Renato Farina

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on. Renato Farina
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Desio, bandiera Italia
Data nascita 10 novembre 1954
Partito Forza Italia - Il Popolo della Libertà
Legislatura XVI Legislatura
Gruppo Il Popolo della Libertà
Coalizione PdL-LN-MpA
Circoscrizione IV (Lombardia 2)
Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale

Renato Farina (Desio, 10 novembre 1954) è un politico e scrittore italiano.

Ex giornalista[1], deputato (eletto alla Camera nel 2008 nelle liste del PDL) e scrittore, ha ammesso di aver collaborato[2], quando era vicedirettore di Libero, con i Servizi segreti italiani, fornendo informazioni e pubblicando notizie false[3] in cambio di denaro. Per questo episodio è stato radiato dall'Ordine dei Giornalisti, anche se in seguito la Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento. Attualmente lavora come opinionista di Libero.

Indice

[modifica] Biografia

È sposato e ha tre figli, di cui uno, Tommaso Farina, giornalista.

[modifica] Carriera professionale

Laureato in Filosofia all'Università Cattolica, ha iniziato a scrivere sul settimanale Solidarietà (di Seveso-Desio), per il quale ha seguito il caso della nube tossica di Seveso (10 luglio 1976). Nel 1978 entra nel settimanale Il Sabato (fondato in quell'anno), dove rimane fino alla chiusura, avvenuta nel 1993. Nel 1981 sul "Sabato" scrisse delle apparizioni di Međugorje. Fu il primo giornalista non jugoslavo a scriverne[4].

Successivamente è stato vicedirettore a Il Giornale di Vittorio Feltri e a Il Resto del Carlino. Fino all'ottobre del 2006 è stato vicedirettore di Libero, che ha fondato con Vittorio Feltri nel luglio del 2000.

In televisione è stato autore e conduttore de L'InFarinata su Raisat Extra e consulente di Gad Lerner per il programma L'Infedele.

Ha affermato di avere avuto tre maestri: don Luigi Giussani («per lo sguardo sulle cose e la scrittura concisa»); Giovanni Testori («mi ha insegnato ad osare, a spezzare le famose regole del giornalismo»); Vittorio Feltri («è un genio del giornalismo»)[5].

Dopo le vicende giudiziarie emerse a suo carico nel 2006, Renato Farina è stato inserito come diciassettesimo nelle liste del PdL, Popolo della libertà, per la Camera Lombardia 2, nell'ambito delle elezioni politiche dell'aprile 2008 ed è stato eletto deputato della XVI Legislatura.

[modifica] Rapporti con il Sismi e radiazione dall'Ordine dei giornalisti

La magistratura a partire dal 2006 ha indagato sui rapporti da lui avuti con alcuni membri del Sismi (i servizi segreti militari). Farina ha confermato di aver collaborato col Sismi dal 1999.

Nel libro Alias agente Betulla Farina racconta la sua versione dei fatti riguardo alla collaborazione con i Servizi: nel giugno 2004, ricevette da Nicolò Pollari (l'allora direttore del Sismi), per il tramite di Pio Pompa, l'ordine di recuperare da Al Jazeera le immagini dell'esecuzione di Fabrizio Quattrocchi; è proprio in questa operazione che nasce il suo nome in codice, Betulla[3]. Sostiene anche di avere con il suo operato fornito ai servizi segreti informazioni nelle mani dei pubblici ministeri sul rapimento della giornalista de il manifesto Giuliana Sgrena, tenuta prigioniera in Iraq dall'Organizzazione della Jihad islamica[2], fatto poi confermato da Pio Pompa[2].

Nel giugno del 2006 Pio Pompa chiede a Renato Farina, di scrivere una cronaca contro Romano Prodi (pubblicata poi il 9 giugno 2006), per accusarlo di avere appoggiato la pratica dei trasferimenti straordinari quando era presidente della Commissione Europea.

