Angelo Scola

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Angelo Scola
cardinale di Santa Romana Chiesa
AngeloScola.22-03-2009.jpg
Coat of arms of Angelo Scola.svg
Sufficit gratia tua
Titolo Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli
Incarichi attuali Arcivescovo di Milano
Incarichi ricoperti Vescovo di Grosseto
Rettore della Pontificia Università Lateranense
Patriarca di Venezia
Nato 7 novembre 1941 (73 anni) a Malgrate
Ordinato presbitero 18 luglio 1970 dal vescovo Abele Conigli
Nominato vescovo 20 luglio 1991 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo 21 settembre 1991 dal cardinale Bernardin Gantin
Elevato patriarca 5 gennaio 2002 da papa Giovanni Paolo II
Creato cardinale 21 ottobre 2003 da papa Giovanni Paolo II

Angelo Scola (Malgrate, 7 novembre 1941) è un cardinale, arcivescovo cattolico e teologo italiano, dal 28 giugno 2011 147º arcivescovo metropolita di Milano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce il 7 novembre 1941 a Malgrate, in provincia di Lecco ed arcidiocesi di Milano, da Carlo, camionista, e Regina Colombo, casalinga. Suo fratello maggiore, Pietro, diverrà in seguito sindaco di Malgrate rimanendo in carica per diversi mandati.

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Partecipa all'Azione Cattolica e frequenta il liceo classico Alessandro Manzoni a Lecco. Nel 1958 incontra per la prima volta don Luigi Giussani a Lecco, durante la Settimana santa, in alcuni incontri di preparazione alla Pasqua, e rimane colpito dalla sua figura e dalla sua predicazione; diviene quindi presidente della Gioventù Studentesca locale.

Dopo due anni di ingegneria al Politecnico, passa a filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove diviene grande amico di don Giussani. Nel 1967 Scola consegue la laurea con una tesi sulla filosofia cristiana sotto la guida di Gustavo Bontadini. Tra il 1965 e il 1967 è nominato presidente della FUCI di Milano dal cardinale Giovanni Colombo.

Prende quindi, da adulto, la decisione di diventare prete; entra nel 1967 nel Seminario arcivescovile di Milano: trascorre un anno a Saronno, quindi a Venegono Inferiore, da cui esce lasciando la diocesi ambrosiana per passare al seminario di Teramo, dove verrà ordinato presbitero il 18 luglio 1970 per la diocesi di Teramo dal vescovo di Teramo e Atri Abele Conigli, conosciuto quando questi era vescovo di Sansepolcro, diocesi nella quale si era formato il primo gruppo toscano di Comunione e Liberazione[1].

Recentemente, diverse fonti di stampa hanno riportato che Scola sarebbe stato allontanato dal seminario di Milano a causa della sua vicinanza a CL[2][3]. Secondo la ricostruzione di Andrea Tornielli, vaticanista del quotidiano La Stampa, Scola e altri seminaristi vicini al movimento di Comunione e Liberazione avrebbero fatto richiesta di ricevere anticipatamente l'ordine del suddiaconato per essere esonerati dal servizio militare, che avrebbe comportato la sospensione degli studi per diciotto mesi con un possibile ritardo fino a tre anni nel completamento del seminario[4]; da parte dei superiori del seminario milanese, di cui era rettore Bernardo Citterio, vi sarebbe stato tuttavia un atteggiamento di diffidenza nei loro confronti, e la richiesta non fu accolta: la decisione di recarsi in Abruzzo per ricevere il ministero del culto sarebbe stata presa anche su consiglio di Luigi Giussani e Francesco Ricci[5].

Nel 1969 si reca a Friburgo, in Svizzera, per continuare gli studi, conseguendo il dottorato in teologia con una tesi sul tomista Melchior Cano. Partecipa attivamente al movimento Comunione e Liberazione e collabora alla fondazione della rivista internazionale Communio e dell'edizione italiana della stessa, entrando in contatto con Henri de Lubac e Hans Urs von Balthasar; con quest'ultimo realizza due libri intervista[1].

In numerosi viaggi, ha modo di conoscere anche il mondo dell'Ortodossia. In questo, "suo grande apripista sarà soprattutto don Francesco Ricci, singolare interlocutore internazionale con esperienze e personalità cristiane dell'Europa “dall'Atlantico agli Urali”, ancor prima che cadesse il muro di Berlino"[6].

