Domus Sanctae Marthae

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Coordinate: 41°54′02″N 12°27′12″E / 41.900556°N 12.453333°E41.900556; 12.453333

Domus Sanctae Marthae
Domus Sanctae Marthae from the Dome of St. Peter's.jpg
Veduta esterna dalla cupola di San Pietro.
Ubicazione
Stato Città del Vaticano Città del Vaticano
Località Città del Vaticano
Indirizzo Piazza Santa Marta - 00120 Città del Vaticano
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1992-1996
Uso residenziale, albergo
Realizzazione
Costo 20 milioni di dollari
Architetto Louis D. Astorino
 

La Domus Sanctae Marthae, nota anche come Casa di Santa Marta, è un edificio situato all'interno della Città del Vaticano, presso la Basilica di San Pietro.

È l'albergo in cui risiede il collegio dei cardinali che prendono parte al conclave per eleggere i nuovi papi, costituendo in tempo ordinario l'alloggio per prelati che risiedono o stazionano nella Città del Vaticano. Prima della costituzione apostolica Universi Dominici Gregis – promulgata il 22 febbraio 1996, che cambiò le regole che governavano i conclavi papali – i partecipanti erano costretti a dormire in piccole celle nel palazzo Apostolico.[1]

La casa, gestita dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, funziona anche come foresteria per coloro che hanno affari con la Santa Sede ed ospita l'alloggio di papa Francesco, il quale ha deciso di utilizzare gli appartamenti papali nei Palazzi Vaticani solo per recitare l'Angelus domenicale e per ricevere i capi di Stato e le altre autorità.[2]

Durante il Conclave del 2013, la casa è stata gestita da 6 suore e 33 inservienti; tuttora il direttore è monsignor Battista Ricca.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La basilica di San Pietro e la Domus Sanctae Marthae (sulla destra)

Nel luogo in cui attualmente sorge la Domus Sanctae Marthae, papa Leone XIII fece costruire nel 1891 il Pontificium Hospitium Sanctae Marthae, destinato ad accogliere sacerdoti e religiosi in visita a Roma, che prese il nome dall'omonima chiesa che si affacciava sulla stessa piazza.[4]

L'edificio è frutto di un intervento attuato negli anni novanta del Novecento, quando il complesso preesistente fu demolito, riedificato e sensibilmente rialzato.[5] Tuttavia, i lavori, cominciati nel 1992, suscitarono le proteste da parte della cittadinanza e associazioni come "Italia Nostra",[6] in quanto la costruzione della nuova Casa Santa Marta avrebbe celato l'unico punto in cui era possibile avere una visuale completa del corpo della basilica vaticana realizzato da Michelangelo Buonarroti.[7]

Le proteste si estesero anche nell'ambiente politico comunale e nazionale, ma all'inizio del 1993 il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (Icomos) e il vicedirettore del Centro dell’UNESCO per il patrimonio mondiale dettero un parere favorevole al nuovo fabbricato. I lavori poterono quindi proseguire anche se furono funestati dalla morte di un operaio del cantiere. L'edificio, progettato dall'architetto statunitense Louis D. Astorino, fu concluso nel dicembre del 1996[8] e costò circa 20 milioni di dollari.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Papa Francesco entra nella Domus Sanctae Marthae

Il complesso si affaccia su piazza Santa Marta, sul fianco sud della basilica vaticana e nei pressi della Sagrestia di San Pietro.

L'edificio, costituito da due corpi di fabbrica uniti da uno centrale trasversale, conta cinque piani, oltre a un piano seminterrato; dispone di 105 suites, 26 camere singole e un appartamento di rappresentanza. Le sue strutture comprendono camere da letto, lavanderie e studi per ogni prelato, e fornisce anchefacilitazioni per i pasti e servizi personali.[9]

Al pianterreno si trovano vari ambienti comuni, quali la cappella, la sala da pranzo e vari saloni. Al secondo piano, con affaccio sopra il portone d'ingresso, si trova la suite 201, destinata al nuovo pontefice nei giorni immediatamente successivi al conclave ed attualmente residenza di papa Francesco; essa è costituita da uno studio con salottino e dalla camera da letto.[10]

Nello spazio ricavato fra la struttura e le retrostanti Mura Leonine, si trova la cappella della Santissima Trinità.[11] L'ambiente, esternamente caratterizzato da una torre metallica posta sul presbiterio e da una facciata con tre portali, all'interno è a pianta trapezoidale, con tre navate suddivise da pilastri esagonali. Il presbiterio ospita al centro l'altare, affiancato dall'ambone sulla sinistra, ambedue in marmo, e dalla sede sulla destra, in legno. Al centro della parete di fondo si trova un crocifisso. Ai lati del presbiterio trovano luogo il tabernacolo (a destra) e una statua della Madonna col Bambino (a sinistra). La parete della navata di destra è chiusa da una vetrata che permette di vedere le retrostanti mura. In cornu Evangeli è posto un piccolo organo positivo della ditta Tamburini, donato nel 1997 dalla fondazione Cavalieri di Colombo a papa Giovanni Paolo II.[12].

All'interno del complesso si trovano diverse piccole cappelle, che vengono utilizzate per la celebrazione quotidiana della Messa in forma privata, da parte degli ospiti della struttura.[13]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis in vatican.va. URL consultato il 29 novembre 2014.
  2. ^ Alessandro Speciale; Andrea Tornielli, Il Papa resta a Santa Marta in vaticaninsider.lastampa.it, 26 marzo 2013. URL consultato il 2 aprile 2013.
  3. ^ ASCA, Conclave: sei suore e 33 inservienti nella casa di Santa Marta in asca.it, 11 marzo 2013. URL consultato il 14 marzo 2013.
  4. ^ A.M. Valli, p. 20.
  5. ^ San Pietro: lavori per la sopraelevazione della casa di Santa Marta in archiviocederna.it. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  6. ^ Antonio Cederna, Cupola sparita, vergogna vaticana in archiviocederna.it. URL consultato il 14 marzo 2013.
  7. ^ Italia Nostra sezione di Roma, La casa di Santa Marta in Vaticano in bta.it. URL consultato il 14 marzo 2013.
  8. ^ Santa Marta, la casa dei cardinali elettori in corriere.com. URL consultato il 14 marzo 2013.
  9. ^ donoreste, Vaticano: In visita alla Casa di Santa Marta, sede dei Cardinali in conclave in donorione.org, 8 marzo 2013. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  10. ^ A.M. Valli, p. 26.
  11. ^ (EN) Chapel of the Holy Spirit in astorino.com. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  12. ^ (EN) See Where Cardinals Sleep And Eat During The Papal Conclave in buissnessinsider.com. URL consultato il 29 novembre 2014.
  13. ^ A.M. Valli, p. 48.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]