Il 2 ottobre 2006 l'Ordine dei giornalisti lombardo lo sospende per un anno con l'accusa di aver pubblicato notizie false in cambio di denaro dal Sismi[6]. Sempre nell'ottobre 2006 la Procura ne chiede la radiazione dall'albo dei giornalisti[7]: la legge numero 801 del 1977 fa infatti divieto ai giornalisti professionisti di intrattenere rapporti con i Servizi segreti[8]. Il suo avvocato ha annunciato un ricorso[9] che è stato respinto dalla Corte d'Appello di Milano [10]. Infine, la terza sezione civile della Cassazione ha annullato la radiazione, poiché Farina si era già dimesso dall'Ordine dei Giornalisti quando l'Ordine stesso ne deliberò la radiazione.

Nel novembre 2006 Farina viene messo sotto scorta delle forze di polizia in quanto oggetto di intimidazioni anonime. Riceve nello stesso mese anche un finto pacco-bomba firmato «Fronte Rivoluzionario per il Comunismo»[11].

[modifica] Procedimenti giudiziari

Alla vigilia delle elezioni politiche italiane del 2006, Renato Farina pubblica su Libero un falso dossier, preparato dal Sismi, secondo cui Romano Prodi avrebbe autorizzato, come Presidente della Commissione Europea, le extraordinary rendition della CIA in Europa, come nel caso di Abu Omar. Per tale dossier Farina sarà condannato a sei mesi di reclusione per favoreggiamento, e radiato dall'Ordine dei giornalisti[12].

[modifica] La condanna per favoreggiamento per il caso Abu Omar

Nel dicembre 2006 il sostituto procuratore di Milano, Armando Spataro, chiede il rinvio a giudizio di Farina assieme ad altre 34 persone, nell'ambito dell'inchiesta sul rapimento dell'ex imam di Milano, Abu Omar. Trentadue di esse sono accusate di concorso nel sequestro. Renato Farina (accusato di aver organizzato una falsa intervista con i magistrati con il solo scopo di raccogliere informazioni sull'indagine) e i funzionari del Sismi, Pio Pompa e Luciano Seno, devono rispondere invece di favoreggiamento[13].

Il 16 febbraio 2007, si è dichiarato colpevole del reato di favoreggiamento[14][13] nell'ambito dell'inchiesta sul rapimento dell'ex imam di Milano, Abu Omar, patteggiando la pena di sei mesi di reclusione (commutata in una multa di 6.800 euro) [15].

Farina ha riconosciuto i fatti sostenendo di aver agito in nome dell'articolo 52 della Costituzione (Difendere la Patria è sacro dovere del cittadino). Ha ammesso di aver ricevuto denaro non come salario ma per rimborsi non per se stesso e utili alla liberazione di ostaggi italiani in Iraq.

[modifica] Radiazione dall'Ordine dei Giornalisti

Farina è stato radiato dall'Ordine dei Giornalisti il 29 marzo 2007[1], dopo avere ammesso di aver collaborato, al tempo in cui era vicedirettore di Libero, con i Servizi segreti italiani fornendo informazioni e pubblicando notizie in cambio di denaro.[16] La legge numero 801 del 1977 fa infatti divieto ai giornalisti professionisti di intrattenere rapporti con i Servizi Segreti. La richiesta era stata avanzata dal Procuratore generale della Repubblica di Milano.

A partire dal 30 marzo 2007, Farina continua a collaborare nelle vesti di opinionista per Libero. Il direttore del quotidiano, Vittorio Feltri, ha specificato che Farina avrebbe continuato a scrivere "per noi in base alla Costituzione che consente fino a ora la libera espressione del pensiero"[17].

