Lele Mora

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Lele Mora

Dario Gabriele Mora, detto Lele Mora (Bagnolo di Po, 31 marzo 1955), è un manager ed ex talent scout italiano.

Coinvolto in diversi procedimenti giudiziari e in inchieste di grande impatto mediatico, è stato condannato per spaccio di droga, evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente direttore di saloni da parrucchiere, nel 1978 inizia a fare l'assistente per Loredana Bertè. Nel 2000 apre a Milano la LM Managements.

Estende l'iniziale attività di manager sportivo anche al mondo della musica e dello spettacolo, e affianca all’attività di agente l'organizzazione di "eventi" aziendali, divenendo lui stesso showman e uomo immagine[1]. Cura l’immagine di molti artisti, proponendoli nell’ambito televisivo e delle sponsorizzazioni come testimonial. Ha prodotto il cd di Luisa Corna, Acqua futura. Tra i personaggi che sono o sono stati in passato sotto contratto con la sua agenzia vi sono Simona Ventura, Alberto Castagna, Alda D'Eusanio, Luisa Corna, Maria Teresa Ruta, Marco Balestri, Mirka Viola, Naike Rivelli, Andrea Savinelli, Christian De Sica, Aida Yespica, Remo Girone, Sabrina Ferilli, Valeria Marini, Walter Nudo, Costantino Vitagliano, Cecilia Capriotti, Rocco Casalino, Fabrizio Corona e l'ex-Presidente della Camera Irene Pivetti.

Il 3 aprile 2008 il locale[non chiaro] subisce un incendio doloso, la stessa notte in cui Lele Mora viene assolto dalle accuse che gli erano state rivolte durante il caso di Vallettopoli. Dopo alcuni mesi, viene ritenuto colpevole dell'incendio il responsabile della sicurezza del parcheggio del Sesto Senso, un'altra discoteca di Desenzano (anch'essa andata a fuoco), il quale avrebbe appiccato le fiamme al locale di Lele Mora. Tuttavia, assieme al presunto incendiario, vengono indagati anche Leo Peschiera e altri cinque suoi soci, tutti gestori del Lele Mora House, i quali avrebbero precedentemente malmenato il sospettato dell'incendio al locale da loro gestito.[2] Mora non ha mai nascosto le sue forti simpatie di fascista, essendo stato ripreso nel documentario cinematografico "Videocracy" nell'atto di sfoggiare con il proprio videofonino alcune immagini fasciste e più svastiche naziste, oltre che una suoneria sulle note di Faccetta nera.[3]

Il 27 settembre 2010 Lele Mora, interrogato dai pm nell'ambito dell'inchiesta relativa al crac della Corona's srl, disse: "Ebbi una relazione con Corona, spesi per lui circa 2 milioni di euro nel periodo 2004-2006. I soldi provenivano da fatture false. Gli ho comprato 8 autovetture a partire da una Audi cabriolet per arrivare alla Bentley Continental. Anche l'appartamento a Milano in via De Cristoforis gliel'ho comprato io, o meglio, ho rifornito Corona di circa 1 milione 500 mila euro in contanti che doveva utilizzare per l’acquisto dell'appartamento".[4]

Nel marzo del 2013 ha presentato al circolo della stampa di Milano il libro La mia verità sui 407 giorni trascorsi in carcere per bancarotta fraudolenta. L'incontro è stato introdotto da Platinette, che Mora ha scelto come agente. Per l'occasione ha parlato di Fabrizio Corona ("È malato, soffre di disturbo bipolare") e di Silvio Berlusconi ("Non lo sento e non lo vedo dal 7 gennaio 2011; come capita spesso ai re è un uomo molto solo che si è circondato di persone sbagliate. Forse lo sono stato anch'io"").[5]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Spaccio di droga[modifica | modifica sorgente]

Nel 1989 viene arrestato a Verona per presunto spaccio di droga e messo in custodia cautelare in carcere.[6]

Il 30 marzo 1990 il Tribunale Penale di Verona lo condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per spaccio di droga,[7] pena poi ridotta in appello a un anno e sei mesi.[8]

Evasione fiscale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 Mora viene condannato dal fisco per evasione fiscale di 5 miliardi di lire. Di questo reato Mora tuttora si dichiara innocente.

