarca
Trattamento alternativo Monsignore
I trattamenti d'onore

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Priore per il Veneto e Grand'Ufficiale dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria Priore per il Veneto e Grand'Ufficiale dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Morto a Genova il papà del Patriarca eletto Francesco: le condoglianze e la vicinanza della Chiesa veneziana, patriarcatovenezia.it. URL consultato il 21-02-2012., http://www.genteveneta.it/public/articolo.php?id=6910
  2. ^ Gian Guido Vecchi, Il nuovo Patriarca: «Ora Venezia ha tanti orienti da governare» in corrieredelveneto.it, 1° febbraio 2012. URL consultato l'11-2-2012., http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2012/1-febbraio-2012/nuovo-patriarca-ora-venezia-ha-tanti-orienti-governare-1903094076556.shtml
  3. ^ Elena, la mamma di un Patriarca in GVonline. URL consultato il 12-4-2012.
  4. ^ Curriculum Vitæ di S. E. Mons. Francesco Moraglia, patriarcatovenezia.it. URL consultato il 16-04-2012.http://www.patriarcatovenezia.it/patriarcato_di_venezia/organigramma/00001451_Biografia.html
  5. ^ Curriculum Vitæ di S. E. Mons. Francesco Moraglia - sul sito del Patriarcato di Venezia. URL consultato il 28 aprile 2013.
  6. ^ Gente Veneta, 12-02-2012, Un Patriarca vicino ai lavoratori, intervista a Stefano Bettalli, segretario generale della Fiom Cgil della Spezia di Paolo Fusco. http://www.genteveneta.it/public/articolo.php?id=6900
  7. ^ Il Secolo XIX, La Spezia, 16-01-2009, La Spezia, il vescovo con il megafono “lotta” con i licenziati dell’ex San Giorgio, http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2009/01/16/AMWptfMC-vescovo_licenziati_megafono.shtml;jsessionid=7B47E816CD3B555825EB76280FD9DFEC
  8. ^ Andrea Tornielli, Moraglia sale in gondola in vaticaninsider.lastampa.it, 31 gennaio 2012. URL consultato il 1-2-2012., http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/venezia-venice-venecia-papa-el-papa-pope-12047/
  9. ^ Fondazione "Comunicazione e cultura"
  10. ^ Francesco Bellotti, Quattro anni tutti d'un fiato. Ecco perché Spezia ricorderà il vescovo Moraglia sempre in famigliacristiana.it, 1° febbraio 2012. URL consultato il 1-2-2012., http://sfidaeducativalaspeziablog.wordpress.com/2012/02/01/quattro-anni-tutti-di-un-fiato-ecco-perche-spezia-ricordera-per-sempre-il-vescovo-moraglia/
  11. ^ Statuto Comunale
  12. ^ Alberto Laggia, Moraglia, nuovo Patriarca di Venezia in famigliacristiana.it, 31 gennaio 2012. URL consultato il 1-2-2012., http://www.famigliacristiana.it/articolo/patriarca_310112140845.aspx
  13. ^ Sfida educativa - il blog, 29-10-2011, «Far sentire che la Chiesa è vicina alla popolazione che soffre». L’appello del vescovo Moraglia per l’alluvione, http://sfidaeducativalaspeziablog.wordpress.com/2011/10/29/%C2%ABfar-sentire-che-la-chiesa-e-vicina-alla-popolazione-che-soffre%C2%BB-lappello-del-vescovo-moraglia-per-lalluvione/
  14. ^ Famiglia Cristiana.it, 25-03-2012, Mons. Moraglia, ingresso a Venezia, http://www.famigliacristiana.it/articolo/moraglia-venezia.aspx
  15. ^ La Nuova di Venezia e Mestre, 15-03-2012, Per il nuovo Patriarca esordio nella mensa dei poveri, di Ugo Dinello, http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/02/15/news/prima-serata-da-patriarca-servendo-i-senzatetto-1.3180450
  16. ^ La Nuova Venezia, 28-04-2012, pag. 18, Il nuovo stile del pastore vicino a giovani e a operai di Alberto Vitucci. http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/04/28/news/il-nuovo-stile-del-pastore-vicino-a-giovani-e-operai-1.4437333
  17. ^ La Nuova di Venezia e di Mestre, 19-12-2012, In carcere l’abbraccio di Moraglia con il popolo dei detenuti, di Roberta De Rossi, http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/12/19/news/in-carcere-l-abbraccio-di-moraglia-con-il-popolo-dei-detenuti-1.6218081
  18. ^ La Nuova di Venezia e di Mestre, 05-01-2014, Il patriarca: «Società troppo maschile, basta violenze sulle donne» , di Nadia De Lazzari, http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/01/06/news/societa-troppo-maschile-basta-violenze-sulle-donne-1.8417989
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  54. ^ La Nuova di Venezia e Mestre, 17-12-2013, Il patriarca: «Il lavoro è la dignità e la speranza della nostra società» Francesco Moraglia ha celebrato la messa al Petrolchimico davanti a 300 lavoratori soffermandosi sui valori umani e sul futuro: «Senza occupazione non si può mettere su famiglia», http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/12/17/news/il-patriarca-il-lavoro-e-la-dignita-e-la-speranza-della-nostra-societa-1.8319004
  55. ^ Veneziatoday, 17-12-2013, Al petrolchimico con il patriarca, 300 lavoratori davanti a Moraglia, Nell'omelia il religioso ha ricordato l'importanza del lavoro per la dignità della persona. Dopo la funzione la visita agli impianti di Marghera, http://www.veneziatoday.it/cronaca/patriarca-moraglia-messa-perolchimico-marghera-17-dicembre-2013.html
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  59. ^ la sfida educativa La Spezia Blog, Spezzino ad Honorem, 16-03-2012, http://sfidaeducativalaspeziablog.wordpress.com/2012/03/16/spezzino-ad-honorem/
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  63. ^ Il Cittadino, 03-02-2008, pag.9, Sento di amare profondamente la Chiesa che il Signore mi ha affidato; Significato del motto e dello stemma.
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  65. ^ Avvenire, 09-10-2013, pag. 22, Dalla Lettera di Paolo al post-moderno, come l'apostolo al Corinto (all'epoca una vera metropoli) il Vangelo deve confrontarsi senza paura con le culture, di Francesco Moraglia. http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/dalla-lettera-di-paolo-al-post-moderno.aspx
  66. ^ Avvenire, 04-12-2013, Moraglia: Cristo risorto cuore della nostra fede avvio della vera speranza. È dedicata agli Atti degli Apostoli l'ultima lettera pastorale del patriarca di Venezia.
  67. ^ Vatican Insider, La Stampa, 03-12-2013, Moraglia: "La vera rivoluzione ha inizio dal cuore". Il Patriarca di Venezia pubblica la lettera pastorale "Atti degli Apostoli, gli inizi della Chiesa" a conclusione dell'Anno della Fede, di DOMENICO AGASSO JR, http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/moraglia-30370/
  68. ^ Il Mattino di Padova, 01-12-2013, Gli insegnamenti valgono ancora, per gli abitanti della città e per chi ne regge le sorti, http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/12/01/news/gli-insegnamenti-valgono-ancora-per-gli-abitanti-della-citta-e-per-chi-ne-regge-le-sorti-1.8218037

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato Successore BishopCoA PioM.svg
Bassano Staffieri 6 dicembre 2007 - 31 gennaio 2012 Luigi Ernesto Palletti
Predecessore Patriarca di Venezia Successore PatriarchNonCardinal PioM.svg
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