Dal 1972 al 1976 dirige l'ISTRA (Istituto per gli Studi per la Transizione) dove riunisce giovani ricercatori a confrontarsi su teologia, scienze umane e filosofia. Nel 1976 partecipa al primo convegno ecclesiale organizzato dalla CEI su "Evangelizzazione e promozione umana", e nel programma viene indicato come proveniente da Caserta. Nel 1979, insieme ad altri esponenti di punta di CL (Roberto Formigoni, Bagnoli, Buttiglione e Folloni) intervenne ad una lezione su temi di filosofia e antropologia tenuta privatamente a Silvio Berlusconi, che aveva da poco acquistato "Il Giornale", Marcello Dell'Utri e Fedele Confalonieri[7][8][9].

Inizia l'insegnamento all'Università di Friburgo, dove diviene dapprima assistente ricercatore presso la cattedra di filosofia politica e successivamente professore assistente in Teologia morale; in seguito insegna alla Pontificia Università Lateranense (1982), dove tiene fra l'altro l'insegnamento di cristologia contemporanea nella facoltà di Teologia[1]. Collabora, in qualità di consultore, con la Congregazione per la Dottrina della Fede dal 1986 al 1991[1].

Ministero episcopale e cardinalato[modifica | modifica wikitesto]

Vescovo di Grosseto[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 luglio 1991 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Grosseto; riceve l'ordinazione episcopale nella basilica di Santa Maria Maggiore il 21 settembre successivo dal cardinale Bernardin Gantin, coconsacranti i vescovi Adelmo Tacconi e Abele Conigli.

A Grosseto riapre il Seminario diocesano, fonda l'Istituto Filosofico-Teologico "San Guglielmo di Malavalle" e fonda la scuola media ed il liceo diocesani. Nel 1994 viene nominato membro della Congregazione per il Clero.

Rettore della Pontificia Università Lateranense[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 luglio 1995 è nominato rettore della Pontificia Università Lateranense e preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, incarichi per i quali il 14 settembre 1995 lascia la guida della diocesi di Grosseto[1].

Patriarca di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del cardinale mentre era patriarca di Venezia; differisce dallo stemma attuale per la presenza del Leone di san Marco, simbolo della città di Venezia.

Il 5 gennaio 2002 viene nominato patriarca di Venezia da papa Giovanni Paolo II; succede al cardinale Marco Cé. Prende possesso del patriarcato il 3 marzo. Il 29 giugno successivo riceve dal pontefice il pallio in piazza San Pietro[1]. Dal 9 aprile 2002 è presidente della Conferenza Episcopale Triveneta. Nel settembre 2003 istituisce il polo pedagogico accademico Studium Generale Marcianum, che viene solennemente inaugurato il 24 aprile 2004 dall'allora segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano[10] durante la solennità di san Marco evangelista, patrono di Venezia.

Nel concistoro ordinario pubblico del 21 ottobre 2003 è creato Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli[1].

Il cardinale Scola a Venezia mentre impartisce la benedizione eucaristica.

Nel 2004, "per promuovere la reciproca conoscenza e l'incontro tra il mondo occidentale e quello a maggioranza musulmana", fonda il Centro Internazionale di Studi e Ricerche Oasis, la cui rivista semestrale "Oasis" ne diventa la prima espressione[11].

A partire dall'anno accademico 2003/2004 tiene un corso, articolato in cinque anni, agli studenti di Teologia e di Diritto Canonico sull'Essenza del cristianesimo, nel quale presenta una riflessione teologica/antropologica[non chiaro]. Il 10 aprile 2005 celebrando nell'Assemblea ecclesiale diocesana, nella basilica di San Marco, inizia la sua prima visita pastorale nella diocesi con la lettera di indizione "Oggi devo fermarmi a casa tua" (Lc 19,5).

È gran cancelliere della Facoltà Teologica del Triveneto, inaugurata a Padova il 31 marzo 2006.

Dal 27 settembre al 18 dicembre 2009 ricopre anche l'ufficio di amministratore apostolico della diocesi di Treviso.

Il cardinale Scola e Francesco Gaetano Caltagirone al convegno degli amici della LUISS del 2009 a Roma.

Il 6 marzo 2010, in visita pastorale, assiste pontificalmente, cioè non celebra personalmente la Messa, ma benedice il diacono per la lettura del Vangelo, tiene l'omelia e impartisce la benedizione finale, come se fosse il celebrante, rivestendo piviale al posto della casula, durante la Messa tridentina celebrata da padre Konrad zu Löwenstein, della Fraternità Sacerdotale San Pietro, nella chiesa di San Simeon Piccolo a Venezia[12].