Nel febbraio del 2008 viene nuovamente condannato, sempre per evasione fiscale, per 5,6 milioni di euro. Lele Mora e Mirko Mora (rappresentante legale della LM Managements e figlio di Lele) tra il 2003 e il 2004 hanno scaricato come spese legate alle loro attività cifre relative a spese che l'agenzia delle entrate ha ritenuto di carattere personale o comunque non legate alla loro attività commerciale. Tra queste spese si annoverano regali ad amici e collaboratori, viaggi pagati a persone non legate alla loro società, affitti di residenze in Sardegna e cene personali. In questo modo la società ha potuto dichiarare guadagni quasi inesistenti, in frode al fisco. Gli stessi Lele e Mirko Mora dichiaravano stipendi annuali inferiori ai 10 mila euro pur vivendo in una casa con un affitto di 220 mila euro annui.[9]

Pur facendo ricorso contro tali pronunce, nel febbraio 2008 Mora viene condannato al pagamento di 30 mila euro,[10] per debiti verso il fisco e spese legali. Successivamente, lo stesso Lele Mora, ha rilasciato dichiarazioni all'ANSA secondo cui: "In relazione alle notizie diffuse in modo fuorviante dalle maggiori emittenti televisive e pubblicate da alcune testate giornalistiche italiane si vuole sottolineare che io stesso ho ricevuto la notizia del rigetto del ricorso, da parte della 5ª Sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Bergamo, solo poche ore prima che queste fossero divulgate. Tengo a precisare che la giustizia tributaria prevede tre gradi di giudizio. I miei commercialisti stanno già predisponendo il ricorso in Commissione Regionale. Sono certo che la Commissione Tributaria Regionale sarà più attenta al giudizio in merito al ricorso che ci apprestiamo a presentare. Inoltre spero che tengano conto del tipo di attività svolta dalla LM Management S.r.l., cosa non fatta né dall’Ente accertatore, né dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bergamo. Infine voglio chiarire che la deduzione di costi, che per il tipo di attività svolta sono a nostro giudizio inerenti e pertanto deducibili, non è sintomo di evasione come reso pubblico dai mass media".

Vallettopoli[modifica | modifica sorgente]

Il 12 marzo 2007 gli viene notificato, dal pm di Potenza Henry John Woodcock, il divieto d'espatrio in base a intercettazioni telefoniche nell'ambito della indagine definita dalla stampa come "Vallettopoli", divieto poi revocato l'11 maggio seguente.[11] Il 29 febbraio 2008 Lele Mora viene prosciolto dalle accuse riguardanti nello specifico le presunte estorsioni effettuate da Fabrizio Corona ai danni di alcuni VIP. Il pm ha chiesto l'archiviazione per l'agente dei vip.[12]

Corona invece viene prima condannato, nel 2011, a 1 anno e 5 mesi di carcere per le tentate estorsioni nei confronti dei calciatori Coco e Adriano, poi condannato nel 2013 a 5 anni per l'estorsione a David Trezeguet con entrambe le sentenze passate in giudicato e infine arrestato a Cascais e estradato in Italia nel gennaio del 2013 dopo una latitanza durata sei giorni.

Bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale[modifica | modifica sorgente]

Dopo che la LM Managements viene dichiarata fallita dal Tribunale di Milano nel giugno del 2010, Lele Mora viene iscritto nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.

Il 29 luglio 2010 gli viene notificato l'avviso di chiusura delle indagini preliminari. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanzia di Milano contestano a Mora ed altri sette imputati (tra cui Fabrizio Corona) un'evasione fiscale di 17 milioni di euro, frutto di una serie di false fatture emesse da un imprenditore genovese, tale Marcello Silvestri, il quale, grazie ad alcuni prestanome, avrebbe emesso fatture false per consentire a vari imprenditori (tra cui Mora e Corona) di ridurre il reddito imponibile delle rispettive società, abbassando quindi l'ammontare delle imposte dovute al Fisco.[13][14] Secondo gli inquirenti milanesi la LM Management di Mora e la Corona’s, fallite rispettivamente nel 2010 e nel 2008, tra il 2005 e il 2007, avrebbero evaso rispettivamente 4 e 3,8 milioni di euro. Mora avrebbe poi distratto personalmente circa 8,5 milioni di euro dalle casse della sua società che sarebbero stati trasferiti all'estero e mai rintracciati dai pm che per questo hanno acceso delle rogatorie in Svizzera.[15]

Il 17 dicembre seguente viene chiesto il rinvio a giudizio.

Il Giudice dell'udienza preliminare di Milano, il 28 aprile 2011, dà ragione ai legali di Lele Mora dichiarando l’incompetenza territoriale dei magistrati milanesi a decidere. Il processo viene quindi trasferito a Bergamo mentre Corona viene stato condannato a 4 anni di carcere.[16][17]

Il 20 giugno seguente Mora viene arrestato e tenuto in stato di detenzione presso il carcere di Opera, "stanti le descritte professionalità criminali e capacità economica di origine illecita 'doppiate' dall'attività di drenaggio di denaro anche successiva alla dichiarazione di fallimento" delle sue società.[18]
Mora ha così deciso di patteggiare la condanna a 4 anni e 3 mesi. Il tutto viene ratificato il 4 novembre dal Gup di Milano Elisabetta Meyer.[19] La sentenza è così passata in giudicato.