[modifica] La Cassazione annulla la radiazione dall'Ordine dei Giornalisti

Con la sentenza numero 14407/2011, depositata il 30 giugno 2011, la terza sezione civile della Suprema corte ha annullato la radiazione da parte dell'Ordine dei Giornalisti di Renato Farina: «Il procedimento disciplinare doveva essere dichiarato estinto». Dopo le accuse, infatti, Farina si dimise e fu cancellato dall'albo dei giornalisti, salvo poi essere successivamente radiato dall'Ordine, cosa che non poteva accadere, perché Farina non era più iscritto all’albo, come stabilisce la sentenza [18]. Rimane valida la sanzione di sospensione dalla professione di 12 mesi inflittagli dall’Ordine di Milano nel settembre 2006, condanna già espiata [19].

[modifica] Opere

  • 1978 "Seveso, diossina e scuola".
  • (con don Luigi Giussani) '"Un caffè in compagnia" (ed. Rizzoli).
  • 2004 '"Non mi hanno fatto male. Dieci anni con Andreotti. Cronache e interviste'" (ed. Cantagalli).
  • 2006 '"Alias agente Betulla. Storia di uno 007 italiano" (ed. Piemme).
  • 2007 "Maestri. Incontri e dialoghi sul senso della vita" (ed. Piemme).
  • 2009 "Madre Teresa. La notte della fede" (ed. Piemme).
  • 2010 "Orti di carità. Storia della Fondazione San Giuseppe Moscati a Milano", (ed. Itaca Libri).
  • 2011 "Cossiga mi ha detto. Il testamento politico di un protagonista della storia italiana del Novecento", (ed. Marsilio).

[modifica] Note

  1. ^ a b Renato Farina radiato dall'Ordine. Ordine dei Giornalisti, 29-03-2007. URL consultato il 21-05-2010.
  2. ^ a b c . Rainews24, 03-07-2007. URL consultato il 14-04-2008.
  3. ^ a b Farina confessa: con i servizi dal '99. La Repubblica, 11-07-2006. URL consultato il 14-04-2008.
  4. ^ Renato Farina, «Forse una nuova Fatima nel cuore della Jugoslavia», Il Sabato, ottobre 1981.
  5. ^ Mariano Sabatini, Ci metto la firma!, Aliberti, 2009, pagg. 347-48.
  6. ^ Caso 'Betulla', Farina sospeso un anno. Megachip, 02-10-2006. URL consultato il 14-04-2008.
  7. ^ Il giornalista Renato Farina va radiato. Il Giornale, 30-10-2006. URL consultato il 14-04-2008.
  8. ^ Articolo in cui si fa riferimento alla legge. Ordine dei Giornalisti, 04-02-2008
  9. ^ Radiazione Farina, pronto il ricorso. Tgcom, 29-03-2007
  10. ^ Corte d'Appello di Milano, confermata la radiazione anche in presenza di dimissioni. Ordine dei Giornalisti, 17-03-2009
  11. ^ Pacco con minacce al giornalista Farina. Quotidiano Nazionale, 08-11-2006. URL consultato il 14-04-2008.
  12. ^ D'Avanzo, La fabbrica dei dossier, La Repubblica, 11 ottobre 2010
  13. ^ a b Abu Omar, Pollari rinviato a giudizio. La Stampa, 05-12-2006. URL consultato il 14-04-2008.
  14. ^ Farina avrebbe conosciuto non solo Pollari, Corriere, 12 luglio 2006
  15. ^ Secondo altre fonti, l'importo della sanzione è 6.480 euro.
  16. ^ Falsi su Prodi, ecco i dossier segreti del Sismi. Corriere, 07-07-2006. URL consultato il 28-04-2008.
  17. ^ Si confronti la rassegna stampa sulla vicenda raccolta sul sito dell'Ordine dei giornalisti di Milano.
  18. ^ [1].
  19. ^ Si veda la pagina http://www.ilgiornale.it/interni/la_cassazione_ragione_farina_fu_errore_sua_radiazione/01-07-2011/articolo-id=532437-page=0-comments=1]a sul sito de Il Giornale.

[2] [3]

[modifica] Voci correlate

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