Nell'agosto 2010, durante il suo discorso al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, sostiene che la testimonianza si manifesta nell'osservanza religiosa. Ciò in polemica con i "moralisti", i più insidiosi tra i peccatori in quanto abuserebbero del richiamo a comportamenti esemplari affermando: "Diventa allora necessario liberare la categoria [dei moralisti] della testimonianza dalla pesante ipoteca moralista che la opprime riducendola, per lo più, alla coerenza di un soggetto ultimamente autoreferenziale". Gad Lerner commenta l'intervento ravvisandovi una giustificazione dell'indulgenza verso il degrado dei comportamenti dei politici al potere. Nella stessa giornata, Scola elogia Renato Farina, dimessosi dall'Ordine dei Giornalisti il 1º marzo 2007 prima che lo stesso Ordine lo radiasse dall'albo: "Sono pochi i giornalisti bravi come lui"[13].

Nel novembre 2010 rivolge ai fedeli del patriarcato la sua prima lettera pastorale per annunciare la visita che papa Benedetto XVI avrebbe compiuto ad Aquileia e a Venezia sabato 7 e domenica 8 maggio 2011[14].

Arcivescovo di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Il cardinale Angelo Scola con papa Benedetto XVI all'ingresso del Duomo di Milano.

Il 28 giugno 2011 Benedetto XVI lo nomina arcivescovo di Milano: succede a Dionigi Tettamanzi, dimissionario per raggiunti limiti di età.

Secondo i resoconti del vaticanista Sandro Magister, la scelta di Scola (con il conseguente spostamento dalla sede patriarcale di Venezia a quella arcivescovile di Milano, fatto senza precedenti[15][16]) sarebbe stata fortemente decisa da papa Benedetto XVI[17], anche a motivo della conoscenza di antica data tra i due (Scola aveva collaborato con Ratzinger alla redazione della rivista Communio negli anni settanta ed era stato consulente per la Congregazione della Dottrina della Fede mentre Ratzinger era prefetto). Nelle "consultazioni" indette in Italia dal nunzio Giuseppe Bertello, la nomina di Scola aveva avuto l'appoggio anche di Julián Carrón, leader di Comunione e Liberazione[18].

Il 7 settembre si congeda dal patriarcato di Venezia e il 9 settembre, per mezzo del procuratore Carlo Roberto Maria Redaelli, vescovo ausiliare dell'arcidiocesi, prende possesso canonico dell'arcidiocesi di Milano[19]. Il 21 settembre riceve il pallio da Benedetto XVI nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo[20].

Il 25 settembre avviene l'ingresso ufficiale nell'arcidiocesi di Milano, salutando le autorità e ai milanesi dice: "Milano, metropoli illuminata, operosa ed ospitale: non perdere di vista Dio" e augura quindi alla Chiesa milanese di essere "capace di incontrare l'uomo alla radice del suo bisogno."[21] e ricorda ringraziando, tra le persone che idealmente lo hanno accompagnato fino a quel giorno, oltre ai parroci e sacerdoti della sua gioventù la "sofferta figura di Ambrogio Valsecchi", Luigi Giussani, Hans Urs von Balthasar ed Abele Conigli [22].

Nell'ottobre 2011 è eletto presidente della Conferenza Episcopale Lombarda. Dal 1º al 3 giugno 2012 accoglie papa Benedetto XVI in visita pastorale all'arcidiocesi di Milano in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie (30 maggio-3 giugno 2012) e il 3 settembre, nel duomo di Milano, presiede le solenni esequie del cardinale Carlo Maria Martini.

L'8 settembre viene pubblicata la sua prima lettera pastorale all'arcidiocesi dal titolo "Alla scoperta del Dio vicino". In essa invita i fedeli ambrosiani a "concentrarsi sull'essenziale" e a preferire "i linguaggi della gratitudine piuttosto che quelli del puro dovere, decisione di dedicare tempo alla conoscenza e alla contemplazione più che proliferazione di iniziative, silenzio più che moltiplicazione di parole, l'irresistibile comunicazione di un'esperienza di pienezza che contagia la società più che l’affannosa ricerca del consenso. In una parola: testimonianza più che militanza".

Il cardinal Scola il 22 settembre 2012 durante una celebrazione a Cassano Magnago.