Il 29 marzo 2012 Lele Mora si accorda con la Procura di Bergamo per un ulteriore patteggiamento a 7 mesi di carcere che, in continuazione sommati a quelli previsti dagli altri processi a suo carico, avrebbero fatto un totale di 4 anni e 10 mesi di carcere.[20] Il Gup si sarebbe pronunciato il 26 settembre seguente ma già il 1º agosto il tribunale di sorveglianza disponde la sua scarcerazione in attesa della pronuncia sulla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali, avanzata dai suoi legali.[21] Lele Mora a partire da settembre viene affidato alla comunità di Don Mazzi[22] mentre a Corona, in secondo grado, il 7 giugno era stata ridotta leggermente la pena a 3 anni e 10 mesi.[23]

Favoreggiamento della prostituzione[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2010, insieme a Emilio Fede, Mora è coinvolto nello scandalo relativo alla marocchina minorenne "Ruby". Pare che siano stati proprio i due a presentare la giovane al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel gennaio 2011 è indagato dalla Procura della Repubblica per favoreggiamento della prostituzione insieme a Silvio Berlusconi, Emilio Fede e Nicole Minetti sul "caso Ruby". Il 19 luglio 2013 Mora è condannato, insieme agli altri due imputati, dal Tribunale di Milano nell'ambito del processo "Ruby" bis per favoreggiamento della prostituzione a 7 anni di reclusione e all'interdizione a vita dai pubblici uffici[24].

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

« Si crede che il profitto, in particolare il profitto di breve periodo, sia l'unica misura di valore. Spesso in questa situazione il profitto è a scapito del bene generale e in violazione dei fondamentali princìpi di etica e correttezza, però il successo che se ne ottiene è ammirato e riverito dai media, diventa santificante e rende irrilievante ogni altra considerazione[25] »
(Lele Mora)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • 2013 - Lele Mora, la mia verità, di Matteo Menetti e Dario Gabriele Mora, Roberto Maggi Editore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giacca con polso gemello "Modello Lele Mora", Spoletonline.
  2. ^ Il boss di Lele Mora: ero lì, ma nessun pestaggio, Corriere della Sera.
  3. ^ Il venerdì di Repubblica, numero 1116, 7 agosto 2009, pag.32 e 35
  4. ^ La Repubblica, Inchiesta vip, le rivelazioni di Mora
    "Avevo una relazione con Corona"
    , 27 settembre 2010. URL consultato il 29 settembre 2010.
  5. ^ Alberta Perolo, La verità di Mora è in un libro in Settegiorni Tv, 2 marzo 2013, p. 9.
  6. ^ LA COCA DEI VIP, VERONA - BENE TREMA
  7. ^ http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/mora_sentenza.pdf
  8. ^ Il Fatto Quotidiano, 9 febbraio 2011
  9. ^ Lele Mora nei guai: ha evaso 5,6 milioni, L'Espresso.
  10. ^ Lele Mora pizzicato dal fisco: deve 5,6 milioni, Corriere.it, 3-2-2008. URL consultato il 3-2-2008.
  11. ^ Inchiesta Potenza: arrestato Fabrizio Corona, Schicchi ai domiciliari, Lele Mora non può espatriare
  12. ^ Vallettopoli, prosciolto Lele Mora a giudizio Corona: "I vip tremino, Repubblica.it, 29-2-2008. URL consultato il 2-3-2008.
  13. ^ Corona Lele Mora evasione 17 milioni di euro, 29/07/2010.
  14. ^ Vallettopoli, Corona e Mora a giudizio per evasione fiscale repubblica.it, 30 luglio 2010
  15. ^ Lele Mora sì al patteggiamento 4 anni e 3 mesi per bancarotta repubblica.it, 7 novembre 2011
  16. ^ Fabrizio Corona condannato a 4 anni per bancarotta ed evasione fiscale corriere.it, 28 aprile 2011
  17. ^ Corona condannato a 4 anni per evasione fiscale e bancarotta ilfattoquotidiano.it, 28 aprile 2011
  18. ^ Milano, Lele Mora finisce in carcere bancarotta fraudolenta da 8,5 milioni - Milano - Repubblica.it
  19. ^ Lele Mora sì al patteggiamento 4 anni e 3 mesi per bancarotta - Milano - Repubblica.it
  20. ^ Frode fiscale, accordo tra Lele Mora e la Procura di Bergamo per una pena di 7 mesi ilfattoquotidiano.it, 29 marzo 2012
  21. ^ Lele Mora scarcerato in attesa di udienza su affidamento in prova, TMNews, 1º agosto 2012
  22. ^ Lele Mora da don Mazzi a Milano „Lele Mora da don Mazzi (a raccogliere peperoncini freschi)“ milanotoday.it, 2 ottobre 2012
  23. ^ Evasione fiscale, Corona condannato livesicilia.it, 7 giugno 2012
  24. ^ 7 anni a Mora e Fede, 5 a Minetti in La Repubblica, 19 luglio 2013.
  25. ^ Fra gossip e storia: un uomo in Milano Giorno e Notte, Gennaio/Marzo 2008, p. 36. URL consultato il 19-06-2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]