Accreditato dalla stampa italiana quale possibile successore di papa Benedetto XVI[23], dal 12 al 13 marzo partecipa come cardinale elettore al conclave che elegge invece nuovo papa il cardinale Jorge Mario Bergoglio. Alle 20:23 del 13 marzo, una nota del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana Mariano Crociata inviata ai giornalisti e contenente l'omaggio al nuovo Papa Francesco, contiene per errore nell'intestazione la dicitura "esprime i sentimenti dell'intera Chiesa italiana nell'accogliere la notizia dell'elezione del Card. Angelo Scola a Successore di Pietro"[24].

Ricopre, presso la Santa Sede, i seguenti incarichi:

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.
Trattamenti di
Angelo Scola
Stemma
Arcivescovo di Milano
Trattamento di cortesia Sua Eminenza
Trattamento colloquiale Vostra Eminenza
Trattamento religioso Cardinale
I trattamenti d'onore

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Successione apostolica.

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Descrizione Blasonatura
CoA.AngeloScola.vescovo.png
Angelo Scola
Vescovo di Grosseto
d'azzurro, alla nave al naturale fluttuante sopra un mare al naturale con addestrata una stella in oro. Lo scudo, accollato a una croce astile d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3. Sotto lo scudo, nella lista svolazzante d'oro, il motto in lettere maiuscole di nero: SUFFICIT GRATIA TUA.
Coat of arms of Angelo Scola (Venice).svg
Angelo Scola
Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli
Patriarca di Venezia
al capo di San Marco; d'azzurro, alla nave al naturale fluttuante sopra un mare al naturale con addestrata una stella in oro. Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. Sotto lo scudo, nella lista svolazzante d'oro, il motto in lettere maiuscole di nero: SUFFICIT GRATIA TUA.
Coat of arms of Angelo Scola.svg
Angelo Scola
Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli
Arcivescovo di Milano
al capo di Milano; d'azzurro, alla nave al naturale fluttuante sopra un mare al naturale con addestrata una stella in oro. Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. Sotto lo scudo, nella lista svolazzante d'oro, il motto in lettere maiuscole di nero: SUFFICIT GRATIA TUA.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Balì cavaliere di gran croce di giustizia ecclesiastico del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Balì cavaliere di gran croce di giustizia ecclesiastico del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La bibliografia del cardinale Scola consiste in più di 120 contributi in opere collettive e in riviste teologiche e filosofiche internazionali.

Nel periodo d'insegnamento svolge un'intensa attività di ricerca, che lo porta a scrivere:

  • Avvenimento e tradizione. Questioni di ecclesiologia;
  • Questioni di antropologia teologica;
  • L' alba della dignità umana. La fondazione dei diritti umani nella dottrina di Jacques Maritain

Alla sessualità umana e alle questioni legate al matrimonio e alla famiglia dedica:

  • Il mistero nuziale, vol. 1. Uomo-donna, vol. 2. Matrimonio-famiglia.

Nel 2003 è insignito del "Premio Capri" per il libro Uomo-Donna. Il caso serio dell'amore.

Scrive due libri-intervista con il teologo Hans Urs von Balthasar:

  • Viaggio nel postconcilio, 30 Giorni, novembre 1985;
  • Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono, Lateran University Press, 2002.

Nel 2003, in occasione del XXV anniversario dell'elezione al soglio di Pietro di Giovanni Paolo II, dedica al Pontefice il libro:

  • L'esperienza elementare. La vena profonda del magistero di Giovanni Paolo II.

Successivamente scrive:

  • Morte e libertà (2004);
  • Un pensiero sorgivo. Sugli scritti di Luigi Giussani (2004);
  • La gioia e la fretta (2004);
  • Gesù destino dell'uomo. Cammino di vita cristiana (2004);
  • Chi è la Chiesa? Una chiave antropologica e sacramentale per l'ecclesiologia (2005);
  • Eucaristia. Incontro di libertà (2005);
  • Stupore eucaristico. Conversazioni dal Sinodo (2006), dove sono raccolti in forma d'intervista pensieri e riflessioni sull'esperienza da relatore generale al Sinodo dei vescovi dell'ottobre 2005;
  • Vagabondi o pellegrini? (2006);
  • Deus caritas est (2006), un'attenta e approfondita analisi sulla prima enciclica di Benedetto XVI;
  • Una nuova laicità. Temi per una società plurale (2007);
  • La dottrina sociale della Chiesa: risorsa per una società plurale (2007);
  • Dio? Ateismo della ragione e ragioni della fede (2008);
  • La vita buona. Dialoghi sulla laicità, scienza e fede, vita e morte alla vigilia del Redentore (2009);
  • Maria, la donna. I misteri della vita della Vergine (2009);
  • Uno sguardo su Albino Luciani (2009);
  • Buone ragioni per la vita in comune. Religione, politica, economia (2010);
  • Chi è la Chiesa? Una chiave antropologica e sacramentale per l'ecclesiologia (2011);
  • La vita buona. Un dialogo sulla Chiesa, la fede, l'amore, la vita e il suo senso (2012);
  • Non dimentichiamoci di Dio. Libertà di fedi, di culture e politica (2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Tornielli, Il futuro e la speranza. Vita e magistero del cardinale Angelo Scola , Piemme ed., 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Biografia su AngeloScola.it
  2. ^ Gianni Barbacetto, Scola a Milano, la rivincita del vescovo di Cl, Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2011. URL consultato il 26-10-2012.
  3. ^ Carlo Marroni, Angelo Scola, il conservatore aperto al dialogo, Il Sole 24 ORE, 29 giugno 2011. URL consultato il 26-10-2012.
  4. ^ Vedi pag. 50 in Tornielli (2011)
  5. ^ Andrea Tornielli, Scola, ecco perché lasciò il seminario di Milano, Vatican Insider, 6 settembre 2011. URL consultato il 30-12-2011.
  6. ^ P. Re, Chi è, come la pensa, cosa farà Angelo Scola
  7. ^ Report del 4 novembre 2012
  8. ^ Sandro Magister, Berlusconi a scuola di Scola? Il seguito della storia. URL consultato il 9 novembre 2012.
  9. ^ Sabrina Cottone, Il Giornale, 6 novembre 2011, http://www.ilgiornale.it/news/interni/quando-scola-dava-lezioni-cavaliere-853360.html .
  10. ^ Inaugurazione dello Studium Generale Marcianum. Discorso del cardinale Angelo Sodano
  11. ^ Presentazione
  12. ^ Il bell'amore è effettivo quando è oggettivo, fedele e fecondo. Come testimonia Maria. L'omelia del Patriarca alla messa del Cuore Immacolato di Maria », angeloscola.it. URL consultato il 07-04-2010.
  13. ^ L'attacco a Eco e l'indulgenza col potere, Repubblica, 28 agosto 2010
  14. ^ Lettera pastorale del patriarca Angelo Scola
  15. ^ Angelo Scola è arcivescovo di Milano in Corriere.it.
  16. ^ Scola, il teologo che piace a papa Ratzinger
  17. ^ Il cardinale Scola torna a casa. A Milano
  18. ^ Il “cerchio magico” di Cl attorno al Papa. E Carron gli raccomandò Scola per Milano
  19. ^ Qualora la presa di possesso canonico avvenga mediante procuratore, in conformità al can. 382 § 3 del Codice di Diritto Canonico, è il procuratore stesso che esibisce la lettera apostolica di nomina al collegio dei consultori, "alla presenza del cancelliere della curia, che mette agli atti il fatto".
  20. ^ Qualora un metropolita venga trasferito ad un'altra sede metropolitana, necessita di un nuovo pallio, in conformità al can. 437 § 3 del Codice di Diritto Canonico.
  21. ^ Luisa Bove, "Milano, non perdere di vista Dio" in Incrocinews, 25-09-2011.
  22. ^ Scola ringrazia chi lo ha accolto Il sole 24ore
  23. ^ Scola tradito dagli italiani
  24. ^ Papa Francesco, la Cei nel primo comunicato: "Auguri al pontefice Scola"

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Grosseto Successore BishopCoA PioM.svg
Adelmo Tacconi 20 luglio 1991 - 14 settembre 1995 Giacomo Babini
Predecessore Rettore della Pontificia Università Lateranense Successore Ombrellino-keys.svg
Umberto Betti 24 luglio 1995 - 5 gennaio 2002 Rino Fisichella
Predecessore Presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia Successore Emblem Holy See.svg
Carlo Caffarra 24 luglio 1995 - 5 gennaio 2002 Rino Fisichella
Predecessore Patriarca di Venezia Successore PatriarchNonCardinal PioM.svg
Marco Cé 5 gennaio 2002 - 28 giugno 2011 Francesco Moraglia
Predecessore Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli Successore CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Battista Re dal 28 settembre 2003 in carica
Predecessore Arcivescovo di Milano Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Dionigi Tettamanzi dal 28 giugno 2011 in carica

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